Andrea Gilli

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Andrea Gilli

Andrea Gilli

@aa_gilli

Strategic Studies, UoSt Andrews 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿. Former NATO, 🇮🇹MOD advisor. RT=no endorsement; views my own.

somewhere across the Atlantic Katılım Ağustos 2011
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SemiAnalysis
SemiAnalysis@SemiAnalysis_·
Kimi K3 massively beats NVIDIA’s Nemotron 3 Ultra model. If America wants to lead in open-source AI, Jensen should recognize that progress comes from independent labs competing against each other based on the free-market principles of testing different ideas, architectures, and approaches, just like China’s AI labs are shipping and iterating. 1/5🧵
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Wassily Kandinsky
Wassily Kandinsky@Wassily_Kandisk·
@aa_gilli Ma poi perché la Russia dovrebbe invaderci? E poi semmai avesse deciso di... invaderci perché attende che l'Europa si riarmi, non può farlo subito? E qua si ritorna alla prima domanda: perché dovrebbe invaderci?
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
Facciamo un po' di ordine. 1) Lo scoppio di una guerra è facile da registrare, il non-scoppio no. Vedi solo i casi in cui il riarmo non ha funzionato, non quelli in cui ha contribuito a evitare il conflitto. 2) I non-eventi, nelle scienze sociali, sono generalmente difficili da attribuire: la pace in Europa post-1945 è merito della deterrenza nucleare, del capitalismo, dell'integrazione europea, della strategia americana, altro? 3) Il mio avversario è minaccioso, in risposta aumento la spesa in difesa, ma lui continua a minacciarmi e poi scoppia la guerra: è colpa del riarmo o delle sue intenzioni? La critica all'idea si vis pacem para bellum è del 1979: journals.sagepub.com/doi/10.1177/00… Tu la stai riproponendo pedissequamente, senza considerare i problemi metodologici di cui sopra. Quando li gestisci, l'evidenza suggerisce che investire in difesa è molto meno peregrino, specie se hai un vicino che ti vuole invadere. academic.oup.com/jpr/article-ab… D'altronde come una prospettiva storica molto più ampia, si era già arrivati alla conclusione che se ti prepari alla guerra, magari non hai la pace, ma almeno non vai incontro a morte certa. amazon.com/dp/087395047X?… Il dilemma della sicurezza. Fearon ha testato la prevalenza di conflitti in ere dominate da tecnologie offensive. L'idea di ere dominate da tecnologie difensive o offensive deriva direttamente dal dilemma della sicurezza: lo spiega Jervis stesso nel suo pezzo del 1978. Ebbene? Fearon non ha trovato nessuna evidenza. Il dilemma della sicurezza esiste ma non va neppure reso una costante certa. web.stanford.edu/group/fearon-r… D'altronde, alcuni lo mettono in discussione addirittura nel conflitto per eccellenza scoppiato per sua colpa belfercenter.org/publication/ne…
Davide Maria De Luca@DM_Deluca

Si dice: "Se vuoi la pace prepara la guerra". In realtà, gran parte delle guerre sono precedute da frenetici periodi di riarmo, mentre un solo conflitto prevenuto dal riarmo è difficile persino da trovare

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Claude Weill
Claude Weill@WeillClaude·
Faites leur lire Kundera: “Les régimes criminels n’ont pas été façonnés par des criminels mais par des enthousiastes convaincus d’avoir découvert l’unique voie du paradis. Et ils défendaient vaillamment cette voie, exécutant pour cela bcp de monde” Insoutenable légèreté de l’être
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
lezioncina a parte, -_-, ho semplicemente espresso male il mio pensiero. Il dibattito su open source è vecchio di 30+ anni. Open source sembra più un complemento che non un'alternativa al software commerciale, per quanto cresca in importanza, non lo sostituisce, lo rende più profittevole: amazon.it/Cathedral-Baza… Ora i titoli di software stanno osservando un inflection point e magari qualcosa cambierà, ma ben pochi di noi si affidano nel day-to-day su open source (gmail? facebook, paypal, x, microsoft, etc.).
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
Accuse non provate (e francamente risibili) di “distillare” i modelli americani (come se gli americani non distillassero a loro volta) vengono usate per preparare il terreno per una messa al bando dei modelli open source (forse solo quelli cinesi) negli USA.
Under Secretary of State Jacob S. Helberg@UnderSecE

This is more than a heist of invaluable American Intellectual Property. It is an assault on every economy that prizes the entrepreneur, rewards private capital, and relies on fair and honest competition. Lying, cheating, and stealing is not innovation or “win-win”. It’s corrosive to productive economic activity and to the healthy economic development of nations.

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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
@matguidi Si hai ragione. Come l’ho detta era una boiata. Cosa volevo dire è che open source non ha travolto closed source software: che è un puzzle di 30 anni, empirico, tecnico e di political economy.
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
@aa_gilli Anche internet si regge su standard aperti. E i prodotti proprietari come Grok e ChatGPT esistono perché sotto c’è un’infrastruttura di ricerca e software aperta costruita in decenni.
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Evan
Evan@StockMKTNewz·
GOOGLE $GOOGL JUST POSTED THIS “You can now use Gemini in Google Slides to generate complete” “Designing a compelling slide deck from scratch is one of the most time consuming tasks. Today we are making it dramatically easier with the power of Gemini.”
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
Mah, dipende dal tipo di evento. Se è molto raro, certo (es: prima guerra mondiale). Se è un evento più frequente (guerra, maternità, incidenti sul lavoro, vittoria/sconfitta militare), casi studio ecksteinian e RCT risolvono problemi metodologici di relazione causale in maniera soddisfacente.
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Jacopo Natali
Jacopo Natali@1993Jacopo·
@aa_gilli Anche gli eventi, nelle scienze sociali, sono generalmente difficili da attribuire.
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
@matguidi L’open source nel software però non ha cambiato il mondo. Ciò detto sarei anche d’accordo, ma guarda la ricerca accademica; gated, costi folli, profitti assurdi, meeda prodotta a quintalate
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
@aa_gilli Chiedi a ChatGPT quando OpenAI pensa di fare profitto. Ti risponde nel 2029-30. È lunga, lunghissima, arrivarci. In ogni caso, non è solo una questione di costi. L’open source produce un vantaggio sociale, perché chiunque può costruirci sopra.
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
@matguidi Io spero non lo facciano così obbliga Anthropic e OAI a massimizzare efficienza e così finiscono per essere fino meglio.
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
@aa_gilli Probabile che si ingegneranno per qualcosa del genere, ma sarà un boomerang, e andrà a tutto svantaggio degli utenti. Poi se lo vogliono fare, affari loro. Il problema è che queste porcherie coi tempi che corrono rischiano di imporcele de facto anche a noi.
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
@aa_gilli Ci proveranno perché il settore sta inguaiato in una bolla di debiti insostenibili e profitti che tardano ad arrivare.
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
@matguidi Sul primo punto non ne sono così sicuro, però non ho l’expertise. Credo che per bloccarli basta mettere una forte penale in caso di data breach sullo user e di fatto hai messo un ban
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
@aa_gilli 3) Se non lo faranno è solo perché *non possono* (troppo difficile fare enforcement, inoltre ci sono molti lab USA che sviluppano modelli open source). Ma ci proveranno comunque.
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
Due giorni fa Marco Travaglio mi ha voluto nuovamente dedicare qualche riga. Troppa grazia: anzi, no, che poi succede un altro casino Minetti-style. In primo luogo, apprezzo sinceramente l'attenzione ricevuta, anche se mi stranisce un po', visto che quando un anno fa ho incontrato Travaglio di persona, questi se ne andò senza salutarmi. Colpa mia, immagino, che non sono aggiornato con l'etichetta nell'era digitale. Veniamo a noi. Dice Travaglio di non aver mai scritto che la guerra non doveva scoppiare. 23/2/2022, FQ: «L'altra sera, mentre tg e talk rilanciavano l'ennesima fake news americana dell'invasione russa dell'Ucraina (ancora rinviata causa bel tempo).» Dice Travaglio di non aver mai detto che sarebbe durata tre giorni. 8/3/2022, Otto e mezzo: Bisogna far durare poco questa guerra: mandare armi significa prolungarne la durata. Non parlava di tre giorni: è vero. Parlava di quattro. Dice poi Travaglio che tutto il resto è andato esattamente come da lui e dai suoi previsto: gli ucraini avrebbero perso. Nel frattempo: hanno difeso Kyiv; hanno liberato Kherson; hanno riconquistato gran parte della regione di Kharkiv; sono addirittura entrati nel territorio russo; intercettano tra il 70 e il 90% dei droni e dei missili russi; la russia cede terreno sul campo; le perdite russe sono superiori alle nuove reclute. E la guerra, dopo oltre quattro anni, è ancora lì. L'Ucraina non ha certo vinto, ma non ha neppure perso. Mi ero poi dimenticato di citare altri capolavori de Il Fatto Quotidiano di questi anni: dal primissimo resoconto di Bucha alla storia dei negoziati di pace «falliti per colpa di Boris Johnson, come scritto da Foreign Affairs». L'unico problema è che Foreign Affairs scrisse il contrario. In ogni caso, capisco Travaglio. Dopo gli schiaffi della Procura di Milano sulla questione Minetti e la doccia fredda su Ranucci, serve assolutamente rivendicare qualche vittoria. E questo, evidentemente, è il meglio che sono riusciti a tirare fuori. Pensa il resto.
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
@SB1865 Si ma anche quell’interpretazione è tutt’altro che univoca.
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Sara Barbé
Sara Barbé@SB1865·
@aa_gilli L’unica guerra recente in cui la gara al riarmo fu tra le concause del conflitto è stata la WWI. Va però rilevato che il territorio europeo veniva da un lungo periodo privo di conflitti e pervaso dall’ottimismo nel potere della tecnologia e delle magnifiche sorti e progressive
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
Capisco il discorso, ma: 1) la delegittimazione delle istituzioni nasce 20-30 anni fa, nel bel mezzo del Dividendo per la Pace. 2) il riarmo pesa relativamente poco sui bilanci pubblici specie dove questo è più osteggiato: Italia, Francia e Spagna sono tra i Paesi che hanno aumentato meno la spesa militare. 3) credo ci siano politiche pubbliche che vengano comunemente osteggiate molto di più: immigrazione in primis.
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Davide Maria De Luca
Davide Maria De Luca@DM_Deluca·
Il rischio più grave per me è un'ulteriore deligittimazione delle istituzioni democratiche in seguito a un periodo prolungato di politiche chiaramente osteggiate dall'elettorato, una delegittimazione che può portare per diverse strade a involuzioni autoritarie e, paradossalmente, a pregiudicare l'assetto securitario che i proponenti dell'attuale riarmo vorrebbero difendere
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
Per te, se ho capito, il rischio maggiore è di un dilemma della sicurezza. (Per me questo rischio è praticamente nullo, perché non siamo di fronte ad un attore pacifico e interessato a difendersi, ma ad uno aggressivo e intento ad espandersi: ma ovviamente è la mia opinione). Per me, il rischio maggiore è che il riarmo europeo non si traduca in capacità utili a neutralizzare velocemente tutti i possibili tipi di attacco e/o a far desistere da questi tipi di attacco.
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Davide Maria De Luca
Davide Maria De Luca@DM_Deluca·
Cambiamo in: tra le sfide europee c'è anche un potenziale problema di sicurezza militare che non è il primo e che va gestito in modo che la supposta soluzione non pregiudichi di per sé la stabilità dei paesi europei e vedi che l'unica cosa su cui rimaniamo in disaccordo si riducono molto
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
non so a chi ti riferisci. In generale, è una semplificazione che funziona per una discussione breve ma, come tale, è imprecisa. Se mi chiedi se prepararsi alla guerra porta alla pace ti dico di no, non c'è ragione per crederlo. La guerra può arrivare lo stesso, sia perché aumenti una minaccia che perché la minaccia non si arrende. La sfida di oggi per l'Europa è sviluppare forze armate sufficientemente adeguate a neutralizzare tante possibili minacce che potrebbero gettare nel panico tutta la costruzione europea.
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Mattia Guidi
Mattia Guidi@matguidi·
@aa_gilli @DM_Deluca Sono d’accordo che l’evidenza 1) è difficile da ottenere; 2) poggia su un numero di casi ridotto; 3) è difficile da generalizzare. Per questo mi accontenterei di non sentire più “si vis pacem para bellum” ripetuta da autoproclamati competenti come una verità inoppugnabile.
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