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#AlmanaccoRock #MusicaItaliana #FrancoBattiato
by @boomerhill1968
il 23 marzo del 1945 nasceva a Ionia Franco Battiato musicista e autore di enorme spessore, capace di una carriera lunga di successo, innovativa influente ed interessante.
Nel 1964 giovanissimo si trasferisce a Milano e suona al Cab64 dove apre le serate presentando con chitarra e voce pezzi siciliani. Diviene amico di Gaber che gli assicura un contratto discografico con la Jolly per la quale nel 1967 pubblica due diversi singoli, La torre/Le reazionie Il mondo va così/Triste come me, due dischi sulla carta di protesta in quanto la label cercava quel genere di prodotto. Nel 1968 passa alla Phillips per la quale pubblica il singolo È l'amore/Fumo di una sigaretta (con musiche del chitarrista Giorgio Logiriche assicura un primo successo commerciale all’artista siciliano. Nel 1969 Battiato registra quello che avrebbe dovuto essere il suo album d’esordio ma la label decide di non pubblicarlo (e rimane ad oggi in buona parte inedito). Con primi anni settanta Battiato decide di lasciare da parte la canzone ed il beat ed inizia a sperimentare musica elettronica e si lega alla casa discografica Bla Bla di Pino Massara per la quale pubblica dischi assolutamente sperimentali che navigano tra elettronica e progressive. Facciamo riferimento a Fetus, Pollution che segue il filo musicale del precedente riuscendo anche ad avere un riscontro commerciale. L’interesse per Karlheinz Stockhausen contribuisce alla scrittura di Sulle corde di Aries di regola ritenuto il suo migliore disco di quel periodo.
L’attenzione per l’avanguardia contemporanea è alla base di Clic pubblicato nel 1974 e che segna l’abbandono del progressive. Sotto questo profilo nel 1971 Battiato aveva fondato gli Osage Tribe con Marco Zoccheddu, Bob Callero e Nunzio Favia salvo lasciare dopo la publicazione del primo singolo. Nel 1976 passa alla Ricordi dopo la chiusura della Bla Bla e per la nuova label pubblica tre dischi sempre di musica d’avanguardia.
Nello stesso periodo conosce il violinista veneto Giusto Pio con cui inizia una proficua e duratura reciproca collaborazione. Nel 1979 passa alla Emi e decide di accantonare la sperimentazione e la musica di avanguardia a favore di produzioni di taglio pop / musica d’autore o se si vule “musica leggera” (ma lui di veramente leggero non ha mai pubblicato nulla). Ma è un pop che non ha veramente nulla a che fare con quello che gira prevalentemente in Italia sia musicalmente vista la capacità di assimilare suggestioni musicali le più diverse sia a livello di testi.
Il 10 settembre del 1979 esce L’era del Cinghiale Bianco, disco in parte registrato presso gli studi di Alberto Radius. Il lp ha una gestazione non semplice e la prima versione completamente priva di sezione ritmica non convince. Si decide pertanto di inserire le parti ritmiche convoncando il batterista Tullio De Piscopo e il bassista Julius Farmer. La Emi è comunque perplessa e si decide a dare corso alla pubblicazione solo con riluttanza. Il disco non ottiene un grande riscontro commerciale (soprattutto ove lo si rapporti alla successiva produzione del grande artista siciliano) ma è un disco che fissa chiaramente il successivo percorso musicale di Battiato condito da esotismi, dotti riferimenti culturali e letterali che albergano tra giochi linguistici, apparenti nonsense e immagini, quadretti o meglio frammenti che paiono finanche stralunati e che diverranno marchio di fabbrica. Certo musica pop ma quando mai si era sentito un pezzo quale il brano che dà il titolo disco ? Certo musica leggera (non insensibile alla contemporanea produzione pop/new wave) ma solo se parametrata alla precedente produzione di Battiato e comunque di grandissima classe, realizzata con musicisti di primo ordine (oltre alla ricordata sezione ritmica, Alberto Radius, Roberto Colombo e Giusto Pio). Nel 1980 arriva un discreto successo commerciale (40 mila copie ventute, peraltro poche a fronte della qualità altissima del lp) con un disco quale Patriots.
E’ il disco che apre la strada per La Voce del Padrone e contiene una serie di brani memorabili quali Up Patriots to Arms, Venezia-Istanbul, Le aquile e Prospettiva Nevski. E il mio maestro mi insegnò com'è difficile / Trovare l'alba dentro l'imbrunire. Nel 1981 con Giusto Pio firma Per Elisa brano con il quala Alice trionfa a Sanremo (e per una volta vince un grande brano per nulla “sanremese”).
Nello stesso anno Battiato pubblica La Voce del Padrone il disco con cui sfonderà commercialmente. Il disco esce nel settembre del 1981 ma non decolla subito, raggiungendo la vetta delle classifiche di vendita solo nella primavera del 1982. All fine sfonda il tetto del milione di copie vendute. Sette tracce, sette brani memorabili senza nessuna caduta, senza nessun riempitivo.
Nel 1982 firma sempre con Giusto Pio il brano Un’estate al mare portato al successo da Giuni Russo mentre alla fine dello stesso anno esce L’arca di Noè, altro grande disco che ottiene a sua volta grande successo commerciale (cederà il passo soltanto ad un campione di vendite quale Thriller di Michael Jackson). Il disco contiene ancora una serie di brani divenuti storici da Radio Varsavia alla hit Voglio Vederti Danzare.
Il 15 dicembre del 1983 è la volta di Orizzonti Perduti, disco realizzato solo con strumenti elettronici che viene trainato da La Stagione dell’Amore. L’utilizzao di strumenti elettronici caratterizza anche Mondi Lontanissimi del 1985 disco che contiene la meravigliosa No Time No Space.
Nel 1988 esce Fisiognomica che segna il ritorno al pop dopo qualche anno speso a produrre musica lirica. Il disco è interessantissimo e viene trainato da E Ti Vengo a Cercare, uno dei brani più celebri dell’autore. Si deve aspettare il 1991 per il successivo album di inediti Come un cammello in una grondaia, disco registrato presso gli studi di Abbey Road a Londra. E’ disco che merita una attenzione che per oggi dobbiamo rinviare.
Caffè de la Paix segna un chiaro ritorno all’utilizzo di strumenti acustici ivi compresi strumenti orientali, classici e rock, con una fusione mirabile e riuscita. Disco di assoluta bellezza realizzato con turnisti pazzeschi solo ove si pensi alla sezione ritmica John Giblin / Gavin Harrison, o alle chitarre affidate a Jakko Jakszyk (lo ricordiamo nei King Crimson). E’ anche il disco che segna l’inizio della collaborazione con il maestro Angelo Privitera,
Nello stesso periodo si colloca l’inizio della collaborazione con il filosofo Manlio Sgalambro che firma i testi di L'ombrello e la macchina da cucire uscito nel 1995 che è anche l’ultimo disco che Battiato realizza per la Emi. Il passaggio alla Mercury è consacrato da L’Imboscata del 1996 album bellissimo che restituisce a Battiato il grande successo commerciale. Il disco spesso ricordato per la sola La Cura è veramente notevole grazie anche al lavoro di turnisti ancora una volta di classe enorme quali il confermato Gavin Harrison, Saturnino al basso (che nel disco ha un suono spettacolare) e David Rhodes con un intervento vocale della Ruggiero. Il discorso musicale iniziato con L’Imboscata trova un esito nello splendido Gommalacca, disco musicalmente molto sperimentale capace di passare dalla techno all'hard rock. Il disco è realizzato con un ottimo Morgan al basso (ancora una volta il suono del basso è spettacolare) Mauro Pancaldi alle chitarre, Gavin Harrison alla batteria.Negli anni successivi Battiato pubblica i tre Fleurs, dischi di cover tutti da ascoltare.
Ma continua la pubblicazione di dischi di brani originali e Ferro Battuto è del 2001, Dieci Stratagemmi è del 2004, Il Vuoto è del 2005, Inneres Auge - Il tutto è più della somma delle sue parti (con due soli inediti) del 2009. Nel 2011 è a Sanremo con Luca Madonia per L’alieno che raggiungerà il quinto posto finale. Nel 2012 Battiato pubblica Apriti Sesamo disco in cui si affrontano anche temi politici e che sarà l’ultimo realizzato con Sgalambro che scomparirà due anni più tardi. Nel 2019 esce il suo ultimo disco Torneremo ancora. Artista immenso ha segnato ed arricchito indelebilmente la musica italiana.

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