Paola L. F. Sassi

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Paola L. F. Sassi

Paola L. F. Sassi

@sassix2

Il mondo non ha creato un solo essere vivente che non intenda distruggere. (Stella Maris)

Milano Katılım Temmuz 2016
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Sabitlenmiş Tweet
Paola L. F. Sassi
Paola L. F. Sassi@sassix2·
Un russo insulta Giorgia Meloni e le istituzioni si mettono in moto. Milioni di italiani insultano Giorgia Meloni e non si muove foglia. Nemo propheta in patria. @GiorgiaMeloni
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Paola L. F. Sassi
Paola L. F. Sassi@sassix2·
E l’incredibile è che questo vermiciattolo è riuscito a scrivere “Il diavolo e il buon dio”.
Soizig Le Bihan@Briviagra

Sartre a soutenu Staline pendant le goulag. Sartre a soutenu Mao pendant la Révolution culturelle. Sartre a préfacé Fanon en transformant la violence anti-coloniale en hygiène mentale ("abattre un Européen, c'est faire d'une pierre deux coups"). Sartre est allé visiter Andreas Baader dans sa prison de Stammheim en 1974 et en est ressorti en défendant le terroriste. Sartre a signé en 1977, avec Beauvoir, Foucault, Derrida, Barthes, la pétition pour la dépénalisation des rapports sexuels entre adultes et mineurs de 13 ans. Il faut s'arrêter une seconde sur cette liste. Parce qu'elle est sans équivalent dans l'histoire intellectuelle du XXe siècle. Il n'existe pas un seul grand basculement totalitaire ou criminel du siècle dernier que Sartre n'ait, à un moment, justifié, excusé, ou refusé de condamner. Quand le siècle a fabriqué un cauchemar, Sartre a tenu la porte ouverte. Et pourtant, il est au programme. Du bac. De l'agrégation. Des manuels. Des thèses. Sa rue à Paris. Ses cendres au cimetière du Montparnasse, en pèlerinage. Sa statue intellectuelle intacte. On enseigne L'Existentialisme est un humanisme à des lycéens de seconde comme on enseignerait un sermon de Bossuet. Ce n'est pas Sartre, le scandale. Sartre n'est qu'un homme (avec ses lâchetés, ses fanatismes, son théâtre intime de la radicalité). Le scandale, c'est nous. Le scandale, c'est qu'une civilisation entière ait décidé, collectivement et silencieusement, qu'être systématiquement du côté des bourreaux n'était pas disqualifiant pour devenir le grand intellectuel d'une nation. Comparez avec Raymond Aron. Aron a eu raison sur tout. Sur Staline, sur Mao, sur les goulags, sur le totalitarisme, sur la décolonisation, sur la guerre froide, sur l'économie de marché, sur l'Europe. Tout. Il a écrit L'Opium des intellectuels en 1955, soit trente ans avant que la gauche française ne découvre, embarrassée, qu'effectivement Soljenitsyne ne mentait pas. Aron a eu la lucidité d'un siècle entier, condensée dans une œuvre limpide, écrite dans un français de précision chirurgicale. Aron n'est pas au programme. Aron n'a pas de rue. Aron n'a pas de Panthéon. Quand on parle d'Aron, c'est avec ce petit haussement d'épaules qui veut dire "oui, intéressant, un peu froid, un peu de droite, vous savez". Sartre, lui, c'est l'incandescence, l'engagement, la jeunesse, la flamme. La phrase de Merleau-Ponty est restée célèbre : "mieux vaut avoir tort avec Sartre que raison avec Aron". Elle n'est pas anodine. Elle est l'aveu décisif. Elle dit explicitement ce que la France cultivée a décidé tacitement pendant soixante-dix ans. Qu'avoir raison est moins important qu'être du bon côté. Que la vérité est un détail bourgeois. Que ce qui compte n'est pas la justesse de l'analyse mais la pureté de la posture. Ce que ça révèle est terrible. Une civilisation choisit ses prophètes, et ce choix la définit pour cent ans. La France a choisi le brillant flatteur de bourreaux contre le sobre analyste de la réalité. Et elle a payé ce choix au prix fort. Une classe intellectuelle entière, formée à la révérence sartrienne, a appris que l'engagement compte plus que l'exactitude, que la générosité de surface compte plus que les conséquences réelles, qu'aimer "le peuple" en théorie autorise à mépriser les gens en pratique. Toute la pathologie de l'intellectuel français contemporain est déjà là.

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Paola L. F. Sassi
Paola L. F. Sassi@sassix2·
@nonexpedit Chissà se i musicanti di Venezia gli avrebbero permesso di dirigerli. (Forse sì: è morto in contemporanea con Stalin!)
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nonexpedit 🇻🇦
nonexpedit 🇻🇦@nonexpedit·
Prokofiev, Romeo e Giulietta, London Symphony Orchestra [CHIRPBIRDICON]
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Paola L. F. Sassi
Paola L. F. Sassi@sassix2·
@alfo_lanzieri Come ho già scritto è la storia filosofica novecentesca “della radice e del rizoma” che ancora imperversa.
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Alfonso Lanzieri
Alfonso Lanzieri@alfo_lanzieri·
Chi spiega che molte convinzioni personali non sono neutrali ma prodotto di pervasive griglie culturali (patriarcato, rapporti di potere, stereotipi interiorizzati), in tema di GPA riscopre d'improvviso scelte perfettamente autonome e prive di condizionamenti sociali o materiali.
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Patty
Patty@PattyPeixinha·
@SkyTG24 Non va normata, va abolita ovunque. Basta con questa propaganda continua.
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Antonella
Antonella@anto_vallini·
Dopo solo un mese dalla pubblicazione Vertigine, il saggio di Simone Alliva che regala un certo déjà vu, è già out of stock. Significa che tutte le copie sono state vendute o che la casa editrice le ha mandate al macero? fandangolibri.it/prodotto/verti…
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Federica B.
Federica B.@Effe_e_Bi·
E mi dici, così, in mezzo a una telefonata d’altre cose: a star bene ho rinunciato, non è il mio, cerco solo di star meglio. (Poi cantiamo: crepare di maggio/ci vuole coraggio, che la cantiamo da 30 anni)
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Luigi Mascheroni
Luigi Mascheroni@LuigiMascheroni·
Ho visto, e ascoltato, Vittorio Sgarbi al Salone del libro. È uno Sgarbi molto diverso da “Sgarbi”. Ma forse più vero. Mio pezzo oggi sul Giornale @VittorioSgarbi
Luigi Mascheroni tweet media
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CK🇮🇱
CK🇮🇱@Io65dh·
@petunianelsole L'equivalente dell' avvocatura di magistratura democratica , chissà che succede quando si scontrano in aula .
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Camilla Conti
Camilla Conti@petunianelsole·
L’avvocato che difende El Koudri:
Camilla Conti tweet mediaCamilla Conti tweet mediaCamilla Conti tweet media
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nonexpedit 🇻🇦
nonexpedit 🇻🇦@nonexpedit·
Pippone infinito, mappazza retorica comunista scritta con l'AI. Se non riuscite a capirlo dalla scrittura, perché siete di fatto degli analfabeti, potete almeno aggorgervene dalle virgolette. Ma ok, settemila cuoricini.
nonexpedit 🇻🇦 tweet media
Abolizione del suffragio universale@AUniversale

Guardatela bene, questa foto. Guardateli in faccia, uno per uno. Ieri pomeriggio, a Modena, in via Emilia centro, un uomo lancia un’auto a cento all’ora contro la folla. Falcia otto persone. Poi scende, tira fuori un coltello, e prova a scappare. Luca Signorelli gli si butta addosso. Prende una coltellata alla testa, ne schiva un’altra. Sanguina, ma non lo molla. E in quel momento, dietro di lui, arrivano loro. Quei ragazzi nella foto. Stranieri. Venuti da lontano. Quelli che secondo Salvini sarebbero “il problema dell’Italia”, “l’invasione”, “la sostituzione etnica”. Sono loro che si gettano addosso all’aggressore. Sono loro che gli bloccano la testa con un ginocchio mentre Signorelli, ferito, gli tiene il polso. Sono loro che permettono alla polizia di arrivare e di portarsi via il responsabile prima che faccia altri danni. Senza di loro, oggi staremmo contando forse dei morti. Salvini e la Lega, prima ancora di sapere chi fosse l’aggressore, prima ancora che si chiarisse che si trattava di un trentunenne con disturbi psichiatrici in cura da anni, prima ancora che gli investigatori escludessero la pista terroristica, erano già là fuori a sparare la solita filastrocca. E intanto i veri eroi di ieri pomeriggio, quelli senza i quali oggi parleremmo di altri morti, restano senza nome e senza ringraziamenti. I loro volti non finiranno nei post di Salvini e della Lega con una grafica con scritto “EROI”. Perché rovinerebbero la narrazione. Quella narrazione che da quindici anni divide il mondo in due caselle: italiani brave persone, stranieri criminali. E invece la realtà, ieri a Modena, ha fatto quello che fa sempre: si è messa di traverso. Un italiano di seconda generazione si è messo al volante per ammazzare la gente. Un altro italiano si è buttato sull’aggressore per fermarlo. E accanto a lui, fianco a fianco, ci sono finiti dei ragazzi stranieri che avevano una scelta semplice, girarsi dall’altra parte, e che hanno scelto di rischiare la pelle per gente che non conoscevano. Questa è l’Italia vera. Quella che non sta nei comunicati della Lega. A quei ragazzi, di cui ancora non sappiamo i nomi, va detto grazie. Forte. E va detto adesso, prima che il rumore degli sciacalli copra tutto.

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m a u r o
m a u r o@maurorizzi_mr·
Quindi se uno è nato in Italia l’origine islamica non va detta per non discriminarlo, mentre se è nato in Italia ma è ebreo questo va evidenziato perché è opportuno che tutti sappiano? Fatemi capire come funziona.
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Sirio Capineri
Sirio Capineri@SirioCapineri03·
@Simone1070768 Il 10% della popolazione iraniana è atea dichiarata, il 25% ha riferito di esserlo in segreto. In pratica un valore più alto dei decerebrati italiani a maggioranza cattolica
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Paola L. F. Sassi
Paola L. F. Sassi@sassix2·
@MatteoRichetti Se così fosse la soluzione sarebbe semplicissima: la salute mentale dei cittadini deve anche essere curata in appositi spazi attrezzati e civilmente gestiti.
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Matteo Richetti
Matteo Richetti@MatteoRichetti·
A forza di farci credere che l’emergenza fossero gli immigrati abbiamo smesso di occuparci delle vere emergenze, tra cui la salute mentale dei nostri cittadini. E ieri, di fronte ad un gesto criminale di una persona con disturbi mentali, gli unici immigrati coinvolti in questa vicenda hanno fermato questa follia. #Modena
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Paola L. F. Sassi
Paola L. F. Sassi@sassix2·
@vaux_hall Perché il primo è incatenato alle *radici* mentre il secondo fluttua in una fantastica realtà *rizomatica* (ci spiegarono i filosofi).
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Fabio Vassallo
Fabio Vassallo@vaux_hall·
Da spiegare perché se un disagiato che ammazza la fidanzata è probabilmente stato radicalizzato da incel e patriarcato, ma un disagiato che falcia la gente con la macchina e la insegue col coltello è invece sicuramente rimasto impermeabile alla radicalizzazione islamista.
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Camilla Conti
Camilla Conti@petunianelsole·
La laurea in economia sarà la ciliegina sulla narrazione di domattina in edicola.
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