Michele Marzulli

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Michele Marzulli

Michele Marzulli

@micmarz

Milano, Lombardia Katılım Ekim 2009
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Philipp Heimberger
Philipp Heimberger@heimbergecon·
What happens when the state quietly disappears? A new paper finds that support for populism in Italy (2008–18) rose where hospitals closed, especially in remote municipalities. Greater distance to public services reinforced feelings of abandonment and boosted populist voting.
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Francesco Seghezzi
Francesco Seghezzi@francescoseghez·
Come sempre quando si parla di contrattazione collettiva, retribuzioni ecc. la confusione è grande sotto il cielo. Soprattutto se si parla di un decreto il cui testo non esiste. Un dato però ce l'ha fornito ieri Istat, sul totale delle attività economica i contratti collettivi scaduti sono il 31,7%. Ma nell'industria sono solo il 4,2%, nei servizi privati solo l'11%, ma nella pubblica amministrazione il 100%.
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Mario Seminerio
Mario Seminerio@Phastidio·
In Cina, gli ospedali - su "impulso" del governo - vendono le cartelle cliniche (anonimizzate) alle società di AI per finalità di addestramento dei modelli per ricerca. Chinese hospitals are selling patient data to fuel the AI boom asia.nikkei.com/spotlight/caix…
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Extreme Temperatures Around The World
Where heat records don' t exist:ITALY No monthly heat record was broken in the whole 2026 and in the whole winter/autumn 2025. This is the longest recordless spell ever recorded in climatic history,despite thousands of records in every month in its neighbour countries.
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Paolo Mossetti
Paolo Mossetti@paolomossetti·
«Erano tutti sicuri che se Saddam Hussein non si fosse ritirato dal Kuwait sarebbe scoppiato il terzo conflitto mondiale. Si respirava un bisogno di guerra, come se alle persone mancassero eventi importanti da troppo tempo, costrette ad assistere da spettatori a quelli che vedevano accadere in televisione. C'era un desiderio di riallacciare i legami con la vecchia tragedia. Al seguito del più spento dei presidenti americani si andava a combattere il «nuovo Hitler». A chi si proclamava pacifista veniva subito ricordata la Conferenza di Monaco. Prese dall'incantesimo delle semplificazioni dei media, le persone si convincevano della delicatezza tecnologica delle armi, credevano a una «guerra pulita», alle «bombe intelligenti» e agli «attacchi chirurgici», Libération parlava di «conflitto civilizzato». Si alzava un vento di guerra e di virtù. «Fare il culo a Saddam» era una causa giusta, la «guerra del diritto» e anche l'occasione legittima, benché inconfessata, di farla finita con tutte le complicazioni di quel mondo arabo al quale appartenevano i giovani delle periferie e le ragazze col velo, che di tanto in tanto davano ai nervi e che era meglio se ne stessero per i fatti loro». Annie Ernaux, Gli anni (Via @VolpiAle)
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Istat
Istat@istat_it·
📚 Tra il 1965 e il 2010 i lettori di almeno un libro l’anno sono passati dal 16,6% al 46,5%. Poi il calo, fino alla stabilizzazione intorno al 40%. Vuoi saperne di più? Leggi l'analisi di #StorieDiDati per #Istat100 istat.it/produzione-edi… #Istat
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Inapp
Inapp@InappGov·
📉 Salari bassi nonostante il record di contratti collettivi! Il Governo lascia il campo a sindacati e imprese. Ma trovare un’intesa sarà tutt’altro che semplice. L’analisi di 𝗡𝗮𝘁𝗮𝗹𝗲 𝗙𝗼𝗿𝗹𝗮𝗻𝗶, Presidente #INAPP, su Il @ilsussidiario 👇 shorturl.at/bLnia #salari
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Comune di Milano
Comune di Milano@ComuneMI·
È’ aperto il bando “Liber in libris”, libero fra i libri: è per chi intende aprire o rinnovare una libreria di prossimità. A disposizione dei librai milanesi, in concessione per 12 anni, ci sono dieci spazi comunali, distribuiti in tutti i municipi. 👉 tinyurl.com/bdhk8wup
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Francesco Seghezzi
Francesco Seghezzi@francescoseghez·
Il dato europeo sul tasso di occupazione, consolidato per il 2025, conferma che l'Italia è (ancora) all'ultimo posto, dopo Grecia e Romania. Un triste record del quale si continua a parlare troppo poco.
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François Geerolf
François Geerolf@FrancoisGeerolf·
La nouvelle édition des « comptes des ménages par catégories » confirme, sans surprise, que le système 🇫🇷 est fortement redistributif, loin d’être « régressif ». Si un fait aussi documenté ne fait pas consensus chez les économistes, difficile d’imaginer un accord sur le reste !😉
Insee@InseeFr

#Redistribution | Après redistribution publique nationale, le niveau de vie élargi moyen des ménages actifs employés ou ouvriers est peu modifié. 👉 #titre-bloc-10" target="_blank" rel="nofollow noopener">insee.fr/fr/statistique…

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Quintus Poppaedius Silo
Quintus Poppaedius Silo@francescoproia·
Il Consiglio della Federazione russa annuncia che il sistema bancario "prenderà in prestito" i risparmi personali dei cittadini per effettuare riparazioni di emergenza ai porti petroliferi di Ust-Luga, Primorsk e Novorossiysk, ma non c'è da preoccuparsi: il prestito verrà restituito con gli interessi. Il termine utilizzato è "reindirizzamento temporaneo" di un deposito, ma forse la parola più corretta sarebbe stata "vi facciamo un buono".
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K61@kommander61·
@BassottiViviani Chiamare gente a capocchia per sfogarsi non ə un buon segno. 😀
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Katarina Tonkova
Katarina Tonkova@KTonkova·
"Se vogliamo che tutto rimanga com'è, bisogna che tutto cambi" Ovvero le elezioni in Ungheria C'era una volta un giovane comunista, un po' indisciplinato ma fedele al regime, di nome Viktor. Con l'avvicinarsi del vento di cambiamento, grazie ai legami con delle associazioni
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Ca' Foscari Economia
Ca' Foscari Economia@DipEcoUnive·
📍𝟒𝐭𝐡 𝐌𝐚𝐲 𝟐𝟎𝟐𝟔: Special screening of the documentary ‘𝗚𝗶𝘂𝗹𝗶𝗼 𝗥𝗲𝗴𝗲𝗻𝗶 – 𝗔𝗹𝗹 𝘁𝗵𝗲 𝗘𝘃𝗶𝗹 𝗶𝗻 𝘁𝗵𝗲 𝗪𝗼𝗿𝗹𝗱’, produced by Fandango and Ganesh Produzioni, followed by a discussion on academic freedom and freedom of research. #UniversitàperGiulio
Università Ca' Foscari Venezia@CaFoscari

🗓️76 università, 15mila persone coinvolte per 2 mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca: la Senatrice a vita e docente Elena Cattaneo presenta “Le Università per Giulio Regeni”. Ca’ Foscari aderisce con un evento il 4 maggio, scopri di più➡️bit.ly/CF_UniversitàG…

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Osservatorio sul complottismo
Osservatorio sul complottismo@sulcomplottismo·
1/ Dal 25 marzo il quotidiano La Verità e il settimanale Panorama distribuiscono “Remigrazione. Una proposta”, il saggio-manifesto, scritto dell’estremista di destra austriaco Martin Sellner, per una nuova politica anti-immigrazione basata sull’«omogeneità etnicoculturale».
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Pax
Pax@dottorpax·
Un ragazzo di quarta superiore mi ha scritto, come sempre più spesso succede, una mail chiedendomi consigli sull'università. Questa è la mia risposta, che mi ha autorizzato a condividere in forma anonima. Magari serve a qualcuno. Gentile XYZ, La ringrazio per le belle parole e per la fiducia, che immeritatamente ripone in me. Tuttavia, non sono un tipo che si sottrae a una domanda cortese, quindi le rispondo volentieri, anche se devo premettere una cosa importante: non conoscendoLa di persona, e non sapendo bene quali siano i Suoi interessi, le Sue attitudini e il Suo modo di essere, non posso che restare un po’ sul vago. Il consiglio principale che mi sento di darLe è questo: studi e si impegni in qualcosa che sente davvero vicino ai Suoi interessi, alle Sue aspirazioni. Cerchi di non lasciarsi condizionare troppo da chi Le dice di scegliere questo o quel percorso solo perché va di moda in questo momento, né creda ai profeti di sventura. Le mode cambiano rapidamente, e con ogni probabilità quando avrà finito gli studi ce ne sarà già un’altra. Le direi anche di scegliere un’università seria, con un buon nome, e di diffidare di chi propone percorsi facilitati o scorciatoie di vario tipo (credo che ci siamo capiti, vista la sua seconda domanda). Nello studio conviene sempre puntare alla qualità: magari non si vede subito, magari si suda (dicono che aiuti anche a eliminare le tossine, anche se pare non sia vero), magari richiede sacrifici a Lei e alla Sua famiglia, ma alla lunga emerge. Sempre. E con i voti che ha, sono convinto che troverà una buona borsa di studio [...]. Un’altra cosa importante è non lasciarsi ammaliare da corsi di laurea dal nome particolarmente cool (o come dite voi ragazzi oggi; sono "anziano" e all'estero da tanti anni), senza guardare bene alla sostanza. Ha ancora un anno per informarsi con calma: partecipi agli eventi di presentazione, chieda in giro, si confronti con persone diverse. Se più avanti si sarà fatto un’idea un po’ più chiara, può scrivermi ancora e Le risponderò. Sempre però con lo stesso caveat: io non La conosco, e quindi difficilmente posso essere più affidabile di uno dei Suoi docenti. Sicuramente ce ne sarà almeno uno o una di cui si fida, anche in una materia non necessariamente vicinissima a quello che vorrebbe fare [...]. Secondo me è importante sentirsi liberi di scegliere ciò che davvero si vuole studiare, perché solo lavorando su qualcosa che interessa veramente si costruisce qualcosa di buono. Questo non vuol dire che ogni singolo esame Le piacerà: in qualunque corso ci saranno insegnamenti più noiosi o meno amati (anche i miei lo sono per alcuni). Però conta il percorso complessivo, e studiare un ambito che interessa davvero aiuta molto a superare anche le difficoltà inevitabili. Questa libertà di scelta, però, ha un contrappeso: bisogna accettare anche i compromessi e avere chiaro che, dopo, bisognerà trovare un lavoro. Se sarà bravo nel Suo campo, il lavoro lo troverà, ma potrà voler dire spostarsi, adattarsi (senza farsi sfruttare), andare in una grande città se non ci vive già, o magari anche andare all’estero. I Suoi capiranno, si fidi (e in ogni caso è la Sua vita, lo ricordi sempre). Ho un esempio che faccio frequentemente: immaginiamo che Le piaccia la glottologia, e magari che Lei abbia un interesse particolare per qualche lingua antica non proprio di moda. È una passione bellissima, ma deve mettere in conto che difficilmente all’inizio della carriera potrà lavorare nel piccolo paesino della campagna toscana in cui vive (o ovunque Lei viva). Forse un giorno, da glottologo affermato, potrà anche tornarci; ma all’inizio una scelta del genere richiede probabilmente sacrifici (molti!). Questo però non significa che sia una scelta sbagliata: se studia con passione ed è bravo, la Sua strada la trova. Voglio solo che Le sia chiara una cosa: ogni scelta rilevante ha conseguenze, sia buone che meno buone. Benvenuto nell'età adulta, e lo dico senza alcuna ironia, ma con comprensione e rispetto. Le faccio quindi un grande in bocca al lupo, sia per questo dubbio che sono certo dipanerà, sia per la conclusione degli studi superiori. Un saluto.
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