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Andrea Sammartino 🇷🇺🤝🇮🇹
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@ilsamma
chiedersi perchè è sempre molto pericoloso, non sai mai dove potrà portarti.
nord italia Katılım Şubat 2014
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12 vaccini obbligatori per poter iscrivere a scuola i nostri figli di 6 anni e scopriamo che è solo business??? almeno 6 non garantiscono immunità di gregge altri hanno una durata di decadimento talmente veloce che sopo un anno o due i bambini sono scoperti. E noi dobbiamo OBBLIGATORIAMENTE somministrare farmaci che non ci garantiscono nulla? ma soprattutto perchè solo noi e la Francia??? nel resto d'Europa nessun obbligo. Questa è la proposta di @claudioborghi : equiparazione agli standard europei. O qualcuno ha interessi diversi?? @FrancoZaffini ci pensi prima di cassare la proposta.
@aleCattaneo79 lei crede di proteggere i suoi figli?? legga e si informi bene e non dalle brigate pagate da bigpharma


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E se ci fosse stata tua figlia? O tua sorella o tua moglie?
Milano. Sono le 23.30 del 21 marzo. La metro linea M1 è ferma a Cadorna. Un treno è bloccato per un guasto tecnico. La gente è stanca, un po' spazientita, nervosa.
Dentro quel vagone, però, non c’è solo disagio. C’è paura. Un gruppo di ragazzi sta molestando alcune ragazze. Non è una scena interpretabile. È chiara: stanno molestando delle ragazze.
La situazione è sul punto di degenerare.
Arrivano due guardie giurate. Intervengono. Chiedono al gruppo di scendere. Una parte scende. Uno resta. Non ha il biglietto, ma non è quello il punto.
Il punto è l’atteggiamento: ostile, provocatorio. In mano ha una bottiglia di vetro, tenuta per il collo, come fosse un’arma.
In quel momento non hai tempo per ragionare con calma. Non hai il lusso della teoria. Hai pochi secondi e delle persone da proteggere.
Ilario Esposito, 52 anni, fa quello che ritiene necessario: estrae la pistola d’ordinanza. Non la punta contro nessuno. La tiene verso il basso. È un segnale, un deterrente. Che infatti funziona. La bottiglia viene abbassata. La tensione scende. Lui rimette l’arma a posto. Poi interviene fisicamente per allontanare chi è rimasto.
La situazione si chiude lì.
Nessuno ferito.
Nessuna escalation.
Fine dell’intervento.
Ma inizio del problema. Perché per l’azienda quel gesto è "sproporzionato". "Non conforme ai protocolli".
Risultato: sospensione e poi licenziamento per giusta causa.
Oggi Ilario è senza lavoro. È marito, è padre di quattro figli. E paga una decisione presa in pochi secondi dentro una situazione che, da fuori, è sempre più facile giudicare.
La domanda, però, resta: cosa pretendiamo davvero da chi deve garantire la sicurezza? Che intervenga quando serve o che si limiti a non sbagliare secondo regolamento?
Perché è facile parlare di proporzionalità dopo, a sangue freddo, quando tutto è già successo. È molto più difficile decidere lì dentro, in una carrozza ferma, con delle ragazze spaventate e qualcuno che stringe bottiglie di vetro come fossero armi.
E allora torniamo all’inizio, senza giri di parole: se su quel vagone ci fosse stata tua figlia, tua sorella o tua moglie, avresti voluto qualcuno in divisa che interveniva o qualcuno che aspettava?
Poi non sorprendiamoci se la prossima volta chi è in divisa si gira dall’altra parte. Se ogni scelta può costarti il lavoro, smetti di scegliere. E quando smetti di scegliere, smetti anche di proteggere.

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questo è un articolo del 1948 di un giornale #australiano che racconta da Gerusalemme come gli ebrei decapitassero i bambini palestinesi...lo leggi nel titolo... e poi... "i soldati ebrei assetati di sangue mutilavano i cadaveri delle donne arabe incinte..."
Il motivo per cui ci sono da 80 anni alcuni milioni di profughi palestinesi è che li hanno fatti scappare via delle loro case con il terrore. Altrimenti sarebbero rimasti..
GiovanniZibordi

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È semplicemente indegno di un Paese civile che dopo lo scandalo #GraziaAllaMinetti non si sia ancora dimesso nessuno.

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TRUMP NON È L’ANOMALIA MA LA VERSIONE NON CENSURATA
Davvero qualcuno è sorpreso? Davvero serviva il ritorno di Donald Trump per accorgersi di cosa siano gli #StatiUniti quando smettono di recitare?
#Trump non ha “tradito” la democrazia americana. Ha fatto qualcosa di molto più scomodo: ha eliminato il filtro. Ha tolto il doppiaggio morale. Ha restituito il suono originale.
Perché gli Stati Uniti, come potenza politica, non sono mai stati il set progressista che ci hanno venduto. Sono stati anche — e soprattutto — il paese del Ku Klux Klan, del maccartismo, di Guantanamo Bay, del Plan Condor, delle bombe atomiche sui civili giapponesi, e potremmo continuare a lungo.
E allora perché per decenni abbiamo fatto finta di niente?
Perché nel frattempo funzionava una macchina molto più sofisticata della propaganda: l’industria culturale americana. Non solo Hollywood in senso stretto, ma un ecosistema capace di produrre dissenso addomesticato e venderlo come segno di libertà.
C’erano i liberal impegnati — Jane Fonda, Robert Redford — simboli di un’opposizione morale perfettamente integrata nel sistema che criticavano. C’era la controcultura della West Coast, trasformata in estetica esportabile. C’era la “beat generation” , la nuova Hollywood, e poi il mondo delle start up rampanti nate nei garage, cresciute tra ribellione e consumo, tra Woodstock e Wall Street.
E poi l'effetto "boss": Bruce Springsteen elevato a coscienza critica globale, con intere generazioni europee a identificarsi in una narrazione profondamente americana, come se fosse universale.
A questo si aggiungevano nomi e immaginari che costruivano un’opposizione sempre riconoscibile, mai realmente destabilizzante: Oliver Stone, Michael Moore, fino al circuito dei festival indipendenti e dei media progressisti.
Il risultato? Una ribellione confezionata, perfettamente compatibile con il mercato. Apparentemente antagonista, ma strutturalmente innocua. Un dissenso spettacolarizzato, che non mette mai in discussione il perimetro reale del potere, e proprio per questo diventava il miglior ambasciatore possibile del sistema.
I nostri commentatori — per debolezza politica, culturale, perfino antropologica — hanno tradotto questa dipendenza in “umanitarismo”. Una parola elegante per non dire la più semplice: siamo dentro una sfera di influenza costruita dopo una sconfitta militare. Trump non ha creato nulla, ha solo smesso di fingere.
Dunque, il vero scandalo, non è quello che dice. È il fatto che, senza la colonna sonora giusta, improvvisamente suona tutto familiare.

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@SalvOasi Molto modificata a partire dall'assetto, comunque meravigliosa.
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È assai difficile accettare l’idea che non abbiamo nessuna scelta.
Ma è esattamente così.
Una Informazione al servizio di una Cupola di Poteri extra nazionali, crea la giusta rilevanza mediatica per orientare il popolo verso il prossimo Salvatore farlocco (Salis/Vannacci).
Non serve a nulla votare in queste condizioni.
A nulla.
Chi vi racconta il contrario o è troppo stupido per fare politica o è solo alla ricerca di una poltrona.
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