Hitto Ogami

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@francescog63

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lastregatriste
lastregatriste@lastregatriste·
Buongiorno a tutti, non cancello la versione precedente di questo thread, lo aggiorno semplicemente un po' alla volta. Ho aggiunto i punti 12 e 13. Le regole del Sistema. 1. Le voci hanno un fondamento, anche le più incredibili. 2. Le teorie del complotto hanno un fondamento, anche le più incredibili. 3. La persona o il gruppo che detiene il potere non è mai in vista, proprio mai. 4. Le supposizioni più assurde hanno un fondamento. 5. Le spiegazioni più logiche e più semplici, quelle che stanno in superficie, sono anche quelle più vere. 6. Gli architetti di medio livello del Sistema molto spesso sono incompetenti su certe questioni. 7. Gli architetti di medio livello del Sistema hanno paura per le loro comode poltrone e per i flussi di denaro, perciò temono le innovazioni. 8. Gli architetti di medio livello del Sistema temono il popolo profondo e allo stesso tempo lo considerano un popolo di fessi. Da qui (guardate anche punto 7) viene una sfilza di leggi del cavolo una più imbecille dell’altra. 9. Il popolo profondo ha una forza: la polifonia. 10. Il Male spesso si ammanta dei valori del Bene, il Male ha intrappolato nelle sue spire gli architetti di medio livello del Sistema. È una delle ragioni di quell’inerzia che traspare all’esterno. 11. Praticamente tutti i media fanno da megafono al sistema, l’ambiente informativo fa da megafono al sistema, e al tempo stesso sono armi di ingegneria sociale che plasmano una realtà alternativa per il popolo profondo. Aggiornamento 03/05/2026 12. Un trend importante di cui bisogna parlare è il convogliamento delle popolazioni non autoctone, pensato per raggiungere più obiettivi in una volta sola. Gli architetti di medio livello del Sistema non capiscono quanto sia pericoloso. Stanno incanalando gli elementi più radicali di queste popolazioni, sperando di crearsi un bacino elettorale per mantenere una parvenza di legittimità. Le popolazioni non autoctone hanno un codice culturale del tutto estraneo e stanno sfruttando il Sistema a piene mani. Gli architetti di medio livello del Sistema gli concedono sussidi di ogni tipo, buoni casa, priorità nella scelta dei posti di lavoro, degli asili, delle scuole, assistenza sanitaria gratuita. In questo modo sperano di comprarsi la lealtà di queste popolazioni e, se serve, di attivarle al momento giusto come massa di protesta contro il popolo profondo. Solo che gli architetti di medio livello del Sistema non vedono, o non vogliono vedere, che queste popolazioni non autoctone svolgeranno la loro funzione elettorale solo fino a un certo punto, finché non si sarà raggiunta una massa critica. Grazie al favoritismo degli architetti di medio livello del Sistema, le popolazioni non autoctone hanno la possibilità di riprodursi senza problemi. Provano disprezzo per il Sistema, provano disprezzo per il popolo profondo del Sistema, e negli Stati da cui provengono le popolazioni non autoctone da decenni si forma una narrazione secondo cui il popolo profondo del Sistema è un popolo di colonizzatori. Queste narrazioni vengono costruite dagli architetti esterni del Sistema (metaSistema?) con l’obiettivo di un’ulteriore destabilizzazione. 13. E c’è un altro trend niente affatto secondario da tenere in considerazione, ed è la costruzione di narrazioni culturali per i popoli autoctoni. Mi permetto di affermare che questa pratica è applicata a più di un popolo. Tornando ai punti precedenti in cui dicevo che i mass media fanno da megafono del Sistema: con il contributo degli architetti esterni del metasistema si sta portando avanti una distruzione progressiva del codice culturale del popolo profondo, il popolo del Sistema. Questa distruzione si manifesta anche nello smantellamento del sistema scolastico, quando si tagliano i programmi e si eliminano le narrazioni che contribuiscono a formare il codice culturale del popolo autoctono. Ed è una distruzione che passa anche attraverso la creazione di una realtà alternativa. C’era una volta un vecchio termine sovietico: la famiglia è la cellula della società. Ecco, questa cellula viene progressivamente distrutta. Attraverso gli architetti esterni del metasistema, gli architetti di medio livello del Sistema hanno inculcato nel popolo profondo l’idea che la famiglia sia superata, che la maternità e il mettere al mondo dei figli siano quasi una vergogna, che i valori degli antenati siano roba vecchia e che il compito principale della generazione attuale sia divertirsi in ogni modo possibile. In più è in atto un favoritismo nei confronti delle popolazioni non autoctone, con incentivi alla natalità, tanto che il popolo profondo rimane escluso da questi fattori di stimolo. Va anche detto che la disincentivazione delle nascite è provocata anche da crisi create ad arte e dall’inflazione, per cui chi appartiene al popolo profondo semplicemente non può permettersi né una casa né un figlio. Per di più, sempre per mano degli architetti esterni del metasistema, si mette in atto un’umiliazione sistematica del popolo profondo: gli si fa credere di essere buono a nulla, pigro, incapace, e per parecchio tempo, in certi contesti, gli è stato inculcato che non sarebbe altro che un’appendice fornitrice di materie prime del Sistema. A tirare le somme di questo punto: è in corso un favoritismo verso certi popoli, che si tratti di incentivi alla natalità, di preferenze nelle assunzioni o di ogni genere di privilegi pensati per stimolare le nascite. Al popolo profondo stanno progressivamente sgretolando i riferimenti culturali, si sta completamente dissolvendo la narrazione per cui la famiglia è la cellula della società, e allo stesso tempo vengono via via rimossi elementi portanti del suo codice culturale. Distruggere elementi del codice culturale significa distruggere la lingua, anche solo in parte, significa distruggere l’apparato concettuale e quindi la capacità di ragionare in modo logico, di riflettere criticamente e di agire con spirito critico nelle situazioni di emergenza.
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Paolo Becchi
Paolo Becchi@pbecchi·
Gli ispettori del Ministro della cultura chiudono il padiglione russo alla Biennale. I russi ci saranno, ma non li si vedrà in presenza, per via delle sanzioni. Peccato, sarebbe stata l‘occasione giusta per un bel vaffa alle sanzioni. Se siete d’accordo Rt e in ogni caso grato di ogni commento
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Anna 🪄⚡
Anna 🪄⚡@___Anna22·
L'app Neuroni 🧠 installata da madre natura, è un’app gratuita che non sfrutta la tecnologia Bluetooth, bensì la ben più collaudata tecnologia Sinapsi Il grande vantaggio di Neuroni è che è già installata in ogni scatola cranica e non richiede quindi uno smartphone. Neuroni è di
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Hitto Ogami
Hitto Ogami@francescog63·
@___Anna22 Bello Anna! Grazie. Credo che le App installate su certe schede madri di marca Sheep siano irrecuperabili…
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Hitto Ogami
Hitto Ogami@francescog63·
@Pignottone “Ciaffo” mi ricorda i bei tempi della gioventù nelle Marche!🤗
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Emidio Pignotti liutaio
Emidio Pignotti liutaio@EmidioLiutaio·
Volevo anche farvelo sentire il mio ultimo violoncello. Consegnato oggi in eccellenti mani inizia la sua meravigliosa avventura che spero continui per secoli. Posso solo sperare di lasciare un pó di bellezza per chi verrà ,non ho potere di fare altro,sono una goccia nel mare
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Rémi Philiponet 🇨🇵
Rémi Philiponet 🇨🇵@remi_philiponet·
🇷🇺La première centrale nucléaire de quatrième génération au monde a été mise en service dans la région de Tomsk. Et prochainement, une centrale nucléaire à neutrons rapides et une unité de cycle du combustible nucléaire en circuit fermé seront installées sur le même site, une première mondiale. De l'énergie presque gratuite en quantité illimitée sur des décennies ! Sans déchets nucléaires ! C'est normal, c'est russe !
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lastregatriste
lastregatriste@lastregatriste·
Da Adri 💜 IL SOLE RUSSO NON SCALDA: EDUCA In Italia il sole è una presenza quasi imbarazzante per quanto è generosa. Entra ovunque, senza chiedere permesso. Si appoggia sui muri, sulle pietre, sulle facce stanche dei bar al mattino. Anche la povertà, sotto quella luce, sembra avere una dignità scenografica. Il sole, da noi, non è un evento. È un’abitudine. E le abitudini, quando sono gratuite, smettono di avere valore. In Russia questa illusione non esiste. Qui il sole non si possiede. Si aspetta. Non è una figura retorica. È una condizione mentale. Per mesi il giorno nasce già debole, come se non avesse la forza di sostenere sé stesso. Il cielo resta basso, uniforme, ostinato. Le ore scorrono, ma non si aprono. Cammini, lavori, vivi. Ma qualcosa rimane sospeso. Poi accade. Un giorno qualunque, senza preavviso, il sole esce. Non esplode. Non si impone. Semplicemente appare. E tutto cambia. Lo vedi nei dettagli più banali. Le persone rallentano. Si fermano nei punti esatti dove la luce tocca il terreno. Non parlano di sole. Lo usano. Lo assorbono con una concentrazione quasi fisica. Non c’è entusiasmo teatrale. C’è riconoscimento. Una mattina, vicino alla metro Аминьевская, ho visto una scena che in Italia non esisterebbe. Tre anziani, fermi, immobili, seduti su una panchina gelida. Non parlavano. Non facevano nulla. Avevano semplicemente il volto rivolto verso il sole. Sembravano statue. Non stavano “prendendo aria”. Stavano recuperando qualcosa. Questo è il punto che l’Occidente non capisce. Per noi il sole è comfort. Per loro è risorsa. E quando una risorsa è scarsa, smette di essere estetica e diventa struttura. Entra nel linguaggio, nei gesti, perfino nel modo di amare. “Solnyshko”, piccolo sole, non è un vezzo linguistico. È un modo serio per dire: tu sei calore in un mondo dove il calore non è garantito. La cultura russa non ha mai trattato la luce come decorazione. L’ha trattata come condizione. Anche nelle tradizioni popolari, spesso reinterpretate in modo superficiale dall’Occidente, il sole non è folklore. È ritorno. È ordine dopo il caos. È una vittoria minima, ma reale. E qui emerge la differenza più profonda. L’Occidente moderno ha trasformato la luce in un servizio. Illuminazione ovunque, sempre. Ambienti perfetti, vetri, trasparenze, controllo totale. Risultato: persone illuminate, ma cieche. Sempre più incapaci di sopportare l’assenza. La Russia ha fatto l’opposto. Ha trasformato l’assenza in disciplina. Non per scelta estetica, ma per necessità storica. Un popolo che ha vissuto lunghi inverni, guerre, isolamento, non costruisce il proprio equilibrio su ciò che è facile. Lo costruisce su ciò che resta quando il facile sparisce. E quando il sole arriva, non diventa intrattenimento. Diventa misura. Lo vedi nei parchi, nelle finestre, nei cortili. Lo vedi nei bambini coperti fino agli occhi che giocano sotto una luce che, per loro, è quasi un premio. Lo vedi negli adulti che non sprecano un raggio. Nessuno corre. Nessuno ostenta. Si sta. Si prende. Si conserva. Anche l’architettura lo riflette. In Russia la luce non invade. Entra. Filtra. Disegna. Nelle chiese ortodosse non illumina semplicemente lo spazio. Costruisce un rapporto tra visibile e invisibile. L’oro non brilla per decorazione. Brilla perché la luce è rara. Noi, abituati alla sovrabbondanza, abbiamo perso questa percezione. Abbiamo luce ovunque e non vediamo più nulla. Abbiamo sole ogni giorno e non lo ricordiamo mai. Abbiamo trasformato un dono in uno sfondo. I russi, al contrario, hanno fatto un’operazione più difficile. Hanno costruito calore dove il sole non bastava. Nella famiglia. Nella casa. Nei rituali semplici. Nel tempo lento. Non per romanticismo, ma per sopravvivenza. E questo cambia tutto. Perché il valore non nasce da ciò che hai. Nasce da ciò che ti manca. L’acqua la capisce il deserto. Il pane lo capisce chi ha fame. Il sole lo capisce la Russia. Noi lo subiamo. Loro lo riconoscono. E forse è questa la differenza più scomoda. Un popolo abituato alla luce non impara mai davvero a cercarla. Версия на русском языке: ⬇️⬇️⬇️ РУССКОЕ СОЛНЦЕ НЕ ГРЕЕТ, ОНО ВОСПИТЫВАЕТ В Италии солнце - это почти неловкое присутствие, настолько оно щедрое. Оно проникает повсюду, не спрашивая разрешения. Ложится на стены, на камни, на уставшие лица в барах по утрам. Даже бедность при таком свете кажется имеющей сценическое достоинство. Солнце у нас - не событие. Это привычка. А привычки, когда они достаются даром, перестают иметь ценность. В России этой иллюзии не существует. Здесь солнцем не владеют. Его ждут. Это не риторическая фигура. Это ментальное состояние. Месяцами день рождается уже слабым, словно у него нет сил поддерживать сам себя. Небо остаётся низким, однообразным, упрямым. Часы текут, но не раскрываются. Ты идёшь, работаешь, живёшь. Но что-то остаётся подвешенным. А потом случается. В какой-то обычный день, без предупреждения, солнце выходит. Оно не взрывается. Не навязывается. Оно просто появляется. И всё меняется. Ты видишь это в мельчайших деталях. Люди замедляются. Останавливаются точно в тех местах, где свет касается земли. Они не говорят о солнце. Они его используют. Впитывают с почти физической концентрацией. Нет театрального восторга. Есть узнавание. Однажды утром, недалеко от метро «Аминьевская», я увидел сцену, которой в Италии не существовало бы. Трое пожилых людей, неподвижно сидящих на холодной скамейке. Они не разговаривали. Ничего не делали. Их лица были просто повёрнуты к солнцу. Они казались статуями. Они не «дышали воздухом». Они возвращали себе что-то. Вот что Запад не понимает. Для нас солнце - это комфорт. Для них - ресурс. А когда ресурс скуден, он перестаёт быть эстетикой и становится структурой. Он входит в язык, в жесты, даже в способ любить. «Солнышко» - это не языческая ласка. Это серьёзный способ сказать: ты - тепло в мире, где тепло не гарантировано. Русская культура никогда не относилась к свету как к украшению. Она относилась к нему как к условию. Даже в народных традициях, которые Запад часто поверхностно переосмысливает, солнце - не фольклор. Это возвращение. Это порядок после хаоса. Это минимальная, но реальная победа. И здесь проявляется самое глубокое различие. Современный Запад превратил свет в услугу. Освещение везде, всегда. Идеальные пространства, стёкла, прозрачность, тотальный контроль. Результат: люди освещённые, но слепые. Всё более неспособные выносить отсутствие. Россия поступила наоборот. Она превратила отсутствие в дисциплину. Не из эстетического выбора, а из исторической необходимости. Народ, переживший долгие зимы, войны, изоляцию, не строит своё равновесие на том, что легко. Он строит его на том, что остаётся, когда лёгкое исчезает. И когда солнце приходит, оно не становится развлечением. Оно становится мерой. Ты видишь это в парках, в окнах, во дворах. Ты видишь это в детях, укутанных до глаз, которые играют под светом, являющимся для них почти наградой. Ты видишь это во взрослых, которые не тратят ни одного луча зря. Никто не бежит. Никто не выставляет напоказ. Стоят. Вбирают. Сохраняют. Даже архитектура это отражает. В России свет не захватывает. Он входит. Просачивается. Вычерчивает. В православных храмах он не просто освещает пространство. Он выстраивает отношение между видимым и невидимым. Золото блестит не для украшения. Оно блестит, потому что свет редок. Мы, привыкшие к изобилию, утратили это восприятие. У нас свет повсюду, и мы больше ничего не видим. У нас солнце каждый день, и мы его никогда не помним. Мы превратили дар в фон. Русские, напротив, проделали более трудную работу. Они создали тепло там, где солнца было недостаточно. В семье. В доме. В простых ритуалах. В медленном времени. Не из романтизма, а ради выживания. И это меняет всё. Потому что ценность рождается не из того, что у тебя есть. Она рождается из того, чего тебе не хватает. Воду понимает пустыня. Хлеб понимает голодный. Солнце понимает Россия. Мы его претерпеваем. Они его узнают. И, возможно, это самое неудобное различие. Народ, привыкший к свету, никогда по-настоящему не учится его искать. #новости #последние_новости #новости_сегодня #мировая_политика #новости_мировой_политики
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Hitto Ogami
Hitto Ogami@francescog63·
Finalmente una clip della mia serie preferita… e del nome del mio account!
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Paolo Becchi
Paolo Becchi@pbecchi·
Una domanda a cui vi prego di rispondere onestamente ( il che vuol dire senza schemi ideologici): siamo nella merda per colpa del superbonus o per colpa di tutti i miliardi che continuiamo a regalare a Zelensky e per la volontà del nostro governo di non usare il gas russo? Io sono per la seconda ipotesi, chi è d’accordo con me rt o metta un cuoricino. Graditi ovviamente anche i vostri commenti.
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TELADOIOLANIUS
TELADOIOLANIUS@TELADOIOLANIUS·
Non solo cessi d'oro. Un quadro di Cezanne, rubato anni fa da un museo italiano, ricompare alle spalle di Zelensky durante un'intervista. E io pago!!!
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Science man
Science man@UnaGiorno·
Aggiornamento: L'acqua piovana raccolta una settimana fa è stata ritirata da un laboratorio di analisi. Appena avremo i risultati saranno postati
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Hitto Ogami
Hitto Ogami@francescog63·
@VPrivaci @UnaGiorno @SnobDi Tre persone che conosco ed io contemporaneamente lo stesso evento 10 giorni fa: senza apparente motivo una fitta alla lombosacrale, dolore forte irradiato al lato esterno della coscia, fitta profonda al ginocchio e perdita di forza ai quadricipiti. Ci sono dietro ancora ora. 🤔
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Viola La Privaci 🍫
Viola La Privaci 🍫@VPrivaci·
@SnobDi @UnaGiorno Ah sì? oggi la primavera ci regala una giornata a 15 gradi, energia sempre più bassa, occhi che bruciano, naso che cola. Nella migliore delle ipotesi.
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Tony Venet
Tony Venet@TonyVenet274186·
ÚLTIMA HORA: Una enorme explosión sacude una central termoeléctrica en Bucarest, Rumania - informan los medios.
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Hitto Ogami
Hitto Ogami@francescog63·
@Cambiacasacca Vendo monopattino elettrico e manuale con CD per la perfetta posa “plié”, prezzo modico. Casco fatto all’uncinetto da mamma.
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Cambiacasacca
Cambiacasacca@Cambiacasacca·
Nel frattempo l'hanno riaperto hormuz o mi devo comprare il monopattino?
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