Silvana Paruolo

7.8K posts

Silvana Paruolo

Silvana Paruolo

@ParuoloS

Autrice, Consulente, Giornalista, Blogger, Conferenziera - Su twitter o.p.

A Roma dopo 8 anni a Parigi Katılım Aralık 2011
2.4K Takip Edilen750 Takipçiler
Silvana Paruolo
Silvana Paruolo@ParuoloS·
@ilpost Ha fatto bene. Questo ennesimo episodio mostra una totale perdita del senso della realta' e di rispetto del diritto.
Italiano
0
0
0
25
Il Post
Il Post@ilpost·
La Francia ha vietato l’ingresso al ministro israeliano Itamar Ben Gvir dopo il suo video tra gli attivisti della Flottilla ilpost.link/1orTZZ5qIS
Italiano
39
37
265
10.5K
Silvana Paruolo retweetledi
Massimo
Massimo@Rainmaker1973·
A wholesome moment. Mom giving her daughter one of the best experiences. Memories that last forever, not just a day.
English
231
855
8.3K
334.7K
Silvana Paruolo retweetledi
Il Post
Il Post@ilpost·
Unione Europea e Messico hanno firmato un importante accordo commerciale ilpost.link/2E4bKrYYh0
Italiano
3
8
82
4.3K
Silvana Paruolo retweetledi
Giulio Terzi
Giulio Terzi@GiulioTerzi·
The European cars made in China ft.com/content/552901… "Le auto europee prodotte in Cina: i costruttori occidentali sfruttano la sovrapproduzione cinese" è quanto rileva il #FinancialTimes in questa interessante analisi nella quale si evidenza come "i costruttori automobilistici occidentali stanno sfruttando la sovracapacità produttiva della Cina per esportare veicoli a costi inferiori verso i propri mercati". Come spiega il #FT "nei primi anni Settanta, gli operai della Dongfeng (il cui nome significa "Vento dell'Est") importavano camion americani per studiare i primi prototipi di veicoli fuoristrada destinati all'Esercito Popolare di Liberazione. Quasi sessant'anni dopo Stellantis, il gruppo europeo proprietario del marchio Jeep, stringe un'alleanza proprio con Dongfeng per produrre una nuova versione a batteria dell'iconico veicolo utilitario leggero americano, destinata ai consumatori di Cina, Medio Oriente e Sud-Est asiatico." Tale collaborazione rappresenta l'ultimo esempio di una tendenza che sta ridisegnando l'industria automobilistica globale: "le case automobilistiche internazionali, in lotta per la sopravvivenza nel mezzo di una costosa transizione verso l'elettrico, stanno trasformando le fabbriche cinesi – tecnologicamente avanzate ed efficienti in termini di costi – nelle basi manifatturiere per i loro business globali [...] le aziende straniere rappresentano già circa i due quinti delle esportazioni di auto dalla Cina verso l'Europa". Come evidenzia l'articolo "Volkswagen, BMW, Nissan, Hyundai e altri player stanno aumentando le esportazioni dagli stabilimenti cinesi con capacità residua verso i mercati diversi di Europa e Stati Uniti [...] molti esperti avvertono però del rischio di conseguenze devastanti, con le importazioni cinesi che potrebbero cannibalizzare la produzione in Europa e in altri Paesi a costi più elevati, indebolendo la manifattura locale e le catene di fornitura. Marchi come Ford e Opel hanno già avviato trattative con i propri partner per produrre auto di progettazione cinese in stabilimenti europei sottoutilizzati. Sander Tordoir, capo economista presso il Centre for European Reform, afferma che esiste "un rischio reale che quote significative di ingegneria, produzione, innovazione e catene di fornitura del settore automobilistico finiscano per concentrarsi ancora di più in Cina. L'UE deve decidere se è disposta ad affrontare la Cina con una politica commerciale e industriale più severa... che incentivi non solo i produttori cinesi a produrre in Europa, ma anche le proprie multinazionali dell'auto a mantenere la produzione nel Continente. La grave sovracapacità produttiva e i margini ridotti all'osso nel mercato cinese sono i fattori principali che spingono l'export, sia per i produttori nazionali che per quelli stranieri. Un rapporto di Rhodium, commissionato dalla Camera di Commercio statunitense e pubblicato la scorsa settimana, ha evidenziato come il surplus commerciale della Cina nei beni manifatturieri (pari a 2.000 miliardi di dollari) sia stato in parte alimentato da una debole domanda interna coincisa con massicci sussidi in settori chiave come i veicoli elettrici [...] le esportazioni di veicoli passeggeri dalla Cina verso l'Europa sono aumentate del 29% su base annua, raggiungendo le 922.000 unità nel 2025. Una tendenza che ha subito un'ulteriore accelerazione quest'anno: secondo Rhodium, solo nel primo trimestre le esportazioni hanno toccato quota 326.000 unità, registrando un balzo del 72%" Bill Russo, fondatore di Automobility, citato dal #FT aggiunge che "sebbene la svolta esportatrice dei costruttori cinesi sia iniziata come "meccanismo per assorbire la sovracapacità", oggi punta anche ad aumentare la redditività. I consumatori esteri accetteranno prezzi più alti, garantendo margini più elevati rispetto a quelli che il saturo mercato interno può sostenere [...] i marchi stranieri – spesso gestiti come joint venture tra gruppi globali e cinesi – sono giunti a conclusioni simili sul potenziale dell'export dal Paese, oltre che sul soddisfacimento della domanda locale [...] un cambiamento rappresenta un bagno di umiltà per i costruttori europei e asiatici che hanno trascorso decenni a trasferire competenze e tecnologia ai partner delle joint venture cinesi in cambio dell'accesso all'immenso mercato del Paese. Inoltre, mina gli sforzi degli Stati Uniti volti a spingere gli altri Paesi al decoupling (disaccoppiamento) dalle catene di fornitura cinesi. I dirigenti ammettono in privato che la manifattura cinese, in particolare per le auto elettriche e il software, sta diventando sempre più lo standard globale e potrebbe presto sostituire i modelli prodotti altrove". Per i produttori europei, spiega però l'articolo "incrementare le esportazioni dalle loro filiali cinesi è un'arma a doppio taglio, poiché alcuni stabilimenti più vicini a casa operano già al di sotto del 50% della loro capacità a causa di una domanda debole, secondo S&P Global Mobility e S&P Global Ratings [...] una simile mossa sarebbe inoltre altamente sensibile dal punto di vista politico. I leader dell'UE e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno criticato le politiche cinesi orientate all'esportazione perché distorcono i flussi commerciali globali. Sostengono che il presidente cinese Xi Jinping abbia militarizzato la potenza manifatturiera del Paese anziché perseguire riforme interne per stimolare lo stato sociale e i consumi, e che i centri manifatturieri nel resto del mondo ne stiano pagando il prezzo." Dal lato europeo, evidenzia il Financial Times, "la Commissione Europea ha definito a marzo i piani per aumentare gli incentivi legati ai componenti locali. La proposta di legge Industrial Accelerator Act(IAA) stabilirebbe requisiti di produzione "Made in Europe" per accedere ai sussidi governativi. L'iniziativa è fortemente sostenuta da Stellantis e Volkswagen. La legislazione, che deve essere approvata dal Parlamento europeo e dagli Stati membri, limiterà la tecnologia cinese nelle auto e "imporrà un certo grado di rilocalizzazione" di questa produzione in Europa, secondo quanto riferito da un funzionario. Essa richiederà che almeno la metà dei principali sistemi elettronici di bordo – dai radar ai sistemi di guida autonoma – sia prodotta nell'UE entro il 2030 per poter beneficiare di finanziamenti pubblici, sussidi o per far parte delle flotte aziendali [...] l'UE potrebbe ancora ricorrere a misure più restrittive, ricalcando le normative statunitensi che vietano l'uso di software e hardware cinesi nelle auto vendute in America." @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @ecrgroup @europainitalia @nazione_futura @GeopoliticalCen @Geopoliticainfo @ATA_Italia @GlobalCRL @theglobalnewsit @FWLuciolli @arturo_varvelli @LetiziaDo @iuvinale_n @GabrieleIuvina1 @giuliapompili @ExtremaRatio4
Giulio Terzi tweet mediaGiulio Terzi tweet media
Italiano
3
16
36
3.6K
Silvana Paruolo retweetledi
Pina Picierno
Pina Picierno@pinapic·
Le immagini dei membri della Freedom Flotilla trattenuti e umiliati dalle autorità israeliane sono inaccettabili. Tra loro vi sono anche cittadini europei e italiani, trattati con modalità incompatibili con il rispetto della dignità della persona e dello Stato di diritto. Itamar Ben Gvir col suo operato e la sua apologia della violenza è il simbolo di un progressivo deterioramento dello stato di diritto in Israele: attacchi ai contrappesi democratici, radicalizzazione delle istituzioni, uso della violenza come strumento politico. Oltre alla convocazione urgente dell’Ambasciatore israeliano, il Governo italiano dichiari, come già fatto da altri Paesi Ue, Ben Gvir persona non grata e seguano le doverose sanzioni.
Italiano
0
42
278
13K
Silvana Paruolo retweetledi
Palazzo_Chigi
Palazzo_Chigi@Palazzo_Chigi·
Le dichiarazioni congiunte alla stampa del Presidente @GiorgiaMeloni e del Primo Ministro della Repubblica dell’India, Narendra Modi: youtu.be/L-tGd9ief0w
YouTube video
YouTube
Italiano
4
11
20
3.5K
Silvana Paruolo retweetledi
Giulio Terzi
Giulio Terzi@GiulioTerzi·
Design, tecnologia, intelligenza artificiale: l'agenda per un'alleanza tra Italia e India governo.it/it/articolo/de… L’editoriale a doppia firma del Presidente del Consiglio, @GiorgiaMeloni, e del Primo Ministro dell'India, Narendra Modi, pubblicato oggi sul Corriere della Sera e su diverse testate indiane. "India e Italia, un’alleanza più forte che guarda al futuro: tecnologia, energia e valori comuni per ridisegnare gli equilibri globali. Il rapporto tra India e Italia ha ormai raggiunto una fase decisiva. Negli ultimi anni, i nostri legami si sono ampliati con uno slancio senza precedenti, evolvendo da una cordiale amicizia a un partenariato strategico speciale fondato sui valori di libertà e democrazia, nonché su una visione comune del futuro. In una fase in cui il sistema internazionale attraversa profondi cambiamenti, il partenariato tra Italia e India è guidato da frequenti incontri ai più alti livelli politici e istituzionali, e sta acquisendo una nuova e più elevata dimensione che combina il nostro dinamismo economico, la creatività delle nostre società e la saggezza di civiltà millenarie. La nostra cooperazione riflette la consapevolezza condivisa che prosperità e sicurezza nel XXI secolo saranno determinate dalla capacità delle Nazioni di innovare, gestire le transizioni energetiche e rafforzare la propria sovranità strategica. A tal fine, ci siamo impegnati ad approfondire e diversificare la nostra relazione bilaterale, con l’obiettivo di perseguire nuovi traguardi e valorizzare le nostre forze complementari. Puntiamo a creare una potente sinergia tra il design italiano, l’eccellenza manifatturiera e i supercomputer di livello mondiale — espressione della posizione dell’Italia come potenza industriale — e la rapida crescita economica dell’India, il talento ingegneristico, la scala produttiva e il suo ecosistema innovativo e imprenditoriale, che conta oltre 100 unicorni e 200.000 start-up. Non si tratta di una semplice integrazione, ma di una co-creazione di valore in cui i rispettivi punti di forza industriali si rafforzano reciprocamente. L’Accordo di Libero Scambio tra l’Unione Europea e l’India apre la strada a un aumento del commercio e degli investimenti in entrambe le direzioni. Vogliamo raggiungere e superare l’obiettivo di 20 miliardi di euro di scambi commerciali tra Italia e India entro il 2029, con particolare attenzione a difesa e aerospazio, tecnologie pulite, macchinari, componenti automobilistici, chimica, farmaceutica, tessile, agroalimentare, turismo e altro ancora. Il «Made in Italy» è da sempre sinonimo di eccellenza nel mondo e oggi trova una naturale sinergia con gli obiettivi di alta qualità dell’iniziativa «Make in India». In questo contesto, il crescente interesse delle imprese italiane per la produzione per l’India e la presenza sempre più significativa delle industrie indiane in Italia — che oggi superano quota 1.000 da entrambe le parti — rappresentano un segnale positivo che rafforzerà l’integrazione delle nostre catene di approvvigionamento. L’innovazione tecnologica è al centro del nostro partenariato. I prossimi decenni saranno segnati da una rivoluzione tecnologica di portata incalcolabile, caratterizzata da progressi in settori quali l’Intelligenza Artificiale, il calcolo quantistico, la manifattura avanzata, i minerali critici e le infrastrutture digitali. Il dinamico ecosistema innovativo dell’India, unito a un vasto bacino di professionisti altamente qualificati e le avanzate capacità industriali dell’Italia rendono la cooperazione in questi ambiti tanto naturale quanto strategica. La crescente collaborazione tra le nostre università e i nostri centri di ricerca sosterrà ulteriormente questo percorso. L’Infrastruttura Pubblica Digitale dell’India sta già trovando ampia diffusione in numerose Nazioni, in particolare nel Sud Globale. L’Intelligenza Artificiale, in particolare, sta già incidendo sulle nostre società e sull’economia mondiale. Italia e India collaborano da tempo per garantire che lo sviluppo dell’IA sia responsabile e centrato sull’essere umano. Da questa prospettiva, India e Italia vedono anche l’IA come un potente strumento di sviluppo inclusivo, soprattutto per il Sud Globale, dove infrastrutture digitali pubbliche e tecnologie accessibili e multilingue possono colmare i divari anziché approfondirli. Basandosi sulla visione indiana del MANAV (umano in hindi NdT) — che pone l’essere umano al centro della tecnologia — e sulla leadership italiana nella promozione di una «algor-etica» antropocentrica radicata nella tradizione umanistica, il nostro partenariato mira a garantire che l’IA agisca come catalizzatore di emancipazione sociale. Il nostro approccio combina la scala digitale dell’India con l’esperienza etica e industriale dell’Italia, affinché la tecnologia sia al servizio della dignità umana. Condividendo buone pratiche in materia di cooperazione digitale sicura, rafforzamento delle capacità e infrastrutture cyber resilienti, puntiamo a creare uno spazio digitale aperto, affidabile ed equo in cui ogni nazione possa contribuire a modellare e beneficiare dell’IA. Questa visione ha costituito il nucleo della Presidenza italiana del G7 e dei risultati del Summit AI Impact 2026 tenutosi a Nuova Delhi. Concependola come uno strumento creato dagli esseri umani per gli esseri umani, affermiamo con forza che la tecnologia non può sostituire le persone né minare i loro diritti fondamentali, né essere utilizzata per manipolare il dibattito pubblico o alterare i processi democratici. La nostra visione della difesa della libertà e della dignità umana in un mondo sempre più interconnesso si fonda proprio su questa sfida. La nostra cooperazione si estende anche al settore spaziale. Gli straordinari progressi dell’India nell’esplorazione spaziale e nella tecnologia satellitare, insieme all’eccellenza italiana nell’ingegneria aerospaziale, offrono importanti opportunità per iniziative congiunte e per lo sviluppo di tecnologie di nuova generazione. Sicurezza e stabilità restano elementi essenziali per garantire la prosperità delle Nazioni. Italia e India intendono rafforzare ulteriormente la loro cooperazione in settori quali difesa, sicurezza e tecnologie strategiche. La nostra collaborazione contribuirà a garantire la sicurezza delle rotte marittime critiche e a rafforzare la resilienza di fronte a minacce quali terrorismo, reti criminali internazionali, traffico di droga, criminalità informatica e tratta di esseri umani. L’energia rappresenta un altro pilastro fondamentale del nostro partenariato. La transizione globale verso fonti energetiche diversificate richiede innovazione, investimenti e cooperazione. India e Italia collaborano in ambiti che vanno dalle energie rinnovabili alle tecnologie dell’idrogeno, dalle reti intelligenti alle infrastrutture resilienti. L’impegno dell’India a diventare un hub per l’esportazione di idrogeno verde offre enormi potenzialità e si integra perfettamente con le avanzate tecnologie italiane nel settore delle infrastrutture rinnovabili e con il ruolo strategico dell’Italia come porta energetica dell’Europa. In questo contesto è importante anche la nostra collaborazione, insieme ad altre Nazioni, in iniziative guidate dall’India quali la International Solar Alliance (ISA), la Coalition for Disaster Resilient Infrastructure (CDRI) e la Global Biofuels Alliance (GBA). La connettività fisica, digitale e umana è il filo che ci unisce. India e Italia si trovano entrambe al centro di due snodi cruciali dell’economia globale, l’Indo-Pacifico e il Mediterraneo — regioni che non possono più essere considerate sfere separate, ma spazi sempre più interconnessi. Stiamo infatti assistendo all’emergere di quello che potrebbe essere definito l’Indo-Mediterraneo, un importante corridoio per commercio, tecnologia, energia, dati e idee che collega l’Oceano Indiano all’Europa. È proprio all’interno di questo spazio interconnesso che il nostro legame evolve naturalmente in un partenariato strategico speciale — capace di unire due continenti e plasmare nuove dinamiche globali. In questo contesto, il Corridoio Economico India-Medio Oriente-Europa (IMEC) rappresenta una visione orientata a collegare le nostre regioni attraverso moderni sistemi di trasporto e infrastrutture, reti digitali, sistemi energetici e catene di approvvigionamento resilienti. India e Italia sono inoltre impegnate a collaborare con altri partner per trasformare questa visione in realtà. Possiamo affrontare le nostre sfide comuni facendo leva sul profondo partenariato e sui duraturi legami culturali tra le nostre nazioni. Nella cultura indiana, il concetto di «Dharma» richiama il senso di responsabilità che deve guidare le nostre azioni, mentre il principio di «Vasudhaiva Kutumbakam» — il mondo è una sola famiglia — risuona con forza nell’attuale era digitale interconnessa. Tali valori trovano un’eco naturale nella tradizione umanistica italiana, radicata nel Rinascimento, che esalta la dignità di ogni individuo e il potere della cultura di unire popoli e società. La nostra visione condivisa mira quindi a porre le basi per un forte e lungimirante partenariato tra India e Italia, con le persone al centro." @FratellidItalia @fdieuropa @FDI_Parlamento @IndiainItaly @ItalyinIndia @francescom_talo @nazione_futura @vocedelpatriota @GeopoliticalCen @GlobalCRL @ATA_Italia @theglobalnewsit @GabrieleCarrer @LetiziaDo @VasShenoy
Giulio Terzi tweet media
Italiano
3
12
59
1.4K