Celeste Vichi

408 posts

Celeste Vichi banner
Celeste Vichi

Celeste Vichi

@CVichi3073

Katılım Ekim 2023
107 Takip Edilen24 Takipçiler
Celeste Vichi retweetledi
Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻 Candelara Oggi È FINITA LA BUGIA DELLA FLOTILLA DI HAMÁS All'arrivo in Spagna, hanno iniziato a distruggere tutto e la polizia ha dovuto intervenire con forza, mille volte peggio della polizia di Ben Gvir. Il problema non è Israele, ma questi pro-Hamás! Nessuno si indigna ora con la polizia spagnola!
Italiano
32
106
248
2.5K
Celeste Vichi retweetledi
Nicola Porro
Nicola Porro@NicolaPorro·
Ma siamo matti? Pure l’aereo pagato volevano?? 👇 Flotilla senza vergogna: frignano perché l’aereo non lo paga lo Stato nicolaporro.it/flotilla-senza…
Italiano
799
269
1.3K
36.3K
Celeste Vichi retweetledi
inOltre
inOltre@in_oltre·
Condannare Ben-Gvir non significa assolvere la Flotilla. Le immagini vergognose del ministro israeliano non cancellano la natura politica di un’operazione che si presenta come umanitaria, ma parla il linguaggio dell’odio contro Israele e contro l’Occidente. Marco Taradash su InOltre. Il link nel primo commento
inOltre tweet media
Italiano
16
27
85
1.3K
Celeste Vichi retweetledi
Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻 Roberto Damico Mentre il dibattito politico ruota attorno allo “scandalo” che ha seguito “l’impresa” della Sumud Flotilla – e i partecipanti alla gita, freschi e azzimati, raccontano del loro arresto come fossero reduci dal Vietnam, con lo stesso pathos con cui un ex prigioniero avrebbe raccontato la prigionia per mano dei vietcong – e mentre Elly Schlein dedica interventi su interventi a Israele (sempre e solo per condannarlo), e continua a non mettere piede a Kyiv, dopo aver evitato di incontrare Volodymyr Zelensky quando era a Roma, io credo che dovremmo essere tutto preoccupati. Perché il fulcro della campagna elettorale è questo. Ed è davanti agli occhi di tutti. Questa è una campagna elettorale in cui una parte della politica sente di aver vinto il referendum sulla giustizia grazie alla “Generazione Gaza”. Credono che sia stato il voto dei giovani, mobilitati dalla causa palestinese, a far pendere la bilancia. E ora cercano in ogni modo di ripetere il miracolo. Vogliono portare milioni di giovani a votare contro Giorgia Meloni, nel 2027, con un’unica parola d’ordine: “Meloni è collusa con Netanyahu”.“Meloni è complice del genio-ciccio”.“Meloni è dalla parte dei cattivi”. Non importa che non ci sia alcun genio-ciccio a Gaza. Non importa che Israele si sia difeso dopo il massacro del 7 ottobre. Non importa che Meloni abbia semplicemente mantenuto una posizione di equilibrio, sostenendo il diritto di Israele a esistere e difendersi, ma chiedendo anche rispetto del diritto umanitario. Non importa. L’accusa è lanciata. E l’accusa è morale, non politica: non si dice “Meloni ha sbagliato la politica estera”, si dice “Meloni è cattiva”. Questo mostra e testimonia un decadimento totale del dibattito politico. Una perdita totale dei contenuti – non si discute più di economia, di lavoro, di sanità, di istruzione, di energia, di Europa. Si discute di chi è più puro, di chi è più “dalla parte giusta”, di chi condanna più forte Israele. È una riduzione della politica a campagna moralista, in cui l’accusa principale a Meloni è quella di non essere moralmente pura. Non di avere torto su un tema specifico. Di essere “complice”. Di essere “fascista”. Di essere “genocida”. Parole pesanti, usate con leggerezza, che impediscono qualsiasi confronto razionale. È una guerra giocata sul moralismo piccolo borghese. Quello che non ha prospettive realmente politiche ma si limita a giudicare. A condannare. A ergersi a tribunale della storia. Si fanno letteralmente i processi in piazza: si bruciano le effigie di Meloni, si urlano slogan contro di lei. Non è certo un segno di buona salute per la nostra democrazia. Una democrazia sana ha bisogno di opposizione – certo – ma di un’opposizione che propone, che critica con argomenti, che entra nel merito delle scelte. Non di un’opposizione che trasforma il dibattito politico in una crociata morale, che fa della delegittimazione personale l’unico strumento, che cerca di vincere non convincendo ma distruggendo l’avversario. E il punto più inquietante è che questa strategia – per ora – funziona. I giovani si mobilitano. La “Generazione Gaza” esiste. Non sarà maggioranza, ma è rumorosa, visibile, determinata. E in una democrazia sempre più influenzata dai social, dai like, dalle condivisioni, il rumore conta quanto i voti, a volte di più. Dovremmo essere preoccupati. Perché una democrazia che scambia la politica per un tribunale morale, e le elezioni per un referendum sull’essere “dalla parte giusta”, è una democrazia malata. E non è chiaro se abbia le medicine per guarire.
Bartolomeo Mitraglia tweet mediaBartolomeo Mitraglia tweet media
Italiano
11
57
163
3.4K
Celeste Vichi retweetledi
Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Sono d’accordo con Lion al 100% #Israele 🇮🇱 #Gaza Gli ebrei indignati dal filmato del Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben Gvir si dimenticano i fatti. Ve li ricordo io: Questi “attivisti” dalla Flottiglia Globale Sumud sono tra le persone che il 7 ottobre hanno gioito, festeggiato e appoggiato il genocidio nel sud d’Israele, gioivano mentre cittadini indifesi e disarmati venivano massacrati, donne stuprate, bambini decapitati, neonati e intere famiglie bruciati vivi! Sono sempre tra coloro che dal giorno dopo hanno già accusato Israele di commettere un genocidio nella Striscia di Gaza, una calunnia nata dalle menzogne dell’organizzazione terroristica di Hamas quando i combattimenti non erano nemmeno iniziati, sono tra coloro che diffondono l’antisemitismo nelle piazze, sui social, nelle università, perfino nei Parlamenti, laddove vengono invitati dalla sinistra. Chi ha pena e pietà per questi aguzzini non si lamenti quando qualcuno si lancia con l’auto contro i civili inermi, perché è la conseguenza delle loro azioni! @LionUdler t.me/LionUdler
Bartolomeo Mitraglia tweet media
Italiano
45
78
262
4.5K
Celeste Vichi retweetledi
Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
@LordWiesenthal Cerchiamo di essere utili e ordinati. Mi è capitato, e alcuni dei miei lettori erano anche presenti, di discutere in una live su TikTok riguardo alla notizia degli ultimi giorni, dove il procuratore capo della CPI, Khan, ha spiegato che, allo stato attuale, non esistono elementi sufficienti per configurare giuridicamente un genocidio da parte di Israele, e che prendere una decisione del genere solamente perché lo richiede l’opinione pubblica sarebbe irresponsabile. I propal, come al solito, non sapendo rispondere, mi hanno accusato di non aver capito niente. Così ho fatto una ricerca, e proverò a spiegarlo nel modo più semplice possibile. Ragioniamo. Il termine genocidio viene sancito dalla Convenzione ONU del 1948 e si basa su due principi fondamentali: l’atto materiale e il dolus specialis, ovvero l’intenzione. E fino a qui non ci piove. L’atto materiale deve basarsi su comportamenti che possono rientrare nella definizione di genocidio, come uccisioni di massa, condizioni di vita insostenibili, impedimento delle nascite o trasferimento forzato di bambini. Ciononostante, tutto questo non basta per determinare un genocidio. Questo significa che, qualora venissero soddisfatti alcuni di questi requisiti, anche in quel caso non sarebbero automaticamente sufficienti per poter condannare Israele per genocidio. Non basta quindi fare una guerra brutale; bombardare male; avere moltissimi morti civili; usare forza sproporzionata; commettere perfino crimini di guerra. Invito anche il più ignorante dei lettori a rispondere a queste domande: Israele ha fatto una guerra brutale? Israele ha bombardato male? Ci sono moltissime morti civili? Israele ha usato forza sproporzionata? Ripeto: anche se riusciste a rispondere “sì” a tutte queste domande, e so che molti di voi credono di poterlo fare, anche in quel caso non sarebbe sufficiente, da un punto di vista giuridico, per descrivere automaticamente un genocidio. E voglio perfino mettermi dalla parte dei propal e rispondere per loro: forse l’uso sproporzionato della forza potrebbe essere uno degli elementi da discutere. Ma anche lì si potrebbe parlare per ore, perché qualcuno poi dovrebbe spiegarmi quale dovrebbe essere la proporzione corretta nella risposta a un massacro come quello del 7 ottobre. Quindi resta da analizzare il dolo, ovvero se Israele abbia intenzione di eliminare completamente o parzialmente un popolo in quanto popolo. Non esiste nessuna dichiarazione ufficiale, nessuna conferenza, nessun documento o audio trapelato che dimostri in maniera inequivocabile che Israele abbia come obiettivo l’eliminazione completa del popolo palestinese. Al contrario, Israele ha dichiarato tantissime volte, e ripetuto in ogni occasione, che l’obiettivo della guerra è eliminare Hamas. E sia chiaro: qui non si parla di sensazioni, percezioni o sensibilità personali. Se qualcuno crede che le intenzioni di Israele siano sterminare il popolo palestinese, può essere una sua idea o convinzione politica, ma ad oggi non è un fatto giuridico riconosciuto. E poi mi chiedo: per quale motivo Israele dovrebbe voler cancellare un popolo? Perché lanciano missili da decenni? Perché compiono attentati terroristici? Perché, anziché utilizzare parte dei fondi internazionali per ricostruire infrastrutture civili, Hamas ha investito enormi risorse in armamenti e tunnel? Perché sono state trovate infrastrutture militari sotto ospedali, scuole e aree civili? Fino ad oggi, chi ha dichiarato apertamente di voler distruggere Israele lo ha fatto senza nascondersi. Organizzazioni come Hamas, Hezbollah, gli Houthi e il regime iraniano hanno utilizzato per anni una retorica apertamente eliminazionista nei confronti dello Stato israeliano. L’Iran arrivò perfino a installare a Teheran un orologio simbolico che indicava il tempo rimanente alla “distruzione di Israele”. Ed è proprio questa la famosa intenzionalità. Allora perché Israele viene accusato da mezzo mondo, non da una sentenza definitiva dell’ONU, della CPI o della Corte Internazionale di Giustizia, ma da un esercito di indignati online, di genocidio, mentre raramente viene evidenziata l’intenzionalità dichiarata di chi sostiene apertamente la distruzione dello Stato ebraico? E perché, se nessun organo internazionale ha ancora condannato Israele per genocidio, questa parola viene comunque utilizzata ovunque come fosse già un fatto accertato? Perché compare in tutti i cortei e manifestazioni? Perché viene utilizzata una parola così importante, e giuridicamente pesante, come uno slogan? Perché nessuno sembra più preoccuparsi del significato reale delle parole? E perché, se domani Khan dichiarasse che ci sono prove sufficienti per parlare di genocidio, moltissimi gli crederebbero immediatamente, mentre oggi le sue posizioni vengono ignorate perché non confermano la narrativa desiderata? È possibile che chi vi ha raccontato il conflitto israelo-palestinese abbia utilizzato la parola genocidio soprattutto per provocare una reazione emotiva? È possibile che questa parola venga usata non come definizione giuridica, ma come arma narrativa?
Italiano
3
7
13
271
Celeste Vichi retweetledi
Visegrád 24
Visegrád 24@visegrad24·
🇩🇰 Danish police have dispersed an illegal blockade of the Maersk headquarters set up by pro-Hamas and anti-Israel radicals in Copenhagen.
English
256
409
4.6K
210.7K
Celeste Vichi retweetledi
Hillel Neuer
Hillel Neuer@HillelNeuer·
@FranceskAlbs @dietrolapolitic @Arturo_Scotto No, signora Albanese, il governo degli USA può impugnare immediatamente l’ingiunzione preliminare dinanzi alla Corte d’Appello Distretto di Columbia. Le ingiunzioni preliminari sono immediatamente appellabili nei tribunali federali. Forse non lo sapeva, non essendo avvocato.
Italiano
55
241
1.9K
56.6K
Celeste Vichi retweetledi
COGAT
COGAT@cogatonline·
These pictures from today, inside Gaza show 10 trucks we coordinated carrying medicine and medical equipment. ​We reiterate: There is no limit on the amount of medical aid that can enter the Gaza Strip. ​We urge the @UN and international aid agencies to coordinate further shipments of medical supplies to meet the needs of the civilian population.
COGAT tweet mediaCOGAT tweet media
English
8
42
134
9.5K
Celeste Vichi retweetledi
maurizio pieri
maurizio pieri@Zizzi1952·
@BastardChiton Spero che blandire il regime serva unicamente per salvaguardare la vita e gli interessi della minoranza cattolica,ma l'enfasi data all'evento e specie in concomitanza alla violenza della repressione e' eccessiva,il Papa americano aveva tanti modi per dire che non e' trumpiano
Rosignano Marittimo, Tuscany 🇮🇹 Italiano
0
1
2
35
Celeste Vichi retweetledi
Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻 ynet Global La proprietaria di un caffè viennese apre le porte ai fan israeliani dell’Eurovision nonostante le pressioni per il boicottaggio Lisa Wegenstein, proprietaria dell’MQ Kantine, afferma di aver voluto lanciare un messaggio contro i boicottaggi dopo che nessun altro caffè viennese aveva accettato di ospitare la delegazione israeliana e i suoi tifosi all’Eurovision. *** In vista dell’Eurovision 2026 a Vienna, un’iniziativa cittadina ha invitato i caffè locali ad “adottare” delegazioni e tifosi dei paesi partecipanti. Ma mentre la maggior parte dei paesi ha trovato rapidamente locali ospitali per l’iniziativa Eurofan Cafe, Israele è rimasto senza un caffè disposto ad accogliere la sua delegazione. Poi è arrivata Lisa Wegenstein, proprietaria dell’MQ Kantine, un caffè locale di Vienna, che ha deciso di accogliere la delegazione israeliana e i fan israeliani nonostante l’atmosfera tesa che circonda la partecipazione di Israele al concorso. Da allora, il suo caffè è diventato un punto di ritrovo per gli israeliani nel cuore della città — e un piccolo simbolo di coraggio, solidarietà e resistenza contro i boicottaggi. Dettagli completi: bit.ly/4nmJBoA Eurovision Song Contest #ViennaCafe #Eurovision #IsraeliEurovision #MQKantine #LisaWegenstein
Italiano
19
73
311
3.2K
Celeste Vichi retweetledi
Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
LUIGI BERLINGUER (Pd, già ministro) è cugino di BIANCA BERLINGUER (direttrice Tg3) che è moglie di LUIGI MANCONI (senatore Pd) che è cognato di LUCA TELESE (giornalista LA7 passato di recente a Mediaset) che è marito di LAURA BERLINGUER (giornalista Mediaset) che è cugina di SERGIO BERLINGUER (consigliere di Stato) In Italia, quando fai parte della famiglia “giusta” la crisi non ti riguarda… un posto al sole lo trovano sempre per te.
Italiano
272
1.2K
4.1K
92.9K
Celeste Vichi retweetledi
Ambassador Jonathan Peled
Ambassador Jonathan Peled@JonathanPeled·
L'Autorità Palestinese sta rafforzando e istituzionalizzando la sua famigerata politica del "pagamento per uccidere", un sistema concepito per incentivare l'assassinio di israeliani. L'Autorità Palestinese, attraverso i suoi tribunali, ha ora aperto la strada al ripristino dei pagamenti a oltre 1.600 terroristi condannati.
Ambassador Jonathan Peled tweet media
Israel Foreign Ministry@IsraelMFA

The Palestinian Authority is reinforcing and institutionalizing its notorious “pay-for-slay” policy - a system designed to incentivize the murder of Israelis. The PA through its court has now cleared the way to reinstate payments to more than 1,600 convicted terrorists.

Italiano
5
4
6
1.2K
Celeste Vichi retweetledi
Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
#Israele 🇮🇱 #Gaza Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu e il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Saar hanno ordinato di fare causa al 'New York Times' per la pubblicazione di una delle calunnie più orribili e distorte mai fatte contro lo Stato di Israele, il quotidiano ha pubblicato menzogne su abusi sessuali da parte di Israele contro i palestinesi, basandosi su "testimonianze" di sostenitori dell'organizzazione terroristica di Hamas o di organizzazioni che appoggiano Hamas. @LionUdler t.me/LionUdler
Bartolomeo Mitraglia tweet media
Italiano
26
69
216
2.5K
Celeste Vichi retweetledi
Israel Foreign Ministry
Israel Foreign Ministry@IsraelMFA·
Months ago, the Civil Commission approached the New York Times with a report on Hamas’ systematic sexual violence on Oct. 7 and after. The @nytimes said it was not interested. This comprehensive and well-documented report was published this morning by CNN and other international outlets. Aware of the report and its release date, the night before its release the NYT ran a shameful attack on Israel, belittling Hamas’ sexual crimes. That tells you everything about the NYT's agenda.
English
346
1.5K
5.9K
499.3K
Celeste Vichi retweetledi
Ambassador Jonathan Peled
Ambassador Jonathan Peled@JonathanPeled·
Condanno con fermezza gli adesivi antisemiti comparsi a Roma. Non si tratta di semplici provocazioni, ma dell’ennesimo segno della preoccupante crescita dell’odio anti-ebraico in Italia. Di fronte a tutto questo, il silenzio non è un’opzione.
Italiano
124
56
339
7.8K