Crypto Roaster⚡️

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@0xcryptoroaster

Separating the Men from the Boys 🧨

Katılım Şubat 2021
569 Takip Edilen614 Takipçiler
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Crypto Roaster⚡️@0xcryptoroaster·
@JRNYcrypto @OthersideMeta Solana people are the most malicious in the space. Ofc gaming will fly. That’s their way of making sure the competition give up. Wake up. The market is bad because of them.
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CoinMarketCap
CoinMarketCap@CoinMarketCap·
LATEST: ⚡ Blockchain gaming is dead and "not coming back," says Solana Foundation president Lily Liu.
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lucas
lucas@lucasdimos·
the cryptocurrency industry is never coming back btw
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Crypto Roaster⚡️
Crypto Roaster⚡️@0xcryptoroaster·
@petermargaris @sweatystartup Computers and Internet are very different from AI. They were blue oceans. AI is not. If you cannot see that, my advice is you sell everything you hold about AI as soon as possible.
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Peter Margaris
Peter Margaris@petermargaris·
@sweatystartup We are dependent on computers and the internet, right? That doesn’t mean that businesses now will be screwed leveraging the next wave of technology.
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Nick Huber
Nick Huber@sweatystartup·
The AI bubble will pop: Electricity will 2x in cost again over the next 24 months. AI companies will need to 5x prices to break even. Companies who depend on AI will see costs 5x and will be screwed. Users will vanish. Market will plummet.
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Crypto Roaster⚡️
Crypto Roaster⚡️@0xcryptoroaster·
@BMitraglia Che post rosik pazzesco. Non ne vedevo uno da molto tempo così. Non stanno vincendo, vi stanno distruggendo hahahahah
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
La Generazione Zeta ha rotto le palle - di Roberto Riccardi Svogliati. Permalosi. Presuntuosi. Inaffidabili. Incapaci di sostenere una conversazione professionale, di rispondere a una mail entro sera, di presentarsi puntuali, di vestirsi in modo appropriato, di accettare una critica senza crollare emotivamente. Pretendono lo smart working al primo giorno. L'aumento al terzo mese. La flessibilità come diritto di nascita. Non hanno mai prodotto niente ma esigono tutto, con la sicumera di chi confonde i capricci con i diritti e la pigrizia con l'illuminazione. La Generazione Zeta ha rotto le palle. E non lo dicono i soliti editorialisti rancorosi. Lo dicono i colleghi. I quarantenni che ogni sera rispondono alle mail che il collega Zeta ha ignorato, gestiscono il cliente lasciato in attesa, si sobbarcano gli straordinari rifiutati in nome del sacrosanto "bilanciamento vita-lavoro". Quelli che alle sette di sera cercano di rintracciare il collega Zeta sul telefono aziendale e scoprono che già all'imbrunire è irraggiungibile. Sono loro a pagarne il prezzo. E sono stufi. Sono i nati tra il 1997 e il 2010. I primi veri nativi digitali, cresciuti con lo smartphone in culla e i social come biberon. Hanno attraversato la pandemia in pigiama, frequentato l'università da remoto e ne sono usciti convinti che il mondo funzioni così: dalla poltrona, a propri tempi, senza che nessuno abbia il diritto di chiedergli nulla. Si autodefiniscono la generazione più consapevole della storia. Quella che ha capito, a differenza dei padri schiavi del lavoro e dei nonni piegati dalla fatica, che la vita non si esaurisce in ufficio. Che il benessere viene prima della carriera. Che la salute mentale è sacra. Bellissimo. Peccato che questa illuminazione arrivi da gente che a trent'anni si fa ancora lavare le mutande dalla madre. Un caso su tutti, finito sui giornali di mezzo mondo e diventato virale con ventisette milioni di visualizzazioni. Un neoassunto viene convocato dal capo a una riunione alle otto del mattino. Riunione trimestrale, comunicata in fase di assunzione. Il ragazzo sapeva. Risposta: "non posso venire, ho il corso in palestra. Il mio equilibrio psicofisico viene prima". Prima della riunione, prima dell'azienda che lo paga, prima del capo che lo ha scelto e assunto, prima di quella roba antica e desueta che le generazioni precedenti chiamavano senso del dovere. La cosa più rivelatrice non è stata la sfrontatezza. È stata la reazione dei coetanei: aveva ragione lui. I numeri confermano la sentenza. Sei aziende su dieci hanno già licenziato neolaureati Zeta nel giro di pochi mesi. Mancanza di motivazione per il 50%, scarsa professionalità per il 46%, incapacità di comunicare per il 39%. Il 75% dei datori di lavoro li giudica insoddisfacenti. Uno su sei non vuole più assumerli. Risultato: l'età media di assunzione è salita a 42 anni, le assunzioni di over 65 sono esplose dell'80%, quelle degli under 25 sono crollate. Le aziende preferiscono il settantenne che si presenta puntuale al ventenne che manda un vocale per dire che arriva tardi perché ha lo yoga. Ma perché tutta questa svogliatezza? La risposta non è generazionale: è sistemica. Si è prodotta una generazione senza addestramento alla frustrazione, senza autonomia materiale e senza interiorizzazione del dovere. Adulti anagrafici che funzionano come adolescenti permanenti. E il dato lo conferma: il 79% dei giovani italiani tra i 20 e i 29 anni vive ancora con i genitori. Peggio di noi solo la Corea del Sud. In Danimarca sono il 12%. In Germania il 33%. Il Censis ha contato oltre tre milioni di trentenni ancora nel nido. Di questi, il 63% lavora. Lavora e resta. Perché andarsene significherebbe diventare adulti. E diventare adulti non è previsto dal programma. Il 72% dei giovani disoccupati vive interamente sulle spalle della famiglia. Ma il dato più indecente riguarda chi un lavoro ce l'ha: il 62% ha comunque bisogno del sostegno economico dei genitori. Il 30% degli under 30 dipende ancora dalla paghetta. A trent'anni. Con la paghetta. Mentre posta su Instagram storie di aperitivi al tramonto e filosofia spicciola sul diritto alla felicità. Li hanno definiti la “Generazione Cavalletta”. Perché stanno divorando tutto quello che nonni e genitori hanno costruito con decenni di sacrificio. Sono la prima generazione della storia che consuma senza produrre, che eredita senza costruire, che pretende senza restituire. Entro il 2030 riceveranno in eredità duemila miliardi di euro. Patrimoni, immobili, investimenti accumulati in una vita di fatica da chi si alzava alle sei senza lamentarsi e non aveva mai sentito parlare di "salute mentale" come alibi per non lavorare. Duemila miliardi nelle mani di chi non ha mai piantato un chiodo. E non fanno figli. Perché fare figli richiede responsabilità, sacrificio, progettualità. Il tasso di fecondità è inchiodato a 1,24 figli per donna, il più basso della storia repubblicana. Il 65% rifiuta i mestieri manuali perché considerati indegni. L'edilizia non trova ricambio. L'autotrasporto è in ginocchio. La ristorazione elemosina personale. Ma il giovane Zeta non si sporca le mani. Aspetta l'offerta giusta, col contratto giusto, lo stipendio giusto, la flessibilità giusta, l'ufficio giusto, il capo giusto. E nel frattempo si fa mantenere. La Generazione Cavalletta non nasce dal nulla. Nasce da genitori che non hanno mai detto no. Che hanno trasformato ogni capriccio in diritto, ogni frustrazione in trauma da evitare, ogni difficoltà in qualcosa da cui proteggere il pupo a ogni costo. Che hanno fatto i compiti al posto loro, telefonato ai professori per contestare un brutto voto, accompagnato il trentenne al colloquio di lavoro. Non è un'iperbole: il 70% dei giovani Zeta ammette di aver chiesto aiuto ai genitori per cercare impiego. Non per un consiglio. Per farselo trovare. Hanno cresciuto figli come piante da appartamento: al caldo, al riparo, senza un alito di vento. E adesso si stupiscono che al primo temporale si spezzano. Parlano di "comfort zone" come il Papa parlerebbe del Vangelo. Hanno ribattezzato la pigrizia "consapevolezza", il parassitismo "equilibrio interiore", l'incapacità "rifiuto di un sistema tossico". Hanno costruito un'intera filosofia per giustificare il fatto di non avere voglia di fare niente. E ci credono pure. Ma arrendersi non è un'opzione. Se il problema è la mancanza di fame, la soluzione è una sola: restituire la fame. I genitori smettano di pagare e giustificare. Fuori di casa a venticinque anni, come in mezza Europa. Le aziende smettano di inseguirli con benefit immeritati: la gavetta esiste e chi l'ha fatta ne è uscito più forte. Si reintroduca un servizio civile o militare obbligatorio, sei mesi di disciplina e convivenza forzata con la realtà. Anzi meglio un anno e lo Stato si chieda come sia possibile che un trentenne sano e laureato risulti ancora fiscalmente a carico dei genitori senza che nessuno batta ciglio. Oppure si può continuare così. E fra vent'anni ci ritroveremo con un Paese di cinquantenni che vivono ancora con la mamma, non hanno costruito niente, non hanno lasciato niente e pretendono la pensione. Pagata da chi, non si sa. Perché figli non ne hanno fatti. Ma il problema, a ben guardare, non è una generazione. È una civiltà che ha deciso di abolire il dovere, la fatica e la maturità. La Generazione Zeta non è la malattia. È il sintomo finale.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Illusion X
Illusion X@illusionXcrypto·
$BTC breakout from here and we are gonna send it to 144k many alts already breaking out of their months of downtrend
Illusion X tweet media
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Govind
Govind@Govindtwtt·
We are currently replacing junior developers with AI-generated technical debt that no senior developer will have the patience to fix in 2027.
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oldgoodrebel ❤🧠🏴‍☠️misantropo politico
@heyjude_90 in realtà no. Perché abbiamo assunto 2 ragazzi di 25 anni e uno di 19 anni non italiani che in meno di 15 giorni si sono distinti per capacità, hanno già occupato i posti di coordinamento che i nostri non volevano perché stressanti, e adesso gli stanno facendo il culo (1)
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Mago Merlino
Mago Merlino@heyjude_90·
STIAMO VINCENDO
Mago Merlino tweet media
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Crypto Roaster⚡️ retweetledi
Kiaran Ritchie
Kiaran Ritchie@kiaran_ritchie·
I don't see how Anthropic, OpenAI or any of the model providers have any hope of defending their moats. And consequently, I think they're going to get wiped out. Right now, in early 2026 they have a meaningful advantage in terms of model capability. But far cheaper and open source models are not far behind. How long can they maintain a meaningful advantage? For the vast majority of use cases, we don't actually need much higher intelligence. It doesn't take 140 IQ to automate Turbotax or powerpoint. Eventually we will be saturated in cheap, local models that are "good enough". Of course some scientific labs and frontier research will always want the latest and greatest. But that market is orders of magnitude smaller than these company valuations can justify. What am I missing?
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Paolo Ardoino 🤖
Paolo Ardoino 🤖@paoloardoino·
Most of AI today is a trade longing efficiency and shorting freedom.
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Kyros
Kyros@IamKyros69·
Ben Affleck understands Al more than most people realize
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Shraddha Bharuka
Shraddha Bharuka@BharukaShraddha·
Most engineers start learning System Design too late. By the time interviews come… they realize it’s not just about coding anymore. It’s about how systems actually scale. This GitHub repo (33k+ ⭐) covers the fundamentals most engineers miss: Link: github.com/ashishps1/awes… Inside you’ll find: • core system design concepts • networking, APIs, and scalability basics • databases, caching, and performance • distributed systems & microservices • architecture patterns and trade-offs • 40+ real system design problems with solutions It’s the kind of resource that helps you: • understand how large-scale systems work • prepare for real system design interviews • think like a software architect If you’re a developer, this is worth bookmarking. Learn it. Study it. Build better systems. #SystemDesign #SoftwareEngineering #Backend #TechInterviews #Developers
Shraddha Bharuka tweet media
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trash
trash@trashh_dev·
how do you say in corporate “your code sucks”
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