Oscarius
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Oscarius
@theoscarius
La cosa più sottovalutata dall’uomo è quella che dovrebbe caratterizzarlo come specie: la logica. Giurista, uomo di logica.
Katılım Şubat 2019
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«Mi rivolgo ad alcuni avvocati e colleghi che hanno sostenuto il sì (…) vi invito ad abbandonare la toga (…) Ed adesso è giusto togliersi qualche sassolino dalle scarpe.»
Francesco #AGNINO, già giudice del Tribunale del riesame a #Catanzaro, giudice civile del Tribunale di #Bari, Gip/Gup del Tribunale di Bari e dal 2022 in #Cassazione e relatore e coordinatore di corsi della Scuola Superiore della Magistratura.
[calabria7.news/giudiziaria/po…]

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Post Agnino, Talerico azione disciplinare contro il giudice - Il Dubbio ildubbio.news/news/avvocatur…
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“Toga via per chi ha votato sì”: bufera sul post del magistrato, Talerico scrive a Nordio e chiede sanzioni disciplinari calabria7.news/giudiziaria/po…
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@EnricoAncillott @imballoionico tra l’altro non capisco perché ha aspettato l’esito del referendum, aveva paura che qualcuno gliene avesse chiesto conto dinanzi a un giudice disciplinare vero??
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@theoscarius @imballoionico Notare: con la presunta vittoria vengono fuori, e fanno accuse che non c'entrano col referendum!: e lo dice anche chiaro!
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"Quelle immagini sono le immagini dell'euforia di un momento, sono toni eccessivi frutto della grande tensione."
#Musolino
#quartarepubblica
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L’attenzione e la partecipazione che hanno accompagnato questa consultazione confermano la centralità del tema giustizia nel dibattito pubblico. Sebbene il referendum abbia assunto una connotazione anche di carattere politico, il confronto sviluppatosi nel Paese ha fatto emergere con chiarezza criticità profonde del sistema della giustizia, rendendole maggiormente note anche ai cittadini. Non solo nel fronte del Sì, ma anche in quello del No si è registrata una diffusa consapevolezza circa la necessità di interventi non più rinviabili. Sono venuti in evidenza nodi strutturali che incidono sulle garanzie dei cittadini, a partire dai profili legati alle ingiuste detenzioni e, più in generale, all’equilibrio del sistema, nonché alle dinamiche del governo autonomo della magistratura, la cui esposizione nel confronto referendario ha evidenziato uno sconfinamento rispetto al tradizionale perimetro di imparzialità istituzionale. Il dibattito referendario ha tuttavia risentito di una forte polarizzazione, che ha spesso privilegiato la contrapposizione e il ricorso a slogan rispetto a un confronto pieno sul merito delle riforme. Si impone ora una riflessione seria e non eludibile, che consenta di tradurre quanto emerso in un percorso riformatore concreto e responsabile.
Comitato Camere Penali per il Sì

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@mariocavallaro @CarloCalenda c’è un pochino di differenza tra politici di destra che prendono in giro “i comunisti” (che neanche esistono più in italia) e magistrati che fanno cori contro 2 persone specifiche di cui una è il presidente del consiglio e l’altra una collega, ma ci stiamo abituando a tutto🤦🏻♂️
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@theoscarius @CarloCalenda Quindi i ministri possono saltare e cantare e i magistrati no? Come minimo, sono condotte parimenti sconvenienti no?
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Le regole democratiche si rispettano, le sconfitte politiche si accettano. Il Comitato Si Separa della Fondazione Einaudi, che ho avuto l’onore di presiedere, ha avuto un solo impegno, quello cioè di rendere per quanto possibile chiaro ai cittadini il contenuto della riforma sulla quale essi erano chiamati a votare. Lo scontro referendario però è divenuto politico, e d’altronde -come ho imparato da Marco Pannella- del diritto di voto ciascuno fa ciò che ritiene utile. Resta però, di questo scontro, una eredità con la quale il Paese comprenderà da subito di doversi misurare. La magistratura italiana si è fatta partito, assumendo nello scontro referendario addirittura la leadership politica di una parte del Paese. Chi immagina che dal superamento di questa linea rossa si possa tornare indietro facilmente, temo abbia fatto male i conti. Intanto, complimenti ai vincitori.
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Lo diciamo con chiarezza: la nostra Carta è viva, è già cambiata nel tempo per rispondere alle esigenze del Paese, e può continuare a farlo quando serve a rafforzare diritti e garanzie.
Lo ha ricordato anche il nostro Segretario Rinaldo Romanelli: questa riforma è un passo avanti. Un intervento che punta a rendere la giustizia più equilibrata, più trasparente e più vicina ai cittadini.
Non c’è nulla da temere.
C’è, piuttosto, un’opportunità da cogliere.
🎥 Ascoltate il suo intervento.
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Non è solo un voto. È una scelta sul modello di giustizia che vogliamo per il nostro Paese.
Una giustizia più chiara nei ruoli, più equilibrata nel processo, più credibile agli occhi dei cittadini.
Una giustizia capace di guardare avanti, superando limiti e contraddizioni che da troppo tempo ne frenano il funzionamento.
Il cambiamento è possibile. Dipende da tutti noi.
🗳️ Il 22 e 23 marzo andiamo a votare.
Guardiamo al futuro. Votiamo Sì.

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@demagistris 😂😂😂 ma davvero lo pensi??? forse perché non sei più magistrato e non hai più da temere colpi bassi dei correntocrati, un’occasione persa irripetibile purtroppo
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@mariocavallaro @CarloCalenda ma cosa dici?? ti pare normale che dei magistrati facciano i cori, chi non salta è la meloni? ma che senso delle istituzioni avete? è una cosa indegna!
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@CarloCalenda Lei è molto agitato io non dico cazzate e lei è un maleducato che non sa neppure reggere un dialogo garbato di poche parole ancorché voglia fare riflessioni molto elevate. Se si mette i panni curiali li tenga addosso fino alla fine.
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@mariocavallaro Non diciamo cazzate. Magistrati in una sede istituzionale che inneggiano alla vittoria in un confronto referendario. Manco in URSS
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