Diego
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The first look at Paapa Essiedu as Severus Snape in HBO’s upcoming #HarryPotter series. Season 1 will release on Christmas 2026. variety.com/2026/tv/news/h…









🚨🪖🇮🇱Buongiorno a tutti. Sono tornati i post social di sdegno per i bombardamenti israeliani su Gaza, gli editoriali dei tuttologi che spiegano che Israele è cattivo, che non vuole la pace, che l’obiettivo nei giorni pari è l’occupazione della Striscia, in quelli dispari il genocidio. È un circolo vizioso da cui, è ormai provato, il nostro dibattito pubblico non riuscirà a uscire. Il fatto che ieri terroristi di Hamas abbiano attaccato e ucciso un soldato israeliano a Rafah non viene scritto. Il fatto che da qui abbia avuto origine la risposta israeliana è un “dettaglio” che non merita spazio sui media. Il fatto che Hamas abbia smembrato il corpo di un cadavere israeliano, tenuto per sé i suoi resti, che abbia inscenato il suo ritrovamento, che abbia tentato di ingannare Israele facendo credere che si trattasse di un nuovo ostaggio, tutto questo non fa notizia. Il fatto che secondo le informazioni di intelligence in possesso di Israele - e visionate dagli Stati Uniti - i terroristi di Hamas abbiano la possibilità di recuperare la stragrande maggioranza dei 13 ostaggi israeliani uccisi ancora presenti a Gaza, ma che decidano di non farlo, si preferisce non dirlo. Il fatto che le violazioni del cessate il fuoco siano quotidiane, che molte di queste non vengano neanche pubblicizzate in Israele - ebbene sì - per tenere in piedi la tregua è un’informazione che si è deciso scientemente di non veicolare. Il fatto che i primi a pagare siano i civili palestinesi, che siano tutti vittime della bestialità di Hamas, è un’ovvietà agli occhi di tutte le persone perbene, ma si è scelto di nasconderla, probabilmente per finalità politiche. Il fatto che Hamas stia approfittando del cessate il fuoco e della possibilità di operare la Linea Gialla non per cercare ostaggi e vittime ma per individuare depositi di armi, ovviamente, a queste latitudini, non fa notizia. È un punto nave amato ma realista. I colloqui tra Israele e Stati Uniti sono in corso. Bibi Netanyahu sta tentando di convincere Trump che non si tratta con i terroristi. Al più si fa in modo che accettino le condizioni che sono loro imposte con la forza. Che non vuol dire necessariamente scegliere di intraprendere una guerra senza fine, no, ma significa far capire a Hamas che ogni provocazione, ogni violazione, presenta non solo un costo altissimo, ma anche la possibilità che Israele torni a combattere in pianta stabile nella Striscia. Senza la leva della pressione militare, gli ostaggi israeliani ancora in vita non sarebbero mai tornati. Lo stesso vale per quelli uccisi. A questo proposito, la principale organizzazione che rappresenta le famiglie degli ostaggi ha esortato nelle ultime ore il governo di Israele, l'amministrazione degli Stati Uniti e i mediatori a non avanzare alla fase successiva dell'accordo fino a quando Hamas non adempirà a tutti i suoi obblighi e restituirà ogni ostaggio a Israele. È una richiesta sacrosanta, legittima. Ma anche questo, in Italia, statene certi, non verrà scritto. Vi terrò aggiornati. Chi apprezza questo Blog lo sostenga. Ci si iscrive qui: steady.page/it/dangelodari… Mentre qui, chi vuole/chi può/chi è già a bordo può effettuare una piccola donazione: paypal.com/donate/?hosted… Grazie a tutti per l’attenzione.






























