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VI CHIEDO A TUTTI DI LEGGERE QUESTO POST, NON CADETE NEL TRAMELLO DELL'EMERGENZA FINTA. E VI CHIEDO A TUTTI DI NON STARE ZITTI SUL VOSTRO MALCONTENTO.
Il governo si trova attualmente nella prima fase. La crisi artificiale e la finta carenza di carburante servono a farci paura e a tenerci sotto controllo.
Il concetto di ingegneria sociale è l'uso sistematico di meccanismi psicologici, dati e tecniche di manipolazione per influenzare il comportamento di singoli, gruppi o intere società, al fine di ottenere determinati risultati.
In senso stretto (soprattutto in ambito cybersecurity), l'ingegneria sociale è l'“hacking” dell'essere umano, non del computer: l'aggressore inganna, convince o fa leva sulle emozioni per estorcere password, dati o indurre a compiere un'azione specifica. Qui entrano in gioco i principi di Robert Cialdini: reciprocità (un favore per un favore), autorità, scarsità/urgenza, prova sociale ("lo fanno tutti"), simpatia e coerenza.
Ma in un senso più ampio, socio-politico, l'ingegneria sociale è la gestione su larga scala della coscienza e del comportamento collettivo. Governi, media, grandi aziende o strutture specializzate testano e plasmano deliberatamente le reazioni della società.
Il meccanismo delle crisi finte o artificialmente amplificate
Uno degli strumenti chiave sono le crisi finte o esagerate (manufactured crises). Invece di imporre misure impopolari direttamente, si crea o si gonfia artificialmente la percezione di un problema urgente: una improvvisa "carenza" di qualcosa, un collasso energetico, una minaccia di scarsità, un'impennata dei prezzi o una "situazione di emergenza". Il tutto viene innescato attraverso i media, dichiarazioni ufficiali o rivelazioni coordinate.
Ecco come funziona nella pratica:
- Lancio di un sasso nello stagno (trial balloon): una notizia o una narrazione compare all'improvviso. Si misura immediatamente la reazione: quanta indignazione sui social, se la gente scende in piazza, quanto la società si divide in fazioni o se invece dimentica rapidamente tutto.
- Test della soglia di tolleranza: se la reazione è debole o frammentata ("hanno abboccato"), si passa al passo successivo: si introducono restrizioni, nuove tasse, controlli sulla distribuzione o altre misure. Se invece scoppia un forte putiferio, si fa marcia indietro, si rivedono le comunicazioni ("è una cosa temporanea") e si riprova più tardi o in una forma diversa.
- L'effetto della rana bollita (boiling frog effect): i cambiamenti non avvengono all'improvviso. Prima arriva un problema "temporaneo", poi il razionamento, poi nuove regole "per la sicurezza". Quello che ieri sembrava inaccettabile, dopo qualche mese diventa la "nuova normalità". Le persone si adattano gradualmente e smettono di accorgersi di come si spostano i confini del tollerabile.
- Divide et impera + distrazione: mentre tutti discutono sulle cause della crisi (nemico esterno, speculatori, il "governo precedente"), le energie si disperdono in accuse reciproche. Nel frattempo, si apportano silenziosamente modifiche meno visibili ma importanti alle leggi o alla distribuzione delle risorse.
- Affinamento tramite dati e algoritmi: i social network e il big data permettono di monitorare le emozioni in tempo reale: chi è arrabbiato, chi è distratto, quali narrazioni funzionano meglio con i diversi gruppi. Questo rende il processo estremamente preciso.
Tecniche classiche in queste crisi
- Paura + urgenza: "Se non agiamo ora, sarà una catastrofe".
- Normalizzazione attraverso la ripetizione: la stessa idea viene ripetuta da fonti diverse (TV, esperti, funzionari, influencer).
- Pressione morale: chi solleva dubbi viene dipinto come egoista o come una minaccia per il "bene comune".
Contesto storico
Il termine "social engineering" è apparso tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo. L'imprenditore olandese J.C. Van Marken usò l'espressione "sociale ingenieurs" nel 1894, intendendo specialisti che risolvono i problemi "umani" nella produzione come gli ingegneri lavorano con le macchine.
Negli Stati Uniti, il termine fu reso popolare durante l'era progressista (Progressive Era, con William Tolman e altri), dove si iniziò a vedere la società come un meccanismo che può essere "regolato" scientificamente. In seguito, Karl Popper contrappose l' "ingegneria sociale a pezzi" (piecemeal social engineering, ovvero piccoli cambiamenti graduali) ai progetti utopici di riorganizzazione totale della società.
Perché funziona proprio ora
Nell'era delle comunicazioni istantanee e della sorveglianza totale dell'opinione pubblica, il meccanismo delle crisi artificialmente amplificate è diventato incredibilmente preciso. Un singolo "lancio" può mostrare in poche ore il grado di disponibilità della società ad accettare nuove restrizioni. Il silenzio o la stanchezza vengono spesso interpretati come consenso passivo.
Alla fine, questo tipo di ingegneria sociale è efficace finché le persone rimangono prevedibili, divise e inclini all'adattamento graduale. Prendere coscienza del meccanismo stesso è già un passo importante per non essere solo un oggetto di influenza.