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ReCommon è un’associazione che lotta contro gli abusi di potere e il saccheggio dei territori per creare spazi di trasformazione nella società.

Katılım Mayıs 2012
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ReCommon@Recommon·
🫢 Le ombre del partner di #ENI nel business del gas statunitense. Un approfondimento dettagliato per capire cosa c’è dietro Venture Global, uno dei nomi più importanti del gas naturale liquefatto (GNL) made in USA. 🛢️Non solo un’azienda, ma un caso che racconta come funziona davvero questo mercato. Nel 2025 ENI ha firmato con questa società un contratto ventennale, per acquistare ogni anno 2 milioni di tonnellate di gas liquefatto dagli Stati Uniti. 💸Nel frattempo, però, emergono elementi che cambiano il quadro. Il nostro nuovo report racconta l’ascesa di un gigante del GNL nell’ambito del nuovo equilibrio energetico europeo, creatosi in seguito all’invasione russa dell’Ucraina nel 2022. 📑 Per farlo, ricostruiamo una rete fatta di relazioni politiche, autorizzazioni accelerate e operazioni finanziarie che sollevano più di una domanda. 📈E soprattutto analizziamo un meccanismo preciso: durante la crisi energetica, Venture Global ha ritardato l’avvio commerciale degli impianti, vendendo gas sul mercato spot a prezzi molto più alti. Un’operazione che ha generato miliardi, mentre clienti europei restavano senza forniture. 🔥È la storia del modello energetico a cui si sta legando 🇮🇹, con contratti di lungo periodo e infrastrutture costruite per durare decenni. Oggi, con le tensioni in Medio Oriente, questo modello sembra destinato a rafforzarsi. 👇 recommon.org/venture-global…
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Società civile italiana: la nuova Politica energetica di Cassa Depositi e Prestiti rischia di aumentare la dipendenza energetica dalle fonti fossili 👇 recommon.org/societa-civile…
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Oil Change International
Oil Change International@PriceofOil·
HUGE WIN: Just weeks after Israel began its genocide in Gaza, fossil fuel companies won licenses to explore for gas off the coast without legal permission from Palestine. Now, following international pressure, the Italian oil company Eni is backing out. recommon.org/en/italian-ene…
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Nell'articolo di Globes si paventano ragioni legate "alla sicurezza". Eni ha dichiarato che: "conferma il suo ritiro dal consorzio aggiudicatario del ‘Blocco G’ deciso nel quadro della razionalizzazione e diversificazione strategica delle proprie attività upstream e prende atto della decisione degli altri membri del consorzio di completare il processo di aggiudicazione
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Alberto
Alberto@albert_jura·
@Recommon Ma la ragione dell’uscita dal consorzio qual è?
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ReCommon@Recommon·
🥚Pasqua è arrivata in anticipo: #ENI conferma quanto stiamo dicendo dal dicembre scorso, cioè che ha rinunciato a esplorare le acque palestinesi alla ricerca di gas. 📰 Dopo mesi di smentite ufficiali e azioni legali contro chi, come noi, aveva raccontato la vicenda delle licenze aggiudicate a fine ottobre 2023, un articolo del quotidiano finanziario israeliano Globes ribadisce quanto avevamo riportato. 📷 ENI martedì ha poi confermato all’agenzia di stampa @Staffetta, quindi è ufficiale: il cane a sei zampe è uscito dal consorzio composto anche da Dana Petroleum (società anglo-coreana) e Ratio Energies (società israeliana). 🛑 Globes ha trovato le conferme in una nota che proprio Ratio Energies ha inviato il 20 marzo 2026 alla Borsa di Tel Aviv: la nota riporta che “nell'ottobre 2025 ENI, che avrebbe dovuto fungere da operatore per le licenze, ha notificato al commissario per il petrolio del ministero dell’Energia e delle Infrastrutture [israeliano, ndr] e agli altri membri del consorzio la sua decisione di ritirarsi dal consorzio”. 👇 recommon.org/media-israelia…
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Report
Report@reportrai3·
Eni si ritira dal consorzio per le esplorazioni di gas del giacimento del cosiddetto Blocco G in zona economica esclusiva palestinese, al largo della Striscia di Gaza Eni ci ha confermato che il ritiro dal consorzio aggiudicatario del Blocco G è da iscriversi "nel quadro della razionalizzazione e diversificazione strategica delle proprie attività Upstream”.
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🛢️Il petrolio a 100 $ al barile significa costi più alti per imprese e famiglie e il rischio di un’impennata delle bollette. La chiusura dello stretto di Hormuz aumenterà la nostra dipendenza dal gas di #Trump? ✒️ Nel nostro ultimo editoriale abbiamo provato a immaginare gli scenari futuri. Spoiler, non ci sono buone notizie... 👇 recommon.org/la-crisi-di-ho…
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Oil Change International
Oil Change International@PriceofOil·
Italy may use taxpayer funds to support an environmentally risky LNG project in Argentina - a project which will put numerous species at risk in the Vaca Muerta Basin. ✍️Our friends at @Recommon need your help to stop this support actionnetwork.org/letters/sace-n…
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🔴 Insieme alla rete europea @Counter_Balance ReCommon promuove la campagna per rendere la BEI, la banca di investimento 🇪🇺, focalizzata sui beni comuni. 🤑 Adesso la BEI mette al primo posto il profitto delle multinazionali rispetto alla giustizia climatica e all'equità sociale.
Counter Balance@Counter_Balance

🌍 We’re launching our campaign to reclaim Europe’s public bank for the public good. Right now, the @EIB is prioritising competitiveness and corporate profit — instead of people, climate justice, and social equity. Here what we demand 👇🧵

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🛢️Secondo l’ultima analisi di @ieefa_institute, in nome della “sicurezza energetica” 🇪🇺 sta costruendo un vincolo strutturale sul GNL USA. Nei prossimi anni, fino al 75–80% del GNL potrebbe arrivare dagli 🇺🇸, coprendo circa il 40% del gas totale. E' una scelta politica precisa, risultato di decisioni che hanno privilegiato nuove infrastrutture e contratti fossili rispetto ad altre opzioni disponibili. Il GNL USA è stato presentato come “affidabile”. Ma mentre cresce il suo peso nel sistema europeo, aumentano anche le tensioni politiche con Washington e l’instabilità legata a un presidente imprevedibile come Trump. Non serve un taglio delle forniture: basta il potere di influenzare prezzi e contratti. A beneficiarne sono i grandi gruppi industriali e finanziari che hanno interessi nel GNL 🇺🇸, o perchéè concedono prestiti per la costruzione di impianti o perchè guadagnano dagli accordi commerciali o dalle infrastrutture di rigassificazione. In Italia i soliti nomi: Eni, Snam, Intesa Sanpaolo. A pagare sono i cittadini europei, con bollette più alte, e le comunità USA colpite da impianti di estrazione e liquefazione. Nuovi vincoli, soliti vincitori e stessi perdenti.
Staffetta Quotidiana@Staffetta

Energia e Politica - Ieefa, la dipendenza UE dal Gnl Usa potrebbe salire all'80% nel 2030: La crescente dipendenza dell'UE dal gas naturale liquefatto (GNL) statunitense ha creato una dipendenza geopolitica potenzialmente ad alto… dlvr.it/TQSQxJ staffettaonline.com

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📢 ENI non avrebbe intenzione di effettuare esplorazioni nelle acque palestinesi alla ricerca di gas. La multinazionale fossile lo ha messo per iscritto a @reportrai3, che del tema ha parlato nella puntata dello scorso 14 dicembre. 📺 Nel servizio di apertura della trasmissione, dal titolo “Chi prega per la guerra”, la nostra campaigner @EvaPastor3lli aveva ricordato un fatto noto: a fine ottobre 2023, un consorzio guidato da ENI si era aggiudicato sei nuove licenze di esplorazione di gas offshore nel mar Mediterraneo, il 62% delle quali, secondo il diritto internazionale, situate all’interno della Zona economica esclusiva palestinese. 🔥 Di conseguenza, ENI potrebbe uscire dal consorzio che si è aggiudicato le licenze, o almeno, è quello che ci aspettiamo in seguito a questa dichiarazione dirompente. L’inversione a 180° è sicuramente legata alla pressione nazionale e internazionale sull’azienda, che ha ottenuto le licenze per esplorare e acque di fronte a Gaza tre settimane dopo l’inizio del genocidio in Palestina. 👇 recommon.org/eni-non-preved… #ENI #freepalestine #fossilfree
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🔴 A un anno dall’esplosione del deposito #ENI di Calenzano (5 vittime), si prepara una controversa trasformazione del sito in hub fotovoltaico. Nel frattempo, la vera transizione ecologica dal basso della ex-GKN, continua a essere boicottata. 👇 dinamopress.it/news/calenzano…
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🍉 I punti di contatto tra #ENI e società o istituzioni Israeliane. A oggi risultano attive due partnership: la prima con il ministero dell'Energia israeliano, che a fine 2023 ha assegnato licenze di esplorazione al largo delle coste di Gaza. La seconda con la società Delek Group, che opera nei territori occupati in violazione del diritto internazionale. 📌 Ne ha parlato a @reportrai3 Eva Pastorelli, campaigner di Recommon. Il servizio, intitolato “Chi prega per la guerra”, è stato trasmesso domenica 14 dicembre ed è disponibile on demand su RaiPlay. #ENI #fossilfree #freepalestine
Report@reportrai3

Gaza Marine è un giacimento di gas a 36km da Gaza. Il 62% ricade in acque rivendicate dalla Palestina. Nel 2023 Eni ottiene 6 licenze da Israele. Alla nostra richiesta, Eni dice: nessuna attività prevista nell’area. Nota integrale sul sito. Ora su Rai3

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🔖 Il nuovo rapporto della rete @ShareAction denuncia come il settore bancario europeo predichi bene e razzoli male su temi importanti quali gli obiettivi climatici, la tutela della biodiversità e la tutela dei diritti delle popolazioni indigene. 🧐Mentre crisi climatica e collasso degli ecosistemi accelerano, la maggior parte delle banche non sta aggiornando le sue politiche al ritmo necessario. Tra le peggiori soprattutto sulla tutela dei diritti delle popolazioni indigene c'è @intesasanpaolo, che in 🇮🇹 si dipinge come “la banca dei territori”. 👇 shareaction.org/reports/in-deb…
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