
Maurizio Villani
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Maurizio Villani
@mvil_63
Il ministro dei temporali in un tripudio di tromboni auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani e le mani sui coglioni





La minaccia di Ceferin: FIGC commissariata dalla politica? Niente EURO 2032 calcioefinanza.it/2026/04/27/min…






A 61 anni pubblica il romanzo rimasto per anni nel cassetto. Per Gesualdo Bufalino è stato davvero un inedito nascosto per trent’anni. Nato a Comiso, in Sicilia, nel 1920, Bufalino passa gran parte della vita come professore di liceo. Insegna, legge moltissimo, scrive per sé, ma non pubblica nulla. La sua vocazione di scrittore resta una faccenda privata, quasi segreta. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale si ammala di tubercolosi e viene ricoverato in un sanatorio sulle alture di Palermo. Da quell’esperienza di malattia e di convivenza quotidiana con la morte nasce, nei primi anni Cinquanta, l’idea di un romanzo: «Diceria dell’untore». Lo scrive, lo riscrive, lo lima. Poi lo chiude in un cassetto. E lì resta per decenni. Bufalino non cerca editori, non frequenta ambienti letterari, non sogna un debutto giovanile. Continua a fare il professore, mentre il suo romanzo invecchia insieme a lui. La svolta arriva solo all’inizio degli anni Ottanta, quando il suo talento di scrittore viene finalmente riconosciuto e «Diceria dell’untore» viene pubblicato da @sellerioeditore. È il 1981, Gesualdo Bufalino ha 61 anni quando esordisce come narratore. Quello che succede dopo smentisce ogni retorica sull’età giusta per cominciare. Il libro ottiene un successo immediato, conquista il Premio Campiello e impone all’improvviso, nel panorama italiano, la voce singolarissima di un autore che si affaccia sulla scena letteraria quando, secondo tutti i copioni, avrebbe dovuto essere già al tramonto. La sua storia dimostra che il tempo dell’esordio non è scritto da nessuna parte. Ci sono scrittori che bruciano le tappe da giovani e scrittori che arrivano quando nessuno li aspetta più. Bufalino appartiene a questi ultimi, ha impiegato una vita intera per farsi leggere, ma quando ha aperto quel cassetto, è entrato di colpo nella storia della letteratura italiana.

























