Brancaforte Marcella

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@BMarcella63

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Gianluca Martino
Gianluca Martino@gianlucamart1·
"Oggi c'è una bellissima luna piena, e quella gli israeliani non possono togliercela. Ci avranno pensato, ne sono sicuro. Se potessero, la ridurrebbero in macerie solo per toglierci il piacere di guardarla" dice Hassan. Tratto dal libro "Il popolo meraviglioso" scritto da Raffaele Oriani @rafforiani e Alhassan Selmi con disegni (splendidi) di Marcella Brancaforte edito da @peoplepubit Racconta storie di persone meravigliose in tempi di genocidio. Tra queste emerge la figura straordinaria dello stesso coautore del libro, Hassan Selmi, giornalista e tanto altro. Durante un collegamento video si sentono colpi di mitragliatrice, la fame attanaglia Gaza, Raffaele e Marcella sono preoccupati, notano uno spaventoso peggioramento delle condizioni di salute di Hassan, "gli zigomi sempre più sporgenti e le orbite incavate". Così li rassicura Hassan: "Non preoccupatevi per me. Se non fossi palestinese, vorrei essere palestinese". Lezioni di umanità da un popolo soggiogato dall'esercito più immorale della storia. Episodi di banalità del male livello pro, come quello raccontato dal chirurgo greco Christos Georgalis, volontario all'ospedale Nasser occupato dai militari dell'IDF che nella loro furia devastatrice si imbattono in una macchina per la risonanza magnetica che, nonostante i colpi assestati, non vuol saperne di smettere di funzionare. Fanno arrivare da Israele un ingegnere specializzato, in modo da metterla definitivamente fuori uso, senza possibilità di recuperarla. Quando ero adolescente, mio padre aveva un modo tutto suo di consigliarmi un libro da leggere: rovistava nelle sue librerie, sceglieva con cura un libro, poi, senza dire nulla, andava nella mia camera da letto e lo poggiava sul comodino. Faceva così anche con le mie sorelle. Ho appena finito di leggere questo libro, è troppo presto per riporlo in libreria, andrò a poggiarlo sul comodino di mio figlio.
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Shay
Shay@OfficineXShay·
IL POPOLO meraviglioso Il nuovo libro di Raffaele Oriani @rafforiani e Al Hassan Selmi @AlhassanSelmi, illustrazioni di Marcella Brancoforte @BMarcella63 Pre-order 👇🏻 peoplepub.it/pagina-prodott… "Gennaio 2025. Sono i giorni del sumud palestinese: a seguito del cessate il fuoco, Alhassan "Hassan" Selmi, eroico reporter della Striscia, è tra le migliaia di persone che stanno marciando verso nord, verso case probabilmente distrutte. Nonostante il dramma, è una folla gioiosa, piena di speranza. Nasceva allora Hassan e il genocidio, un diario dell'assedio in cui le parole di Hassan si univano a quelle di Raffaele Oriani, giornalista che da tempo denuncia la scorta mediatica dello sterminio, e ai disegni di Marcella Brancaforte, artista e ora attivista. Trascorrono i mesi, la tregua si rompe. I palestinesi tornano a essere sottoposti a infinite modalità di morte. Nessuno fa nulla. Parte un nuovo esodo, stavolta verso sud. È un corteo funebre. Eppure, il popolo meraviglioso resiste ancora. Le parole sono la sua arma, ma non sono parole d'odio. II racconto e le immagini dalla Striscia - che qui torniamo a raccogliere - trasmettono il senso di responsabilità per le vite che rimangono, per la propria eredità da tramandare"
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Presa Diretta
Presa Diretta@Presa_Diretta·
Richard Sanders, di Al Jazeera, ha analizzato migliaia di video postati dai militari israeliani. “Distruggono proprietà più che combattere. Ci sono immagini di detenuti palestinesi seminudi, bendati, umiliati e talvolta abusati fisicamente”. #PresaDiretta
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InsideOver
InsideOver@insideoverita·
“È del tutto inaccettabile quello che sta accadendo: una vera e propria mattanza di giornalisti” afferma @rafforiani, giornalista per dodici anni a Repubblica e autore del libro “Hassan e il genocidio” insieme al giornalista palestinese @alhassan_selmi e all’illustratrice @BMarcella63. Lunedì 25 agosto, Israele ha bombardato con due attacchi consecutivi l’ospedale Nasser di Khan Yunis, a Gaza, uccidendo 20 persone tra cui cinque giornalisti che lavoravano per Reuters, Associated Press, Al Jazeera e per Quds Network. Solo quindici giorni prima, la notte del 10 agosto, Israele ha ucciso il reporter di Al Jazeera Anas al-Sharif, insieme ad altri cinque colleghi in un attentato mirato contro la tenda dei giornalisti. I giornalisti uccisi a Gaza superano ormai quota 240, un numero nettamente superiore a quello registrato nei conflitti in Ucraina e in Bosnia. “Basti pensare”, dice Oriani, “che nella guerra in Ucraina, quasi contemporanea, in tre anni i giornalisti caduti sono stati 19 e nella sanguinosissima guerra di Bosnia caddero 32 colleghi. Qui, invece, parliamo di oltre 200 colleghi: un massacro rispetto al quale il giornalismo internazionale non reagisce in maniera adeguata” E ancora: “Non si tratta più soltanto di fare cronaca o riportare notizie: si tratta di prendere posizioni nette e ultimative, di imporre all’esercito israeliano il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e la salvaguardia della vita e del lavoro dei giornalisti”, continua Oriani. L’Ordine nazionale dei giornalisti italiani ha lanciato la raccolta fondi “Siamo la voce per Gaza”, per sostenere chi continua a raccontare in condizioni estreme. “Ma questo non basta”, dice Oriani, “servono le testate, serve un’unica voce del grande mainstream occidentale che imponga a Israele di rispettare la vita dei giornalisti, l’immunità degli ospedali, la protezione dei civili e, soprattutto, che chieda con forza di mettere fine a questo genocidio.” #gazagenoci̇de #journalistsarenotatarget #israel
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raffaele oriani
raffaele oriani@rafforiani·
La ferocia di pagina 8. Ieri massacri spaventosi a Gaza, morte dappertutto, decine di bambini fatti a pezzi. Sono tutti nella pecetta gialla a sx. Tutti lì, a pagina 8 di questo quotidiano grottesco. Ormai @Corriere è sinonimo del silenzio che accompagna il g3n0cidi0.
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raffaele oriani
raffaele oriani@rafforiani·
Oggi alle 20.30 due giovani giornalisti palestinesi raccontano su Rai3 la vita e la morte di Gaza. Hassan è coautore di "Hassan e il genocidio". Da 19 mesi rischia la vita per inseguire massacri. Non perdiamoci quest'appuntamento con l'nformazione dalla parte delle vittime.
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Presa Diretta@Presa_Diretta

Nel prossimo Aspettando #PresaDiretta vi mostreremo una straordinaria testimonianza dall'interno di #Gaza, attraverso due giovani palestinesi, Fatena e Hassan. È il nostro modo di ricordare #PapaFrancesco e le sue ultime parole: “Cessate il fuoco”. 📌 DOMENICA alle 20.30 #Rai3

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Dimi Reider | dimireider.substack.com
🚨🚨🚨🚨🚨BREAKING: No Other Land's Oscar-winning co-director Hamdan Ballal attacked and wounded by settlers in South Mt Hebron - - - - and then arrested/abducted by soldiers from within the ambulance taking him to hospital. His condition and whereabouts are currently unknown.
שיחה מקומית@mekomit

עכשיו: הבמאי זוכה האוסקר והעיתונאי חמדאן בלאל הותקף על ידי מתנחלים בדרום הר חברון ונפצע בראשו ובטנו. בעודו מפונה הוא נלקח מתוך האמבולנס ונעצר על ידי הצבא. פנייתנו לצבא בבקשה לתגובה ועדכון על מיקומו ומצבו לא נענתה

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raffaele oriani
raffaele oriani@rafforiani·
Grazie a Pippo @civati e People Editore che mi hanno permesso di mettere in fila i pensieri. C'è stato uno sterminio, i nostri media l'hanno camuffato da guerra. Ma i nostri media siamo noi. Tutto deve cambiare.
People@peoplepubit

Nuova uscita sul nostro sito GAZA, LA SCORTA MEDIATICA di @rafforiani Acquistalo su peoplepub.it/pagina-prodott… Il 7 ottobre segna l’inizio del nostro nuovo presente. Quel giorno, un orrendo massacro sconvolge Israele; da quel giorno, la vendetta israeliana fa strage di palestinesi.

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Osama Abu Rabee أسامة أبوربيع
520 bodies have been recovered following the ceasefire in Gaza, while 14,000 people remain trapped under the rubble of homes. We urge everyone to raise their voices and demand the entry of heavy equipment into the Strip.
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Rula Jebreal
Rula Jebreal@rulajebreal·
Due noti storici israeliani denunciano, nel quotidiano israeliano Haaretz: “Non esistono due genocidi uguali. Non esiste una definizione univoca di genocidio…Tuttavia, a Gaza non c'è Auschwitz. Ma è comunque un genocidio.” archive.ph/2025.01.30-225…
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raffaele oriani
raffaele oriani@rafforiani·
I nostri media fanno la scorta mediatica alle bombe, noi proviamo a fare da scorta mediatica a un giornalista che non sa se sarà vivo domani. Si chiama Hassan Selmi, studia, lavora, spera di sopravvivere e dice: “Comunque vada, non saremo mai morti”. Se potete, condividete. 8/8
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raffaele oriani
raffaele oriani@rafforiani·
Il diario di Marcella e Hassan è diventato la mostra “Be My Voice” e sta girando l'Italia. Hassan è un ostaggio, uno dei 2 milioni di ostaggi dell'assedio di ISR. Ma quando può, partecipa ai vernissage: si dimentica di avere fame e freddo e racconta, racconta, racconta 3/
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raffaele oriani
raffaele oriani@rafforiani·
HASSAN e MARCELLA A Gaza i giornalisti sono un target. Come i medici, gli infermieri, i professori, i poliziotti, i bambini. Ma io sono giornalista, e sono in contatto con un collega. Si chiama Hassan Selmi, è rifugiato a Khan Younis e lavora per agenzie di stampa e tv. 1/8
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European Commission
European Commission@EU_Commission·
We stand by the Palestinian people in Gaza and elsewhere in the region. Today, and taking into account the action taken by the @UN and the commitments required, we've decided to proceed with paying €50 million to @UNRWA and increase emergency support to Palestinians by €68 million in 2024. We remain fully committed to addressing the humanitarian plight of the Palestinian people. Press release: europa.eu/!n8N6m7
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