Lorenzo
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Fango su @giorgiomule: dove non arrivano i pm arriva la gogna di @repubblica. Ieri il sito di Repubblica parlando dell’inchiesta sui presunti appalti pilotati che coinvolgerebbe anche ufficiali della Difesa ha dato notizia che “dagli atti dell’inchiesta – in cui non risulta indagato – compare anche il nome di Giorgio Mulè, ex sottosegretario alla Difesa”. Secondo il quotidiano, “il faccendiere-imprenditore Antonio Spalletta sarebbe intervenuto ‘attraverso il (reale o millantato) intervento di un esponente politico (Mulè, ndr)’ per favorire la promozione di Pier Francesco Coppola a generale dell’Aeronautica, destinato a guidare la sezione sistemi meteorologici del IV Reparto”. Non è chiaro come Repubblica abbia potuto avere accesso agli “atti di indagine” (coperti da segreto), né da dove abbia ricavato il riferimento a Mulè. La cosa certa è che nel giro di pochi minuti Mulè si è ritrovato sputtanato sui siti e sui social pur non essendo indagato, soltanto perché citato da una persona sospettata di millantare. Tutto ciò proprio tre giorni dopo il referendum, sul quale Mulè si è speso molto sul piano mediatico, e proprio durante la fase di rinnovamento interno a Forza Italia (che coinvolge anche Mulè, accreditato da alcuni addirittura come successore di Tajani). Tu guarda un po’ il caso.

“Voteranno per il No le persone perbene. Voteranno per il Sì gli indagati, gli imputati, la massoneria deviata, tutti i centri di potere che non avrebbero vita facile con una giustizia efficiente”. Le incredibili parole di Nicola Gratteri, procuratore di Napoli







Un Pm si dimentica in carcere un detenuto in custodia cautelare e lo scarcera con 43 giorni di ritardo rispetto alla scadenza dei termini. Il Ministro della Giustizia avvia un'azione disciplinare nei confronti del magistrato. Esito: il CSM lo assolve per "scarsa rilevanza" del fatto. 43 giorni in carcere sono di "scarsa rilevanza" per la sentenza numero 8 del 2025. Incredibili le motivazioni: "in giurisprudenza", spiega il CSM, "si registrano casi in cui periodi ben più prolungati sono stati ritenuti non ostativi al riconoscimento della scarsa rilevanza, ovvero addirittura all'assoluzione nel merito; ci si riferisce, in particolare, alla già citata sentenza n. 27418/2022 delle Sezioni Unite (130 giorni di ritardo) o alla sentenza di questa sezione n. 124 del 2019 (108 giorni), anch’essa sopra citata, o ancora alla sentenza CSM n. 105/2015, con la quale il magistrato incolpato è stato mandato assolto a causa del ritenuto legittimo affidamento nell'operato di altri magistrati intervenuti in precedenza, pur in presenza di ben 210 giorni di ritardo nella scarcerazione". La libertà personale violata per giorni e giorni e', per loro, fatto di scarsa rilevanza. Quali gli altri elementi su cui si è fondata la scarsa rilevanza? Lo "scarso clamore mediatico", o il fatto che il detenuto non abbia presentato reclamo o richiesta di scarcerazione. Questo ragionamento è l'indice di una magistratura forte con i deboli, e debole con i forti. Non si sanziona il magistrato che sbaglia perché non ci sono i riflettori dei media puntati? I riflettori sono normalmente per i detenuti celebri, non per i poveracci. Mi attendo la solita nota di qualche corrente del CSM, o di qualche laico, che mi attacca per le cose che scrivo. Non importa. Continuerò a spulciare i provvedimenti della rigorosissima sezione disciplinare del Csm con ancora maggiore interesse. Magari ne verrà fuori una bella pubblicazione.
















