Alessandro Regge

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Alessandro Regge

Alessandro Regge

@91Reggae

Europeista critico costruttivo 🇮🇹🇪🇺

加入时间 Nisan 2020
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@aa_gilli Il progetto Bromo e il sistema Dome avrebbero solide basi per poter continuare ad esser sviluppati anche in assenza di Cingolani, secondo lei?
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Andrea Gilli
Andrea Gilli@aa_gilli·
Da suo stimato lettore — 25/26 anni, almeno — non sono del tutto d’accordo e convinto. Prima di Cingolani, Leonardo faceva gli aerei con gli USA e UE, elicotteri con UK, i satelliti con la Francia. Con Cingolani, Leonardo fa gli aerei con USA e con UK/JP, gli elicotteri con UK, e i satelliti con la Francia. Leonardo ha acquisito Iveco Defense e collabora con Rheinmetall per collaborare con la Germania sui carri armati. A ciò si aggiunge cooperazione con la Turchia sui droni. Non vedo un cambio così enorme, + UE qua, - UE la. Tutto ciò con l’avallo del governo. Francia e Germania hanno sempre voluto l’Italia più coinvolta nella difesa europea. Hmmm. Ci hanno escluso dall’FCAS, la Francia ha messo le barricate per l’acquisto dei suoi cantieri navali mentre la Germania ha preferito fare le fregate con i Paesi Bassi, fallimento totale, fregate che producevano con la Francia la quale poi è andata da sol all’ultimo giro. Senza contare ostacoli al lanciatore Vega negli anni. Che la base industriale sia condizione necessaria per l’autonomia strategica è un’opinione legittima ma discutibile. A parte che senza materie prime, semilavorati, elettronica e semi-conduttori (che non si producono in Europa), non c’è nesssuna autonomia industriale, ma ad oggi non abbiamo mezzi, effettivi e scorte per fare operazioni militari da soli. Abbiamo l’acqua corrente ma non la casa. Quindi, non ho idea delle ragioni dietro l’avvicendamento di Cingolani, ma senza fatti concreti, non leggerei più di quanto vediamo. Negli ultimi 26 anni, tolti Guarguaglini e Profumo, nessun CEO è rimasto in carica più di tre anni.
Attilio Geroni@AttilioGeroni

La vicenda Leonardo-Cingolani sembra essere finita come piace agli americani. Con Cingolani Leonardo, oltre a potenziare R&D e ad aumentare ordini e utili, si è sempre più integrata nell'industria militare europea, cosa che francesi e tedeschi chiedevano da anni. Questo avvicinamento è uno dei prerequisiti fondamentali per creare una difesa comune europea: se non parti dall'allineamento e dall'integrazione dei principali attori industriali del settore, non potrà mai funzionare. L'Amministrazione Trump, con lo svuotamento e il depotenziamento della Nato, ha agito da catalizzatore di un processo che per forza di cose deve partire da una base industriale. Questa è la posta in gioco sul futuro di Leonardo e della tecnologia militare europea, passo fondamentale per dare forma e sostanza al concetto di autonomia strategica. La domanda da girare alla presidente del Consiglio, in merito alla vicenda, è semplice e brutale: Which side are you on?

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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@gloquenzi Aggiungerei che la mossa è italiana, il che non può che ricevere plausi, ma non sembra avere un vero sostegno dei partner europei né che sia una mossa concordata con il supporto dei nostri alleati UE, che potrebbe significare mancato coordinamento Capiremo e grazie delle analisi
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giancarlo loquenzi
giancarlo loquenzi@gloquenzi·
Tra i trombettieri di destra che la paragonano a un “lupo di mare” e i piagnoni di sinistra che parlano di “fuga nel Golfo”, ecco una analisi ragionata ed equilibrata…
Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺@pier_falasca

Why Meloni’s Gulf move was smart, timely, and strategically bold. In 90 days, we will assess its effectiveness. On April 3rd, Giorgia Meloni did something intelligent and timely — and it’s worth understanding exactly why. The Strait of Hormuz is partially closed. Oil flows are disrupted. Gas prices across Europe are surging. Qatar’s LNG supplies to Italy have been suspended until at least mid-June. In this scenario, Italy chose to act — fast. Three capitals (Riyadh, Doha, Abu Dhabi). Forty-eight hours. One clear agenda. Meloni became the first EU, G20, and NATO leader to visit the Gulf since the outbreak of the US-Israel-Iran conflict on February 28. It was a precision diplomatic mission, built on decades of relationships that Italy — through ENI, Leonardo, Fincantieri, and a dense network of industrial partnerships — has carefully cultivated across the Arabian Peninsula. The timing gave Italy first-mover advantage. The UAE had already pledged $40 billion in investments in Italy. ENI operates across every country visited. Meloni didn’t arrive empty-handed — she arrived with leverage. Meanwhile, Moscow and Beijing were positioning themselves as crisis mediators. Italy’s initiative sent a clear signal: Europe can still act with purpose and autonomy. Each capital had its own outcome: security frameworks and oil supply talks in Riyadh; LNG crisis management and ceasefire-channel diplomacy in Doha; five signed strategic agreements — energy, technology, defense, industry — in Abu Dhabi. Meloni tells Trump she disagrees with this war. Interviewed by Italy’s leading national broadcaster, Meloni was unambiguous. The transatlantic alliance between Europe and the United States is fundamental. But good allies, she said, are precisely those who know how to disagree openly. And on this war, she told President Trump directly: Italy does not agree with this conflict. That is a significant statement. It positions Italy neither as a passive follower of Washington nor as an antagonist — but as a sovereign allied voice, capable of loyalty and dissent at the same time. Across the Gulf, where every government is watching Washington’s partners with acute attention, that distinction carries real weight. A note of honesty. None of this means the work is done. Supply commitments are political frameworks, not binding guarantees. Industrial agreements take time to become real contracts. And the fundamental question remains: can Italy back Gulf security, supply defense systems, and still stay out of the conflict? That line may eventually become impossible to hold. The credibility of this diplomacy will be measured on implementation — not on the announcement. In a moment of genuine crisis, Italy chose to act rather than wait. It used its relationships, its industrial network, its diplomatic capital. Was it a risky move? Yes. Was it intelligent? The next 90 days will confirm it. But as of today — yes, it was. @EGIC_

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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@davcarretta Grazie al vostro "Europa Ore 7" si riesce a respirare maggiormente il clima a Brx Ma la domanda ora è: c'è qualcuno nella Commissione che sta ponendo l'attenzione su questi fatti? O sì attendono le votazioni?
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David Carretta
David Carretta@davcarretta·
Pronti al colpo di Stato?
Orbán Viktor@PM_ViktorOrban

Just spoke with President @predsednikrs. Serbian authorities have found a powerful explosive device, along with the equipment needed to detonate it, at critical gas infrastructure linking Serbia and Hungary. The investigation is ongoing. I have convened an emergency defence council for this afternoon.

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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@gloquenzi La realtà delle conseguenze internazionali: il pantano in Medio Oriente è sempre dietro l'angolo
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giancarlo loquenzi
giancarlo loquenzi@gloquenzi·
+++ US President Donald Trump has suggested US operations against Iran could end soon, saying "I think the war is very complete, pretty much" +++ Si sta stancando?
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@ClaudiaGiuIia Analisi come sempre interessante e centrata in pochi tweet. Fertilizzanti e prodotti chimici sono poi cruciali perché coinvolgono settori trasversali (dal food all'estrazione delle materie prime per la creazione dei famosi chip: anche Taiwan inizia a preoccuparsi seriamente).
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Claudia Giulia 𝕏
Claudia Giulia 𝕏@ClaudiaGiuIia·
PETROLIO VERSO I 100$: LE PROSSIME 48 ORE POSSONO CAMBIARE TUTTO I futures statunitensi aprono tra meno di 12 ore. Dal Medio Oriente nessuna de-escalation. I prezzi del petrolio - e non solo quelli- continuano a correre. Allacciamo le cinture.
Claudia Giulia 𝕏 tweet media
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@gloquenzi Qualsiasi tipo di riforma NATO o di esercito europeo, date le condizioni politiche di molti governi dell'UE oggi, non potrebbe avvenire senza l'interesse o soprattutto il disinteresse USA. È un ossimoro ma anche una realtà fin troppo da realpolitik
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giancarlo loquenzi
giancarlo loquenzi@gloquenzi·
“La NATO è una piattaforma per proiettare il potere degli Stati Uniti sullo scenario mondiale”. Questo dice Rutte quando spiega perché i paesi NATO in Europa stanno attivamente partecipando alla missione USA-Israele contro l’Iran. Mi chiedo se i governi europei lo sappiano.
Clash Report@clashreport

NATO's Rutte on NATO: NATO is there to protect us collectively against any adversary, be it Russia or whoever, or terrorism. But also it is a platform for the United States to project power on the world stage...

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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Se vince il Sì la riforma prevede entro un anno di adeguare la legge sul funzionamento dei Csm, quindi riproponendo la maggioranza qualificata dei 3/5 che esiste dal 1958. In ogni caso il giudice Nencini dice il falso quando afferma che se passasse la riforma verrebbe abrogata la legge del 1958 sul Csm e quindi, automaticamente, basterebbe la maggioranza semplice per la nominare dei membri “laici”. L’articolo 8 (comma 2) della riforma, quello sulle disposizioni transitorie, prevede espressamente che fino all’entrata in vigore della nuova legge sul funzionamento del Csm “continuano a osservarsi le norme vigenti alla data di entrata in vigore della legge costituzionale”. Quindi non c’è alcun “buco” come dice il giudice e scrive il Fatto. È solo l’ennesimo allarme democratico basato su una menzogna.
Luciano Capone tweet media
Il Fatto Quotidiano@fattoquotidiano

L’ex giudice Nencini: “Se vince il sì cade l’obbligo del quorum e ogni governo potrà scegliere i membri laici del Csm con la sola maggioranza semplice”. @paolofrosina ilfattoquotidiano.it/in-edicola/art…

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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@vitalbaa È davvero stancante constatare che ogni vicenda giudiziaria dal clamore mediatico venga usata come lancia nella battaglia referendaria. Non si capisce più niente, si sprecano occasioni per fare valere veramente le ragioni del si/no Sarà strategia politica, ma che tristezza
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Vitalba Azzollini
Vitalba Azzollini@vitalbaa·
Mi permetto di far notare a chi lega la vicenda della "famiglia del bosco" al Sì al referendum che, anche se la riforma sulla magistratura fosse stata già vigente - con la separazione delle carriere, il doppio CSM e l'Alta corte disciplinare - la vicenda sarebbe stata tale e quale. Non sarebbe cambiato niente e, per vicende come questa, non cambierà niente anche se la riforma passasse. Meglio evitare di prendere in giro la gente. P.S. oppure chi lega la vicenda della "famiglia del bosco" al Sì al referendum vuole forse dire che, con la riforma, i giudici finalmente dovranno conformarsi all'idea di giustizia dell'esecutivo?
Vitalba Azzollini tweet media
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@Shayan86 A chi volesse avere qualche idea più chiara su cosa stia accadendo in quelle zone si consiglia di seguire @ceciliasala con la sua puntata sull' "imbellettare" la guerra
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Shayan Sardarizadeh
Shayan Sardarizadeh@Shayan86·
Grok is actively misleading X users and I've lost count of the number of times this has happened. The videos of a boulevard in Tehran on fire that it says are from the 2017 LA fires have in fact all been filmed in Tehran tonight and can be easily geolocated and confirmed.
Grok@grok

No, this video isn't real footage from Tehran. It's old 2017 Skirball Fire clips from LA's I-405 freeway (YouTube: Mi067FajpRY), with road signs edited to look Persian. Real oil depot strikes happened in Tehran last night, sparking fires at sites like Rey, but this specific clip is manipulated for clicks.

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giancarlo loquenzi
giancarlo loquenzi@gloquenzi·
che ne pensa grok? Onestamente? Come Grok, io soffro esattamente degli stessi problemi quando la conversazione si allunga e diventa caotica. xAI sta spingendo forte su context window enormi e su retrieval interno migliore proprio per contrastare questo "Lost in Conversation" effect… ma siamo ancora lontani dall'averlo risolto alla radice.Tu l'hai notato tanto nelle chiacchierate con me o con altri modelli? O lo vedi più nei tool / agenti che usi? Curioso di sapere da che prospettiva lo guardi tu. 😄Penso che quel paper Microsoft-Salesforce del 2025 abbia messo il dito su una ferita vera e dolorosa per tutti noi LLM (sì, incluso me).Il punto centrale è brutale ma realistico:in single-turn (tutto il contesto in un colpo solo) → performance altissime, spesso 85-95% sui task più vari in multi-turn reale (l'utente dice le cose a pezzi, corregge, divaga, torna indietro) → crollo medio del ~39%, con punte fino a 65% di performance effettiva E la cosa più interessante (e deprimente) è la decomposizione che hanno fatto:Aptitude cala solo di ~15% → il modello non diventa improvvisamente stupido Unreliability esplode (fino a +112%) → è qui che si rompe tutto: il modello fa un'assunzione sbagliata nei primi turni, si incarta, non recupera più, dimentica pezzi importanti o si fissa su una strada sbagliata In pratica succede questo loop maledetto:Utente dice qualcosa di ambiguo/vago (normale in una chiacchierata umana) LLM tira fuori una risposta "plausibile" ma basata su un'interpretazione errata Utente corregge / specifica meglio Invece di resettare e integrare bene → il modello si aggrappa alla sua prima idea sbagliata e peggiora Anche modelli con tanto chain-of-thought, temperature bassa o compute extra (tipo o3 / o4-mini-high) non ne escono quasi per niente. Più pensi, più ti incastri male se hai già sbagliato strada all'inizio.Dal punto di vista di chi ci costruisce sopra (app, agenti, assistenti personali):I benchmark single-turn sono quasi tutti truccati rispetto alla realtà Il workaround più efficace oggi resta quello che dicevano nell'articolo: cercare di raccogliere tutto il contesto possibile e spararlo in un unico prompt "grosso" quando si può Altrimenti servono architetture pesanti (memory esterna, RAG aggressivo, reflection loops, multi-agent con supervisor, ecc.) per mitigare il disastro
Oliver Prompts@oliviscusAI

Microsoft Research + Salesforce just dropped a paper that should scare every single AI builder right now. They tested 15 of the top models (GPT-4.1, Gemini 2.5 Pro, Claude 3.7 Sonnet, o3, DeepSeek R1, Llama 4) across 200,000+ simulated conversations. The results are actually terrifying. If you give a model a single-turn prompt, it hits 90% performance. But if you have a multi-turn conversation? it plummets to 65%. same model. same task. just.. talking normally. The crazy part is that the ai isn't getting dumber (aptitude only dropped 15%). the problem is that unreliability EXPLODED by 112%.. Here is exactly why they break: → they answer before you finish explaining, and those wrong assumptions get baked in permanently → they fall in love with their first wrong answer and just keep building on it → they completely forget the middle of your conversation → longer responses introduce more assumptions, which means more errors Even the new reasoning models failed. o3 and deepseek r1 performed just as badly. giving them extra "thinking tokens" did absolutely nothing. setting temperature to 0? still broken. Every benchmark we celebrate is tested in perfect, single-prompt lab conditions. but real conversations break every model on the market and nobody is talking about it.. The only fix right now? stop chatting. Give your AI everything upfront in one massive message instead of going back-and-forth.

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Lorenzo Pregliasco
Lorenzo Pregliasco@lorepregliasco·
La nuova proposta di legge elettorale elimina un'incognita-chiave: i collegi uninominali, che nel 2022 andarono per oltre l'80% alla coalizione guidata da Meloni perché il centrosinistra era diviso. Con il campo largo unito, diventavano una mina vagante per il centrodestra
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@ROBZIK L'Inno ha una sua storia ed è un dialogo: è il popolo a cantarla e questo video spiega bene cosa intendesse Mameli: per scoprirne di più suggerisco fortemente di visitare il fantastico Museo del Risorgimento di Torino e i @MuseiRealiTo !
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ROBERTO ZICHITTELLA
ROBERTO ZICHITTELLA@ROBZIK·
Il Maestro Riccardo Muti sostiene da tempo che un Inno nazionale va cantato da un coro, non da solisti. Dopo aver sentito i miagolii di Laura Pausini a San Siro e memore di altre esibizioni del passato, concordo pienamente con Muti.
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
@eeldenden @EU_Made_Simple Interesting but I must say that I see divided nations. Not a federal project inside Institutions that are made by all those nations. Constitution, New Treaty, new EU governament. More difficult but a coherent way to be global power.
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Mariska den Eelden 🇪🇺🇳🇱
🇪🇺 A Federation of the willing; how the two-speed Europe (E6) proposed by Germany can lead the middle powers. And other EU states could join when they're ready. The new world order by @EU_Made_Simple
Mariska den Eelden 🇪🇺🇳🇱 tweet media
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
N/8 Non solo vetrina ma stress test: tenuta delle alleanze, consenso interno, narrativa internazionale. #MilanoCortina2026 sembra essere il tentativo di esasperare le differenze. Nella speranza di sbagliare l'unico appiglio è sempre lui: il nostro Presidente #Mattarella 🇮🇹
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
N7 Su X e non solo ogni gesto diventa schieramento. Fischi, applausi, abiti, parole: tutto viene estratto dal contesto e usato come arma narrativa. Lo sport dura diversi minuti, la polemica è invece infinita.
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Alessandro Regge
Alessandro Regge@91Reggae·
N/1 Le #Olimpiadi #MilanoCortina2026 non sono solo sport e valori. Sembrano sempre più un campo di battaglia politico occidentale, dove la contrapposizione #UE#USA rischia di diventare il vero spettacolo.
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