Paolo Dal Checco

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@forensico

Computer Forensics & Digital Investigations

Turin, Italy Katılım Eylül 2012
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Paolo Dal Checco@forensico·
La #ricina - il #veleno di cui si parla in questi giorni per il noto fatto di cronaca - si può acquistare nel #darkweb? Me lo ha chiesto il giornalista @AlexSortino nel servizio per @redazioneiene sul giallo di Pietracatella e ho mostrato come in effetti nella rete anonima non mancano siti che vendono veleni. La rete #Tor non è come il clear web dove i siti sono in buona parte indicizzati ma esistono motori di ricerca, come #Ahmia, che permettono in pochi secondi di trovare decine di risultati tra i siti #onion noti, che tra l'altro sono visionabii alla url "/onions" del search engine Ahmia. Tra questi risultati, vi sono numerosi #darkmarket che vendono semi o anche direttamente la polvere di ricina, anche mascherata da pacco regalo per evitare controlli e acquistabile tramite criptomonete per ridurre la possibilità di tracciamento. Il servizio per Le Iene sul giallo della ricina, nel quale ho dato il mio contributo di perito informatico forense alla Iena Alessandro Sortino, è disponibile sul sito web de Le Iene al seguente link: iene.mediaset.it/video/sortino-….
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"La cifratura WhatsApp è una enorme frode": è quanto riporta @durov agli 11 milioni di follower del suo canale @telegram, citando una causa intentata dallo Stato del Texas contro Meta Platforms e la sua app di messaggistica @WhatsApp . Secondo il procuratore generale texano Ken Paxton, le aziende avrebbero infatti ingannato gli utenti sulle reali capacità di crittografia dell’app sostenendo che WhatsApp prometta comunicazioni “sicure e criptate”, mentre in realtà Meta avrebbe accesso a “quasi tutte” le comunicazioni private degli utenti. @Meta ha respinto le accuse, affermando che WhatsApp non può leggere i messaggi protetti dalla crittografia end-to-end, come tra l'altro precisa nel suo "WhatsApp Encryption Overview - Technical white paper" dove presenta il #SignalProtocol, progettato da #OpenWhisper Systems. Il Texas chiede allora un ordine del Tribunale che impedisca a #Meta e #WhatsApp di accedere ai messaggi degli utenti texani senza consenso oltre a sanzioni economiche contro le società. La denuncia cita peraltro anche notizie riguardanti un’indagine federale su presunti accessi di Meta a messaggi non criptati e una segnalazione di un whistleblower alla #SEC (la #Consob americana). Anche voi siete convinti o temete che in realtà Meta abbia accesso ai messaggi scambiati dagli utenti e se sì, usate altre piattaforme sicure per comunicare in maniera riservata?
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@SWGDE the site is currently down and unavailable... what’s happening? 🙄
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Giovedì 28 maggio 2026 dalle 14:30 alle 17:30 si terrà in presenza presso l’Aula 74, COA Torino – Palazzo di Giustizia, ingresso 18, primo piano - e in FAD tramite piattaforma zoom il seminario “Le Prove Digitali nel Processo Civile – Tipologia, Valore Probatorio, Produzione e Disconoscimento” durante il quale si parlerà di come tecnologia e informatica hanno consolidato nuovi scenari nella acquisizione forense di immagini, video e dati che, in caso di contenzioso, possono assumere rilevanza determinante al fine di fornire la prova della realtà fattuale. Il #Convegno sulle #ProveDigitali, organizzato dalla Commissione Scientifica dell’Ordine degli Avvocati presso il Tribunale di #Torino è coordinato e moderato dagli Avv. Guido Napolitano, Avv. Fausta De Stefano ed Avv. Simona Castagna, Componenti della Commissione Scientifica del Consiglio dell’Ordine Avvocati Torino e vede gli interventi di due relatori, il Dott. Paolo Dal Checco, Consulente Informatico Forense e il Prof. Avv. Alberto Ronco. Il seminario approfondirà il tema della prova digitale nel processo civile, affrontando sia gli aspetti tecnici sia quelli giuridici. Verranno analizzati documenti informatici, immagini, video, email, screenshot, pagine web e dati cloud, con attenzione alla loro acquisizione, conservazione, autenticità e possibile manipolazione anche tramite Intelligenza Artificiale. Saranno inoltre esaminati il valore probatorio dei documenti digitali, le modalità di produzione in giudizio, il disconoscimento e le più recenti pronunce giurisprudenziali in materia. Le iscrizioni possono avvenire tramite la piattaforma “Riconosco”, la partecipazione è titolo per l’attribuzione di tre crediti formativi. l’evento potrà essere seguito in FAD gratuitamente dagli iscritti al Foro di Torino mentre per gli avvocati iscritti ad altri Fori la partecipazione prevede un costo di € 20,00: le indicazioni per il pagamento sono disponibili sulla piattaforma “Riconosco”.
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Here's the analysis by my team @forensersrl of the #Whatsapp infection of iOS16 @Apple devices by a malware spreading through images and causing a weird #resync on the main @WhatsApp session instead of adding linked/companion devices to access chats... x.com/forensersrl/st…
Forenser@forensersrl

Sembra un weekend tranquillo di fine maggio, il tempo passa senza problemi fino a quando non iniziano ad arrivare messaggi ambigui sull’applicazione di #WhatsApp installata sul tuo #iPhone. I contatti iniziano a chiederti: “Perché devo darti dei soldi?” oppure “A cosa ti serve il #bonifico?”. Questi contatti stanno solo rispondendo a un messaggio inviato dal tuo account WhatsApp; il problema è che tu non hai inviato nulla. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi giorni a diverse persone che si sono rivolte al nostro studio #Forenser. L'aspetto più allarmante di questa minaccia è che la sezione “Dispositivi collegati” risulta completamente pulita, rendendo l'intrusione invisibile. Non si tratta di un classico furto di account, ma di un attacco 0-click: l'infezione avviene senza che la vittima debba compiere alcuna azione. Cosa abbiamo scoperto durante le analisi forensi? 🚨Vettore d'attacco: La vulnerabilità risiede nel parsing delle immagini (#CVE-2025-43300) nelle versioni di #iOS 16 precedenti alla 16.7.12. 👻 Account Fantasma: Abbiamo individuato un'anomala sequenza di eventi di “resync”, segno di una "competizione" tra il telefono legittimo e quello dell'attaccante per il controllo della sessione. 🔓 Accesso ai dati: Gli attaccanti hanno accesso prioritario alle chat con cui la vittima ha interagito di recente. Come proteggersi subito: 📲 Aggiorna iOS: Installa immediatamente l'ultima versione disponibile per correggere la falla di sistema e le vulnerabilità note. 🛡️ Modalità Isolamento: Attiva la "Lockdown Mode" (Modalità isolamento) nelle impostazioni per ridurre drasticamente la superficie d'attacco e limitare gli automatismi del sistema. 🔐 Lucchetto Chat: Utilizza il blocco biometrico per le chat sensibili; dalle analisi forensi, questa funzione sembra impedire agli attaccanti di leggere o interagire con quelle specifiche conversazioni. 🔄 Reinstalla WhatsApp: In caso di sospetta compromissione, aggiornare o reinstallare l'app può aiutare a espellere l'intruso rinegoziando correttamente la sessione con i server. Nell'articolo sul sito web #Forenser potete trovare l'analisi tecnica completa della recente infezione da #malware dell'App Whatsapp su iOS16: forenser.it/account-whatsa…

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🚨 For users with an #iPhone 8 through 14 running #iOS16 and using #WhatsApp, please be aware of a new attack pattern observed in recent days. 🚨 We have collected several cases of compromised WhatsApp accounts in which attackers gain access to chats and send messages to the victims’ contacts, even though no connected devices appear in the “Linked Devices” section. This does not appear to be a typical #GhostPairing attack, since the victims did not share any verification codes or scan any QR codes. Instead, it appears to be a #0Click infection, meaning no user interaction is required to compromise the smartphone or the WhatsApp application. The cases we have analyzed occurred over the past few days, and so far we have identified the following key points: 1) All cases identified so far involve iPhones running #iOS16 (iPhone 8, X, XR, XS, 11, SE, 12, 13, and 14) across various releases. 2) Attackers send messages to the victim’s contacts using the victim’s own WhatsApp number, typically requesting bank transfers. 3) The attackers appear to have access only to recent chats, suggesting they target contacts with whom the victim has interacted recently. 4) No connected devices are visible in the “Linked Devices” section of WhatsApp settings. 5) This does not appear to be a traditional #GhostPairing attack, but rather a #ZeroClick malware infection. Victims report no unusual actions, and access seems to be granted directly by the application itself. At this stage, it is not yet clear how to fully protect against this attack. If this is indeed a #0Click exploit, it may be helpful to reduce automated features and enable #LockdownMode through iPhone security settings (also referred to as Strict Account Settings). We have not yet verified whether WhatsApp two-step verification can reduce the risk of compromise. If the device is infected and the account has been compromised: a) Protecting chats with Chat Lock and hiding them appears to prevent attackers from viewing those conversations and messaging those contacts. b) It is not yet clear how to forcibly remove the attackers, but updating WhatsApp or reinstalling it on another device and re-authenticating seems to resolve the issue. c) Since all observed cases involve iOS 16.x, updating to a newer version of iOS may eliminate the infection. We are still in the early stages of our investigation. We are collecting forensic images and have developed a preliminary understanding of how the malware may operate, but further analysis is required, and the information above may be updated. For now, if you receive money transfer requests from your contacts via WhatsApp, call them directly to warn them. Do not rely solely on WhatsApp messages, as the victims may not receive them.
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È in corso a Roma la lezione "Le perquisizioni e i sequestri probatori informatici - La gestione del reperto informatico - L’acquisizione della #provadigitale in dibattimento" della quale sono relatore insieme all'Avv. Marco Pittiruti nell'ambito del Corso Biennale di Specializzazione dell'#AvvocatoPenalista riservato agli Avvocati. La lezione - che fa parte del I° Corso di specializzazione dell'avvocato penalista 2025 – 2027, organizzato da #UCPI in convenzione con il #CNF e i Dipartimenti Universitari di Milano Bicocca, Bologna, Benevento, Palermo, Roma Tre, Unitelma Sapienza - è presenza dalla sede della Scuola di Roma, Via del Banco di S. Spirito n. 42. Io parteciperò da remoto, l'Avv. Pittiruti è invece in presenza e sta tenendo un intervento interessantissimo che apre il confronto tecnico/legale su temi attuali in ambito d'indagini difensive, al quale mi collegherò a breve per sviscerare aspetti informatici forensi delle fonti di prova digitali nell'ambito dei processi penali. Per chi sta partecipando, ci vediamo tra pochissimo!
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Dopo una settimana di analisi abbiamo ricostruito quanto accaduto durante lo scorso week-end ai numerosi possessori di #iPhone con iOS 16 che hanno subito un attacco #0click sull'App #Whatsapp. Abbiamo ricevuto infatti varie segnalazioni di utenti di iPhone con #iOS16 che hanno segnalato il loro account WhatsApp "clonato" da terzi che sono stati in grado di leggere i messaggi e inviare ai propri contatti richieste fraudolente di pagamento. Non si tratta di un semplice #ghostpairing, tanto che le vittime non vedono dispositivi collegati al proprio account, ma di un attacco tramite CVE-2025-43300, possibilmente in combinazione con il #CVE 2025-55177, che sfrutta l'elaborazione delle immagini ricevute in chat per infettare i dispositivi e attivare un #resync continuo sulla sessione principale: in sostanza, è impossibile cacciare fuori gli attaccanti fin tanto che l'App infetta è attiva. Nel post @forensersrl e con maggiori dettagli nell'articolo sul sito web trovate spiegato cosa è successo, come è potuto accadere come ci si può difendere: onore al merito del team #Forenser che ormai sulla ricerca e analisi di malware sta raggiungendo altissimi livelli di precisione, grazie anche ai diversi casi gestiti negli ultimi anni su infezioni tra le quali #Paragon / #Graphite / #Pegasus e vari altri #trojan e #captatori piuttosto complicati da rilevare e analizzare.
Forenser@forensersrl

Sembra un weekend tranquillo di fine maggio, il tempo passa senza problemi fino a quando non iniziano ad arrivare messaggi ambigui sull’applicazione di #WhatsApp installata sul tuo #iPhone. I contatti iniziano a chiederti: “Perché devo darti dei soldi?” oppure “A cosa ti serve il #bonifico?”. Questi contatti stanno solo rispondendo a un messaggio inviato dal tuo account WhatsApp; il problema è che tu non hai inviato nulla. Questo è ciò che è accaduto negli ultimi giorni a diverse persone che si sono rivolte al nostro studio #Forenser. L'aspetto più allarmante di questa minaccia è che la sezione “Dispositivi collegati” risulta completamente pulita, rendendo l'intrusione invisibile. Non si tratta di un classico furto di account, ma di un attacco 0-click: l'infezione avviene senza che la vittima debba compiere alcuna azione. Cosa abbiamo scoperto durante le analisi forensi? 🚨Vettore d'attacco: La vulnerabilità risiede nel parsing delle immagini (#CVE-2025-43300) nelle versioni di #iOS 16 precedenti alla 16.7.12. 👻 Account Fantasma: Abbiamo individuato un'anomala sequenza di eventi di “resync”, segno di una "competizione" tra il telefono legittimo e quello dell'attaccante per il controllo della sessione. 🔓 Accesso ai dati: Gli attaccanti hanno accesso prioritario alle chat con cui la vittima ha interagito di recente. Come proteggersi subito: 📲 Aggiorna iOS: Installa immediatamente l'ultima versione disponibile per correggere la falla di sistema e le vulnerabilità note. 🛡️ Modalità Isolamento: Attiva la "Lockdown Mode" (Modalità isolamento) nelle impostazioni per ridurre drasticamente la superficie d'attacco e limitare gli automatismi del sistema. 🔐 Lucchetto Chat: Utilizza il blocco biometrico per le chat sensibili; dalle analisi forensi, questa funzione sembra impedire agli attaccanti di leggere o interagire con quelle specifiche conversazioni. 🔄 Reinstalla WhatsApp: In caso di sospetta compromissione, aggiornare o reinstallare l'app può aiutare a espellere l'intruso rinegoziando correttamente la sessione con i server. Nell'articolo sul sito web #Forenser potete trovare l'analisi tecnica completa della recente infezione da #malware dell'App Whatsapp su iOS16: forenser.it/account-whatsa…

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Paolo Dal Checco
Paolo Dal Checco@forensico·
@Notoriux Corretto, oltre a questo poi mi chiedo se si paghi il tempo di elaborazione del server in background anche se magari qualche processo si pianta e non dà una risposta... insomma, il tempo ci dirà! 😅
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Francesco M (l'informiere)
@forensico Mi rimane il dubbio se l'algoritomo conteggi esclusivamente il tempo di generazione delle risposte dinamiche, o se viene incluso anche il tempo di risposta per le risorse statiche (immagini, css, script lato client...)
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Paolo Dal Checco
Paolo Dal Checco@forensico·
Interessante questa modalità di #abbonamento alla banca dati giuridica #italgiure della Corte Suprema di #Cassazione: la tariffazione a minuto potrebbe essere utilizzata anche in altri contesti, cosa ne pensate? 🤔 Carina anche la precisazione su come vengono conteggiati i tempi - che in pratica imputano solo i cicli di elaborazione del server - e il fatto che la notte il prezzo dimezza mentre al mattino aumenta della metà... 😅
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Paolo Dal Checco
Paolo Dal Checco@forensico·
@LeBimbeDelTucu Tutto coerente con i casi che ci sono arrivati in questi giorni, davvero parecchi, a breve pubblico un'analisi tecnica di come è andata: in ogni caso una infezione molto interessante tecnicamente, forse un po' sottovalutata (credo perché ha colpito una minoranza) ma grave.
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LE BIMBE DI DIOUF
LE BIMBE DI DIOUF@LeBimbeDelTucu·
@forensico Mi è successa la stessa cosa. iPhoneSE del 2022 con IOS 16.5.1 Appariva un collegamento da Firefox di ieri pomeriggio che ho rimosso. Dopo pochi minuti sono continuati ad arrivare messaggi ai miei contatti recenti però. Non avevo ne il pin ne la mail collegata.
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Paolo Dal Checco
Paolo Dal Checco@forensico·
Spiegare in 30 secondi come difendersi dalle #truffeonline a chi è meno esperto di tecnologia: ci ho provato questa sera al #TG1 sulla #RAI nell'ottimo servizio di @micaelaplmr. Dato che mi viene chiesto spesso può comunque essere utile schematizzare in questo post i 10 segnali che possono far sospettare che un sito di #ecommerce possa essere una #truffa: 1) Dominio senza recensioni/riferimenti su motori di ricerca (check con Google su nome sito o dominio); 2) Prezzo esageratamente troppo basso rispetto al mercato (check su altri siti "ufficiali"); 3) Pagamenti richiesti in criptomoneta; 4) Dominio registrato da poco o con whois anonimo (check su who.is); 5) Immagini prese da altri siti (check con Google Images); 6) Nome che emula negozi famosi (es. "Brico Centro"); 7) Assenza di dati societari chiari, come partita IVA, indirizzo fisico e contatti; 8) Testi tradotti male, anche nelle immagini, errori grammaticali e descrizioni poco professionali; 9) Nessuna policy chiara su resi, rimborsi, spedizioni e diritto di recesso; 10) Pagamenti non tracciabili come bonifici su conti esteri o ricariche di carte prepagate. Che poi di base il criterio principale è che se qualcosa sembra troppo conveniente per essere vero, spesso non è vero...
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Paolo Dal Checco
Paolo Dal Checco@forensico·
Due casi di #truffa e #furto tramite #bonifico bancario, #malware o App fraudolenta, due analisi fatte come #consulenteinformaticoforense per @redazioneiene su casi reali nei quali le vittime hanno perso fino a 100.000 euro. Nuova puntata del filone #hacker per Le Iene, nella quale con @RugVero abbiamo incontrato Enza che, tramite un attacco di tipo #MiTB proveniente da una #PEC contenente una finta fattura che ha passato indenne l'antivirus, ha avuto il PC sotto il controllo degli attaccanti che hanno bonificato €100k a una Onlus grazie anche al fatto che era ancora in uso il token numerico con display LCD. Nel secondo caso un impiegato bancario - che ha voluto comprensibilmente rimanere anonimo - è stato convinto da chi si è spacciato per centro assistenza della banca a installare un "certificato" sul suo smartphone Android che, tramite un APK contenente un malware, ha preso il controllo del suo cellulare arrivando a fare disposizioni di bonifico verso un conto sotto il controllo degli attaccanti. Il servizio de Le Iene "Come un hacker ti svuota il conto" con Veronica Ruggeri è disponibile sul sito Le Iene e su Mediaset Infinity ai seguenti link. 👉🏼 iene.mediaset.it/video/ruggeri-… 👉🏼 mediasetinfinity.mediaset.it/video/leiene/r…
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In un giorno, ben due casi di #ghostpairing su #whatsapp come se ne sentono da mesi ma con una particolarità inquietante: in entrambi l'elenco dei dispositivi connessi (#linkeddevices) non mostra alcuna traccia della connessione abusiva che permette agli attaccanti d'inviare ai contatti della vittima richieste di denaro. Ancora non è ben chiaro cosa sia successo ma sto raccogliendo casistiche per capire come gli attaccanti sono entrati nell'account, come evitano che compaia il loro accesso tra i dispositivi collegati (linked/companion devices), come cacciarli fuori dall'account della vittima. Alcuni test che si possono fare per inquadrare la situazione: 1) provare a sincronizzare 4 dispositivi connessi (il numero massimo ammesso d Whatsapp) verificando se è possibile connetterli tutti; 2) togliere tutti i dispositivi connessi, mettere offline il dispositivo principale e verificare se inviando un messaggio compare la seconda spunta di consegna. 3) verificare se le richieste di denaro arrivano a tutti i propri contatti o soltanto a quelli con cui sono stati scambiati messaggi di recente. Se avete casi simili potrebbe essere utile condividere le analisi esperite perché, se è confermata la possibilità di agganciare un dispositivo a un account Whatsapp senza farlo comparire tra i dispositivi connessi, la cosa diventa preoccupante...
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Ieri ho avuto il piacere di partecipare come relatore al seminario dedicato a un tema che tocca sempre più da vicino il mio lavoro di consulente informatico forense: #deepfake, #provedigitali e crisi della fiducia nel mezzo, organizzato dall'Ordine degli Avvocati di Milano, Università degli Studi di Milano e #ASLA. Quando una foto, un audio o un video non possono più essere considerati affidabili "per default" (anzi, tendono a essere ormai considerati falsi fino a prova contraria) cambia qualcosa di profondo non solo nella tecnica forense, ma nel diritto e nel modo stesso in cui accertiamo i fatti. È stato un pomeriggio che ha messo bene in luce quanto questa sfida sia trasversale: dopo l'introduzione di @giuseppevaciago e il contributo video di @marcocc sulla fine dell'evidenza e la crisi della fiducia digitale, si sono alternati interventi che hanno costruito un quadro davvero completo: 👉🏼 Silvia Martinelli sulla tutela del consumatore di fronte ai deepfake; 👉🏼 @sebattiato sulle tecniche di digital forensics; 👉🏼 Gianluca Gilardi sulle problematiche civilistiche e di copyright connesse al deepfake; 👉🏼 Giovanni Briola con un intervento conclusivo sulle implicazioni penalistiche. Nel mio talk mi sono concentrato sulle implicazioni per il sistema probatorio e sugli strumenti per l'identificazione delle manipolazioni: come l'onere della prova si stia di fatto spostando, perché l'acquisizione forense alla fonte sia oggi più importante che mai, e perché nessun singolo strumento di rilevamento (metadati, analisi del segnale, detector basati su deep learning, provenance) possa essere considerato risolutivo da solo. Il messaggio che mi premeva lasciare è che gli strumenti esistono, ma vanno usati con metodo e piena consapevolezza dei loro (enormi) limiti. Grazie agli organizzatori e a tutti i relatori per il confronto, sempre piacevole, su un argomento che volenti o nolenti è diventato ormai un "problema" quotidiano. [l'immagine che accompagna il post con il tizio che si scompone in bit è fatta con ChatGPT, lo so che pensavate fosse una foto originale... 😅]
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Paolo Dal Checco@forensico·
Lo strano #bug di @whatsapp che cancella(va) per sempre dal disco i documenti inviati trascinandoli in chat - che ho segnalato un paio di settimane fa e che ha avuto una certa risonanza, vista la gravità ma soprattutto l'insidiosità - pare essere stato risolto con l'ultimo aggiornamento dell'App per #MacOS... vi risulta? 🙄 A questo link su Fanpage.it una spiegazione dettagliata e ben scritta del #bug che, auspicabilmente, dovrebbe essere stato risolto con l'aggiornamento di ieri di #Whatsapp per #MacOS: fanpage.it/innovazione/te…
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Nella puntata di oggi di #2024 con @e_pagliarini Pagliarini, su @Radio24_news, si è parlato di @GrapheneOS e degli ostacoli che il sistema operativo sicuro pone per le #indaginiforensi ma anche di quanto effettivamente tuteli la propria sicurezza digitale. Guardando oltre l'#antiforensics - che non è il motivo per cui l'OS è nato - sto sperimentando #Graphene da alcune settimane su un "vecchio" Google Pixel e devo dire che è pensato per la #privacy e la tutela dei propri dati. L'installazione ha richiesto non più di 15 minuti, un cavo USB e un PC con un browser, tutto avviene in modo guidato e semplice, all'inizio l'utilizzo è leggermente più ostico di un normale Android, anche solo per il fatto che il Google Play Store non è già disponibile ma va aggiunto come App a parte che gira nella sua sandbox, mantenendo al sicuro l'utente anche in caso di App malevole. Ovviamente uno dei motivi per il quale se ne sente parlare ultimamente è la difficoltà di accesso al contenuto dello smarthphone anche in #AFU e con tecniche avanzate di #digitalforensics, la protezione da bruteforce, l'isolamento della connessione USB, il riavvio automatico in #BFU, la possibilità d'impostare un "duress PIN", cioè un PIN "falso ma credibile" da fornire se costretti e che se digitato cancella in modo permanente il contenuto dello smartphone, tutte questioni che chi si occupa d'informaticaforense deve tenere presente quando si trova a dover sbloccare o acquisire in manirera forense un Graphene. Il podcast è online sul sito #Radio24 c/o @sole24ore e in streaming su @Spotify ai seguenti link, andrà in onda come di consueto in radio domenica tra le 14 e le 15 e se avete osservazioni, suggerimenti o critiche sono come sempre ben accette! 🙂 👉 Sito web: radio24.ilsole24ore.com/programmi/2024… 👉 Spotify: open.spotify.com/episode/4baxCA…
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Se ricevete un codice di cinque numeri via #SMS e la richiesta d'inviarlo via #Signal a un fantomatico "#SignalSupport", con scuse varie tipo verifica del numero per superamento dei dispositivi connessi o attività sospette, non inviatelo in chat anche se sembra provenire dal supporto ufficiale. Si tratta di una campagna avviata da alcune settimane, che in questi giorni sta tornando piuttosto attiva e come su #Whatsapp è finalizzata a "clonare" l'account attivando un dispositivo collegato o peggio ancora fare #takeover del profilo Signal, sottraendolo almeno temporaneamente al proprietario. Per prevenire, attivate il registration lock nelle impostazioni di sicurezza, la verifica in due passaggi tramite 2FA che impedisce l'accesso anche se fornite erroneamente il codice di attivazione/pairing.
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