Claudio Mannu retweetet
Claudio Mannu
771 posts


@isaacrrr7 Los cristianos hablando de los musulmanes se les olvida que hicieron ellos en las cruzadas, santa inquisición y en las conquistas en américa?
Español
Claudio Mannu retweetet

10 e 22 anni. Avevano queste età Stefano e Virgilio Mattei il 16 aprile 1973, quando rimasero uccisi, bruciati vivi di notte nella loro casa, stretti in un abbraccio mentre cercavano di salvarsi. Due vite innocenti spezzate in modo atroce senza alcuna ragione, se non l’odio politico e ideologico di chi appiccò quel rogo: tre militanti di Potere Operaio che volevano intimidire Mario Mattei, padre di Stefano e Virgilio, “colpevole” solo del suo impegno politico.
Una tragedia che segna una delle pagine più buie degli anni di piombo e che ci mostra dove può arrivare la violenza quando sostituisce il confronto.
Ricordare oggi la barbarie del rogo di Primavalle non è solo un esercizio di memoria, è un modo per rendere omaggio a Stefano, Virgilio e tutte le vittime di quegli anni - di qualunque colore politico - e condannare senza ambiguità ogni forma di violenza politica. Affinché certi drammi non si ripetano mai più.

Italiano
Claudio Mannu retweetet

Che buffa situazione:
escono dati non ottimali di bilancio per $SEIF (editore del @fattoquotidiano) e in borsa vengono scambiate solo 2000 azioni, senza nessuna variazione nelle quotazioni stesse.
CONTROVALORE: 2000 × 0,24 = 480 EURO.
QUATTROCENTOTTANTA.

Italiano

@UGirovago77000 @fattoquotidiano @CarloCalenda Certo che un’immagine con più di 20 pixel la potevi anche trovare
Italiano

quando hai finito di fare i conti in tasca al @fattoquotidiano che non piglia un euro di finanziamento pubblico occupati dei giornali di Angelucci condannato per truffa all'editoria a
1 anno e 4 mesi @CarloCalenda

Italiano

@CarloGarzia A me poco importa di ciò che dici. Sono solo molto felice di averti fatto fare la tua solita figura.
Italiano

Caro @CarloCalenda ,
Ti leggo e rimango inorridito. Quindi, fatemi capire: in un paese in cui è a rischio la libertà e il pluralismo dell’informazione, c’è qualche presunto liberale (alle vongole) che dà battaglia per chiudere un giornale? E lo fa mettendo all’indice uno dei pochi quotidiani italiani che aumenta le copie vendute?
Siete peggio che matti. Siete pericolosi. Forse vi meritate un monopolio di Angelucci.
@fattoquotidiano
Italiano

@Fabopolis @CarloCalenda Non ha chiesto nessuna trasparenza. Ha chiesto alle banche di chiudere il credito. Non fare il finto tonto, non fare il cretino.
Italiano

@mannucla @moni_dall Vacci te, io non ho mica detto che mi piace la Russia, la Cina, Cuba. Ho solo criticato cio che non mi piace dell mio stato.
Italiano

Indecente messa in scena con diffusione di numeri falsi da parte di un'esponente politica che non ha MAI detto una parola sullo sterminio dei bambini palestinesi. Tra l'altro c'è una buona probabilità che dopo quattro anni, >
Pina Picierno@pinapic
Ho fortemente voluto portare in Parlamento Ue “ Empty Beds” la riproduzione della cameretta di uno dei 20.000 bambini ucraini rapiti dal regime criminale di Putin. Vi porto con me a vederla 👇
Italiano

VERGOGNOSO
Ministero Difesa@MinisteroDifesa
Oggi a Roma, il Presidente dell’#Ucraina Volodymyr Zelenskyy @ZelenskyyUa ha incontrato il Ministro della Difesa, @GuidoCrosetto. Nel corso dell’incontro, il Segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e difesa dell’Ucraina, @rustem_umerov, e il Ministro #Crosetto hanno ribadito l’impegno comune dell’Ucraina e dell’Italia a rafforzare la cooperazione bilaterale nel settore della difesa. Leggi la dichiarazione congiunta web.difesa.it/4vP5SiX
Italiano
Claudio Mannu retweetet

Chissà perché gli editoriali di @marcotravaglio, che un tempo brillavano per la capacità di concentrare in poche righe menzogne studiate per apparire almeno verosimili, ora sembrano solo noiosi sfoghi di un propagandista in disarmo costretto a spararla ogni giorno più grossa per tenere in piedi la baracca, o meglio il tendone principale del circo nel quale si esibiscono fenomeni del calibro di Orsini, Mini, Basile e vari altri maître à penser del putinismo italico.
Ormai sprezzante del rischio di apparire un piazzista del gas proposto in “offerta super-scontata” da uno stato-mafia, prosegue la sua ormai infinita crociata per riprendere gli acquisti da Mosca, e quindi per alimentare corruzione, guerra e crimini contro l’umanità, salvo poi dare a sua volta del corrotto e del piazzista al presidente di un paese che invece cerca fondi per proteggere il proprio popolo da attacchi criminali dei quali invece stranamente non parla mai. E da direttore di un giornaletto (sempre più “etto”) di propaganda quasi fallito si spinge coraggiosamente fino a definire “fallita” una nazione che eroicamente resiste dopo 4 anni di un’invasione che doveva concludersi con la vittoria dell’invasore in una manciata di giorni.
Basta leggere l’articolo per percepire la rabbia per la sconfitta del fascioputiniano Orban, che ora comporterà lo sblocco dei 90 miliardi per Kyiv e per l’accoglienza offerta a Zelensky - quello che a suo parere guida il paese fallito di cui sopra - che invece di girare col cappello in mano propone accordi con la più avanzata industria militare d’Europa, mentre Putin, tra una strage di civili e una purga di oppositori, si barrica al Cremlino, chiude i social, blocca internet e mette sotto sorveglianza un intero paese (dettaglio del quale, ancora una volta, nei pezzi di Travaglio non si trova traccia).
Il livello in fondo è quello che vediamo tutti: “cessi d’oro” e “perdite territoriali”, quanto basta per fargli dire che dovremmo fare tutti quello che (secondo lui) ci conviene, anziché applicare i principi di giustizia, libertà e l’autodeterminazione, che da ottant’anni tengono in piedi la nostra società. Perché nulla di tutto questo vale quanto uno sconto in bolletta.
Come si possa essere fieri apologeti della schiavitù (quella di un popolo aggredito rispetto al proprio aggressore e la nostra nei confronti dei combustibili di chi ce li vende per poi utilizzarne i proventi contro di noi), per me resta un mistero. Come abbia fatto invece la propaganda russa a diventare ormai roba per menti fragili, nonostante personaggi come Travaglio siano onnipresenti in tv, leggendo editoriali come questo, è invece chiarissimo.


Italiano
Claudio Mannu retweetet

Javier #Milei: «Non ho niente contro gli artisti. Io stesso ho avuto una band di rock. Il mio problema è che se hai bisogno di un sussidio dal governo per fare arte, non sei più un artista, sei un dipendente pubblico.»
Italiano

@SMaurizi Be se l’ha detto il fatto ci sarà sicuramente da crederci
Italiano

ESCLUSIVO!
Manipolazione dell'informazione e leak di Stato vogliono farvi credere che l'Italia NON aiuta #Trump nella sua guerra contro #Iran.
Noi vi riveliamo l'assistenza logistica da #Aviano ilfattoquotidiano.it/in-edicola/art…

Italiano
Claudio Mannu retweetet

Roberto Damico
Credo ci sia un mito che oggi è tornato molto in voga grazie a personaggi come Barbero e D'Orsi, ma anche a tutta la retorica sulla Russia che avrebbe salvato il mondo dall'orrore nazista.
E intanto, cominciamo con un fatto: non fu la Russia a vincere la seconda guerra mondiale, ma l'Unione Sovietica. Che significa anche Ucraina, Kazakistan, Stati Baltici, Georgia, Armenia e molte altre repubbliche. La guerra fu combattuta e vinta da un insieme di popoli, non da una nazione sola. E la propaganda russa di oggi – che parla di "Russia" come se le altre repubbliche non fossero esistite – sta compiendo una falsificazione storica deliberata, funzionale alla sua narrazione imperialista.
Ma soprattutto, questo mito della "Russia liberatrice" nasconde un elemento centrale: l'Unione Sovietica, molto prima della guerra, era un incubo. Un orrore con cui, giustamente, britannici, francesi e statunitensi avevano enormi remore ad allearsi. L'Unione Sovietica di Stalin fu il male minore che le democrazie occidentali scelsero perché le armate naziste sembravano ormai incontenibili. Ma rimaneva un orrore.
Barbero, come fa a più riprese, può continuare a parlare di Stalin come il povero Calimero che tutti bistrattavano e che fu quasi costretto ad allearsi con i nazisti. Ma la realtà è che Stalin era un dittatore sanguinario. Aveva già cercato di invadere la Finlandia con la guerra d'inverno – per motivazioni meramente imperialiste, non difensive. Aveva portato avanti costanti purghe all'interno dell'Unione Sovietica, uccidendo milioni di suoi cittadini. Aveva firmato il patto Molotov-Ribbentrop con Hitler, spartendosi la Polonia come due banditi che si dividono il bottino.
La propaganda russa oggi sfrutta le immagini dell'ingresso delle truppe tedesche in Ucraina per dire che gli ucraini sarebbero stati conniventi con i nazisti. Ma si forzano i dati in due direzioni.
Primo: in Ucraina entra la Wehrmacht, l'esercito tedesco. Non "i nazisti" tout court. La distinzione è importante, perché molti soldati tedeschi non erano nazisti ideologici, ma soldati di una macchina da guerra totalitaria. E comunque, all'epoca dell'invasione, prima dell'inizio della Shoah vera e propria, non si sapeva ancora di quali orrori fosse capace il nazismo. Non era evidente. Non era scritto.
Secondo: gli ucraini – a differenza di quanto la propaganda russa vorrebbe far credere – sapevano eccome di che orrore era capace Stalin. Lo avevano vissuto sulla loro pelle. L'Holodomor, la carestia artificiale del 1932-33, fu un genocidio per fame che uccise milioni di ucraini per mano del regime sovietico. Quando i tedeschi arrivarono, molti ucraini li videro come liberatori – non perché fossero nazisti, ma perché Stalin era stato infinitamente peggio, per loro, di quanto avrebbero potuto immaginare dei tedeschi.
E per ricordare che orrore fosse l'Unione Sovietica, basta ricordare un solo episodio: quando Hitler e Stalin si spartirono la Polonia, a Katyn furono i sovietici a far massacrare a sangue freddo 30mila ufficiali polacchi. Non i tedeschi. I sovietici. E lo fecero con premeditazione, in segreto, e poi mentirono per decenni.
L'Unione Sovietica era un incubo. E ricorderei che anche Tito e Mao – pur comunisti, pur dittatori a loro volta – presero le distanze da quell'orrore. Tito ruppe con Stalin nel 1948. Mao, pur alleato, guardava a Mosca con sospetto. Perché anche loro sapevano.
Aver battuto Hitler non rende buoni. Stalin non era Hitler – non fece la Shoah, non costruì campi di sterminio industriali. Ma non era neppure troppo lontano dal suo vecchio alleato. Era un dittatore che uccideva i propri cittadini a milioni, che deportava popoli interi, che costruiva un impero sul terrore.
Oggi, quando sentiamo parlare della "grande guerra patriottica" come di una crociata della Russia contro il nazismo, dovremmo ricordare che quella narrazione è una menzogna per metà. Sì, l'Armata Rossa giocò un ruolo decisivo nella sconfitta del nazismo. Ma lo fece sotto la guida di un regime che era esso stesso un orrore – solo un orrore diverso.
E le democrazie occidentali non scelsero Stalin per amore, ma per necessità. E non lo dimenticarono mai.
La propaganda russa di oggi vuole farci dimenticare tutto questo. Vuole farci credere che la Russia sia l'erede legittima di quella vittoria, e che quindi abbia diritto a una sfera di influenza sull'Ucraina e sull'Europa orientale. Ma è una menzogna. E la storia – quella vera – è l'antidoto.


Italiano

@noNato_noEuro @moni_dall Puoi sempre andare in Russia, Cina, Corea del Nord e Cuba se non ti sta bene Agosti
Italiano

@moni_dall Maquanti cazzo dei soldi delle mie tasse vengono buttati per la loro propaganda di merda. Alla morte UE e NATO.
Italiano
Claudio Mannu retweetet
Claudio Mannu retweetet

Italian Prime Minister Giorgia Meloni said Italy wants to explore joint drone production with Ukraine, after the Iran war gave President Volodymyr Zelenskiy an opportunity to demonstrate his country’s know-how to other nations. bloomberg.com/news/articles/…
English

Putin, invece no?
Che sbadato, ha dimenticato di citarlo…
Ungheria, Conte: «Con Orban sconfitti anche Trump, Meloni, Salvini e Netanyahu» VIDEO
ilgazzettino.it/AMP/esteri/ung…
Italiano
Claudio Mannu retweetet

Cara Italia,
Grazie per questa visita e per il vostro costante sostegno all’Ucraina e agli ucraini; desidero in particolare ringraziarvi per il rispetto nei confronti del nostro Stato, della nostra indipendenza, della nostra integrità territoriale e del nostro popolo.
Il rispetto è importante tanto quanto la sicurezza. Quando le persone e gli Stati sono rispettati e quando la sicurezza è garantita, possono esistere relazioni davvero dignitose e una vita normale. È proprio così che lavoriamo insieme all’Italia e insieme a tutti i partner, per garantire la sicurezza – in tutti i sensi della parola – e affinché le relazioni tra noi siano sempre amichevoli e solide. Sono grato per tutto il sostegno che l’Italia ha offerto all’Ucraina e al popolo ucraino — sul piano politico, economico, umanitario e della sicurezza.
Grazie a te, Giorgia, per la tua leadership, che aiuta non solo noi ma anche l’intera Europa ad affrontare questo momento di crisi, e per il tuo impegno costante nella difesa dell’Europa e dei suoi interessi.
Italiano
Claudio Mannu retweetet

Credito d’imposta e Sconto in fattura.
—-
Il Superbonus nasce come una detrazione fiscale: lo Stato non ti bonifica dei soldi, ma ti permette di scalare il costo dei lavori dalle tasse che dovresti pagare nei 10 anni successivi.
Il problema: per recuperare tutto, devi avere "capienza fiscale". Se le tue tasse annue sono inferiori alla quota del bonus, la differenza è persa per sempre.
2. La svolta: Sconto in fattura e Cessione del credito
Per ovviare al problema della mancanza di liquidità dei cittadini, la legge ha permesso di trasformare quella detrazione in un "coupon" scambiabile in due modi:
A) Sconto in fattura: l'impresa esegue i lavori senza che il cittadino anticipi denaro, acquisendo in cambio il credito fiscale.
B) Cessione alla banca: la banca acquista il credito fiscale a valore scontato e lo utilizza per compensare le proprie imposte, realizzando un guadagno garantito dalla differenza.
Il meccanismo ha creato tre effetti collaterali devastanti
1) Prezzi gonfiati
Poiché il cittadino non pagava di tasca propria, è venuta meno la contrattazione tra le parti (committente e impresa), anche sui costi dei materiali. Le ditte hanno alzato i preventivi e i prezzi dei materiali sono schizzati alle stelle.
2) Crediti incagliati
Le banche hanno acquistato così tanti crediti da saturare la propria capacità di compensazione fiscale. Risultato: hanno smesso di comprare, i cantieri si sono fermati e molte imprese sono rimaste con enormi portafogli di crediti fiscali ma senza liquidità.
3) Il buco nel bilancio
Lo Stato incassa miliardi in meno perché aziende e banche, per dieci anni, compensano le proprie imposte con i crediti fiscali anziché versare denaro fresco all'Erario. Per garantire i servizi essenziali, sanità, scuole, infrastrutture,lo Stato è costretto a emettere nuovo debito pubblico.
In sintesi
È come se lo Stato avesse autorizzato i cittadini a stampare moneta in casa per ristrutturare gli edifici. Se all'inizio questo ha stimolato l'economia, alla fine ha generato un'inflazione settoriale enorme e un buco nelle casse pubbliche che oggi sfiora i 170 miliardi di euro.
—-
Poi c’è il bonus facciate. Finanziamento del 90%, senza limiti di spesa e senza limite di reddito.
Sempre gov. Giallo/Rosso ( quelli che sanno scrivere le leggi).
Non è una repubblica delle banane?
Italiano




