Marisa

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@m_arisa4

Katılım Nisan 2014
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@Frecciarossa_IT come mai #trenitalia avete aumentato a 3€ la scelta dei posti sui treni? non c’è una spiegazione plausibile per questo aumento
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@BMitraglia Sottoscrivo tutto. Nei contesti lavorativi sono una vera sciagura e le aziende stanno iniziando ad accorgersene.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@Frecciarossa_IT #treno 8605 carrozza 5 stanno sentendo film senza cuffie a tutto volume, potete intervenire per cortesia? Basta con gli ignoranti, fategli una multa
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@Frecciarossa_IT treno 8556 carrozza 7 potete dire alla gente di mettersi le cuffie quando guarda le cose al telefono? Che non stanno in casa loro, sembra di stare alle giostre
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
#trenitalia @Frecciarossa_IT treno 12470 ogni santo maledetto giorno a #Rapallo si riempie di mostri. Feccia che entra con sigarette accese (ragazzini perlopiù) orrori umani che non si lavano e che urlano o minacciano. Fate qualcosa. Basta.
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@Frecciarossa_IT dove iniziare a mettere un totem per l’acquisto di cuffie. Non è possibile continuare a viaggiare con le persone che hanno gli audio dei telefoni alti mentre visualizzano contenuti di intrattenimento . È responsabilità vostra viste le indicazioni di silenzio
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@InfoAtac #metroA un treno vuoto rimandato indietro, allucinante. N-esima giungla mattutina senza informative chiare con banchina stracolma di gente. Possiamo chiedere cosa sta succedendo per favore?
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@InfoAtac #metroA anche stamane una metro ogni 5-6 minuti.. cosa c’è che non sta funzionando? Chiediamo spiegazioni e informazioni su un servizio che sta peggiorando a vista d’occhio
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@InfoAtac come mai la #metroA non passa più con la regolarità che la contraddistingueva? Al mattino i treni passano ogni 5 minuti ed è impossibile prenderlo e lo stesso vale per il pomeriggio. Come mai c’è stato un calo del servizio di questo tipo che problemi ci sono?
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Marisa@m_arisa4·
@HuffPostItalia Paghiamo un servizio treni fior fior di quattrini e ogni mese ci sono almeno due scioperi nelle giornate cruciali. È vergognoso per noi clienti che rimaniamo a piedi. È impossibile viaggiare su regionali e frecce, ogni giorno ce n’è una: lavori, ritardi, guasti, scioperi.
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L'HuffPost@HuffPostItalia·
Settembre nero. 40 scioperi dei trasporti in 11 giorni dlvr.it/TMkXRS
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@NOWTV_It Con il nuovo aggiornamento avete peggiorato la navigabilità della piattaforma. Quando si scorrono i titoli dei canali tv in diretta se non si legge tutto all’istante la pagina scompare e si è costretti a tornare indietro. Ma chi l’ha progettata?
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NOW@NOWTV_It·
🇭🇺 Prima assoluta: la MotoGP sbarca al Balaton Park! 📺 Segui il debutto della MotoGP in Ungheria in streaming solo su NOW, con prove, qualifiche e gara in diretta. #NOW #MotoGP #HungarianGP #adv
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@glovo @VerdictUK I vostri rider vanno sempre contromano per strada è questo è pericoloso, voi siete a conoscenza del fenomeno? State facendo qualcosa?
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@NOWTV_It Avete rovinato un’applicazione che prima era molto fruibile e distintiva. Ora l’avete resa una copia delle altre piattaforme, purtroppo peggiorando l’esperienza del cliente. Non si riescono a trovare i film. Inoltre per i canali in diretta non si può più guardare un film da capo
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NOW@NOWTV_It·
Rivedere Negan in azione è sempre un’emozione grande 😭 Guarda il nuovo spinoff #TheWalkingDeadCity ora disponibile in streaming su NOW.
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@NOWTV_It Non so veramente cosa avete fatto all’app di NOW è diventata ingestibile. La parte dei canali in diretta non si riesce a consultare se rimani su un titolo di un film 5 secondi sparisce tutto e non puoi leggere nulla. Aggiornamento pessimo, respingente
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NOW
NOW@NOWTV_It·
Anche il vampiro Nosferatu non riesce a smettere di fissare la palette dell’ultimo film di #RobertEggers 🎨 #Nosferatu è ora disponibile in streaming su NOW.
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@NOWTV_It Tra l’altro non compare più l’opzione di guarda il film dall’inizio per quelli che sono in diretta
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NOW@NOWTV_It·
📅 Nuova settimana sportiva ricca di competizioni! Pronti a godervi azione e adrenalina? ✨
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Marisa
Marisa@m_arisa4·
@NOWTV_It Da quando avete cambiato il layout dell’applicazione, la piattaforma risulta inguardabile, per nulla immediata, alla stregua delle altre (mentre prima aveva una caratterizzazione) e la parte dei canali in diretta è qualcosa di improponibile, ma chi l’ha progettato?
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