@ultimoranet È tutta una questione di testa. Un tempo non ci avrei mai scommesso un centesimo, eppure dal primo gennaio 2026, sono passati 88 giorni senza caffè né sigarette. Ho capito che l'uno richiamava l'altra, così ho dato un taglio netto a entrambi
Da oggi in Italia è disponibile il primo farmaco rimborsato dal SSN per aiutare a smettere di fumare. Si tratta di Recigar, sviluppato dall'azienda polacca Adamed e da somministrare per via orale in un ciclo di 25 giorni: può essere prescritto tramite centri specializzati per sostenere i fumatori nel percorso di disassuefazione. Si basa sulla citisina, sostanza di origine vegetale estratta dal maggiociondolo e già utilizzata in diversi Paesi europei, che agisce sugli stessi recettori cerebrali stimolati dalla nicotina, ma con un effetto diverso: riduce il piacere associato al fumo e attenua i sintomi dell'astinenza, come irritabilità, ansia e insonnia
Ricordate Ceccarini-Ronaldo, Orsato-Pjanic, Calvarese-Cuadrado e tutti gli Inter-Juventus con scasso del regolamento? Beh, ieri un arbitro ha danneggiato la Juventus e come d'incanto è venuto giù il mondo
Dopo che per decenni le sfide tra Juventus e Inter si sono trasformate in un sfilza di sgarri al regolamento e in una Galleria degli Orrori arbitrali sempre e soltanto pro Madama, è bastato un marchiano errore ai danni della Real Casa per scatenare la dirigenza bianconera - a cominciare da Chiellini che per una vita se n'è rimasto zitto davanti a vent'anni di furti perpetrati ai danni dei rivali (Napoli, Milan e Roma in primis) - e scatenare l'inferno dei processi mediatici a reti unificate
La premessa doverosa, che per i miei abbonati e i miei lettori più attenti non suonerà certo come una novità, è racchiusa nel post che ieri, in tempo reale, nell’intervallo di Inter-Juventus (il risultato era di 1-1), ho pubblicato sia su Substack che su X (ex Twitter), scritto e postato al volo prima dell’inizio del secondo tempo a proposito dell’episodio che pochi minuti prima, al 42’, aveva falsato la partita con la decisione dell’arbitro La Penna che dopo aver abboccato a una simulazione di Bastoni aveva espulso Kalulu per seconda ammonizione per un fallo che il difensore juventino non aveva assolutamente commesso. Il post, tratto in questo caso da X, è questo:
"Spaventoso sfondone dell’arbitro La Penna che falsa completamente #InterJuventus: al minuto 42 espelle per doppia ammonizione Kalulu, ma il giallo doveva essere mostrato a Bastoni, che a sua volta avrebbe dovuto essere espulso (era già ammonito) per la plateale simulazione di cui si è reso protagonista: Kalulu non lo ha nemmeno sfiorato, l’ammonizione era per Bastoni, l’Inter avrebbe dovuto rimanere in 10 e non la Juventus. Disastro arbitrale senza fine"
Fatta la premessa, e ribadito che per qualunque sportivo - vista la gravità dell’errore arbitrale - Inter-Juventus è proseguita come partita falsata, una partita chiusasi con la vittoria della squadra che aveva beneficiato dello sfondone arbitrale (l’Inter) e con la sconfitta della squadra danneggiata dall’abbaglio (la Juventus), ho trovato degno di un certo interesse, a fine partita, l’apparizione televisiva fatta a DAZN e Sky dai due massimi dirigenti juventini, l’Ad Daniel Comolli e il Director of Football Strategy - qualunque cosa significhi - Giorgio Chiellini. “Imbarazzante quello che è successo, è stato visto in tutto il mondo. È molto difficile accettare tutto questo, stasera non ha perso la Juventus, ha perso il calcio italiano”, ha sentenziato Comolli. E Chiellini: “Non si può parlare di calcio dopo quello che è successo, inaccettabile l’ennesimo episodio da inizio stagione contro di noi. Così non si può andare avanti. Il derby d’Italia non si può decidere in questo modo e con questa leggerezza”.
Ebbene, detto che già all’imbocco del tunnel, a fine primo tempo, Comolli e Chiellini avevano atteso col fare dei “bravi” manzoniani il Don Abbondio della situazione, cioè l’arbitro La Penna, dando vita a una piazzata che Paratici al confronto era un’educanda, a Chiellini che alla Juventus arrivò nell’estate del 2005, cioè più di vent’anni fa, e che di bollenti sfide tra Inter e Juventus ne ha vissute, giocate e viste a decine, vorrei rispettosamente porre alcune domande.
DOMANDA N. 1. Come mai quando in Inter-Juventus 2-3 giocata il 28 aprile 2018, la partita in cui l’arbitro Orsato, che nel primo tempo aveva espulso Vecino dell’Inter dopo 20 minuti, chiuse gli occhi davanti a un’entrata da kung fu di Pjanic su Raphinha, un fallo almeno da ammonizione che sarebbe costato a Pjanic, già ammonito, l’espulsione; come mai dopo quella partita, che alla fine la Juventus riuscì a vincere sfruttando la superiorità numerica col punteggio di 3-2 esattamente come l’Inter ha fatto ieri, una partita di cui ancor oggi si discute per il mistero dell’audio del colloquio tra il VAR Valeri e l’arbitro Orsato fatto sparire dall’AIA e negato all’allora Procuratore Federale Pecoraro che ne aveva fatto richiesta, nessun dirigente juventino - a cominciare dall’allora d.g. Marotta - si presentò in tv a esprimere sdegno per l’accaduto e solidarietà nei confronti dell’Inter derubata (per non parlare del Napoli che senza il 3-2 della Juventus avrebbe probabilmente vinto lo scudetto) e a dire: “Non si può parlare di calcio dopo quello che è successo. Così non si può andare avanti. Il derby d’Italia non si può decidere in questo modo e con questa leggerezza”? E come mai Chiellini, che a quella partita aveva assistito dalla panchina, non disse una parola a proposito dello scempio regolamentare commesso da Orsato contro l’Inter e a favore della Juventus in una partita di quella importanza? Lo stesso Orsato che a distanza di anni spiegò in tv di avere sbagliato, quella sera, in quanto tratto in inganno dalla troppa vicinanza all’azione? (Non è una battuta, lo disse davvero: vedi video sotto dal minuto 9’02”).
DOMANDA N. 2. Come mai quando in Juventus-Inter 3-2 giocata il 15 maggio 2021, la partita in cui l’arbitro Calvarese, sul risultato di 2-2 che avrebbe significato la matematica esclusione della Juventus dalla Champions League e assegnato il 4° posto al Napoli, concesse al 90’ uno scandaloso rigore alla Juventus per un fallo di Perisic su Cuadrado che era in realtà un fallo di Cuadrado su Perisic come le mille immagini dei replay dimostrarono senza che Irrati al VAR decidesse di richiamare l’arbitro alla revisione; come mai alla fine di quella partita che la Juve vinse 3-2 grazie al rigore trasformato dallo stesso simulatore Cuadrado nessun dirigente juventino, a cominciare dal presidente Agnelli e dal direttore generale Paratici, si presentò in tv a dire: “Non si può parlare di calcio dopo quello che è successo. Così non si può andare avanti. Il derby d’Italia non si può decidere in questo modo e con questa leggerezza”? E come mai Chiellini, che della Juve era il capitano e quella partita l’aveva giocata siglando tra l’altro l’autogol del 2-2, non disse una parola a proposito dello scempio regolamentare compiuto da Calvarese e Irrati contro l’Inter e a favore della Juventus? Lo stesso Calvarese che a distanza di anni confessò in una sofferta intervista (sigh!) che la concessione del rigore a Cuadrado in quel famoso Juventus-Inter era stato l’errore più grave della sua carriera e che purtroppo era stato ingannato dallo juventino che pure sapeva essere un giocatore difficile da arbitrare (figuriamoci se non l’avesse saputo)?
DOMANDA N. 3. Come mai quando in Inter-Juventus 0-1 giocata il 19 marzo 2023, la partita in cui l’arbitro Chiffi convalidò il gol della vittoria juventina segnato da Kostic nonostante l’azione fosse stata contrassegnata da tre falli di mano di giocatori bianconeri, falli di mano che nemmeno Mazzoleni al VAR ritenne di rilevare a dispetto della loro platealità: il primo di Rabiot che in modo scoordinato toccava il pallone col braccio sinistro allargato rispetto al corpo. La palla spioveva poi verso Vlahovic (secondo fallo di mano) che controllava a sua volta la palla con le due braccia protese davanti al corpo. Dopodiché s’involava verso la porta difesa da Onana e nella corsa (terzo fallo di mano) si portava avanti il pallone sistemandoselo con l’avambraccio destro.
Come mai nonostante i tre falli di mano fossero apparsi chiari e solari già ad occhio nudo e ancor più evidenti dopo la riproposizione dei vari replay, e il gol fosse ugualmente stato convalidato dando la vittoria alla Juventus, nessun dirigente juventino a cominciare dal presidente Ferrero e dall’Ad Scanavino si presentò in tv a dire: “Non si può parlare di calcio dopo quello che è successo. Così non si può andare avanti. Il derby d’Italia non si può decidere in questo modo e con questa leggerezza”? Chiellini era un giocatore del Los Angeles F.C. e la partita l’avrà probabilmente vista in tv: tutto bene per quel gol-vittoria ottenuto dalla Juventus con un’azione viziata non da uno, non da due ma da ben tre falli di mano?
Poichè i furti perpetrati ai danni dell’Inter, molto spesso clamorosi come quelli appena manzionati, non si contano, e non occorre risalire alla notte dei tempi per citarne altri (il rigore-non rigore Iuliano-Ronaldo di Juventus-Inter 1-0 del 26 aprile 1998, a Calciopoli in corso anche se non ancora conclamata, resta una pietra miliare nel genere), come non si contano i furti perpetrati ai danni di un’infinità di altri club rivali della Juventus, nell’ultimo quindicennio in particolare riguardo al Napoli col capolavoro della finale di Supercoppa 2012 a Pechino vinta dalla Juventus nei supplementari 4-2 dopo la tripla espulsione di Pandev, Zuniga e Mazzarri decretata dall’arbitro Mazzoleni sul risultato di 2-2; ricordato il comportamento della Juventus società e di Chiellini giocatore in una miriade di altri scandali arbitrali a danno di altre società (vedi gol di Muntari stagione 2011-12 che decise uno scudetto), considerato ciò, dicevo, non si capisce come la Juventus possa anche solo pensare di proclamarsi vittima del sistema arbitrale se una volta, dicesi una, nel corso di una sfida contro l’Inter accade che sia l’Inter ad essere beneficiata da uno svarione arbitrale evidente, anzi clamoroso ma a ben guardare - non essendoci collusione del VAR, impedito ieri a intervenire: e alzi la mano lo spettatore allo stadio o alla tv che non abbia ritenuto fallosa, vedendola in diretta, l’entrata di Kalulu su Bastoni - a ben guardare, dicevo, assai meno scandaloso dell’inganno Pjanic firmato Orsato-Valeri, dell’inganno Cuadrado firmato Calvarese-Irrati, dell’inganno del triplo mani firmato Chiffi-Mazzoleni.
Insomma: dai e dai, la verità è che alla fine il karma ci ha messo lo zampino. E in un certo senso fa piacere constatare che chi ha beneficiato per decenni, a man bassa, di scippi e rapine del secolo compiuti a danno della concorrenza comprenda quanto brutto sia, e amaro e doloroso, ritrovarsi vittime anche se solo una tantum di un furto con scasso. Solo, per una questione di decenza sarebbe il caso di evitare spargimenti di lacrime (di coccodrillo).
P.S. A margine di Inter-Juventus 3-2 restano alcune altre cose da dire. La prima riguarda le tv, DAZN, Sky e paccottiglia assortita che dalle 22:45 di ieri non fanno altro che intonare litanie per la povera Madama martire, le stesse tv che si guardarono bene ai tempi dei mille e uno scandali pro-Juventus dall’allestire processi mediatici per denunciare i casi Pjanic, Cuadrado e via elencando, silenziati invece dalla sera alla mattina a dispetto dell’enormità delle ingiustizie perpetrate.
La seconda riguarda Alessandro Bastoni: non tanto per la sua simulazione - penosa ma molto italiana: non c’è un calcio che premi la furbizia e l’antisportività come il calcio italiano persino a livello di giustizia sportiva: ogni riferimento al patteggiamento FIGC-Juventus del maggio 2023 è puramente casuale- quanto per l’esultanza sfrenata mostrata alla notifica del cartellino rosso dato all’incolpevole Kalulu. Detto con tutto il rispetto, un comportamento schifoso.
L’ultima, almeno per oggi, riguarda Chivu: che dopo avere indossato i panni di Padre Mariano del pallone, quello del “Pace e bene a tutti”, al termine di Inter-Juventus se ne esce con la frase “Kalulu tocca Bastoni: e da ammonito le mani devi tenertele a casa” e poi si rifugia nella supercazzola che bisogna aiutare gli arbitri non commettendo imprudenze che possano indurli all’errore, intendendo per imprudenza quella di Kalulu e non quella - per la quale il termine imprudenza è un eufemismo - di Bastoni, allora allo stuolo dei suoi fedeli possiamo dire: la messa è finita, anche Padre Mariano scherzava, andate in pace.
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