exit retweetledi
exit
1.3K posts

exit retweetledi

🟥LA FACCIA COME IL...
Fascistelli da "Bagaglino", squadristi d'accatto, federali da commedia all'italiana, patrioti da barzelletta e immondizia similare: c'è un messaggio per voi da parte del Prof. #Barbero ⬇️
@FioriFlavio @radiosilvana @SerenoSteno @ValerioMinnella @ANPI_Scuola
Italiano

I just added a new item to my wishlist.
Buy it for me here: wishtender.com/Lu077/?item=66…
English
exit retweetledi

I nostri aerei sono gli occhi del mondo sul Mediterraneo centrale.
Se il Governo italiano dovesse riuscire a bloccarli, le violazioni dei diritti umani verrebbero oscurate, così come la complicità di #Frontex.
Finché potremo, continueremo a volare.

Italiano
exit retweetledi

Ecco il testo integrale del monologo di Antonio Scurati sul #25aprile che lo scrittore avrebbe dovuto portare a “Che sarà” e censurato dalla Rai.
Da leggere, rileggere, studiare e, soprattutto, condividere in ogni modo e con ogni mezzo, fare arrivare lontano, alla faccia di questa destra miserabile e neofascista che crede di poter cancellare la Storia.
“Giacomo Matteotti fu assassinato da sicari fascisti il 10 di giugno del 1924.
Lo attesero sotto casa in cinque, tutti squadristi venuti da Milano, professionisti della violenza assoldati dai più stretti collaboratori di Benito Mussolini. L’onorevole Matteotti, il segretario del Partito Socialista Unitario, l’ultimo che in Parlamento ancora si opponeva a viso aperto alla dittatura fascista, fu sequestrato in pieno centro di Roma, in pieno giorno, alla luce del sole. Si batté fino all’ultimo, come lottato aveva per tutta la vita. Lo pugnalarono a morte, poi ne scempiarono il cadavere. Lo piegarono su se stesso per poterlo ficcare dentro una fossa scavata malamente con una lima da fabbro.
Mussolini fu immediatamente informato. Oltre che del delitto, si macchiò dell’infamia di giurare alla vedova che avrebbe fatto tutto il possibile per riportarle il marito. Mentre giurava, il Duce del fascismo teneva i documenti insanguinati della vittima nel cassetto della sua scrivania.
In questa nostra falsa primavera, però, non si commemora soltanto l’omicidio politico di Matteotti; si commemorano anche le stragi nazifasciste perpetrate dalle SS tedesche, con la complicità e la collaborazione dei fascisti italiani, nel 1944.
Fosse Ardeatine, Sant’Anna di Stazzema, Marzabotto. Sono soltanto alcuni dei luoghi nei quali i demoniaci alleati di Mussolini massacrarono a sangue freddo migliaia di inermi civili italiani. Tra di essi centinaia di bambini e perfino di infanti. Molti furono addirittura arsi vivi, alcuni decapitati.
Queste due concomitanti ricorrenze luttuose – primavera del ’24, primavera del ’44 – proclamano che il fascismo è stato lungo tutta la sua esistenza storica – non soltanto alla fine o occasionalmente – un irredimibile fenomeno di sistematica violenza politica omicida e stragista.
Lo riconosceranno, una buona volta, gli eredi di quella storia?
Tutto, purtroppo, lascia pensare che non sarà così. Il gruppo dirigente post-fascista, vinte le elezioni nell’ottobre del 2022, aveva davanti a sé due strade: ripudiare il suo passato neo-fascista oppure cercare di riscrivere la storia. Ha indubbiamente imboccato la seconda via.
Dopo aver evitato l’argomento in campagna elettorale, la Presidente del Consiglio, quando costretta ad affrontarlo dagli anniversari storici, si è pervicacemente attenuta alla linea ideologica della sua cultura neofascista di provenienza: ha preso le distanze dalle efferatezze indifendibili perpetrate dal regime (la persecuzione degli ebrei) senza mai ripudiare nel suo insieme l’esperienza fascista, ha scaricato sui soli nazisti le stragi compiute con la complicità dei fascisti repubblichini, infine ha disconosciuto il ruolo fondamentale della Resistenza nella rinascita italiana (fino al punto di non nominare mai la parola “antifascismo” in occasione del 25 aprile 2023).
Mentre vi parlo, siamo di nuovo alla vigilia dell’anniversario della Liberazione dal nazifascismo. La parola che la Presidente del Consiglio si rifiutò di pronunciare palpiterà ancora sulle labbra riconoscenti di tutti i sinceri democratici, siano essi di sinistra, di centro o di destra.
Finché quella parola, Antifascismo, non sarà pronunciata da chi ci governa, lo spettro del fascismo continuerà a infestare la casa della democrazia italiana.”

Italiano
exit retweetledi

exit retweetledi

Giusto ricordare, ma ci domandiamo quando mAI LEI HA PARTECIPATO ALLE COMMEMORAZIONI DELLE VITTIME DELLE STRAGI NAZIFASCISTE?
APRILE 1944 Comune di MONTEPULCIANO (SI) 6 aprile Nella notte tra il 5 ed il 6 aprile 1944, il comando della guardia nazionale reppubblichina si muove per far luogo ad un rastrellamento di uomini nella cittadina di PIENZA (SI) e la notizia viene tempestivamente portata ad una formazione partigiana che bivacca nelle vicinanze. Si tratta di un gruppo di 80 giovani, scarsamente armati che, tuttavia, non esitano minimamente a muoversi per contrastare il passo al nemico. Sono le ore 6.00 del mattino. Lo scontro a fuoco tra i Partigiani ed i repubblichini avvampa improvviso e violento, innanzi alla Città di Montichiello. E' una lotta impari: quell'ottantina di giovani Partigiani, scarsamente armati e con munizioni limitate, hanno di fronte centinaia di repubblichini, potentemente armati e, persino, alcune autoblindo. Quando il sole tramonta su quella giornata infernale, i Partigiani, quasi circondati, con un piccolo residuo di munizioni, pensano al peggio; ecco - ad un tratto - alle spalle delle forze repubblichine, si ode un crescente sgranate di mitraglia e grida possenti di "GARIBALDI!"... "VIVA L'ITALIA"... Sono i Compagni, lasciati al mattino sul "Mosca", che accorrono per unirsi alla lotta: poche decine d'uomini pieni d'ardimento... Allora gli asserragliati di Montichiello uniscono le loro grida a quelle dei Compagni avanzanti e balzano all'assalto dei repubblichini che, così, si trovano presi tra due fuochi. Nel fuoco incrociato dei Partigiani le formazioni repubblichine si frantu-mano, in grande disordine esse fuggono in ogni direzione, gettando le armi e l'equipaggiamento individuale... La gloriosa vittoria partigiana di Montichiello ha ottenuto che il comando della guardia nazionale repubblichina di Siena desistesse, da quel giorno, da ulteriori rastrellamenti di civili (12). I Caduti Partigiani: MENCATELLI MARIO ucciso da una granata mentre raccoglieva munizioni da portare ai Compagni combattenti; CAPPELLI MARINO catturato a Pienza da un gerarca repubblichino ed assassinato a rivoltellate, mentre si rifiuta di baciare una foto di Mussolini; CAGNACCI LUIGI di stanza a Montichiello, fucilato dai nazisti. Comune di PONTREMOLI (MS) 9 aprile Località "STRADA DELLA CASA" - sta transitando un camioncino, che ritorna da Parma ed è diretto a Pontremoli. A bordo ci sono due uomini. Ad un tratto militari germanici, celati dai folti cespugli che fiancheggiano quel punto di strada, aprono il fuoco con i mitragliatori, uccidendo sul colpo l'autista e ferendo gravemente la persona trasportata, che è un commerciante di Pontremoli. Il poveretto morirà poche ore dopo in Ospedale dove è trasportato. I nomi dei Martiri: BEGHETTI FRANCESCO, camionista (47) RASCHER NOT, commerciante (37) Comune di SESTO FIORENTINO (FI) 10 aprile Nel Capoluogo, durante un rastrellamento operato da un reparto di SS naziste, vengono uccise, con raffiche di mitraglia cinque persone. I nomi dei Martiri: BRUSCHI OLIMPIO (37) LAMPORESI ROMOLO (18) BRUSCHI ORLANDO (19) TOCCAFONDI GINO (?) LAMPORESI RENZO (18) Nello stesso giorno, in località "CERCINA-VALLERENZO", le SS naziste fucilano TRE persone rastrellate in precedenza. I nomi dei Martiri: BONAIUTI AURELIO (38) CAVINI ANGIOLO (31) FANELLI BRUNETTO (35) Comune di VAGLIA (FI) 10 aprile Un reparto di SS naziste si porta sulle pendici di Monte Morello per rastrellare la zona, dove, secondo indicazioni, ci sarebbero gruppi di partigiani. Vengono reperiti 8 uomini inermi: sono contadini di quella zona, che le belve tedesche accusano di aiutare e nascondere i partigiani. Dopo aver malmenato gli otto innocenti, li fucilano nelle diverse località in cui li hanno fermati. I nomi dei Martiri: MANNINI GABBRIELLO di 47 anni PAOLI CESARE di 36 anni in località CERRETO MAGGIO FEDI SANTI di 41 anni in località FONTEBUONA BIANCALANI GIOVANNI di 46 anni BIANCALANI SAVINO di 43 anni in località MORLIONE SARTI AFFORTUNATO di 47 anni SARTI AURELIO di 34 ROSSI SILVIO di 50 anni in località PESCINA Comune di SAN GODENZO (FI) 13 aprile Militari nazisti con l'ausilio di armati della guardia nazionale repubblichina, giunti in frazione di Castagno d'Andrea e, rastrellate sette persone innocenti, le passano subito per le armi, per rappresaglia... I nomi dei Martiri: BAMNI FIDALMA nei MADIAI di anni 30 BAIDONI FRANCESCO di anni 67 BALDONI GIUSEPPINA di anni 18 BALLI GINO di anni 55 INNOCENTI ELISA nei CONFICCONI di anni 30 RINGRESSI CATERINA in BALDONI di anni 58 ROMUALDI ALESSANDRO di anni 75 (*) (*) Il Romualdi, rimasto gravemente ferito, morirà dopo 6 giorni, il 19 aprile del 1944. Comune di SAN GODENZO (FI) 13 aprile Un gruppo di SETTE partigiani, sbandati dopo un violento scontro a fuoco con preponderanti forze nazifasciste, sale sul Monte Falterona (mt. 1.600), con la certezza di poter riposare e poi riorganizzarsi. Truppe naziste, forse guidate da una spia del luogo, danno la scalata al monte ed, accerchiati quei Partigiani, intimano loro la resa. I giovani patrioti, dopo una breve resistenza, esaurite le poche munizioni, devono forzatamente arrendersi. La soldataglia hitleriana, infierisce sui prigionieri, li deruba degli effetti personali e, infine, fattili schierare a ridosso di un muretto, con le mani legate, li falcia con i mitragliatori. I nomi dei Martiri: MARGHERI FERDINANDO di anni 19 MIGLINI ATTILIO di anni 21 MONTUSCHI SILVIO di anni 20 PAPINI ALFREDO di anni 21 PAPINI FRANCO di anni 19 ZOFFOLI VIRGILIO di anni 39 OTELLO BUCCIONI, "Pancino", come vien chiamato, mitragliato, con sei proiettili in corpo, fermo tra i compagni uccisi, si finge morto. Dopo qualche ora, quando i tedeschi se ne sono andati, egli sguscia tra i corpi ormai freddi dei Martiri e, strisciando sul terreno, riesce a raggiungere una casa di contadini che lo raccolgono, lo rifugiano in una grotta e lo curano. E' l'unico superstite di quel gruppo di Partigiani ed è lui che ha portato la testimonianza sul tragico fatto. Comune di BIBBIENA (AR) 13 aprile Frazioni di "PARTINA" e "MOSCAIO" - Una formazione di SS naziste, in assetto di guerra, assalta il Paese di PARTINA e terrorizza la popolazione con raffiche di mitraglia. Sfondate le porte, quei barbari penetrano nelle case, le saccheggiano, catturano gli uomini che vi si trovano, passandoli subito per le armi e dando fuoco a quei poveri corpi straziati, cosparsi di benzina. Nel lasciare il Paese le SS appiccano il fuoco alle abitazioni. Subito dopo i criminali militari del terzo reich raggiungono la Frazione di MOSCAIO ed è già notte. Entrati violentemente nelle povere abitazioni, fanno alzare dal letto otto giovani che vengono subito massacrati con la mitraglia (13). I nomi dei Martiri: PARTINA AGOSTINI ALFREDO BIAGIONI ASSUERO BINOZZI MARIO BRONCHI OLINTO CECCARELLI LUIGI CECCONI BRUNO CECCONI PIETRO CECCHERINI ADRIANO CERINI ANGIOLO CHIARINI DINO CRESTI ELIO FEI LUIGI FIORINI ANGIOLO FURIERI ANTONIO GORI LUIGI GORI SETTIMIO LORENZONI GIOVANNI MONTINI EGISTO PAPERINI SANTI PAPERINI GIUSEPPE PARRI EUGENIO ROSSI VITTORIO ROSSI VALENTINO SOCINI IRIO TOCI TIPIO TINTI LUIGI TORELLI ELISEO ZAVAGLI VITO ZAVAGLI LUIGI MOSCAIO FALSETTI ANGIOLO FATUCCHI ANTONIO GIANNINI ASSUERO GIANNINI V11TORIO GIOVANNINI BRUNO GIOVANNINI DINO NASSINI ARTURO PIANTINI AGOSTINO Comune di POPPI (AR) 13 aprile Una squadra di SS naziste, in azione di rastrellamento nella frazione di BADIA A PRATAGLIA, passa immediatamente per le armi quattro giovani. I nomi dei Martiri: CIAMPELLI GUIDO di anni 36 TACCONI SINCERO di anni 22 GRILLI GINO di anni 20 ZONI OTELLO di anni 23 Comune di STIA (AR) - FRAZIONE DI VALLUCCIOLE 13 aprile Vallucciole, piccolo borgo, nell'alto Casentino, è una delle frazioni del Comune di Stia, in Provincia di Arezzo. E' costituita da un gruppo di casolari che si trovano un po' più in alto rispetto alla strada che da Stia porta a Londa e si snoda, poi, in direzione di Firenze, attraverso l'Appennino. Le orde germaniche, che avevano invaso il nostro Paese, non si erano mai servite di tale strada. Ma, a partire dalla primavera del 1944, a seguito dei crescenti bombardamenti e mitragliamenti aerei dell'aviazione alleata lungo le principali vie di comunicazione, il comando germanico ha deciso ed attuato il dirottamento del proprio traffico motorizzato su quella strada che risultava tranquilla e più sicura. Il giorno precedente, 12 aprile 1944, a seguito di azione partigiana a MOLIN DI BUCCHIO, che si trova esattamente sotto Vallucciole, erano rimasti uccisi due ufficiali delle SS naziste e, dai documenti trovati addosso ad uno di tali ufficiali, risultava che un grosso rastrellamento era previsto per l'intera zona. I Partigiani, avvertiti gli abitanti del pericolo e consigliatili a mettersi in salvo, tornarono ai loro alloggiamenti e dettero l'allarme per trasferire subito la formazione in zona diversa. La zona destinata al rastrellamento comprendeva il crinale dell'Appennino: dal Muraglione al Fumaiolo, dal Falterona al Passo dei Mandrioli e alla Verna, dalla Consuma verso l'alto Casentino. Vi partecipavano la divisione "Goering", rinforzata da contingenti di SS e della guardia nazionale repubblichina. L'attacco nazifascista ad una zona così vasta era stato minutamente organizzato per stroncare il movimento partigiano e la classe contadina che lo sosteneva. All'alba del 13 aprile 1944 ebbe inizio l'assalto dei nazifascisti in tutta la zona da rastrellare e fu un inferno. Salvo poche famiglie che, raccolto il consiglio dei partigiani, si sono salvate fuggendo, chi - fiducioso nella propria innocenza - è rimasto nella propria casa o nel proprio podere, ha trovato orrenda morte. Sparando con ogni arma, urlando e distruggendo, gli unni di Hitler, affiancati dai traditori nostrani repubblichini, penetrano nelle case, nelle stalle e nei fienili di Vallucciole, strappano all'aperto quanti vengono trovati e sui gruppi di rastrellati viene subito aperto il fuoco e poi, con bombe incendiarie e con lanciafiamme, si appicca il fuoco ai casolari ed ai poveri corpi straziati. Dall'alba al tramonto dura la strage. A sera Vallucciole è un cumulo di macerie fumanti: tra le macerie 108 poveri corpi devastati dal piombo e dal fuoco. E tra quei 108 resti di Martiri: 22 sono di infanti e di ragazzi; l'età varia dai 3 mesi ai 17 anni! (14) I MARTIRI DI VALLUCCIOLE ANDREANI ORETTA BUCCHI ADAMO BUCCHI IGINO BUCCHI GIULIO BUCCHI PRIMETTA 8 anni BUCCHI DUILIO 16 anni BUCCHI MARISA 4 anni BUCCHI FRANCO 4 anni BUCCHI GIUSEPPE BUCCHI ANGIOLO EMILIO BUCCHI ZAIRA BUCCHI CESELLO AGOSTINO BUCCHI ANTONIO BERTI TERESA BEONI SANTA BEONI OLINTO CORSETTI MARIA ANGELA CONTICINI BASILIO CONTICINI EVELINA CIOFINI LUCIANA CECCARELLI MARIA ERMINI ERMINIA FATUCCHI GINO FIORITI MARIA FABBRI TERESA GORI LUCIA GORI ALDUINA GORI AMEDEO GAMBINERI ADAMO GAMBINERI PAOLA GAMBINERI VIVIANO 3 mesi GAMBINERI ATTILIO GARGIANI BRUNO 14 anni GIABBANI GIUSEPPE LAMBERTI GINA MICHELACCI ARMANDO MICHELACCI MARCO MICHELACCI ISOLINA 2 anni MICHELACCI LIVIA 9 anni MICHELACCI OFELIA 13 anni MICHELACCI VIRGINIA MICHELACCI CESIRA MICHELACCI CATERINA MICHELACCI SILVIO MARCHI OLINTO MARCHI LUCIANA 2 anni. ti bastano?????????

Italiano
exit retweetledi

Ieri notte abbiamo soccorso 70 persone che viaggiavano su due imbarcazioni in pericolo. Si trovano ora tutte al sicuro a bordo della #SeaWatch5.
Le autorità italiane ci hanno assegnato Reggio Calabria come porto di sbarco, e impiegheremmo 4 giorni per raggiungerlo. 🧵 (1/2)


Italiano
exit retweetledi

exit retweetledi

“Meglio morire per essere azione piuttosto che morire dentro ogni giorno e vivere di frivole, effimere, bugiarde attenzioni basate sul nulla, estinguenti solo le nostre radici di animali umani sociali. Lunga vita al #Calp e a tutti i ribelli” 🇵🇸✌🏾fogoso.it/cani-sciolti-p…
Italiano
exit retweetledi

“Documentiamo tutto quando e come previsto per legge. #Report da 27 anni non ha mai pagato una fonte,
e il 2 aprile 2022 è stata chiusa un’indagine interna all’azienda che ha verificato ogni fotogramma tramesso negli ultimi 12 anni. Ogni acquisto è fatto con la massima trasparenza, i freelance che vendono prodotti rispondono ad un contratto quadro”: così Sigfrido #Ranucci in risposta all’onorevole Elena Boschi in Commissione di Vigilanza Rai

Italiano
exit retweetledi
exit retweetledi
exit retweetledi

L' Emilia Romagna, forte, giovane e colorata.
Le lingue biforcute debosciate, sdraiate sul divano a fomentare razzismo e odio.
Grazie ragazzi di esistere siete il nostro futuro.
Gran brutto virus il razzismo, colpisce i bianchi, ma fa fuori i neri, chi parla di razza e non di essere umano, ha problemi di relazioni umane, se poni un problema di razza, è una delle tante prove del tuo fallimento nell'intereagire con gli altri.
Il futuro dell'umanità è nell'amare, nel collaborare insieme nel costruire un mondo di solidarietà, di fratellanza e di pace.
Di Santina Sconza della Rete Italiana Antifascista.
#razzismo #EmiliaRomagna #romagna #alluvioneemiliaromagna #AlluvioneRomagna

Italiano








