Gaetano Gorgone

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Gaetano Gorgone

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@gorgo147

comparative law student - politics addicted - basketball enthusiast

Aci Bonaccorsi, Sicilia Katılım Haziran 2020
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Gaetano Gorgone
Gaetano Gorgone@gorgo147·
@Michewolf e per quale astrusa ragione non dovrebbe valere anche per l'Alta Corte?
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Thor
Thor@Michewolf·
@gorgo147 Giurisprudenza infinita che non riguarda l’Alta Corte Disciplinare che ancora non esiste e che non riguarda l’eventuale nuova versione dell’art 105 Cost che para di legge che deve assicurare la rappresentanza e non la maggioranza
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Thor
Thor@Michewolf·
Per chi non ha ancora votato ed è interessato al merito della questione: così come riformato, l’art 105 Cost lascia aperta la porta ad un’interpretazione tale per cui i collegi che decideranno sugli illeciti disciplinari dei pm avranno una maggioranza di membri politici!
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Ho l’impressione che l’Italia sia fondamentalmente per il #No. Ma non solo su questo referendum. Siamo per il No al cambiamento in qualsiasi settore. Da questo punto di vista siamo il paese più conservatore d’Europa. Troviamo sempre una ragione per non cambiare: la giustizia, la scuola, il regionalismo o per non fare investimenti infrastrutturali ed energetici. Questo conservatorismo è trasversale alla destra e alla sinistra che sono normalmente immobili in attesa che l’altra parte faccia “l’errore” di proporre qualcosa. Da questo stallo dobbiamo uscire se vogliamo sopravvivere e diventare qualcosa di più di una meta turistica.
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Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺
L’unica differenza tra i due è la Costituzione degli Stati Uniti d’America, che Dio la benedica. Speriamo in un sussulto di dignità del grande popolo americano.
Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺 tweet media
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Ukraine / Україна
nothing beats the death of a dictator 🥳
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Gaetano Gorgone
Gaetano Gorgone@gorgo147·
@micheleboldrin no era proprio un altro giornale completamente con un'altra linea editoriale, poi ci fu renzi e ora velardi, non ho espresso un giudizio di merito
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Michele Boldrin
Michele Boldrin@micheleboldrin·
@gorgo147 Ah ecco. Fra i liberali doc la realtà cambia quando cambia il direttore
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Michele Boldrin
Michele Boldrin@micheleboldrin·
Lo SCHIFO che provocate e' non quantificabile. Sull'Ucraina VOI, nel 2022, pubblicavate oscenita' del genere: ilriformista.it/cosa-deve-conc… Sulla Palestina avete taciuto e tacete tutti i giorni! Tutti i giorni avete mentito e mentite sui crimini di Israele menzionando solo quelli di Hamas. Vergognatevi. @claudiovelardi dico a te. Accetta un pubblico confronto sulle ragioni della vostra continua ed offensiva distorsione dei fatti e della storia.
Il Riformista@ilriformista

#Sanremo, Ermal Meta omaggia i bimbi di Gaza ma dimentica l’Ucraina e l’orrore del 7 ottobre: quando le lacrime versate a favore di telecamere diventano selettive ilriformista.it/sanremo-ermal-…

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Mark Carney
Mark Carney@MarkJCarney·
My statement on Iran-related hostilities in the Middle East:
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Oggi da piazza Maidan a Kyiv vi racconto come sono andate le cose nell’inverno fra il 2013 e il 2014, alla faccia di Sachs e di chi ancora lo ospita in tv. La storia dell’Ucraina è cambiata qui grazie a ragazzi coraggiosi che vogliono essere europei, nonostante quello che vogliono farvi credere i proputiniani. #slavaukraini🇺🇦
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L'Opinione delle Libertà
L'Opinione delle Libertà@l_Opinione·
Si creano due Csm per porre fine ad un’annosa problematica: che giudici e pubblici ministeri, in barba alla terzietà, possano decidere vicendevolmente delle altrui valutazioni, nomine, trasferimenti e promozioni. di @gorgo147 opinione.it/politica/2026/…
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Guido Vitiello
Guido Vitiello@guidotweet·
Tutte le cose buone della vita sono immorali, illegali, fanno ingrassare o attentano all’autonomia e all’indipendenza della magistratura
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Claudio Cerasa
Claudio Cerasa@claudiocerasa·
Dettaglio spesso omesso: oggi l’art 104 proclama autonomia della magistratura, ma non dice espressamente che il pm ne fa parte. La riforma Nordio lo scrive nero su bianco. Risultato? Mettere il pm sotto l’esecutivo diventerebbe non più facile ma incostituzionale in modo esplicito
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Luca Sofri
Luca Sofri@lucasofri·
Aderisco alla linea di famiglia: la campagna referendaria rende desiderabile la sconfitta, degli uni e degli altri.
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Le parole del ministro Nordio sono profondamente sbagliate. Ma a parlare di “metodo mafioso” (neppure “paramafioso”, come ha detto Nordio) per descrivere la degenerazione delle correnti è stato nel un pm e consigliere del Csm come Di Matteo. Non ricordo note indignate dell’Anm.
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Gaetano Gorgone
Gaetano Gorgone@gorgo147·
@lucatelese tra l'altro, "i membri politici del CSM di centrodestra" (come li chiama lei), sono let la maggior parte contro la riforma.
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Luca Telese
Luca Telese@lucatelese·
Dunque: i membri politici del CSM di centrodestra (o controllati dal centrodestra) avrebbero voluto far interdire Gratteri, e sottoporlo a perizia psichiatrica, eseguendo l’ordine punitivo del ministro. Ma non ci spiegavano da mesi, quelli del Si, che con la riforma, la politica non avrebbe avuto più potere sulla magistratura? Immaginate un consiglio in cui quelli controllati dalla politica sono di più e contano di più. Ricordarsi di hiedere ai professor supercazzola del Sì una delle loro eleganti spiegazioni in punta di dottrina.
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Fu il fascismo a unire le carriere delle toghe. Le parole di Grandi del 1941 identiche a quelle di chi oggi avversa la riforma Nordio: Schlein, Serracchiani, l'Anm, Gratteri, Di Matteo, Travaglio. La separazione delle carriere “determinerebbe la formazione di veri e propri compartimenti stagni nell’organismo della magistratura”, e inoltre avrebbe effetti negativi sull’attività dei magistrati, “in quanto la formazione intellettuale e professionale del magistrato, lungi dall’esser turbata, è, invece, avvantaggiata dall’esercizio di entrambe le funzioni, che offre il modo di perfezionarsi in tutti i campi del diritto”. Per quanto possa apparire sorprendente, a esprimere queste parole non è stato un esponente dell’Associazione nazionale magistrati né un dirigente del Partito democratico, né uno dei tanti intellettuali oggi schierati a testa bassa contro la riforma Nordio. Queste parole risalgono al 30 gennaio 1941 e sono contenute nella relazione dell’allora ministro della Giustizia fascista, Dino Grandi, che accompagnava la riforma dell’ordinamento giudiziario approvata proprio quell’anno. Fu infatti il regime fascista a eliminare la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, che era stata introdotta nell’età liberale (1865), e a prevedere invece la carriera unica per le due categorie. Fa effetto rileggere quelle parole e confrontarle con quelle di chi oggi avversa la riforma Nordio, addirittura accusandola di essere di stampo fascista, attraverso un palese ribaltamento della storia.      “E’ innegabile la separazione delle carriere finirebbe per condurre alla configurazione di un corpo di circa 2.500-3.000 magistrati fortemente arroccati all'interno del ruolo funzionale del pm. Un corpo di magistrati requirenti in qualche modo autoreferenziali, cui sarebbe preclusa ogni possibilità di scambio di cultura e di esperienze con gli ambienti dei magistrati assegnati alla funzione giudicante”. Grandi? No, Debora Serracchiani, deputata del Pd e responsabile giustizia dei dem (16 gennaio 2025).   “L’unicità della magistratura è valore fondante del nostro associazionismo: tale sua caratteristica ontologica è incompatibile con ogni possibilità di mediazione e trattativa sugli specifici contenuti delle riforme”. Relazione Grandi? No, mozione approvata dall’Associazione nazionale magistrati al termine del suo congresso nazionale nel maggio 2024.      “La separazione delle carriere, quella sì, trasformerà il pm in superpoliziotto, e questi perderà la cultura della giurisdizione e della terzietà”. Grandi? No, il procuratore di Napoli Nicola Gratteri (Repubblica, 24 gennaio 2025).   “Per garantire la massima imparzialità e serenità del pm, non solo non si dovrebbero vietare i passaggi tra funzioni. Ma occorrerebbe incoraggiarli, meglio ancora renderli obbligatori. Se invece il pm viene sganciato dal giudice, quindi dalla ‘cultura della giurisdizione’ (fare giustizia), diventerà sempre meno imparziale e sempre più inquisitore, tutto teso ad accusare, far arrestare, processare e condannare più gente possibile”. Grandi? No, Marco Travaglio nel suo ultimo libro.     La separazione delle carriere ha come obiettivo “creare una classe separata di procuratori, con un proprio Csm, una sorta di super pubblico ministero, un accusatore di professione, sganciato dal resto della magistratura, con a disposizione l’intero apparato della polizia giudiziaria, soggetto ai richiami della pressione mediatica e del potere politico”. Grandi? No, Elly Schlein, segretaria del Partito democratico. Lo stesso partito che oggi assimila ai fascisti chi voterà Sì.    Sul Foglio di oggi
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