Peter W. Kruger

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@pwk

25Y in startups and VC. CEO Bot Scanner, SBC FoodTech, eZecute, Agrifood-tech Italia. https://t.co/K7SAx2ZiHx. Physics. 1/2 Polish, 1/2 S. African, born in Milan, grownup Roman.

Rome, Italy Katılım Aralık 2007
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Peter W. Kruger
Peter W. Kruger@pwk·
Who is the true LLM King of 𝗔𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰 𝗔𝗜? 👑 Today we announce a major breakthrough in agentic benchmarking: The first 𝗔𝘂𝘁𝗼𝗕𝗲𝗻𝗰𝗵 𝗔𝗴𝗲𝗻𝘁𝗶𝗰 Run is LIVE (with LLM-generated agentic virtual environments). See how @AnthropicAI’s Claude 4.7, @GoogleCloud’s Gemini 3.1 Pro, @openAi's Gpt-5.4, and open-weight beasts like @Zai_org's GLM-5.1 stack up in real-world enterprise workflows. We tested 30+ top models across 100s of complex agentic tasks (from parallel calls to adaptive replanning). No static workflows. No gameable tests. Just pure orchestration under pressure. 👇1/10
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Peter W. Kruger
“Se il mondo fosse abitato solo da lei e dagli artisti, Presidente, saremmo tutti schiattat' e muort' 'e famme”
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Vana B. 🇪🇺 🗽☦️
Litigo in Italia e mi dicono "Tornatene in Albania! " Litigo in Albania e mi dicono "Tornatene in Italia! " 🤨
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Peter W. Kruger
Tante domande…
Timostene@SandroRossi_x

Il diplomatico, la russa, il silenzio   C’è una storia che dovrebbe stare in prima pagina e invece sta a pagina dodici, quando va bene. Riguarda un ambasciatore della Repubblica, Piergabriele Papadia de Bottini di Sant’Agnese, nome che pare uscito da un romanzo ottocentesco, e una donna russa, Tatiana Tarakanova, sua collaboratrice da anni. Riguarda Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, e tre agenzie di viaggio moscovite registrate allo stesso indirizzo, Happy Travel, Visa4you, Park Lane. Riguarda almeno novantacinque cittadini russi entrati in Italia con visti Schengen di lunga durata, tra dicembre 2024 e luglio 2025, mentre l’Europa cercava di chiudere le porte a chi viene da Mosca per via della guerra in Ucraina. Riguarda sedici mila euro a pratica, un patrimonio da tre milioni, una conversazione registrata in cui Papadia, messo con le spalle al muro, ammette: “Sì, è quello il motivo, ti do quello che vuoi, la scuola dei tuoi figli sarà pagata per sempre”. E riguarda, soprattutto, il silenzio.   I fatti, ricostruiti dalla procura di Roma e dalla Guardia di Finanza, sono questi. Il 2 dicembre 2024 Papadia si insedia a Tashkent. Diplomatico di carriera, entrato per concorso nel 2001, sulla carta un curriculum lineare. Solo che dentro quel curriculum c’è un dettaglio che oggi pesa come una pietra: dal 2012 al 2017 è stato Console Generale a Mosca, competenza su tutta la Federazione Russa. Cinque anni. Conosceva gente, ambienti, intermediari. Conosceva Tatiana Tarakanova, che ai suoi tempi lavorava al consolato italiano nella capitale russa. Quando arriva a Tashkent, due settimane dopo l’insediamento, la fa inserire nell’ufficio visti. Una scelta che la procura considera decisiva. Esautora gli altri funzionari, accentra le pratiche nelle sue mani, si avvale della russa e di tre interinali uzbeki assunti da lui. L’ufficio visti, da quel momento, è cosa sua.   Il sistema, secondo gli inquirenti, funziona così. Le richieste arrivano da Mosca, smistate da quelle tre agenzie allo stesso indirizzo. A volte arrivano direttamente all’ambasciatore via Telegram, fuori da ogni protocollo. I richiedenti non vivono in Uzbekistan, non si presentano fisicamente, le firme non corrispondono a quelle dei passaporti. Niente di tutto questo conta. Si paga, dai quattromila ai sedicimila euro a visto, contro i cinquanta euro della tariffa ufficiale, e si entra in Europa. I bonifici finiscono su un conto bulgaro intestato alla Tarakanova, mascherati da prestito. Su novantadue pratiche esaminate dagli ispettori a luglio 2025, in ottantuno casi i richiedenti non risultavano mai entrati in ambasciata. Mai visti, mai identificati. Solo nomi su carta, e quei nomi, oggi, sono in Italia.   Le accuse formali sono corruzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Non spionaggio, attenzione. La procura è esplicita: il reato di spionaggio non viene contestato. Però gli atti contengono una frase che chi sa leggere dovrebbe leggere due volte. Gli investigatori, scrivono, non sono in grado di escludere che qualcuno dei novantacinque russi entrati abbia svolto attività informative verso Mosca. Tradotto in italiano corrente: non sappiamo chi sono, non sappiamo cosa fanno qui, non sappiamo se qualcuno di loro lavora per i servizi russi. Sappiamo solo che sono entrati grazie a un ambasciatore della Repubblica, e che adesso sono qui.   Provate a pensarci un attimo. In un anno in cui in tutta Europa si parla di sabotaggi attribuiti a Mosca, cavi sottomarini tagliati nel Baltico, droni sopra le basi NATO, incendi sospetti nei magazzini logistici della Polonia, attentati alla Bundeswehr sventati per un soffio, l’ambasciata italiana a Tashkent funziona come un imbuto attraverso cui passano cittadini russi senza requisiti, in un canale parallelo gestito da una sola persona, su segnalazione di agenzie moscovite, con pagamenti su un conto bulgaro intestato a una donna russa naturalizzata italiana ed ex Enit. E noi dovremmo credere che dietro non ci sia altro che la cupidigia di un singolo diplomatico annoiato e indebitato? La risposta onesta è: forse sì, forse no. Ma il fatto che nessuno stia cercando seriamente la risposta è il vero scandalo.   Perché qui veniamo al nocciolo. Chi ha nominato Papadia ambasciatore in una sede sensibile, in piena guerra in Ucraina, con accreditamento anche in Tagikistan, frontiera caldissima? Il governo Meloni. Tecnicamente, la proposta di nomina passa dal Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, viene firmata dal Presidente della Repubblica, segue il parere della commissione esteri. Burocrazia di routine, certo. Ma è proprio nella routine che le responsabilità si annidano. Possibile che le procedure di vetting per una sede del genere non abbiano notato i cinque anni a Mosca, la collaboratrice russa al seguito, le frequentazioni? Possibile. Probabile, in Italia, dove il vetting serio è una parola straniera. Però le conseguenze di quella superficialità le paghiamo tutti.   E poi c’è il silenzio del governo. Il 22 aprile scorso Tajani convoca l’ambasciatore russo a Roma, Paramonov, per protestare contro le battute volgari del conduttore tv Solovyov contro Meloni. Comunicati di indignazione, dichiarazioni roboanti. Due settimane dopo, l’8 maggio, scatta l’arresto di un suo ambasciatore, accusato di aver fatto entrare almeno novantacinque russi in barba alle direttive europee. E il Ministro che fa? Niente. Una conferenza stampa? Niente. Un’informativa al Parlamento? Niente. Un’inchiesta interna pubblica? Niente. Si gestisce sotto traccia, sperando che la notizia si sgonfi nel ciclo mediatico di una settimana.   Le ragioni di questa afasia sono nude. Questo governo ha dentro una componente, la Lega, dichiaratamente filorussa, con un leader che girava con la maglietta di Putin. Ha un’altra componente, Fratelli d’Italia, che sull’Ucraina si è allineata alla NATO ma non vuole strappare con un elettorato che a Mosca guarda ancora con simpatia. Tirare fuori il caso Papadia con il giusto risalto significherebbe aprire una discussione pubblica sulla penetrazione russa nelle istituzioni italiane, e quella discussione, a questo governo, fa più paura di un terremoto. Quindi si tace. Si lascia che la procura faccia il suo mestiere, sperando che il processo arrivi tra due o tre anni, quando nessuno ricorderà più nulla.   C’è da chiedersi anche dove sia l’opposizione. Il Partito Democratico, che dovrebbe trasformare una vicenda così in cinque giorni di prime pagine e otto interrogazioni parlamentari, mormora. Il Movimento Cinque Stelle, con i suoi trascorsi sulla Russia, si volta dall’altra parte. Calenda e Renzi, che pure sull’atlantismo battono il tamburo, alzano la voce solo quando conviene. Nessuno chiede l’audizione urgente di Tajani. Nessuno chiede chi controlla i visti rilasciati dalle altre ambasciate italiane in Asia centrale. Nessuno chiede dove sono adesso quei novantacinque, cosa fanno, chi frequentano.   Si dirà: è una vicenda di corruzione, l’ennesima, un funzionario marcio che vende lo Stato al miglior offerente. Vero. Ma è anche altro. È il sintomo di un paese che ha smesso di prendere sul serio se stesso. Un paese che non vetta i suoi ambasciatori, non controlla le sue sedi consolari, non si fa domande sui suoi confini. Un paese in cui la parola “sicurezza nazionale” si usa solo per giustificare leggi contro i migranti africani, mai per chiedersi chi sta entrando dalla porta principale, con visto regolare timbrato da un nostro diplomatico. La frontiera, in Italia, è un concetto a geometria variabile. La applichi ai disperati che attraversano il Mediterraneo, non ai novantacinque russi con i soldi giusti e il bonifico sul conto bulgaro.   Mah. Resta una domanda, e questa la voglio lasciare sospesa, perché non ho la risposta e nessuno me la sta dando. Tashkent è davvero un caso isolato, il marciume di un singolo? Oppure è la punta di qualcosa, la prima crepa che diventa visibile in un edificio che scricchiola da anni? Quante altre Tashkent ci sono, in giro per le nostre ambasciate? Quanti altri Papadia, quante altre Tarakanove? Il governo non si pone la domanda. La stampa non la pone. L’opposizione la sussurra. E intanto novantacinque persone, di cui non sappiamo niente, vivono accanto a noi.

HT
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Peter W. Kruger
La cosa più bella di questa storia dell'ambasciatore italiano in Uzbekistan arrestato con l'accusa di aver venduto visti falsi ad almeno 100 cittadini russi, non è tanto il fatto che un ambasciatore, che già guadagna tra i 250 e 350 mila euro l'anno (delle nostre tasse di contribuenti), sentisse il bisogno di "arrotondare" (pare fino a 16 mila euro a pratica - fatevi voi i conti). E' il fatto che di una storia così ghiotta, in cui ci puoi trovare di tutto, dai soldi illeciti alla corruzione ai più alti livelli dello stato, dalle infiltrazioni russe fino al traffico di immigrati illegali, sui media italiani non se ne trovi quasi traccia. Per molto meno, vedresti già la prime pagine dei giornali invocare massonerie, mafie, partiti politici, il "capitale" e complotti NATO. E, invece, no. Quando c'è la Russia di mezzo, tutto sparisce in un "blip". Ed è questo che fa veramente paura.
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Andrew A. Michta
Andrew A. Michta@andrewmichta·
🧵A message to all armchair experts who have become captivated by #UAVs (also known as #drones) as the latest shiny object of modern warfare. I hope this message sparks some much-needed debate on the ongoing technological change, while providing a necessary reality check. 1/6
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Peter W. Kruger
Un altro aspetto interessante della vicenda è che, se c'è un corrotto, ci sono almeno 100 corruttori. Ma suppongo gli abbiamo tutti dato comodamente tempo di ritornare nella dacia di famiglia...
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Peter W. Kruger
Esattamente! Nella dimensione mitologica ogni epoca e cultura proietta le proprie convinzioni sul materiale epico del passato. E nessun’opera, più di quella omerica, è stata soggetta a ogni tipo di proiezione negli ultimi 2800 anni. Vale anche per l’Achille “nero” della BCC o per l’Odissea “mandaloriana” di Nolan. Tutte lecite, tutte legittime. Quanto riuscite, tutto da vedere. Io, per esempio, sono molto incuriosito di vedere questa versione di Nolan. Dopodiché, il fatto che la pederastia sia un fenomeno posteriore all’età omerica, non è una mia opinione, ma quella maggiormente diffusa tra gli storici età arcaica.
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elena ☾
elena ☾@promaachos·
@pwk la letteratura è specchio delle credenze di quella società quindi se eschilo dice così forse è perché era pensiero diffuso che dici? i poemi omerici che conosciamo noi sono quelli messi per iscritto secoli dopo gli “originali”, nessuno e tantomeno tu può sapere cosa sia cambiato
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elena ☾
elena ☾@promaachos·
se avessi letto l’Iliade sapresti che no, omero non menziona nessun rapporto con Patroclo ma sapresti che Teti nel libro 14 invita Achille a giacere con una donna. E se conoscessi il mondo greco capiresti subito che il sotto testo è proprio la cultura greca dove l’omosessualità-
Homer Pavlos@HomerPavlos

What we’re seeing on X these past few days is insane. > They’re trying like maniacs to convince you that Achilles is not a hero or a role model, even though he was the greatest role model in the West for 3,000 years. > They’re trying to convince you that he had a sexual relationship with his dear brotherly friend Patroclus, even though Homer says nothing of the sort. On the contrary, Homer mentions his relationships with women, states that Achilles has a son, Neoptolemus, and that at Patroclus’ funeral, Achilles and Briseis weep because he didn’t manage to marry them. That’s what Homer writes. > They’re trying to convince you that he shouldn’t be a role model for men because he was weak and a “cry baby”. This is being said by uneducated barbarians whose sources are the movie and secondary interpretations. They want you weak and disillusioned with classical studies. All these pseudo intellectuals have invaded the academic community of classical studies and archaeology and are trying to completely rewrite the facts in order to repel you. They want to fully control classical studies the same way they control art. Because if they control the Classics they will control the civilizational narrative. Don’t fall victim to their Marxist anti-Greek and anti-Western propaganda. Achilles was, is, and will always be the role model of a healthy man. Never forget that Alexander the Great slept with a copy of the Iliad (from Aristotle) under his pillow, along with his dagger. His role model was Achilles, who was also his ancestor on his mother’s side. Never forget that.

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Peter W. Kruger
@promaachos Eschilo è V secolo, contemporaneo di Pericle e Socrate, un intero mondo a parte dalla Grecia di Omero ed Esiodo, e almeno tre secoli dopo
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elena ☾
elena ☾@promaachos·
@pwk i poemi omerici sono stati tramandati per generazioni e la prima trascrizione sembrerebbe risalire all’VIII secolo a.C., molti autori successivi (Eschilo in un frammento dei Mirmidoni per fare un esempio) fanno comunque riferimento a una relazione omosessuale tra i due
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Peter W. Kruger
Uno degli aspetti più gradevoli di questo inizio Maggio è il completo disvelamento (come se ce ne fosse stato ancora bisogno) del pieno collateralismo tra Putin e Netanyahu, e la nuova cagnara lanciata contro l’Ucraina, alimentata questa volta dai soliti quattro gatti na-zionisti rimasti a difendere anche le più insulse politiche di pulizia etnica (quando non propriamente genocide) compiute dallo stato di Israele. Gente che ti sbatte in faccia ad ogni occasione l’Olocausto e i crimini commessi dall’OUN-B di Bandera (di cui furono vittime anche tantissimi ucraini) ma, per i quali il fatto che l’Ucraina abbia perso il 20% della popolazione durante la Seconda Guerra Mondiale (appena 10 anni dopo che l’Holodomor staliniano ne aveva già spazzato via una quota analoga), sia un mero incidente della storia. Del resto questo collateralismo Putin-Netanyahu era già pienamente evidente poche settimane dentro la risposta israeliana agli orrori del 7 ottobre. E lo dico da uno che si ritiene ancora un sionista, i.e. che crede nel diritto storico degli ebrei di avere uno stato a maggioranza ebraica. Ma come dire? Sionisti sì, coglioni anche no…
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Peter W. Kruger
@drndbl Sì ma, a lanciare questa polemica, non sono stati i soliti troll putiniani, ma i quattro gatti na-zionisti rimasti a difendere Netanyahu
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Marco Zunino 🇪🇺 🇯🇵🌻🇺🇦🌻
Qualcuno ha iniziato una polemica sulla responsabilità degli ucraini durante lʼOlocausto. Lo ha fatto in buona fede, ma festeggiare sono stati i putinofili e gli antisemiti. I troll roZZi hanno insozzato ogni discussione col loro piscio. Cʼè un tempo per ogni cosa.
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Peter W. Kruger
Dopo quattro anni di guerra in Ucraina (in realtà almeno 25 di guerra all’Europa), i nostri gloriosi servizi scoprono che la a Russia paga gli opinionisti nei talk show. Datemi una brigata NAFO e prenderò il totale controllo dello Stato assumendo poteri dittatoriali e imponendo la legge marziale. Che dico, una brigata? Basta una compagnia. No, un plotone. Un contubernium…
🇪🇺 Ratta Bagatta 🇮🇹🇺🇦@RattaBagatta

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Peter W. Kruger
𝗢𝗽𝗲𝗻𝗖𝗹𝗮𝘄 𝘃𝘀. 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗲. Just one week left to enter the arena. ⏱️ (and 𝗠𝗼𝘃𝗲𝗮𝘅 joins the sponsor lineup!) The call for use cases for the 𝗚𝗿𝗲𝗮𝘁 𝗢𝗽𝗲𝗻𝗖𝗹𝗮𝘄 𝘃𝘀. 𝗖𝗹𝗮𝘂𝗱𝗲 𝗕𝗮𝘁𝘁𝗹𝗲 𝗠𝗲𝗲𝘁𝘂𝗽 officially closes next Monday, May 18. If you are actually building and orchestrating real 𝗔𝗜 𝗮𝗴𝗲𝗻𝘁𝘀, this is your great chance to show what you've got. We are picking the best OpenClaw and Claude use cases to go live on stage. Zero BS. No pitch decks. Just live execution, real workflows. 🔗 Links to submit and register in the following comment. Big news on the partner front: I'm thrilled to announce that 𝗠𝗼𝘃𝗲𝗮𝘅 is officially joining us as an event sponsor! 🚀 For those who don't know them, Moveax is a top-tier software house that is heavily active in agentic AI development themselves, making them the perfect partner to back this hardcore builder community. See you at #BinarioF by @Meta on May 25. Let’s build. 👇
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