Daniele Tular

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Daniele Tular

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@DanieleTular

Stray political economist. Fiction, not facts. Are u talking to me?

Brussels, Belgium Katılım Temmuz 2019
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Daniele Tular
Daniele Tular@DanieleTular·
Beware the quiet man. For while others speak, he watches. And while others act, he plans. And when they finally rest…he strikes.
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Nunzio Garofalo
Nunzio Garofalo@Nunzio_Garofalo·
Spero che tutti ma proprio tutti esprimano vera solidarietà a Gaia #Tortora @gaiatortora dopo la squallida uscita di Marco #Travaglio che ha definito la brava giornalista, figlia di Enzo, “Portobella”. Volgare, offensivo ed irrispettoso del compianto galantuomo Enzo Tortora.
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Eyal Yakoby
Eyal Yakoby@EYakoby·
Two weeks ago, Gazan women testified to a system of rape by Hamas to Palestinian women living in tents. Last week, Gazan children testified to being raped by Hamas clerics. This week, a report revealed the extent of sexual violence on Oct. 7th. The NYT hasn’t written a word.
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
Chiamare “Portobella” @gaiatortora e storpiare il nome di @RobertoBurioni trasformandolo in “Burini” credo che abbia fatto toccare a questo direttore fallito, puerile e rancoroso che è @marcotravaglio uno dei punti più ignobilmente bassi del giornalismo italiano
Marco Setaccioli tweet mediaMarco Setaccioli tweet media
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Daniele Tular
Daniele Tular@DanieleTular·
@chiccotesta Ah, il famoso "Salva Alcoa" che ha regalato rendimenti stratosferici ai proprietari di impianti fotovoltaici, in particolare impianti a terra (spesso su terreni agricoli).
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chicco testa
chicco testa@chiccotesta·
La cosa divertente è che il boom delle rinnovabili è avvenuto nel 2010/2011 con governo Berlusconi . Poi 10 anni di stallo ed è ripreso con governo Meloni . Conte 1, Conte 2 non pervenuti.
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Stefamart7 🇺🇦🇨🇦🦉🪶
Ecco cosa era già cambiato nel 1979, ben prima dell'euro o di altro: la produttività totale dei fattori raggiunse il suo apice e non salì più, nemmeno con la liretta. Perché il trucco sporco di svalutare la moneta funziona solo per un po' di tempo.
Stefamart7 🇺🇦🇨🇦🦉🪶 tweet media
David@depaolisdavid_

@Stefanoeltorito @GabrieleGuzzi Immagina rispondere “eh sì vabbè ma cambiarono molte cose”

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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Bisogna ricordare che questo è un dato parziale. Considerando gli altri bonus edilizi (Facciate, ristrutturazione, ecobonus) esplosi con la cessione del credito introdotta dal “decreto Superbonus”, il totale ammonta a 237 miliardi di euro.
Marco Simoni@marcosimoni_

Leggo sul Sole24Ore che il Superbonus è costato 174 miliardi di euro. Chatgpt stima che mettere condizionatori d'aria dopo aver ridipinto bene tutte le classi di scuola d'Italia sarebbe costato 3.5 miliardi, 5 a esagerare A quelli che difendono il superbonus non so che dire.

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Roberto Giuffrè
Roberto Giuffrè@RobertoGiuffre·
@marcosimoni_ E tu credi al Sole24Ore un giornale con un buco di €50 milioni che pretende di insegnare la buona economia? Il superbonus non è debito pubblico, lo aveva già detto il dr. Colombo dell'ISTAT che rientra negli "other accounts". Gli sconti fiscali non generano debito.
Roberto Giuffrè tweet media
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Marco Simoni
Marco Simoni@marcosimoni_·
Leggo sul Sole24Ore che il Superbonus è costato 174 miliardi di euro. Chatgpt stima che mettere condizionatori d'aria dopo aver ridipinto bene tutte le classi di scuola d'Italia sarebbe costato 3.5 miliardi, 5 a esagerare A quelli che difendono il superbonus non so che dire.
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Hillel Neuer
Hillel Neuer@HillelNeuer·
Remember: The New York Times devoted a long, admiring profile to this rape denier, portraying her as “fearless.” Albanese: “Look, there are different views on what happened on October 7th... There were fabrications, like the mass rape and other horror stories.”
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Marcos Agustín
Marcos Agustín@marcosagusstinn·
Italy economy was not destroyed by the euro. Before the euro, Italy could hide weak competitiveness through repeated lira devaluations. Since the 1980s, Italy has gradually fallen behind its main European peers in productivity growth. The IMF describes Italy as having suffered from sluggish productivity growth for nearly three decades. After the euro, that currency-devaluation escape valve disappeared. From that point, Italy had to compete through: → Higher productivity — stagnant for nearly three decades → Meritocratic and more competitive firms — Italy remains dominated by very small firms, many passed from parents to children or through insider networks, weakening professional management, meritocracy and scale. → Stronger R&D and innovation — Italy has a smaller VC market, weaker startup ecosystem and lower innovation intensity than Europe’s leading economies → Better technology adoption — one of Italy’s biggest weaknesses is the very slow adoption of new technologies by firms → Lower bureaucracy and stronger institutions — Italy remains held back by excessive administrative complexity, slow justice, powerful lobby networks and the persistent influence of organised crime in parts of the economy → A more sustainable state — high public debt, persistent fiscal deficits, demographic decline and rising pension pressures limit Italy’s ability to invest in growth The euro did not sink Italy. It removed the ability to hide stagnation behind currency devaluation.
Marcos Agustín tweet media
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻 Sergio Perotta Quindi ricapitolando: la CGIL si mobilita per boicottare la israeliana Teva e quando quest’ultima perde il 40% del fatturato in Italia, la stessa CGIL fa i comunicati per denunciare il rischio occupazionale.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Giuseppe Zollino
Giuseppe Zollino@GiZollino·
Caro @CottarelliCPI, peccato che su questo lei parli davvero senza sapere, abboccando, come qualche grande firma del giornalismo italiano in questo giorni, alla narrazione oramai imbarazzante di associazioni confindustriali che fingono di non capire quanto segue, per poter allungare il più possibile il business a zero rischi del solare ed eolico installato a casaccio e remunerato comunque, anche quando non serve... Quegli impianti della cui mancata installazione si duole @sole24ore in uno dei tanti articoli a supporto del business di cui sopra, non è affatto detto che servano ad altri, oltre a chi li installa. Anzi... Qui sotto puó vedere il prezzo di zona oggi al Sud (grazie @ominodellaluce). Lei è un economista di pregio: lo sa, vero che prezzo zero per 8,5 ora significa che al Sud, oggi, un martedì, si produce più energia elettrica solare ed eolica di quanta se ne consumi? E allora sappia -questo glielo svelo io- che, se aggiungiamo un solo pannello solare in Puglia, esso in una giornata feriale di maggio, soleggiata e ventosa, produrrà energia esattamente nelle stesse ore di quelli già installati. E quell'energia verrebbe remunerata comunque 60 €/MWh (in un'apposita componente della bolletta, mentre in borsa apparentemente il prezzo continua ad essere zero) e buttata via (tagliata si dice, più elegantemente), senza sostituire una sola molecola di gas. A meno che non installassimo batterie che si aggiungerebbero ai costi in bolletta (e di nuovo non comparirebbero in borsa) e porterebbero il prezzo dell'energia restituita dalle batterie la sera a non meno di 180 €/MWh. Non è banale calcolarlo, ma nemmeno trascendentale... e certamente alla portata di tutti gli operatori grandi e piccoli aderenti a @Confindustria. E sarebbe l'ora che iniziassero a raccontare come stanno le cose e ad investire su ciò che serve davvero. Prendendo qualche rischio! Venerdì a Bassano del Grappa avremo modo di discuterne 😉
Giuseppe Zollino tweet media
Carlo Cottarelli@CottarelliCPI

Secondo il Sole 24Ore ci sono al momento 4000 impianti di rinnovabili bloccati dalla burocrazia (700 solo in Puglia). Demenziale.

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Critica Climatica Alias Fortunato Nardelli
La Spagna aveva il settore solare in più rapida crescita in Europa. Una legge sui sussidi del 2007 garantiva enormi pagamenti fissi per l'elettricità solare, e gli investitori vi si riversarono a frotte. Poi l'economia è crollata, e il governo non poteva più permettersi i sussidi. Tra il 2010 e il 2012, la Spagna ha retroattivamente tagliato i sussidi che aveva già promesso. Migliaia di operatori solari sono falliti, con oltre 62.000 investitori colpiti. Le banche hanno messo in perdita 30 miliardi di dollari. E gli investitori internazionali hanno citato in giudizio la Spagna in oltre 40 casi di arbitrato. In tutto il paese, impianti solari mezzi costruiti e abbandonati giacciono inattivi. Infrastrutture fantasma di una politica fallita. La Spagna ha cercato di spingere un boom solare con i sussidi. Invece, ha prodotto una delle più grandi bancarotte rinnovabili al mondo. Qualcuno lo vuol dire a Bonelli &Co?
Critica Climatica Alias Fortunato Nardelli tweet media
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Stefano Esposito
Stefano Esposito@esposito18669·
il 19 maggio 2017, @SimonaVicari era sottosegretaria. Quel giorno ricevette un avviso di garanzia per un Rolex che — il Tribunale di Trapani lo ha scritto nero su bianco il 29 aprile 2026 — era semplicemente un regalo di Natale. Il fatto non sussiste. Assoluzione con formula piena. Ricordo la sentenza di @luigidimaio “Se Lupi si è dimesso per un Rolex senza essere indagato, lei che è indagata deve farsi da parte.” Fu condannata su tutti I giornali e tv, vita distrutta, carriera distrutta. 9 anni. E nessuno pagherà, come al solito.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
✍🏻Roberto Riccardi Sgomberi e sfratti: il tempo dell'indulgenza è finito. È un atto di fede affittare un appartamento in Italia. Non in Dio, nello Stato. E lo Stato, puntualmente, tradisce. Anni di procedure per rientrare in possesso di un bene proprio. Anni in cui l'occupante abusivo cambia la serratura, si installa, resiste, ricorre, impugna. Anni in cui il proprietario continua a pagare tasse e mutuo su un immobile di cui non dispone. Chi ha vissuto questa esperienza non affitta più. Chi ne ha sentito parlare nemmeno. Ma c'è qualcosa di peggio dell'inerzia. C'è chi l'occupazione la pratica, la rivendica e la teorizza dalle istituzioni. Ilaria Salis, europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra, ha occupato abusivamente almeno due alloggi popolari ALER a Milano, accumulando un debito di circa 90.000 euro mai saldato. Ma non basta. Dal Parlamento europeo ha proposto di depenalizzare le occupazioni, bloccare gli sfratti, requisire gli immobili dei grandi proprietari. Chi viola la legge scrive le leggi. A Roma, nel III Municipio, l'assessore al Diritto all'abitare si chiama Luca Blasi, pure lui esponente AVS. Occupa abusivamente da quindici anni un immobile di proprietà dell'INPS. Non si è dimesso. Ha fatto di meglio: dal suo ufficio ha inoltrato richiesta formale all'INPS per ottenere la sanatoria di diverse unità immobiliari occupate. Fra cui la propria. L'assessore alla casa che occupa una casa. Nella scorsa legislatura il senatore grillino Emanuele Dessì viveva in una casa popolare nel centro storico di Frascati, destinata a chi non arriva a fine mese. Sette euro al mese di canone, reddito da parlamentare di oltre centomila euro l'anno. Lo stesso Dessì che in Senato promuoveva l'emendamento per impedire ai proprietari di sfrattare gli inquilini morosi. Tre casi. Tre livelli istituzionali. Un'unica cultura di sinistra: quella che ha trasformato l'illegalità abitativa in battaglia sociale e il diritto di proprietà in colpa da espiare. Ed è questa cultura ad aver devastato il mercato degli affitti italiani. Il meccanismo è elementare. Il proprietario che non ha certezza di recuperare il proprio bene non affitta. Se non affitta, l'offerta si contrae. Se l'offerta si contrae, i canoni salgono. Nel 2025 gli affitti sono cresciuti del 7-8 per cento su base annua, con picchi nelle grandi città. Chi ha prodotto questa emergenza? Chi ha protetto gli occupanti spacciando l'illegalità per solidarietà. Confedilizia lo sintetizza con una formula che meriterebbe di diventare assioma: l'obiettivo non è avere più sfratti, è avere più affitti. I numeri raccontano il disastro meglio di qualunque analisi. Nel 2024, ottantunomila richieste di esecuzione di uno sfratto. Ne sono stati eseguiti ventunomila. Con la forza pubblica, perché altrimenti nessuno se ne va. In tre casi su quattro la causa è la morosità: non si paga, non si esce, il proprietario aspetta. Ma il dato che andrebbe scolpito nel marmo è un altro: 22.700 alloggi pubblici occupati illegalmente. Case popolari sottratte ad anziani che tornano dalla spesa e trovano la serratura cambiata, a ricoverati che dall'ospedale scoprono di non avere più una casa. Rubate a famiglie in graduatoria che aspettano rispettando le regole. Ogni abusivo che resta è un onesto che attende. Il governo Meloni ha deciso che basta. Un disegno di legge varato dal Consiglio dei ministri rovescia la logica di decenni: non più il proprietario ostaggio della procedura, ma l'occupante costretto a uscire. Ingiunzione di rilascio in quindici giorni, penale per ogni giorno di ritardo, esecuzione forzata sulla base dell'atto di proprietà senza giudizio preventivo. In qualunque Paese europeo sarebbero norme ordinarie. In Italia suonano rivoluzionarie e questo da solo misura l'abisso di anomalia in cui ci siamo infilati. Le opposizioni, prevedibili come le formiche ad un picnic, hanno reagito urlando al rischio sociale. Perché accelerare gli sfratti senza rafforzare il welfare colpirebbe le famiglie fragili. Argomento suggestivo se non fosse costruito su una falsificazione: il disegno di legge prevede il rinvio dell'esecuzione fino a sei mesi per anziani, disabili gravi e malati terminali. Inoltre, introduce l'obbligo di segnalazione ai servizi sociali. Non è macelleria sociale. Ma il principio resta non negoziabile: la proprietà privata è un diritto costituzionale, articolo 42, non una variabile dipendente dalla sensibilità del giudice di turno. In Italia 2,2 milioni di famiglie vivono in povertà assoluta. L'incidenza è passata dal 3,6 per cento del 2005 all'8,4 di oggi. Cifre che esigono politiche di welfare serie, edilizia popolare, housing sociale. Nessuna di queste, però, autorizza a sacrificare il diritto di proprietà sull'altare di un'emergenza, che decenni di governi di sinistra hanno alimentato con inerzia e complicità ideologica. La risposta alla povertà non è occupare la casa di un altro. È costruirne di nuove, recuperare le 60.000 che marciscono vuote nel patrimonio pubblico, restituire al mercato quelle che i proprietari tengono chiuse per paura. Chi sfonda la porta di una casa non sua compie un reato. Non un atto di resistenza sociale, non un gesto meritevole di comprensione giudiziaria: un reato. E lo Stato che impiega anni per ripristinare la legalità non è uno Stato garantista. È uno Stato complice. Il tempo dell'indulgenza è finito. Per chi ha occupato, per chi ha tollerato, per chi ha teorizzato il diritto all'illegalità in nome della giustizia sociale. Restituire certezza alla proprietà non toglie nulla ai poveri. Toglie alibi a chi sulla pelle dei poveri ha costruito rendite politiche per generazioni.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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Marco Bosisio
Marco Bosisio@mbosisioCPE·
Infatti per colpa della classe politica incompetente abbiamo speso 200 mld in rinnovabili e dopo 20 anni siamo ancora in balia del gas e delle crisi energetiche. Ma continuiamo pure con "il nucleare no perché ci vogliono 15 anni". Che vi mangiassero i cani.
Marco Bosisio tweet media
Antonio Caramia@Antonio_Caramia

@Ruffino_Lorenzo Sei troppo ottimista. Abbiamo una classe politica totalmente incapace ed impreparata. Se pensi che ci sono voluti 55 anni per completare la Salerno ReggioCalabria, non voglio neppure immaginare quanti decenni e quanti miliardi sarebbero necessari per realizzare una centrale.

Robbiate, Lombardia 🇮🇹 Italiano
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
Politici contrari al TAP quando combattevo al Ministero per fare il TAP: tutti i 5S, Meloni, Salvini, Berlusconi, D’Alema, tutta SEL, Emiliano, Bonelli, Fratoianni. Politici contrari al TAP oggi: 0. Una parola di scuse? Non pervenuta. Questa è l’Italia populista. L’abbiamo votata massicciamente. Se oggi non avessimo il TAP saremmo al disastro. Forse è una storia da ricordare.
Jack Prandelli@jackprandelli

🇮🇹🇦🇿 Azerbaijan supplies 16% of Italy's gas. SOCAR just bought 4,500 Italian fuel stations. This is what energy security looks like when Hormuz closes. While the world watches the Strait Italy just rewired its energy architecture northward. The Meloni-Aliyev meeting, what was agreed? First Italian PM visit to Azerbaijan in 13 years. Framed explicitly as a "reliable partnerships" discussion during Middle East instability. → Azerbaijan exported 25 bcm of gas in 2025 7.5 bcm to Italy → Italy: top EU buyer of Azerbaijani gas → TAP cumulative deliveries: 47.5 bcm since startup → TAP covers ~16% of Italy's total gas demand → Both leaders: agreed to push volumes higher via TAP expansion Aliyev: TAP expansion "has already started but must continue" Meloni: Azerbaijani gas has been "decisive for Italy's energy security" and Hormuz makes it more critical still. The infrastructure behind the words The Southern Gas Corridor: Caspian → Azerbaijan → Georgia → Turkey → Greece → Albania → Puglia. TAP annual flows: 9.5 bcm and rising. Recent compressor upgrades: +1.2 bcm/year added capacity. Technical ceiling with full expansion: toward 20 bcm/year. Every bcm that comes through TAP is one bcm that doesn't need to come through Hormuz. The SOCAR downstream move This is where it gets structural. SOCAR Azerbaijan's state oil company just acquired 99.82% of Italiana Petroli (IP): → 10 mt/year refining capacity across 2 Italian refineries → 4,500 service stations across Italy → Aviation fuel, bitumen, logistics assets included → EC approved: February 2026 Gas flows in via TAP. Oil and products flow out via IP's refineries and retail network. SOCAR now has a vertically integrated position inside the EU's 3rd largest economy. Bilateral trade: €10.2 billion in 2025 Italy is Azerbaijan's largest commercial partner. Azerbaijan invested €2.5 billion in Italy. That's an energy alliance formalised by war. The EU wants Russian gas gone. Gulf supply is physically disrupted. The Caspian route via Azerbaijan is the one clean corridor left that avoids both. The Italy-Azerbaijan-SOCAR triangle is the EU's northbound hedge: Caspian gas in via TAP. Azerbaijani oil out via Italian refineries and 4,500 fuel stations. The map of European energy security is being redrawn not in Brussels, but in Baku.

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Daniele Tular
Daniele Tular@DanieleTular·
@settime2588 I bot che cliccano sui banner pubblicitari con IP "mutante" e altri accorgimenti (d'altronde i loro sponsor possono contare su max capacità IT) possono arrivare fino a un certo punto i termi lni finanziari. Si va verso fallimento pilotato, comunque non spariranno
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Daniele Tular
Daniele Tular@DanieleTular·
@gondrano675992 @DeShindig La crescita degli investimenti nel settore abitazioni nel biennio 2021-22, dovuta ai bonus edilizi, ha contribuito rispettivamente ad un quinto della crescita del PIL nel 2021 ed un sesto della stessa crescita nel 2022. Questo dicono i dati ISTAT. "Per gran parte" madeche?
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@gondrano67
@gondrano67@gondrano675992·
@DeShindig Perché la misura è dell estate 2020 e scadeva a dicembre 2021. La crescita del pil 2021/22 è dovuta in gran parte al sb. Dal 2021 l ha prorogato Draghi senza saperlo gestire e dal 2022 dalla sua scolaretta. Infatti il pil dopo il 2022 è crollato nonostante il pnrr
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Costantino De Blasi
Costantino De Blasi@DeShindig·
Casalino 1: Il nostro governo (Conte 2) ha fatto crescere l'economia del 14% (sigh) grazie al superbonus Casalino 2: Il superbonus è stato gestito per quasi tutto il tempo da Draghi e Meloni Ma allora se il superbonus è stato gestito da altri, com'è possibile che il 14% l'abbia fatto il Conte 2?
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