@carlosalcaraz Guarisci presto e torna a giocare! 💪Come dice Jannik, il tennis ha bisogno di te. Best wishes for prompt recovery from an Italian fan of Jannik
Después de los resultados de las pruebas realizadas hoy, hemos decidido que lo más prudente es ser cautos y no participar en Roma y Roland Garros, a la espera de valorar la evolución para decidir cuándo volveremos a la pista. Es un momento complicado para mí, pero estoy seguro de que saldremos más fuertes de aquí ❤️
An interesting thing is going, here.
In the cat world, being the one that grooms the other one means they're the boss.
In the bunny world it's the other way round: the one being groomed is the boss.
So these two are both thinking they're the boss.
Recap di compleanno 🎂
La partita dura da 43 anni, un po’ meno di Isner-Mahut. Come vola il tempo quando si sta bene, sembra ieri che non mettevo le prime. Infatti era proprio ieri.
Qualche set perso male, ma con molti punti bellissimi. Praticamente Musetti.
Diversi match point sbagliati, ma poi ho aspettato Wimbledon. Praticamente Sinner. Nelle pause ho scritto tweet scombinati. Praticamente Tsitsipas.
La partita è ancora lunga, vorrei ben vedere visto quanto costa il biglietto. Forse ci sarà qualche interruzione per la pioggia, ma per fortuna saranno di più quelle per il troppo sole.
Intanto prenoto il campo, poi vediamo come va.
#tennis
Sig. @MauroMazzaRai,
Premessa:
stavo per scrivere "caro", ma lei non mi è caro (spoiler: Jannik lo è);
stavo per scrivere gentile, ma lei non lo è stato con gli italiani e con Sinner;
stavo per scrivere egregio, ma ritengo la sua scrittura tutt'altro che egregia.
1/19
Flavio Cobolli broke down in tears after beating Alexander Zverev in Munich.
TV commentators say he got some emotional news from back home and used it to fuel him today.
He just played the match of his LIFE.
🥹
Won another trophy, today.
Hospitalized thanks to something wrong with the liver, this time. I never did the liver, I did pancreas last November, but never liver.
The Abyssinian is a type of cat known for its beautiful ticked coat, this means each hair has several different colours on it, giving the cat a warm, glowing look
I’ve had other health issues: at this point it’s not clear what’s going on. Gastroenteritis seemed to be over, but fever was never resolved and this morning I had new devastating symptoms.
Just for you to know when you don’t see me posting. At least less junk on X from my side.
Recap #SinnerAlcaraz
Le finali Sincaraz ricordano la graphic novel più bella degli ultimi decenni. Si chiama Here. È una storia familiare ambientata solo in un salotto. Cambia arredamento col passare degli anni, mentre assiste alla vita che scorre al suo interno. Persone che nascono, crescono, si trasformano tra conflitti e traguardi. Sempre lì, nelle stesse quattro mura. Sempre uguali e sempre diverse.
Il campo da tennis è quella stanza.
Carlos e Jannik i protagonisti che guardiamo crescere e trasformarsi.
Stavolta siamo nel salotto buono di Monte Carlo. Un po’ kitsch ma vista mare.
La finale è martellata da folate di vento.
Fra tutte le condizioni atmosferiche è quella che più costringe al minimalismo. Anche a riflettere più del solito.
I pensieri sono quella cosa che gli Dei hanno messo nella testa degli umani per farli sentire meno soli. Che il demonio usa per farli sentire meno sicuri.
Carlos ci si immerge.
Jannik li seleziona.
Le condizioni difficili sono un piccolo vantaggio per Sinner. Il suo tratto più italiano è proprio l’adattamento, inventare lo spazio pure quando non c’è. In fondo siamo tutti nipoti di nonne capaci di trasformare il forno nella cabina armadio delle pentole.
Carlos non riesce a tenere il vantaggio ottenuto in entrambi i set. Le sue smorzate sono sempre state magiche crudeltà, ma stavolta Jannik sembra aver imparato a leggerle. Non le rincorre, le aspetta. Come se il campo si fosse accorciato dentro la sua testa. Carlos prova ancora, una, due volte. Ma non ci sono zone davvero vuote.
Jannik gioca senza prime, tranne al momento giusto. Come Achille che rimane in tenda a guardare Netflix per quasi tutta la guerra di Troia, ma quando serve arriva e cambia le sorti di tutti.
I più temerari sapevano che sarebbe diventato uno dei giocatori più forti sulla terra, doveva solo convincersene.
Vince il suo primo mille sul rosso.
Il terzo mille in due mesi.
Il quarto mille di seguito.
Torna numero uno.
La matematica dice che Carlos potrebbe superarlo di nuovo a breve.
Non è importante.
Ci accomodiamo sul divano del salotto, grati di poter guardare questi due mentre scrivono la loro storia che è anche la nostra.
Alla vigilia Jannik aveva detto di non avere aspettative.
Forse era vero.
Forse era solo un modo per non doverle combattere, aspettando nella tenda che il vento le allontanasse come fa con le nuvole.
#sinner#alcaraz#tennis#rolexmontecarlosmasters
@carlosalcaraz@rolandgarros@janniksin I am Italian fan of Jannik but I appreciate tour kind attitude and fair play. You and Jannik offer us an amazing match today. Congratulations. For me your are both great champions and both of you are number 1 💗🚀🚀🚀
Congratulations @janniksin and your team for the title, a spectacular run! 🤝🏻 We will continue, there is a long way to go in the clay swing! 🧱❤️ Next stop, Barcelona!
@IkaFerrerGotic So much pain and grief! Beautiful and moving piece! Congrats for your deserved win from Italy and i will support your team at the World cup! Forza💪🚀🚀🚀
A Miami piove.
A causa del clima di Blade Runner la finale è incerta. Si giocherà, non si giocherà, a cosa si giocherà. Un caso analogo di 40 anni fa in cui la partita venne annullata getta i tifosi nel panico. Qualcuno scandaglia il regolamento, altri cercano di prevedere la finestra di lancio come nella sala di controllo dell’Apollo 11.
I romantici invece ricordano che nelle storie migliori piove sempre. Senza la pioggia Gotham sarebbe solo un polo industriale della provincia di Latina. Senza la pioggia i Guns N’ Roses sarebbero un po’ meno leggendari. Senza la pioggia Andrea e Giuliano non avrebbero mai incontrato Licia per caso.
Mentre cerco le parole per raccontare la finale, ripenso a quante ne sono state dette e scritte su Sinner dall’inizio dell’anno.
Non funziona questo, s’è rotto quello. Col tono accusatorio di nonna quando ti chiama perché è sparito Google.
In fondo, c’è un sottile piacere nel giudicare la caduta dell’eroe. È un istinto dai tempi di Omero. Come quando si rallenta passando accanto a un piccolo incidente.
Le parole sono state troppe. Appare chiaro che molte non avessero senso, come le pubblicità dei rasoi in cui delle persone già depilate si depilano.
Celebrare il Sunshine double senza perdere set per il terzo mille consecutivo è facile. Parlare della combinazione servizio e schiaffo al volo pure. Delle risposte chirurgiche anche.
È più difficile ricordarsi che il campione si vede sul 30 pari di un game qualunque al primo turno.
A Miami pioveva.
Nelle storie migliori piove sempre.
#sinner#janniksinner#tennis#miamiopen
[crediti foto: Jannik Sinner]