Pietro Woller

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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Indagato e assolto dopo 14 anni, per due volte. Sul Foglio l'incredibile storia di Ugo de Flaviis: l'ex consigliere campano è stato assolto dopo 14 anni dall’accusa di peculato. Nel 2021 era stato assolto in un altro processo dall'accusa di disastro colposo. Anche quella vicenda giudiziaria durò 14 anni. "Le inchieste hanno stroncato la mia carriera politica - racconta -. Ho avuto problemi con le banche. Non ho potuto partecipare a varie selezioni per professionisti, perché il carico pendente me lo impediva. Per non parlare delle sofferenze patite sul piano umano"⬇️
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Guido Vitiello
Guido Vitiello@guidotweet·
Ero a Milano quando @claudiocerasa mi disse che @MassimoBordin se n'era andato. In treno, sulla via del ritorno, scrissi questo ricordo un po' concitato; che però, anche ad aver più tempo, riscriverei oggi con le stesse parole (e con la stessa malinconia) ilfoglio.it/cronache/2019/…
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Saviano assolto per aver definito Salvini “ministro della malavita”. A me Salvini non sta simpatico, ma se scrivessi che un pm è un “magistrato della malavita” mi beccherei l’ergastolo. Misteri tutti italiani
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Ivan_Grieco
Ivan_Grieco@Ivan_Grieco·
Il punto sul Fatto Quotidiano è semplice. Loro per anni si sono elevati a paladini del bene e della trasparenza. Gli unici duri e puri. Ora emerge che ci sono alcune cose poco chiare nei bilanci e in altre questioni che abbiamo sollevato. Quello che forse non è chiaro ai lettori e fan di Travaglio è che nessuno vuole che chiudano, ma semplicemente che rispondano nel merito come chiedono di fare a tutti gli altri quando li attaccano o criticano.
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Carmelo Schininà
Carmelo Schininà@skin_1976·
Certo, e siccome sono generoso le presto anche il seguente appunto: lo stralcio della relazione del Ris che ha postato è stato fatto su quegli stessi vetrini che nel 2009 furono aperti dai periti Robino e Varetto. I due alla fine hanno certificato che si trattava di lieviti e non di sangue. Queste conclusioni NON SONO STATE MAI SMENTITE. Ne faccia tesoro. #garlasco
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Saltata la separazione delle carriere, si potrebbero almeno separare i magistrati dai loro parenti. L’auspicio sorge spontaneo guardando a ciò che sta accadendo, lontano dai riflettori, al tribunale di Bergamo. Pochi giorni fa la Quinta commissione del Csm ha proposto all’unanimità la nomina di Luca Tringali, attualmente giudice a Brescia, come presidente della sezione gip/gup del tribunale di Bergamo. La nomina dovrà ora ottenere il via libero definitivo del plenum del Csm. Peccato che a Bergamo, dove Tringali dovrebbe andare a coordinare l’ufficio dei giudici delle indagini preliminari e delle udienze preliminari, cioè coloro che sono chiamati a valutare la fondatezza delle ipotesi accusatorie dei pm e delle loro richieste cautelari, sia in servizio la moglie di Tringali, Carmen Santoro, che ricopre il ruolo di sostituto procuratore. Insomma il Csm è intenzionato a nominare come capo dei gip di Bergamo un magistrato la cui moglie fa la pm proprio a Bergamo. La situazione di incompatibilità è evidente, eppure il Csm sembra orientato a ignorarla, nonostante il testo unico della dirigenza e le circolari dello stesso Csm (come ricordato da una recente sentenza del Consiglio di Stato) impongano a quest’ultimo di verificare al momento della presentazione della domanda per un incarico direttivo o semidirettivo l’esistenza di casi di incompatibilità. Tutti i dettagli sul Foglio di oggi ⬇️
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Il Csm ha riconosciuto la settima valutazione di professionalità (cioè l'ultimo scatto di carriera) all'ex giudice Iolanda Apostolico, che nel 2018 partecipò a una manifestazione a Catania contro i decreti sicurezza sui migranti. Critico il consigliere laico Enrico Aimi: "La valutazione di professionalità del magistrato non può essere un automatismo, ma richiede una verifica rigorosa e sostanziale del permanere dei requisiti fondamentali: indipendenza, imparzialità ed equilibrio. Nel caso di specie, tali requisiti appaiono meritevoli di un approfondimento ben più incisivo". Aimi ha richiamato "la partecipazione della dottoressa Apostolico a una manifestazione pubblica nel 2018, sul pontile di Catania in occasione della vicenda 'Diciotti', elemento che non può considerarsi neutro rispetto al profilo dell'imparzialità". "Non rileva solo il dato temporale - ha osservato Aimi - ma il significato oggettivo della condotta: la partecipazione a iniziative connotate da una precisa valenza politico-ideologica su temi poi direttamente riconducibili all'attività giurisdizionale esercitata'". "Il requisito dell'imparzialità - ha aggiunto - non si esaurisce nell'assenza di comportamenti analoghi attuali, ma implica anche l'assenza di elementi idonei a ingenerare nell'opinione pubblica il dubbio di un orientamento pregiudiziale. Dopo tale partecipazione, il magistrato avrebbe dovuto astenersi dalla trattazione di procedimenti in materia di immigrazione". Secondo Aimi, "il tema è strutturale: come può un magistrato operare in una sezione competente su materie direttamente connesse ad una precedente presa di posizione pubblica così connotata? Ne va della credibilità del ruolo. Il Presidente della Repubblica ha più volte chiarito che il magistrato non deve solo essere imparziale, ma anche apparire tale. La valutazione proposta - ha sottolineato Aimi - sembra non considerare adeguatamente questa dimensione esterna della funzione giurisdizionale".
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Errorigiudiziari.com
Errorigiudiziari.com@Errorigiudiziar·
Come può accadere che un sindaco possa essere arrestato per Ndrangheta, costretto a passare 5 anni nelle celle di 4 carceri diverse e a subire 9 anni di processi, essendo completamente innocente? Lasciate che ve lo spieghi lui stesso.
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Errorigiudiziari.com
Errorigiudiziari.com@Errorigiudiziar·
Quali sono le cause più frequenti di ingiusta detenzione? Dominano sciatteria e superficialità nelle indagini, ma anche intercettazioni e false accuse non scherzano. Questo e tanto altro nel nostro "Innocenti - Il libro bianco dell'ingiusta detenzione in Italia" @GiappichelliEdi.
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Maria Savona
Maria Savona@maria_savona·
Molto onorata di aver ricevuto il prestigioso premio Linceo 2023 per economia, oggi all’Accademia dei Lincei. Grazie a tutti e tutte che hanno condiviso la mia strada so far e da cui continuo ad imparare. @SPRU @UniLUISS @PillarsH2020
Luiss Guido Carli@UniLUISS

Oggi presso Palazzo Corsini si è tenuta la Cerimonia di premiazione dell'Accademia Nazionale dei Lincei nel corso della quale Roberto Antonelli, Professore emerito @SapienzaRoma e Presidente dell’Accademia, ha conferito il Premio Linceo per l'economia a @maria_savona, Professoressa #Luiss, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

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Camilla Conti
Camilla Conti@petunianelsole·
Che sdeng (cit. @ricpuglisi) meraviglioso
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Stefano Esposito
Stefano Esposito@esposito18669·
L’ANM Piemonte attacca il direttore @mattiafeltri per i suoi articoli, di ieri e di oggi, su @LaStampa parlando di GOGNA MEDIATICA nei confronti del Pm e della gup sanzionati per la mia vicenda. Feltri ha scelto di non scrivere i nomi, peraltro. Se ANM desidera le spiego come funziona la gogna mediatica e soprattutto chi la attiva nei confronti dei cittadini che hanno la sventura di essere indagati. Da Marte è tutto.
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci

Incredibile ma vero. L’Anm Piemonte ha emesso un comunicato in cui critica i due articoli di Mattia Feltri pubblicati sulla Stampa sui due magistrati torinesi sanzionati (Colace e Minutella). Le parti maiuscole sono mie: “La Giunta Sezionale per il Piemonte e la Valle d’Aosta rileva che il citato giornalista si ostina, necessariamente e apoditticamente, a definire la magistratura come un’ “intoccabile” casta, ancora una volta secondo una narrazione strumentalmente orientata a gettare discredito sull’ordine giudiziario, quando invece la vicenda disciplinare di due colleghi mostra esattamente il contrario, ovvero L’IRROGAZIONE DI UNA SEVERA SANZIONE da parte dell’organo disciplinare, pur in presenza di notevoli e complessi profili giuridici e interpretativi della vicenda a monte; rileva, ancora, come evidentemente sfugga al redattore degli articoli stessi il significato del procedimento disciplinare (regolato da leggi dello Stato): quali sanzioni possano essere irrogate, come debbano essere ispirate al criterio di proporzionalità e adeguatezza e come, infine, il trasferimento di un magistrato ad altra sede comporti un effetto PARTICOLARMENTE GRAVOSO (quale concreta eccezione alla regola dell’inamovibilità costituzionalmente sancita); quanto poi alla mancata pubblicazione dei nomi, il giornalista mostra di ignorare del tutto il contenuto dell’art. 52 del decreto legislativo 196/2003 a tutela della privacy; infine, la Giunta rifiuta con fermezza che una vicenda come quella citata (che ha visto un RIGOROSO USO DELLA GIURISDIZIONE DISCIPLINARE) possa strumentalmente essere utilizzata per rendere bersaglio i colleghi coinvolti, esponendoli ad una incontrollata gogna mediatica, per alimentare un senso di sfiducia nelle istituzioni, quale la magistratura rappresenta.” Una risata li seppellirà

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Marco Fattorini
Marco Fattorini@MarcoFattorini·
Roberto Cingolani. Fisico di levatura internazionale, un migliaio di pubblicazioni e un centinaio di brevetti. Professore, manager, direttore scientifico. In poche parole «un tizio».
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Riccardo Puglisi
Riccardo Puglisi@ricpuglisi·
Ma scusa, vuoi mettere con i prorompenti articoli di Provenzano pubblicati su Rivista Economica del Mezzogiorno e Rivista Giuridica del Mezzogiorno, edite per puro caso dalla gloriosa SVIMEZ? Soltanto dei beceri neoliberisti ossessionati dai numeretti potrebbero credere che le 40mila citazioni di Roberto Cingolani possano in qualche modo competere con questi epici pezzi vergati dall'Imperatore delle Liste di Proscrizione.
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marco taradash
marco taradash@mrctrdsh·
L’Anm Piemonte( sono magistrati) attacca Mattia Feltri. Se lo facesse un partito il giorno dopo si avrebbe l’insurrezione della FNSi e dell’Ordine dei Giornalisti. Vediamo domattina. La mia Stampa e Regime su @RadioRadicale comincia alle 7.35, come ogni sabato. Il comunicato non è stato ancora pubblicato ma è stato inviato ai cronisti giudiziari “La Giunta Sezionale per il Piemonte e la Valle d’Aosta rileva che il citato giornalista si ostina, necessariamente e apoditticamente, a definire la magistratura come un’ “intoccabile” casta, ancora una volta secondo una narrazione strumentalmente orientata a gettare discredito sull’ordine giudiziario, quando invece la vicenda disciplinare di due colleghi mostra esattamente il contrario, ovvero L’IRROGAZIONE DI UNA SEVERA SANZIONE da parte dell’organo disciplinare, pur in presenza di notevoli e complessi profili giuridici e interpretativi della vicenda a monte; rileva, ancora, come evidentemente sfugga al redattore degli articoli stessi il significato del procedimento disciplinare (regolato da leggi dello Stato): quali sanzioni possano essere irrogate, come debbano essere ispirate al criterio di proporzionalità e adeguatezza e come, infine, il trasferimento di un magistrato ad altra sede comporti un effetto PARTICOLARMENTE GRAVOSO (quale concreta eccezione alla regola dell’inamovibilità costituzionalmente sancita); quanto poi alla mancata pubblicazione dei nomi, il giornalista mostra di ignorare del tutto il contenuto dell’art. 52 del decreto legislativo 196/2003 a tutela della privacy; infine, la Giunta rifiuta con fermezza che una vicenda come quella citata (che ha visto un RIGOROSO USO DELLA GIURISDIZIONE DISCIPLINARE) possa strumentalmente essere utilizzata per rendere bersaglio i colleghi coinvolti, esponendoli ad una incontrollata GOGNA MEDIATICA, per alimentare un senso di sfiducia nelle istituzioni, quale la magistratura rappresenta.”
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Unione Camere Penali Italiane
Unione Camere Penali Italiane@CamerePenali·
L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime vicinanza a Mattia Feltri, giornalista fra i pochi rimasti capaci di guardare a ogni potere senza inginocchiarsi, e di farlo con un’ironia tale da cogliere nel segno e rendere facilmente comprensibile a tutti il cuore della sua critica. Da anni Mattia Feltri racconta le storture del sistema penale con equilibrio, spirito liberale e attenzione alle garanzie dei cittadini, ricordando ostinatamente che la giustizia non coincide con il tifo, che la presunzione d’innocenza non è un fastidioso orpello e che i magistrati, come tutti, possono essere criticati. Colpisce che l’Associazione Nazionale Magistrati torinese, per replicare a un suo articolo, abbia scelto il registro della pedanteria professorale, della superiorità cattedratica, quasi a voler impartire lezioni elementari a chi, evidentemente, conosce bene ciò di cui parla. Si è arrivati persino a suggerire che pubblicare il nome di due magistrati destinatari di una sanzione disciplinare sarebbe una specie di barbarie giornalistica. Si tratta della stessa prassi che quotidianamente tutti i giornali seguono non soltanto nei confronti di chi sia stato definitivamente condannato o sanzionato, ma persino di chi sia soltanto indagato o imputato e dunque ancora assistito dalla presunzione di innocenza, in nome del diritto di cronaca e dell’interesse pubblico, salvo le eccezioni previste dalla legge, a tutela delle vittime e delle situazioni particolarmente delicate. Il comunicato dell’Associazione nazionale magistrati, del resto, conferma perfettamente che Mattia Feltri ha colto nel segno: per chi amministra la giustizia sembrano non valere le regole che valgono per chiunque altro. Ogni giorno il diritto di cronaca prevale, come è normale in una democrazia, sulla suscettibilità e sulla riservatezza dei protagonisti delle notizie, ma evidentemente non quando i protagonisti sono magistrati. In questo caso, si issa il vessillo della lesa maestà rivendicando l’intangibilità. Chi è chiamato ad applicare le regole rivendica con alterigia il privilegio di esserne dispensato.
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