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“Così come controlliamo il 55% di Gaza, dovremmo fare lo stesso in Libano".
Il 23 marzo, intervistato da una radio israeliana, il ministro delle Finanze di Israele Bezalel Smotrich ha invocato l’annessione del Libano meridionale: “Il bombardamento del Libano deve finire con una realtà completamente diversa. Il nuovo confine di Israele deve essere il fiume Litani”.
Dopo aver minacciato pochi giorni fa che i quartieri meridionali di Beirut sarebbero stati “ridotti in macerie come Khan Yunis a Gaza”, Smotrich esorta il suo Paese ad annettere il sud del Libano.
Le sue parole arrivano mentre l’esercito israeliano continua ad attaccare il Libano con modalità che ricalcano quelle usate nel genocidio a Gaza: bombardamenti su larga scala, distruzione sistematica di infrastrutture civili, uccisione indiscriminata di civili, sfollamento forzato di milioni di persone, bombardamenti di ambulanze e operatori sanitari.
Solo nelle ultime 24 ore si contano 10 morti e 90 feriti.
Gli attacchi israeliani contro i ponti sul fiume Litani stanno isolando il Libano meridionale dal resto del Paese, interrompendo le vie di collegamento tra i governatorati meridionali del Libano e il nord e alimentando i timori che Israele si stia preparando a un'incursione di terra.
Nella notte del 24 marzo un attacco israeliano ha colpito la stazione di carburante Al Manah nel sud del Libano in un tentativo di distruggere risorse strategiche ed isolare il Paese.
All’alba del 24 marzo un attacco aereo israeliano ha colpito un'ambulanza a Tiro, nel sud del Libano, uccidendo un paramedico Hassan Suleiman e ferendo altri 4 operatori sanitari.
Da 2 marzo, Israele ha ucciso 1039 persone in Libano, tra cui 118 bambini, 40 operatori sanitari, forzato oltre 1 milione di persone a sfollare.
Il giornalista di RT Steve Sweeney, sopravvissuto ad un attacco aereo israeliano mentre documentava il bombardamento di ponti da parte dell’esercito israeliano, ha dichiarato: ““Il Libano sta subendo un'operazione di pulizia etnica su scala ben più ampia della Nakba”.
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