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@Io65dh

Isole Pitcairn Katılım Mart 2026
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Vivid.🇮🇱
Vivid.🇮🇱@VividProwess·
This is the Palestinians “hero”, Yahya Sinwar, hiding like a rat inside an underground tunnel in Gaza hours before October 7th. He let his people die while he is hiding like a fucking coward. As I said, he hid like a rat, and died like a rat.
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Io
Io@Giudiiiiiiiiii·
Mah le coincidenze a volte…
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CK🇮🇱
CK🇮🇱@Io65dh·
@alde68 E l'amore per i Narcos notoriamente anticapitalisti.
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CK🇮🇱@Io65dh·
@Vi_Dis_1255 A me par di ricordare che Marx fosse favorevole al colonialismo .
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Vincenzo Di Santo
Vincenzo Di Santo@Vi_Dis_1255·
DI ROBERTO D'AMICO. Ascolto la presentazione del nuovo libro di Luciano Canfora. Libro che ovviamente non comprerò e non leggerò, e di cui era prevedibile – visto il curriculum dell'autore – che il contenuto fosse pessimo. Ma ciò che mi sorprende sempre, ascoltando questi "baroni" delle università italiane, è come riescano a portare avanti un revisionismo spregiudicato che non tiene per nulla conto dei dati materiali, venendo meno – e non è un dettaglio – alle premesse del loro stesso lavoro (il materialismo storico, la critica delle fonti, l'analisi concreta delle situazioni concrete). Ci si rammarica poi che questa spazzatura venga pubblicizzata da Feltrinelli, editore un tempo di prestigio, oggi ridotto a cassa di risonanza di ideologie prive di consistenza. E sì, è spazzatura. Non merita affatto il rispetto che si deve alla "differenza di opinioni", perché l'intento non è quello di argomentare, ma di fare propaganda. Canfora, nella presentazione del testo, afferma due falsità che fanno franare l'intero edificio del suo scritto, perché ne sono le fondamenta. Prima falsità: il comunismo oggi sarebbe vivo e vitale. Non il "comunismo scientifico" (quello marxiano, che avrebbe fallito), ma il comunismo idealista. Seconda falsità: questo comunismo idealista sarebbe oggi alla base della lotta decoloniale in corso. E, partendo da questo presupposto, Canfora traccia le origini del decolonialismo stesso. Vediamo perché entrambe le affermazioni sono false. Sulla prima falsità: il "comunismo idealista" La mossa di scindere il comunismo in "comunismo scientifico" (fallito) e "comunismo idealista" (vitale) è una mossa puramente retorica, ma è anche una falsificazione storica e teorica. Quello che Canfora identifica come "comunismo scientifico" è semplicemente il marxismo – ciò che per oltre un secolo è stato chiamato comunismo senza aggettivi. Il "comunismo idealista", invece, è una bella formula vuota, tenuta in piedi proprio da quel "idealista" che ne svela l'inconsistenza. Oggi non esiste assolutamente nessun "comunismo idealista" come fenomeno politico organizzato o come corrente teorica riconoscibile. (Il discorso esclude la Cina, che ha elaborato una formula altra – il "socialismo con caratteristiche cinesi" – e sarebbe lungo aprire anche quel capitolo.) Quello che Canfora chiama "comunismo idealista" è in realtà un insieme di atteggiamenti: antiamericanismo, antisemitismo, campismo, terzomondismo. Ma non c'è alcuna dignità teorica in tutto questo. È solo il prodotto di frustrazione sociale piccolo-borghese, di quel risentimento di chi non ha mai fatto i conti con la fine dell'Urss e si è fissato – oggi – nel palestinismo come ultima religione laica. Non è comunismo. È nichilismo travestito da impegno. Sulla seconda falsità: il decolonialismo come figlio di Ottobre La mossa più sorprendente e squallida, però, Canfora la mette a segno quando asserisce che la Rivoluzione d'Ottobre avrebbe dato vita al decolonialismo e che, dunque, il decolonialismo sarebbe intrinsecamente comunismo. Una simile idiozia grida vendetta davanti al cielo e agli uomini. Per almeno tre ragioni. Primo: il comunismo sovietico è, per sua natura, intrinsecamente colonialista. L'Unione Sovietica ha conquistato e tenuto sotto il proprio controllo l'intero Est Europa (Polonia, Cecoslovacchia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Germania Est), ha annesso con la forza gli Stati baltici (Estonia, Lettonia, Lituania), ha invaso e occupato l'Afghanistan per un decennio, ha represso nel sangue movimenti indipendentisti in Georgia e Ucraina. Parlare di "decolonialismo" a proposito dell'Urss è un insulto alla memoria di milioni di vittime del colonialismo sovietico. Secondo: questa tesi nega esperienze come quella di Gandhi – che certamente comunista non era – e l'apporto degli Stati Uniti al processo decoloniale (la pressione americana su Gran Bretagna e Francia per smantellare gli imperi coloniali, il ruolo di Wilson e dei 14 punti, l'anticolonialismo di Roosevelt). Non tutto il decolonialismo è stato di sinistra, e non tutta la sinistra è stata decoloniale. Canfora semplicemente cancella la storia che non gli piace. Terzo: questa tesi nega completamente l'autodeterminazione dei popoli, attribuendo al comunismo – in modo profondamente colonialista – un ruolo di "fiaccola della conoscenza e liberazione". È il vecchio paternalismo marxista: "il proletariato occidentale (o il Partito) sa cosa è meglio per i popoli oppressi". I popoli, da soli, non conterebbero nulla. È lo stesso schema che ha portato l'Urss a "liberare" i paesi dell'Est imponendo regimi fantoccio. Canfora si presenta ancora una volta per quello che è: un uomo di propaganda, non un intellettuale. Uno che usa la storia come arma per legittimare le proprie ossessioni politiche, senza alcun rispetto per i fatti. Gente da cui sarebbe urgente tenere lontani i nostri ragazzi – perché non imparerebbero la storia, ma imparerebbero l'odio per l'Occidente, la giustificazione di ogni dittatura purché anti-americana, e la nobile arte di chiamare "decoloniale" ciò che è semplicemente antisemita e antiliberale.
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Camilla Conti
Camilla Conti@petunianelsole·
A el Koudri sono stati sequestrati cinque telefoni, quattro computer, due hard disk, almeno due chiavette usb, un tablet, una playstation e altri accessori. Nella casa sono stati trovati anche oltre un centinaio di fogli manoscritti, due agende, block notes, oltre ad un biglietto con password per le criptovalute.
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Kambiz Shadmehr
Kambiz Shadmehr@oceanswon·
Sono d’accordo con te. Coloro che criticano Israele (almeno secondo me) confondono la democraticità con la giustizia. Come dici tu, la democrazia è il cambio di guardia pacifico; secondo loro, invece, uno Stato democratico dovrebbe essere buono e paternalistico non solo verso i propri cittadini, ma addirittura verso i suoi nemici. È una visione utopica. La democrazia si definisce all’interno dei confini di uno Stato.
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Kambiz Shadmehr
Kambiz Shadmehr@oceanswon·
Si, #Israele è una democrazia Israele è una democrazia parlamentare reale, con elezioni libere, multipartitismo e società civile attiva. È l’unica “Free” del Medio Oriente secondo Freedom House, ma una “flawed democracy” sotto erosione per il conflitto permanente. Il confronto con Italia e Norvegia illumina il quadro, mostrando come il contesto di sicurezza influenzi profondamente il funzionamento democratico. Nonostante le critiche legate ai Territori occupati, gli indici internazionali confermano che dentro i confini sovrani Israele mantiene istituzioni vitali e alternanza al potere. Democracy Index 2025 (EIU): Israele 7,80/10, Italia 7,58/10. Entrambi con coalizioni fragili e polarizzazione. Freedom House 2026: Israele 73/100, Italia 87/100. L’Italia beneficia di pace e regole UE; Israele paga riforme giudiziarie (2025) e guerra dal 2023. V-Dem ha declassato Israele a “electoral democracy” dal 2023. L’Israeli Democracy Index 2025 mostra sfiducia: solo 24% degli ebrei valuta la democrazia “buona”. In Italia la percezione è più serena grazie al contesto europeo stabile. Somiglianze nell’instabilità politica e nella vivacità delle proteste di piazza, ma l’Italia è più “rilassata” sulle libertà civili e beneficia di un welfare più inclusivo. Democracy Index 2025: Norvegia 9,81/10 (1° al mondo). Freedom House: 99/100. La Norvegia incarna stabilità, fiducia e libertà perfette in un contesto pacifico e omogeneo, con welfare forte. Israele e Italia condividono invece polarizzazione e coalizioni precarie, lontani dal modello nordico che non conosce tensioni identitarie o minacce esterne. Gli indici valutano solo il territorio sovrano. Dentro i confini, 9 milioni di cittadini (21% arabi) hanno diritti e voto. Ma Israele vive da 78 anni in guerra permanente: dal 2023 lo stato di emergenza erode libertà (censura, detenzioni). La Legge Nation-State (2018) crea il dilemma “ebraico e democratico”, assente in Europa. È una democrazia etnica sotto assedio (Smooha): vitale con proteste di massa e stampa critica, ma segnata da backsliding, sfiducia e sistema duale con i Territori. Italia e Norvegia, in pace da generazioni, non conoscono questo stress costante che giustifica misure eccezionali ma ne limita la liberalità. Il conflitto prolunga l’occupazione e alimenta la polarizzazione interna, rendendo il bilanciamento tra sicurezza e diritti ancora più arduo. Le elezioni 2026 e sentenze della Corte Suprema saranno decisive. Israele non è dittatura né teocrazia: lotta per restare democrazia in mezzo alla tempesta. Il paragone ricorda che la democrazia è anche contesto, sicurezza e capacità di bilanciare identità e diritti. E in questo, Israele è solo nella sua regione, offrendo una lezione unica sulla resilienza democratica in ambienti ostili. #facts #italy #democracy
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Kambiz Shadmehr
Kambiz Shadmehr@oceanswon·
Oddio, salvateli!! Questi sionisti cattivi vogliono ucciderli! L'affitto di ognii flotilla costa tra €40,000 e €60,000 + assicurazione + cibo + crew + collegamento internet! Chi paga questa pagliacciata? #gaza #flotilla
Heidi Bachram@HeidiBachram

The Gaza Flotilla ‘kidnap victims’ seem pretty happy and relaxed in Israeli custody. Apparently there was no aid found on their boats. So it was never there or they chucked in the sea. Dangerous clowns.

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董小姐的日常
董小姐的日常@dongxiaojie99·
网友们真的太厉害了,这都能找出来……
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CK🇮🇱@Io65dh·
@NinaRicci_us Rappresentava " l' Ebreo buono " , quello che piace tanto ai pacifisti occidentali e anche a Hamas .
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CK🇮🇱@Io65dh·
@ricpuglisi Immagino la profonda accuratezza dei suoi articoli e dei suoi libri.
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Soizig Le Bihan
Soizig Le Bihan@Briviagra·
Sartre a soutenu Staline pendant le goulag. Sartre a soutenu Mao pendant la Révolution culturelle. Sartre a préfacé Fanon en transformant la violence anti-coloniale en hygiène mentale ("abattre un Européen, c'est faire d'une pierre deux coups"). Sartre est allé visiter Andreas Baader dans sa prison de Stammheim en 1974 et en est ressorti en défendant le terroriste. Sartre a signé en 1977, avec Beauvoir, Foucault, Derrida, Barthes, la pétition pour la dépénalisation des rapports sexuels entre adultes et mineurs de 13 ans. Il faut s'arrêter une seconde sur cette liste. Parce qu'elle est sans équivalent dans l'histoire intellectuelle du XXe siècle. Il n'existe pas un seul grand basculement totalitaire ou criminel du siècle dernier que Sartre n'ait, à un moment, justifié, excusé, ou refusé de condamner. Quand le siècle a fabriqué un cauchemar, Sartre a tenu la porte ouverte. Et pourtant, il est au programme. Du bac. De l'agrégation. Des manuels. Des thèses. Sa rue à Paris. Ses cendres au cimetière du Montparnasse, en pèlerinage. Sa statue intellectuelle intacte. On enseigne L'Existentialisme est un humanisme à des lycéens de seconde comme on enseignerait un sermon de Bossuet. Ce n'est pas Sartre, le scandale. Sartre n'est qu'un homme (avec ses lâchetés, ses fanatismes, son théâtre intime de la radicalité). Le scandale, c'est nous. Le scandale, c'est qu'une civilisation entière ait décidé, collectivement et silencieusement, qu'être systématiquement du côté des bourreaux n'était pas disqualifiant pour devenir le grand intellectuel d'une nation. Comparez avec Raymond Aron. Aron a eu raison sur tout. Sur Staline, sur Mao, sur les goulags, sur le totalitarisme, sur la décolonisation, sur la guerre froide, sur l'économie de marché, sur l'Europe. Tout. Il a écrit L'Opium des intellectuels en 1955, soit trente ans avant que la gauche française ne découvre, embarrassée, qu'effectivement Soljenitsyne ne mentait pas. Aron a eu la lucidité d'un siècle entier, condensée dans une œuvre limpide, écrite dans un français de précision chirurgicale. Aron n'est pas au programme. Aron n'a pas de rue. Aron n'a pas de Panthéon. Quand on parle d'Aron, c'est avec ce petit haussement d'épaules qui veut dire "oui, intéressant, un peu froid, un peu de droite, vous savez". Sartre, lui, c'est l'incandescence, l'engagement, la jeunesse, la flamme. La phrase de Merleau-Ponty est restée célèbre : "mieux vaut avoir tort avec Sartre que raison avec Aron". Elle n'est pas anodine. Elle est l'aveu décisif. Elle dit explicitement ce que la France cultivée a décidé tacitement pendant soixante-dix ans. Qu'avoir raison est moins important qu'être du bon côté. Que la vérité est un détail bourgeois. Que ce qui compte n'est pas la justesse de l'analyse mais la pureté de la posture. Ce que ça révèle est terrible. Une civilisation choisit ses prophètes, et ce choix la définit pour cent ans. La France a choisi le brillant flatteur de bourreaux contre le sobre analyste de la réalité. Et elle a payé ce choix au prix fort. Une classe intellectuelle entière, formée à la révérence sartrienne, a appris que l'engagement compte plus que l'exactitude, que la générosité de surface compte plus que les conséquences réelles, qu'aimer "le peuple" en théorie autorise à mépriser les gens en pratique. Toute la pathologie de l'intellectuel français contemporain est déjà là.
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Hillel Neuer
Hillel Neuer@HillelNeuer·
Francesca Albanese just went on a crazy rant against Jews: • Germany “accepted the Jews.... those who learnt...they need to be superior.” • “No longer the People of the Book. But the Chosen People...” • “‘Chosen to dominate’? One may wonder looking at what Israel has become.”
UN Watch@UNWatch

Francesca Albanese says Germany “accepted the Jews, but not all of them. Especially those who have learnt that to survive in this world they need to be superior. No longer a fragile minority. No longer diasporic people. No longer the People of the Book. But the Chosen People. ‘Chosen to dominate?’ One may wonder looking at what Israel has become.”

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L'Avvocato dell'Atomo/The Atomic Advocate
“Il modello di auto che dici di voler comprare non è ancora uscito. Dimostrami che non stai cercando di comprarti un carro armato!” Questo è il livello argomentativo. Saranno mesi difficili.
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Adam Mossoff
Adam Mossoff@AdamMossoff·
"1949: Red Cross gives Mengele fake travel papers to flee to Argentina" READ that again. Don't ever think the Red Cross (@RedCross) has any moral or professional status to comment on anything about Israel. Ever. Red Cross also signed off on the death camps in early 1940s, but that the Red Cross actively assisted the Jew-hating sociopathic Dr. Mengele in 1949 in escaping justice for his atrocities is even more beyond the pale.
Hillel Neuer@HillelNeuer

BREAKING: Switzerland to open secret files on Auschwitz 'Angel of Death' Mengele. 1949: Red Cross gives Mengele fake travel papers to flee to Argentina 1956: Mengele visits Swiss Alps 1961: Mrs. Mengele rents apartment near Zurich. Was he there too? bbc.com/news/articles/… 🧵

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Sarah Scialom
Sarah Scialom@sarah_scialom·
Comme toujours, le droit international est invoqué par des personnes qui en ignorent tout et ne maîtrisent pas les concepts qu’ils mobilisent. Par définition, un acte de piraterie suppose une finalité privée (art. 101 de la Convention de Montego Bay). Un acte commis par un État, fût-il contestable, ne peut juridiquement être qualifié de piraterie. C’est l’enseignement constant du droit international de la mer. L’interception d’une flottille en haute mer par les forces d’un État en situation de conflit armé relève d’un autre corpus : le Manuel de San Remo de 1994 sur le droit international applicable aux conflits armés en mer, qui encadre précisément le régime des blocus navals. À ce propos, le rapport Palmer, mandaté par le Secrétaire général de l’ONU sur l’incident du Mavi Marmara (2011), a conclu que le blocus naval de Gaza était licite au regard du droit des conflits armés en mer.
Manon Aubry@ManonAubryFr

Netanyahou vient de commettre un nouvel acte de piraterie en interceptant la flottille pour Gaza au mépris du droit international. Soutien total à celles et ceux qui refusent de détourner le regard face au génocide en Palestine et aux crimes de guerre.

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CK🇮🇱@Io65dh·
@petunianelsole L'equivalente dell' avvocatura di magistratura democratica , chissà che succede quando si scontrano in aula .
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Camilla Conti
Camilla Conti@petunianelsole·
L’avvocato che difende El Koudri:
Camilla Conti tweet mediaCamilla Conti tweet mediaCamilla Conti tweet media
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