Turi Irmanà

658 posts

Turi Irmanà banner
Turi Irmanà

Turi Irmanà

@sgreco77

Katılım Ekim 2011
447 Takip Edilen41 Takipçiler
Turi Irmanà retweetledi
Aureliano Stingi PhD
Aureliano Stingi PhD@AurelianoStingi·
Cancro e microbiota, si ipotizza un asse " intestino - midollo osseo - cancro Quello che mangiamo non è mai stato cosi importante Short 3d 1/n
Aureliano Stingi PhD tweet media
Italiano
5
79
472
60.8K
Turi Irmanà retweetledi
Carlo Cottarelli
Carlo Cottarelli@CottarelliCPI·
Stappate le bottiglie, voi evasori Prima solo il condono era a voi dato Ora per legge avrete il concordato Tranquilli accumulate i vostri ori Tanto a pagar le tasse penseranno Lavoratori dipendenti ed altri Voi per far questo siete troppo scaltri Pagare il giusto a voi dà troppo affanno
Italiano
577
552
3.1K
188.4K
Matteo Salvini
Matteo Salvini@matteosalvinimi·
25 agosto 2018, Catania, io ero Vicepremier e Ministro dell’Interno. L’estrema sinistra manifesta per chiedere lo sbarco degli immigrati dalla nave Diciotti: la folla urla “assassini” e “animali” in faccia alla Polizia. Mi sembra di vedere alcuni volti familiari….
Rome, Lazio 🇮🇹 Italiano
1.5K
870
3.6K
363K
Turi Irmanà
Turi Irmanà@sgreco77·
Giavazzi: «La tassa sugli extraprofitti delle banche è un autogol del governo, si rischia lo stop all'acquisto di titoli di Stato» corriere.it/economia/tasse…
Italiano
0
0
0
10
Turi Irmanà retweetledi
Gianmarco Gabrieli
Gianmarco Gabrieli@gabrieligm·
Mi hanno consegnato gli esami dei test #invalsi di mio figlio, per curiosità sono andato a cercare la distribuzione dei risultati. Ho scoperto che nel sud/isole la situazione è drammatica! Altro che investire nel ponte sullo Stretto, la prima infrastruttura è quella scolastica! Se in Francia il disagio sociale e l’ignoranza è nei ghetti, in Italia l’emergenza è nel 60% degli studenti delle medie di Campania, Calabria e Sicilia che non raggiungono risultati sufficienti. Altro che parlare di disoccupazione e neet, problemi seri ma che sono il risultato di problemi più radicati: la scuola materna, elementare e media devono essere migliorate lasciando anche a casa il corpo docente se è inadeguato. #lascuolasubito
Gianmarco Gabrieli tweet media
Italiano
205
244
1.1K
163.9K
Turi Irmanà retweetledi
Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Da diverse settimane nelle città italiane più popolose è impossibile trovare taxi. E in città dove il trasporto pubblico è nei fatti inesistente (come Roma) questo significa l’impossibilità di spostarsi se non con un mezzo privato, con le inevitabili conseguenze su traffico e inquinamento. Quello che accade è che - per fortuna - il flusso turistico in questo periodo è molto elevato, e pertanto la domanda di taxi è esplosa. L’offerta però è rimasta scarsa, sia per colpa dei comuni (che non aumentano le licenze) che dello Stato (che non approva una riforma complessiva del sistema, in grado ad esempio di integrare appieno le nuove tecnologie). E quando c’è eccesso di domanda, se i prezzi non possono aumentare - come nel caso dei taxi, in cui la tariffa è amministrata - allora un sacco di domanda di rimane inevasa. E quindi file interminabili alle stazioni, attesa infinita al telefono per chiamare una vettura. La politica è per la maggior parte silente sul tema. La “destra” perché difende questa - come altre - posizione corporativa dei tassisti, la “sinistra” perché considera mercato e concorrenza due orribili parolacce. Molti altri politici probabilmente sono scottati dal fatto che negli ultimi 20 anni ogni volta che anche solo l’ipotesi di una riforma si affaccia all’orizzonte, i tassisti bloccano le città per giorni; nel luglio scorso vennero pure a circondare Palazzo Chigi buttando bombe carta. Nel frattempo, turisti e cittadini sono abbandonati a loro stessi, mentre il confronto con altre città europee e mondiali su questo tema relega il nostro Paese molto più in basso della maggior parte dei paesi in via di sviluppo. Sarebbe bello - e forse utile anche per altri scopi - se @ItaliaViva, @Azione_it, @Piu_Europa, @libdemeuropei e altri, mettessero in piedi un’iniziativa politica coerente e duratura sul tema: proposta di legge, mobilitazione di cittadini-elettori, anche qualche azione “eclatante”. Non sarà eccitante come la discussione su “chi fa il leader” o “quanto si stanno simpatici Tizio e Caio”, ma forse potrebbe essere più utile.
Italiano
208
352
2K
286.8K
Turi Irmanà retweetledi
Eric Topol
Eric Topol@EricTopol·
The 3 words—cancer, nervous system—wouldn't have appeared in the same sentence until recent years. Now it's a hot field of study with multiple clinical trials testing new treatments erictopol.substack.com/p/cancer-and-t…
Eric Topol tweet mediaEric Topol tweet media
English
0
43
130
27.2K
Turi Irmanà retweetledi
Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Oggi in Italia ci sono circa 37 milioni di persone in età da lavoro (= tra i 15 e i 64 anni). Non sono gli occupati (che sono circa 23 milioni): sono, invece, il bacino demografico tra cui pescare coloro che producono beni, servizi, reddito. 17 anni è un periodo lungo, se consideriamo gli standard della politica italiana. Dove anche solo pochi mesi sono un’era geologica. Ma in realtà 17 anni non sono quasi nulla. È circa il lasso di tempo che separa un bambino che oggi è in prima elementare dal momento in cui conseguirà la laurea. Oppure, se preferite guardare indietro, 17 anni fa diventammo campioni del mondo in Germania. Ebbene, secondo le previsioni Istat - non quelle più pessimistiche, ma quelle “‘normali” - tra 17 anni le persone in età da lavoro in Italia si ridurranno di 6 milioni. Cioè da 37 passeranno a 31 milioni, per un calo di più del 16%. Significa che il bacino dentro cui sarà possibile “pescare” persone che “fanno il Pil” avrà una contrazione del 16%. La politica italiana ha un orizzonte troppo corto per comprendere quanto terrificante questo dato sia. Ci stiamo avvicinando al momento in cui anche una (del tutto improbabile) impennata delle nascite non servirà come rimedio; nei fatti ci siamo già, se pensiamo che un bambino concepito oggi sarà “forza lavoro di fatto” tra ben più di 17 anni.
Italiano
109
276
1.1K
128.8K
Turi Irmanà retweetledi
Stefano Feltri
Stefano Feltri@StefanoFeltri·
Sam Altman di @OpenAI andato davanti al Senato a chiedere di regolamentare l’intelligenza artificiale. A molti questa può sembrare una posizione responsabile o addirittura una richiesta di aiuto. Ma non è così. Su #Appunti : bit.ly/3pOOFZo
Stefano Feltri tweet media
Italiano
1
2
5
2.4K
Turi Irmanà retweetledi
Charlotte Matteini
Charlotte Matteini@CharlyMatt·
Mi sono finta una ragazza interessata a lavorare come stagionale. In tutta Italia. Ho pubblicato uno stesso identico annuncio in 20 diverse località italiane, da nord a Sud, e nel giro di pochi giorni ho ricevuto più di 200 richieste di contatto da parte di imprenditori. Il quadro che emerge, però, è veramente sconfortante. today.it/economia/offer…
Italiano
418
1.4K
5.1K
857.7K
Turi Irmanà retweetledi
Nicola Biondo
Nicola Biondo@BiondoNik·
#Enel fatale per #GiorgiaMeloni. Sfuma l'occasione del primo incontro alla Casa Bianca con Joe #Biden previsto per il 15 maggio. Domanda: qualcuno @Palazzo_Chigi ha capito l’enorme partita che si sta giocando sull’Enel? La risposta è nei fatti che stiamo per raccontarvi. Il 15 maggio alla Casa Bianca era previsto un importante evento, la presentazione di un mega-investimento della multinazionale italiana dell’energia, un impianto fotovoltaico da oltre un miliardo di euro in Oklahoma. Non un semplice meeting aziendale in una sede qualunque ma la definitiva consacrazione di una piattaforma internazionale che coinvolge i due Paesi e la loro visione del futuro. Quale migliore occasione per Giorgia Meloni di accreditarsi nel parterre internazionale? Il piano della dirigenza della multinazionale italiana dell’energia era semplice: coinvolgere il Presidente del Consiglio, fornirle l’assist per trovarsi a tu per tu con Joe Biden risolvendo il suo problema di non essere ancora stata ricevuta alla Casa Bianca e scongelare le perplessità sul primo capo di governo italiano proveniente dall’estrema-destra con recenti simpatie putianiane e legato all’entourage dell’arci-nemico Donald Trump. L’occasione è sfumata, come raccontano fonti istituzionali americane e confermano ambienti imprenditoriali romani: l’evento è stato cancellato. L'atlantismo del Presidente italiano è agli occhi dell'alleato poco più di una parola vuota dopo le nomine dei vertici Enel. Da Palazzo Chigi non paiono essersi accorti di questa realtà, ogni giorno l’ambasciata italiana a Washington è stressata dalle richieste: quando si incontreranno i due presidenti? Evidentemente non è stato fino in fondo compreso cosa si è innescato quando, su pressione di Silvio Berlusconi e Matteo Salvini, la Meloni ha proposto Paolo Scaroni e Flavio Cattaneo ai vertici di Enel. Proviamo a spiegarlo semplicemente. Scaroni è l’artefice della resa italiana al gas russo che con lo scoppio della guerra in Ucraina ha plasticamente dimostrato la pericolosa dipendenza energetica esclusiva da Mosca. Non solo: il futuro Presidente si è più volte espresso contro le sanzioni al regime di #Putin e contro il tetto del prezzo del gas. Cattaneo non è stato da meno: ai consiglieri di Biden il caffè è andato di traverso quando la mattina della vigilia di Natale scorso Cattaneo, nel corso di un’intervista rilasciata ad Annalisa Chirico, ha manifestato la sua contrarietà agli investimenti di Enel in America, mettendo in dubbio ancora prima della nomina, quindi, proprio la realizzazione dell’impianto in Oklahoma sul quale il vertice Enel aveva costruito quella rete diplomatica che avrebbe dovuto portare Giorgia Meloni alla Casa Bianca. Enel è un gigante dell’energia, un player fondamentale sullo scacchiere internazionale e il suo vertice non può essere slegato dalle esigenze non solo del mercato ma di una netta collocazione geopolitica che la Meloni fin dal giorno della sua vittoria ha esplicitato. Perché appunto le nomine di cui si è detto vanno in un senso ostinato e contrario. Negli ultimi anni l’azienda italiana si è conquistata un posizione di grande rilevanza in Nordamerica ma anche nel cuore dell’amministrazione Biden. Oltre ai tre miliardi di investimenti nell’eolico, quello più recente per un altro miliardo, Enel X Way è entrata nell’elenco delle imprese alle quali la Casa Bianca ha deciso di affidare la realizzazione del piano per elettrificare i trasporti su strada e nella short-list del Pca (Purchasing Cooperative of America) che consente di fornire tecnologie e servizi ad amministrazioni pubbliche con procedure facilitate. Deus ex-machina dell’investimento è stato Francesco Starace, AD uscente di Enel. Proprio in questi giorni in attesa dell’assemblea degli azionisti della multinazionale Starace si era detto disposto a rimanere per gestire la transizione e lasciare decantare la situazione di muro contro muro tra il governo e i fondi che rappresentano gli azionisti. Le nomine di Enel, imposte a Giorgia Meloni dal duo Berlusconi-Salvini, avrebbero fatto saltare il tavolo con tutta la tela sapientemente costruita- l’ennesimo sgambetto- mandando in fumo tutto a partire dall’incontro Meloni-Biden. La dead-line a questo punto è fissata per il 10 maggio, giorno in cui l’assemblea degli azionisti dovrà scegliere se accettare il duo Scaroni-Cattaneo o gli outsider dei fondi e dei piccoli azionisti. Gli scenari paiono essere sostanzialmente due: il primo è che i fondi di investimento, partner di lunga data e strategici, affossino Scaroni, il secondo che il tandem di governo ce la faccia ma con una spaccatura netta. A questo punto per sanare il conflitto con la Casa Bianca rimarrebbe una sola opzione: rimangiarsi tutto e innescare il primo vero scontro all’interno della maggioranza. Ecco spiegata l’occasione persa da Giorgia Meloni, spia di una certa inadeguatezza e inesperienza che nel grande gioco della politica estera si paga a carissimo prezzo. Trattare uno dei colossi dell’energia mondiale come fosse un’associazione bocciofila e la questione energetica come il set di un spot propagandistico è un epic-fail. Per Giorgia Meloni la Casa Bianca rimane un tabù.
Nicola Biondo tweet media
Italiano
244
1.1K
3.5K
491.1K
Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
La nomina in Consob di Gabriella Alemanno, sorella di Gianni, è un brutto segnale. L'audizione è stata disastrosa, ma ha comunque ricevuto parere favorevole. Ormai per i vertici dell’Authority oltre all’indipendenza non è necessaria neppure la competenza. ilfoglio.it/politica/2023/…
Italiano
67
318
1.1K
85K