Nicolò Carandini 🇮🇹🇺🇦

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Nicolò Carandini 🇮🇹🇺🇦

Nicolò Carandini 🇮🇹🇺🇦

@TPCWare

Microsoft .NET and C# enthusiast, Backend and Frontend Senior Developer

Roma, Italia Katılım Ekim 2009
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Nicolò Carandini 🇮🇹🇺🇦
@999nuvola @a_libutti Oltre tutto, e ho immodestamente provato a scriverlo sotto i post entusiasti di Marattin, che a me piace ma temo capisca poco di politica estera, conta chi fa l'intervento e sotto quale egida. Trump è una merda e non può uscire nulla di buono da li.
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giovanna nuvoletti 🐦
@a_libutti invece che rimediare al problema, la guerra così com'è stata fatta lo ha peggiorato. In più, ha peggiorato anche le condizioni del popolo iraniano, che invece della libertà ha ricevuto bombe.
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Alessandra Libutti 🇪🇺
Penso che il punto non sia quello di stabilire se l’Iran andasse fermato o meno sullo sviluppo del nucleare. Su questo non può esserci disaccordo. Il punto è la sostenibilità del conflitto: economia, politica e militare. Quello che si trascura, spesso, in una valutazione basata sul concetto di “necessità” è la “sostenibilità”. Si pensa che siccome andava fatto, è giusto che sia stato fatto, che bisogna sostenerlo e che tutti dovrebbero aiutare. Un atteggiamento basato sul concetto del “poi si vedrà”, del “che dopo poche settimane non puoi dire quello che succederà”, del “che non è detto che”. Questo va bene quando vieni attaccato (vedi Ucraina) perché 1. Non hai scelta; 2. Quando sei in difesa, i tuoi costi umani, politici ed economici saranno sempre inferiori di quelli di chi ti attacca. Giochi in casa. È la legge non scritta della guerra. Se invece sei tu ad attaccare, il fatalismo contiene già il seme del fallimento. Perché? Perché la storia insegna che le guerre combattute in questo modo prima o poi si scontrano con il punto fondamentale che si è scelto di trascurare - la domanda: “È sostenibile?” Perché se non te la sei posta, non hai pianificato con un risk assessment a livello globale, se non ti sei assicurato di avere risorse per portare la missione a termine, se non hai tenuto conto dell’impatto geopolitico, umano ed energetico oltre che economico, arriva sempre il momento in cui la guerra cessa di essere sostenibile. E quando la guerra cessa di essere sostenibile hai 2 scelte: 1. ti ritiri e accetti la sconfitta (ma scegli una narrazione che la faccia passare per vittoria); 2. Trasformi la tua economia in economia di guerra e sacrifichi il futuro del tuo paese, come ha fatto Putin. Il punto 1 è inevitabile in una democrazia. Appena arriva un’amministrazione contraria al conflitto, traccia una linea e chiude la questione. Il punto 2 richiede invece l’instaurazione di un’autocrazia, perché nessun cambio di potere tollererebbe un’economia di guerra. E allora io mi chiedo: se l’Iran con l’atomica ci fa paura, perché è una teocrazia fanatica che ha trasformato il proprio paese in una caserma, che ha destabilizzato il Medioriente, che vuole distruggere Israele, e che perseguita e uccide i propri cittadini, perché non ci terrorizza ancora di più quello che gli USA - che di atomiche ne hanno per spazzare via il pianeta - dovrebbero diventare per arrivare fino in fondo in Iran? Insomma, perdonatemi, ma non riesco a identificare uno scenario in cui o l’Iran manterrà l’uranio o gli USA si trasformeranno in qualcosa di terrificante. Siamo davanti ad un’amministrazione priva di qualsivoglia base etica, morale o civile, priva di limiti se non quelli che la Corte Suprema (e a fatica) ancora riesce a imporre. Che sta sostituendo sistematicamente i vertici militari, che sta minando alla base i balance & check, mentre le corti faticano a stare dietro a tutte le decisioni incostituzionali che vengono prese. Fatico a comprendere chi vorrebbe vedere l’Europa trascinata in questo vortice. L’Europa, ha mio avviso, si è posta la domanda che conta: “È sostenibile?” No. Fine della storia. Perché se non è sostenibile sarebbe autodistruttiva. Comunque vada. È qualcosa che va oltre Hormuz, la crisi energetica, il ritiro dalla NATO degli USA o ogni possibile ricatto. È il nodo cruciale. La diplomazia è stata inventata perché risolve il problema dell’insostenibilità. Può prevenire i conflitti se entrambe le parti sono consapevoli che il prezzo non è sostenibile, oppure subentra quando una o entrambe le parti non possono più sostenere la guerra. La diplomazia, certamente, funziona solo se c’è deterrenza. Ma la deterrenza è l’antitesi stessa della guerra. Paradossalmente, nel momento in cui un conflitto lo scateni, rinunci alla tua leva più potente: la forza militare dispiegata ma silenziosa.
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Ivan Fioravanti ᯅ
Ivan Fioravanti ᯅ@ivanfioravanti·
I spent 3 hours this morning working with coding agents on MacBook 16" M5 Max in LOW POWER mode! 😱 I noticed 0 difference! This means a MacBook Air M5 is more than enough for this. BTW Apple Silicon is unbeatable! 🤷🏻‍♂️
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Assurdistan del Nord 🇺🇦🇬🇪🎖🇪🇺🖖🌻
Dedicato a @SPatuanelli e ai 5S. Ciao, sono Artemko. Avrò per sempre 19 mesi. Sono morto nella mia casa a Kryvyi Rih quando un missile russo ha colpito l'edificio. La mia mamma e il mio papà erano con me.
UAVoyager🇺🇦@NAFOvoyager

Hello, I'm Artemko. I'll be 19 months old forever now. I was killed at my home in Kryvyi Rih when a russian missile hit the building. My mummy and daddy were with me. They are gone too, and so is the lady next door. Another man from our building died in hospital a few days later. Our apartment isn't there any more, and neither are any of the apartments round our stairwell. My parents had two children: me and my older brother Maksym. When my mummy and daddy found out that I was going to be born soon, they were very happy. But Maksym was really jealous. All that changed when I was brought home from the hospital, and my brother became my best friend! If my parents needed help, he could look after me or play with me. That was especially useful when the three of us – my brother, Mummy and me – were living abroad. We moved there for a while to get away from the war. I was very little then, about a year old. My daddy was waiting for us at home. I just adored him when I came back! Of course, I loved my mummy too, but everyone called me daddy's boy. I looked just like him. The day we were killed, my brother wasn't at home. He'd stayed at Grandma's house the night before. And we stayed in the apartment that morning, even though we used to go to the shelter when it was dangerous. Now Daddy, Mummy and I are Maksymko's guardian angels. 📝 Story told by his family. Documented by Ukrainska Pravda.

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Denys Shtilierman
Denys Shtilierman@DenShtilierman·
The Washington Post published an article that, under normal circumstances, would have caused a political earthquake in Europe. But we live in a time when even such things no longer surprise anyone. The Russian Foreign Intelligence Service (SVR) seriously considered a scenario involving a staged assassination attempt on Viktor Orbán. Not metaphorically. Not an “information campaign.” But literally — to stage an attack to boost his approval ratings ahead of the election. An SVR document, obtained and verified by European intelligence, explicitly describes a strategy titled “the Gamechanger” — “the staging of an assassination attempt on Viktor Orban,” which would “shift the perception of the campaign out of the rational realm of socioeconomic questions into an emotional one.” The inspiration is obvious: the assassination attempt on Trump in 2024 sharply boosted his ratings. But that’s not the most interesting part. According to European security services, Hungarian Foreign Minister Szijjártó regularly called Lavrov right during breaks in EU meetings and provided “live reports” on the negotiations, the parties’ positions, and possible decisions. In other words, Russia wasn’t “trying to gain access to information.” It already had it. Right at the table. “Every single E.U. meeting for years has basically had Moscow behind the table,” the publication quotes a representative of a European security service. Meanwhile, Szijjártó made 16 official visits to Moscow after the start of the full-scale invasion. But it is important to understand: this is not a Hungarian peculiarity and not a coincidence. It is the Kremlin’s systematic work over decades—within the EU and NATO. During the war in Georgia, Sarkozy was in constant contact with Medvedev and coordinated positions. The result was an agreement that effectively preserved the Russian occupation. After his chancellorship, Schröder joined Gazprom and Rosneft — this was a telling slap in the face and confirmation of Russia’s institutionalized influence on European energy policy. Berlusconi promoted Putin’s interests within the EU for years and also acted as an informant. Fico deserves a separate mention. The Prime Minister of Slovakia, who “miraculously” survived an assassination attempt in 2024, became an even more outspoken conduit for Kremlin narratives after his recovery. He blocks aid to Ukraine, travels to Moscow to pay homage, parrots Putin’s talking points word for word—and yet remains the prime minister of an EU and NATO member state. An interesting coincidence: after the assassination attempt, his approval ratings also rose. The question of “whether there are Kremlin agents in the EU and NATO” is no longer relevant. They exist. The question is: at what level and how many of them are there? Because when a minister from an EU member state calls Lavrov after every meeting—that’s no longer infiltration. That’s integration. And the worst part of this story isn’t even Orbán or Szijjártó. It’s that the system tolerates it. For years, the EU has been “expressing concern” while Russia literally sits at their negotiating table. And until this logic changes—the Kremlin won’t need to “break through the defenses.” It’s already open from the inside.
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Nicolò Carandini 🇮🇹🇺🇦
@999nuvola Lo dico sempre anch’io, io ho deciso per il si e rispetto chi ha scelto il no. Ma a una condizione: che l’abbia fatto per motivi legati alla norma e non per motivi di contrasto politico. Se non piace il sorteggio e altri aspetti tecnici, non sono d’accordo ma ok. Altrimenti no.
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giovanna nuvoletti 🐦
giovanna nuvoletti 🐦@999nuvola·
adesso la dico grossa: per me tutti e due i voti hanno delle ragioni. Magari io ne ho preferito uno, ma non litigo con chi ha preferito l'altro. Ho amiche e amici col sì e col no. Non è che io sia tanto irenica di carattere, è che mi sono convinta così.
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Cino Ducci
Cino Ducci@candidoporzus·
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Aes🇺🇸
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L'Espresso
L'Espresso@espressonline·
Ha offerto alla causa la propria popolarità. Ha innescato polemiche e ne ha fronteggiate di violente. Gratteri è il volto più riconoscibile del No referendario L’intervista al procuratore di Napoli è sul nuovo numero de L’Espresso, in edicola da venerdì 20 marzo
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Assurdistan del Nord 🇺🇦🇬🇪🎖🇪🇺🖖🌻
Voteró sí: devo farlo. Conosco il tema, ho visto persone a me vicine ingoiate dal sistema. Inoltre, credo che se vincesse il sí, l'Italia dimostrerebbe a sè stessa e all'Europa che puó migliorare, diventare piú civile e piú affidabile. E all'Italia serve cambiare. #IoVotoSí
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Alessandra Libutti 🇪🇺
Alessandra Libutti 🇪🇺@a_libutti·
Quando i russi ti criticano per non esserti unito a Trump è segno che stai facendo la cosa giusta. Con il cortocircuito poi di definire “guerrafondaio” chi non ha seguito Trump si vola altissimo. E veramente fatico a comprendere chi non riesce a vedere che se per Israele l’imperativo è far cadere il regime di Teheran, per Trump no. Per lui l’agenda è tutt’altra. Per lui questa era l’occasione d’oro per togliere le sanzioni alla Russia, alzare il prezzo del petrolio e riavviare le sue esportazioni. Insomma, chi critica l’Europa per non essersi unita a Trump (con la favola della “debolezza” quando invece dire “no” alla maggiore potenza militare al mondo è stata dimostrazione di forza) è come se criticasse il vitello per non avere passato il coltello al macellaio. E non so come si giustifichi il criticare un’Europa che da un anno- da sola - aiuta l’Ucraina per non essersi unita ad un conflitto a fianco di un Trump che sta platealmente lavorando per la Russia, anche a costo delle vite dei suoi soldati. Veramente c’è chi vorrebbe vedere morire soldati europei sapendo che ci sono leak sulle posizioni delle forze armate che dal Pentagono viaggiano fino a Mosca e poi arrivano a Teheran? E questo tweet ne è la dimostrazione plastica.
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The Kyiv Independent
The Kyiv Independent@KyivIndependent·
After months of disparaging his European allies, U.S. President Donald Trump now suddenly seeks their assistance. However, Trump has dismissed the one partner who offered assistance with shoring up drone defenses against Iranian attacks — Ukraine. kyivindependent.com/trump-demands-…
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Nicolò Carandini 🇮🇹🇺🇦
@999nuvola No, la resistenza dell'Ucraina da una parte, e la fine ineluttabile delle dittature, corte, lunghe o lunghissime, ci dice altro: la voglia di libertà è una leva fortissima e una goccia che scava le montagne.
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giovanna nuvoletti 🐦
giovanna nuvoletti 🐦@999nuvola·
Tutto sommato, il mondo è tornato com'è sempre stato. Guerre, ingiustizie. La legge del più forte. Il valore della violenza. C'eravamo sbagliati.
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Microsoft Italia
Microsoft Italia@microsoftitalia·
@Alefior87 Ciao a tutti. Capiamo la tua preoccupazione su come l'autocorrezione gestisce la maiuscolo in italiano dopo una virgola, specialmente quando scrivi email in Outlook. Per evitare limitazioni di carattere, per favore inviaci un messaggio privato così possiamo dare una mano. twitter.com/messages/compo…
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Ale
Ale@Alefior87·
Come facciamo a spiegare a @gmail e @Outlook che in Italiano, scrivendo un’e-mail, dopo il Buongiorno/buonasera, virgola, accapo, non ci va la lettera maiuscola? Dopo la virgola in generale. Non ci va! Modificate il correttore automatico! @microsoftitalia
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