Davide Vittori

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Davide Vittori

Davide Vittori

@DaveVitto

Polsci scholar at University of Valencia. Previously, @SciencePoULB, Antwerp University, Luiss Unviersity, Nijmegen University, EUI Florence and others

เข้าร่วม Nisan 2010
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
Le tante inesattezze di Barbero 1) Non è vero che “il referendum non è sulla separazione delle carriere fra pubblici ministeri e giudici” perché “la separazione di fatto c’è già”. Barbero, evidentemente non competente di ordinamento giudiziario, fa la solita confusione tra separazione delle funzioni e separazione delle carriere. E’ vero che oggi il passaggio di funzioni da pm a giudice e viceversa è fortemente limitato, ma questo non ha nulla a che vedere con la separazione delle carriere: pm e giudici continuano a rispondere a un unico organo di governo autonomo (il Csm) che decide su tutti gli aspetti delle loro carriere (promozioni, trasferimenti, nomine ecc.) e che è composto sia pm che da giudici. Una commistione illogica e assurda. 2) Non è vero che la riforma “indebolisce il Csm, intanto perché prevede che sia sdoppiato: uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri”. Lo sdoppiamento del Csm è la logica conseguenza della separazione delle carriere e, al contrario, rafforza l’autonomia e l’indipendenza della magistratura perché i pm non dovranno più rispondere a un Csm in cui siedono anche i giudici, e viceversa. Entrambi i Csm continueranno a essere composti per 2/3 da membri togati (magistrati) e continueranno a essere presieduti dal Capo dello Stato, quindi non saranno affatto indeboliti. 3) Non è vero che “al di sopra del Csm ci sarà un altro organo disciplinare, separato, anch’esso composto da rappresentanti dei magistrati e da membri di nomina politica”. L’Alta Corte non si porrà al di sopra, ma a fianco dei Csm. A essa verrà infatti affidata la funzione disciplinare che oggi è svolta dal Csm. Le funzioni dell’Alta Corte e dei due Csm quindi saranno complementari. Ed è del tutto logico che la funzione disciplinare sia affidata a organi diversi da quelli che sono chiamati a svolgere la funzione di amministrazione di una categoria (la magistratura), e quindi a occuparsi di promozioni, trasferimenti e nomine ecc. 4) Barbero dice: "I membri togati, come si dice, cioè quelli che rappresentano i magistrati, saranno tirati a sorte". Sbagliato. I componenti togati non svolgono una funzione di rappresentanza né ideologica né politica della magistratura. Il Csm è un organo di alta amministrazione che deve occuparsi di promozioni, trasferimenti, assegnazioni, nomine ecc., non di rappresentanza della magistratura. 5) Non è vero che avremo “un CSM, anzi due, anzi tre organismi, dove i membri magistrati sono tirati a sorte, mentre il governo continua a scegliere quelli che nomina lui”. L’affermazione è piena di inesattezze. Oggi il governo non sceglie un bel niente e continuerà a non farlo. Anche i componenti laici dei due Csm e dell’Alta Corte saranno estratti a sorte da un elenco predisposto dal Parlamento in seduta comune. Le procedure (in particolare il quorum) saranno stabilite dalle leggi attuative. 6) Barbero dice: “Mi sembra che questi organismi saranno per forza di cose organismi dove il peso della componente politica sarà molto superiore”. Falso. Come detto, nei due Csm i magistrati continueranno a costituire i 2/3 dei componenti, mentre nell’Alta Corte disciplinare i giudici scelti tra i magistrati saranno 9 su 15 (3 saranno scelti dal Capo dello Stato e 3 estratti a sorte dall’elenco del Parlamento). 7) “Il governo potrà di nuovo, come in uno Stato autoritario, dare ordini ai magistrati e minacciarli di sanzioni”. La conclusione di Barbero è da fantascienza: non c’è nessuna norma che consentirà al governo di dare ordini ai magistrati e di minacciarli di sanzioni. Anzi, il governo continuerà a non avere proprio alcun ruolo sia nelle procedure di elezione dei Csm e dell’Alta Corte sia nello svolgimento delle loro attività. Lanciare questo messaggio del tutto infondato significa inquinare il dibattito pubblico. E da un docente universitario non ci si aspetterebbe questo.
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SESP
SESP@sesp_j·
📢 #NewIssue 30/3 with articles on - ‘premierato’ reform in 🇮🇹 - parties’ appeals for responsibility in 🇮🇹 - emotional dynamics and Vox's appeal 🇪🇸 - preferences for experts and citizens in government - 2025 General election in 🇵🇹 Don't miss it! 👇 tandfonline.com/toc/fses20/cur…
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Davide Vittori
Davide Vittori@DaveVitto·
@matguidi @aa_gilli @Vinceman86 Infatti non c'è nessun impedimento per nessuno. La creazione di un corso ex-novo ad uso e consumo dei militari peraltro crea un precedente più che problematico peraltro. Perché a sto punto qualsiasi categoria lavorativa avrebbe il diritto di chiederlo. Fuori dal mondo davvero.
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
@aa_gilli @Vinceman86 Un dipartimento può “non volere”, non solo “non potere”. Mi sembra che si possano avere proposte, si valuta, si decide. Comʼè andata nel caso specifico non lo so, quindi evito di fare illazioni. Dico solo che a prima vista non vedo lo scandalo.
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Vincenzo Emanuele
Vincenzo Emanuele@Vinceman86·
Decisione ridicola e pericolosa dell'Università di Bologna. Non c'è nessun rischio di militarizzazione, al contrario: avvicinare i militari alla filosofia avrebbe aiutato i due mondi a capirsi un po' di più. L'università deve rimanere il luogo delle idee, dell'apertura e del confronto. Invece le università pubbliche sono sempre più ostaggio di minoranze radicalizzate e violente che tengono in scacco la maggioranza silenziosa.
Open@Open_gol

L’università di Bologna rifiuta un corso di filosofia per i militari: «Rischio militarizzazione». La rabbia di Crosetto: «Loro vi difenderanno comunque» open.online/2025/11/29/cor…

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Davide Vittori
Davide Vittori@DaveVitto·
It took a while to see it out, but I am very happy it finally found its home at @sesp_j🍾 In this paper @jbpilet, Sebastien, Emilen and I look at the association between preference for actors in gvt and voting behavior in Italy, with some unexpected results. @UV_EG @ULBruxelles
SESP@sesp_j

💡NEW STUDY FINDS…💡🇮🇹 ‘preferences for experts in government are positively linked to voting for left-wing parties but not for right-wing ones’ in #Italy Read the article by @DaveVitto, @PolPartProject @jbpilet & E. Paulis 👇 tandfonline.com/doi/full/10.10…

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Davide Vittori
Davide Vittori@DaveVitto·
Finally, many thanks to the editors of @sesp_j and the anonymous reviewers for their constructive feedback throughout the publication process. 🙏
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Davide Vittori
Davide Vittori@DaveVitto·
Our study shows that context matters: Italy’s unique political history and party system shape how citizens imagine democracy should work. tandfonline.com/doi/full/10.10… DM if interested in a free copy!
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Davide Vittori
Davide Vittori@DaveVitto·
🧵 New paper out in South European Society and Politics Are citizens’ preferences for who should govern linked to how they vote? 🇮🇹 Together with Sébastien Rojon, @jbpilet, and Emilien Paulis, we explore this question in the Italian context.
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Spinoza LIVE
Spinoza LIVE@LiveSpinoza·
"Non vogliono la pace ma il weekend lungo" hanno dichiarato i palestinesi a proposito dei ministri italiani. [@CitymanAlberto]
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Il Post
Il Post@ilpost·
Ep. 1009 – Gli insospettabili pregi del sovraffollamento e le altre storie di oggi ilpost.link/mJJosE03dc
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Davide Vittori
Davide Vittori@DaveVitto·
@Vinceman86 Però la meritocrazia è lo strumento che congela quelle diseguaglianze, specie in un sistema che le esaspera sin dalla nascita. Non conosco bene i dati USA, però senza un qualche contrappunto, interi settori della società sono costretti ai margini della società senza via d'uscita
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Vincenzo Emanuele
Vincenzo Emanuele@Vinceman86·
@DaveVitto Ok ma quello non è ‘colpa’ della meritocrazia come strumento di selezione in sé ma di disuguaglianze pregresse che vanno risolte con altri strumenti. L’alternativa alla meritocrazia quale sarebbe? La selezione per ‘quote’? Mi pare che in America sia stata un disastro.
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Vincenzo Emanuele
Vincenzo Emanuele@Vinceman86·
Avremmo bisogno di ‘violenza meritocratica’ in ogni aspetto della nostra società, altro che. E questi residuati di un ‘68 fuori tempo massimo non capiscono che la meritocrazia è proprio lo strumento di chi sta in basso contro i privilegi di chi sta in alto, il motore della mobilità sociale.
Gennaro Carotenuto@GenCar5

La durezza con la quale ve la prendete con gli studenti che, con coscienza civile, contestano la violenza meritocratica e competitiva, rifiutando l'orale alla maturità, è esemplare. Quei giovani, che in genere disprezzate, adesso vi fanno paura.

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