M. Letizia Del Zompo

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M. Letizia Del Zompo

M. Letizia Del Zompo

@labelmondo

Medico, autrice, curiosa. La speranza è un dolore che non si arrende.

Katılım Şubat 2014
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Andrea Opachi
Andrea Opachi@OpachiAndrea·
Un drone russo colpisce un’auto civile. Questo è uno dei tanti attacchi contro persone innocenti. Non è strategia, è violenza pura contro civili. I russi fanno questo tutti i giorni. Non i marziani. I russi. I russi praticano lo Human Safari a Kherson.
Zarina Zabrisky 🇺🇸🇺🇦@ZarinaZabrisky

🔴 Kherson today. Non-stop. You are seeing human safari here: a Russian drone hitting a civilian car. One of many. One of my close friends got a concussion yesterday.

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M. Letizia Del Zompo
M. Letizia Del Zompo@labelmondo·
@pasquino2000 @Piantedosim Questo è un commento vergognoso: giustificare la pedofilia, un sopruso tra i più nefasti che si possano perpetrare verso un essere umano, solo per dare contro un ministro. La critica politica è legittima, l'avvallo di un crimine contro l'umanità No.
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PASQUINO 🇻🇦
PASQUINO 🇻🇦@pasquino2000·
@Piantedosim Caro ministro, anche se una bambina si dovesse sposare a 9 anni difficilmente avrà una differenza d’età col marito superiore a quella tra lei e #ClaudiaConte. Ci ha mai pensato? Bacioni 😘
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Matteo Piantedosi
Matteo Piantedosi@Piantedosim·
Rimpatriato l’Imam di Brescia Ali Kashif. L’uomo, lo scorso gennaio, nel corso di una nota trasmissione televisiva, aveva affermato che una bambina, dopo i 9 anni di età, potesse essere considerata adulta e quindi sposarsi, arrivando di fatto a legittimare il fenomeno delle cosiddette spose bambine. A seguito del provvedimento di espulsione, è stato imbarcato su un volo da Milano Malpensa e ricondotto nel suo Paese di origine.
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Kambiz Shadmehr کامبیز شادمهر
Qualche giorno fa, commentando un post di Cecilia Sala, sono stato travolto da accuse di ogni tipo: "crudele", "#sionista", "poco obiettivo". Vorrei quindi tornare sul tema da un'altra prospettiva, partendo da una figura che lei stessa ha intervistato per Vanity Fair 🚨 Il Miraggio di Masoumeh: Femminismo Islamico e Abbaglio Occidentale Masoumeh Ebtekar è stata per decenni la "vetrina" della teocrazia iraniana. Colta, fluente in inglese, esperta di ecologia: l'interlocutrice perfetta per le Nazioni Unite. Ma dietro questa facciata di "femminismo islamico" si nasconde una distanza incolmabile dalla realtà delle donne in Iran. 👉🏻Dalle barricate alla vicepresidenza 🚨🚨Nel 1979 era "Screaming Mary", portavoce degli studenti che assaltarono l'ambasciata USA. Anni dopo, è diventata il volto del "riformismo" sotto Khatami e Rouhani. La sua missione? Convincere il mondo che l'Islam teocratico sia intrinsecamente femminista e che il velo sia un simbolo di "libertà e dignità". ⚖️ La "Favola" contro i Fatti Il suo non è femminismo di liberazione, ma #femminismo di Stato. Mentre Ebtekar occupava poltrone di potere, il sistema che lei stessa rappresentava continuava a sancire: 👉🏻Valore legale dimezzato:La testimonianza di una donna vale metà di quella di un uomo. 👉🏻Sottomissione civile: Obbligo del permesso del marito per viaggiare o lavorare. 👉🏻Controllo dei corpi: L'istituzionalizzazione del velo obbligatorio, difeso da Ebtekar mentre la polizia morale perseguitava le donne in strada. 🤷🏻‍♂️ L'abbaglio dei commentatori occidentali Perché l'Occidente ha "bevuto" questa narrazione? 1. Comodità diplomatica:Era più facile parlare con lei che con i mullah intransigenti, cullandosi nell'illusione di una democrazia "a modo suo". 2. Complesso del "Salvatore Bianco": Per paura di sembrare #islamofobia, molti intellettuali hanno accettato il femminismo islamico come "alternativa culturale", tradendo di fatto le attiviste laiche che lottavano per i diritti universali. 3. Estetica della modernità: Una donna in chador che parla di protocolli climatici ha creato un corto circuito cognitivo, scambiando la competenza di una singola per il progresso di un intero popolo. 🚨 La fine del miraggio Il movimento #Donna, #Vita, #Libertà ha stracciato questo velo. Le piazze iraniane non chiedono più "interpretazioni benevole" del dogma, ma la fine del dogma stesso. Masoumeh Ebtekar resta una figura complice: una donna che ha usato il proprio intelletto per arredare una prigione, convincendo il mondo che fosse un giardino. L'Occidente si è svegliato tardi, solo quando le grida nelle strade sono diventate troppo forti per i salotti della diplomazia. Qui vorrei consigliarvi di leggere l'intervista di Oriana Fallaci a Khomeini; corriere.it/sette/26_marzo… E buona pasqua a tutti, soprattutto alle donne, libere! #FreeIran#femminismo #islam
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ثنا ابراهیمی | Sana Ebrahimi
Let me show you how this works: It’s Friday morning. You’re in America. Coffee in hand. Half-awake. Scrolling. A headline hits you: “America/Israel bombs residential building, 20 civilians killed, including 5 children.” (These numbers are imaginary) Your stomach drops. You glance at your kid. Or think about your nieces and nephews. Now you’re not just reading anymore, you’re feeling anger, rage, disgust. By the time you get to work, the story has already settled in your mind as truth. At lunch, you bring it up. Your coworkers nod. Of course they do. Why wouldn’t they? It sounds real. Now five more people carry that same anger. They go home. They repeat it. To friends. To family. Online. Just like that, one headline becomes thousands of convictions. But here is what never made it into that headline what you did not see, what no one bothered to check: It wasn’t America. It wasn’t Israel. It was a failed missile fired by the IRGC that fell on its own people. And by the time the truth shows up, if it ever does, the damage is already done. This is what an information war looks like in real time.
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Kambiz Shadmehr کامبیز شادمهر
🤷🏻‍♂️🇮🇷Lo dico da iraniano, con il sangue di una terra martoriata nelle vene e il respiro di un’#Europa 🇪🇺che mi ha cresciuto, ma che oggi non riconosco più. ​Ho perso il conto dei sassi lanciati contro di me. Mi chiamano "sionista", "venduto", sputano epiteti antisemiti con la bava alla bocca solo perché ho commesso il peccato più grave di questo secolo: ho osato pensare. Ho osato rifiutare l’isteria collettiva, quel coro sguaiato e ignorante che oggi domina il palcoscenico del mondo. ​La cecità di chi urla per Gaza ha raggiunto vette di demenza pura. Per costoro non esistono più nazioni, non esiste storia, non esiste geografia. Esiste solo il dogma. È un’ideologia che cancella il discernimento e lo sostituisce con il fanatismo da stadio. ​Assisto a un paradosso che grida vendetta: mentre gli intellettuali #arabi più lucidi e coraggiosi cercano disperatamente di recidere il cordone ombelicale con l’oscurantismo religioso, perché hanno capito che il teocrate è il primo nemico della vita, l’Occidente "evoluto" regredisce. Si tuffa in un odio tribale che puzza di vecchio, di marcio, di fine. ​Diciamolo chiaramente, senza la paura del "politicamente corretto" che ci sta strozzando: se tornassimo al 1933, questi fanatici che oggi sfilano nelle nostre piazze non avrebbero nulla da imparare dai #nazisti. La radice è la stessa. Il veleno è lo stesso. È quell’odio viscerale per la libertà dell’altro, quel desiderio feroce di veder bruciare chi non si inchina al loro idolo di turno. ​Siamo di fronte a una nuova orda, e stavolta non cavalca dal deserto: è nata e cresciuta tra i banchi delle nostre università, coccolata dalla nostra stessa viltà. ​#Iran #Italia #NoPropaganda #Occidente #Verità
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Paola Cingolani
Paola Cingolani@PaolaToogoodxme·
@labelmondo Come si dice "un adulatore, servile e falso, che usa lusinghe per ottenere vantaggi personali e - soprattutto - per ingraziarsi qualcuno" ? Comincia con la R.
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M. Letizia Del Zompo
M. Letizia Del Zompo@labelmondo·
@FrancoBassanini @GiorgiaMeloni No, se preferisci riprendere i rapporti con la Russia! Non so se è peggio pensare questo o che a loro non interessa nulla del Paese, ma solo del proprio tornaconto elettorale. Comunque, desolante!
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Franco Bassanini
Franco Bassanini@FrancoBassanini·
Che senso hanno le critiche dell’opposizione alla missione nel Golfo di @GiorgiaMeloni? tanto più che è stata accompagnata da una chiara affermazione di dissenso rispetto all’azione di Trump… Criticare sempre e tutto quel che fa il Governo non giova alla credibilità dell’opposizione: me lo spiego’ Giorgio Napolitano nel 1980 quando ero da poco stato eletto deputato. Nei momenti di crisi sarebbe più che mai necessaria la coesione nazionale sulle scelte condivise: rinforzare i rapporti con i paesi del Golfo non dovrebbe essere una scelta condivisibile?
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Marco Setaccioli
Marco Setaccioli@marsetac·
La Yale School of Public Health ha documentato il ruolo dei colossi energetici russi Gazprom e Rosneft nella gestione e nel finanziamento dei campi nei quali vengono trattenuti, indottrinati e militarizzati i bambini ucraini rapiti. Si tratta di un crimine di guerra e contro l’umanità di portata e gravità inaudite, che combinano pulizia etnica, ingegneria demografica e genocidio culturale. Chiedo all’on. @ClaudioBorghi di confermare quanto detto in queste ore pubblicamente e cioè che l’Italia deve tornare a comprare gas russo e quindi rendersi complice e cofinanziatore di questa oscenità. Attendo cortese risposta.
Marco Setaccioli tweet media
4 di sera@4disera

"Ricominciare a importare il gas dalla Russia abbasserebbe del 50% il costo del gas" Claudio Borghi a #4disera News

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Aldo Torchiaro
Aldo Torchiaro@aldotorchiaro·
Ho lanciato una campagna con Il Riformista per contribuire alle spese legali del processo che il 5 Stelle Scarpinato intenta contro di me per aver pubblicato degli atti parlamentari. L’udienza ci sarà il 27 aprile, vi terrò informati. Questo crowdfunding ha peso se oltre a donare qualche euro vorrete seguirne gli sviluppi e parlarne nel vostro contesto, al lavoro, tra amici e colleghi. La stampa libera non può vivere se ogni volta che si accenna a una inchiesta si ricevono i colpi da 50, 100, 150 mila euro di richiesta di “danni” (?) da parte del magistrato che si “sente offeso”. E che ci fa condannare dal suo compagno di cordata, o meglio: di corrente. Fate girare questo codice, mandatelo ai vostri contatti: sostieni.link/40397r
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Setteottobre
Setteottobre@Setteottobre_·
Il 3 aprile, un missile lanciato da una base delle Guardie della Rivoluzione della Repubblica Islamica è caduto a pochi chilometri di distanza colpendo una zona residenziale nella zona ovest di Teheran. Non ci sono ancora notizie dettagliate. Un iraniano è riuscito a riprendere l’accaduto e a diffondere il video prima che il regime e i media potessero manipolare la realtà accusando Israele e l’America. Sembrerebbe si sia trattato di un Sejjil, uno dei missili balistici più avanzati in possesso dell’Iran. Non è la prima volta che questo accade. Dobbiamo tutti diffondere questo video per far sì che si sappia la verità.
Setteottobre tweet media
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𝓐𝓷𝓷𝓪🧘‍♀️
Leggete questa storia che non conoscevo. Mamma mia, mamma mia.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Fondamentale! 👇🏻👇🏻👇🏻 MELANIE PHILLIPS SPIEGA LA PSICOLOGIA CHE PORTA LA SINISTRA OCCIDENTALE A SCHIERARSI CON I BARBARI Questa è una delle analisi più accurate della mentalità liberale progressista che potrete mai ascoltare. Phillips parte dall’autoinganno fondamentale: «Il liberale occidentale dice a se stesso: “Sono una brava persona perché sono liberale, e sono liberale perché sono una brava persona”». Da questa logica circolare scaturisce tutto il resto: il bisogno compulsivo di difendere gli “oppressi”, l’attribuzione riflessiva della colpa ai potenti, l’incapacità di elaborare prove che contraddicano la narrativa. E poi è successo il 7 ottobre. Le persone che avevano difeso come vittime oppresse si sono rivelate, nelle parole di Phillips, «i selvaggi più assetati di sangue che si possano immaginare. Non solo persone che uccidono, ma che massacrano in modo sadico, barbaro, dissoluto e depravato. Hanno massacrato, violentato, decapitato, torturato, bruciato vivi neonati, bambini, donne, anziani». I progressisti liberali non riescono ad accettarlo. Perché se ammettono che le persone che hanno difeso sono malvagie, allora tutta la loro visione del mondo va in frantumi — e con essa, l’immagine che hanno di sé stessi come persone buone. Phillips lo dice senza mezzi termini: «Se ammettono che è così, la causa che hanno sostenuto come rappresentativa del bene si rivela essere il male. E questo cosa li rende? Li rende malvagi». Questo è il vero terrore: non ciò che ha fatto Hamas, ma ciò che il loro sostegno a Hamas dice di loro. «Allora cosa fanno? Fanno di tutto per fingere che il nero sia bianco, che la giustizia sia ingiustizia, che l’oppressione sia resistenza, e viceversa». Phillips identifica poi il meccanismo: la proiezione. «Non c’è modo migliore per incolpare le persone che accusarle proprio di ciò di cui sono vittime.» Chiamare gli israeliani «genocidi». Chiamarli «nazisti». Perché «se gli israeliani sono nazisti, allora noi siamo liberi. Noi, l’Occidente liberale, siamo liberi da qualsiasi tipo di colpa o da qualsiasi tipo di associazione con cose cattive.» Ecco perché l’accusa di “genocidio” contro Israele non è semplicemente offensiva: è psicologicamente necessaria per chi la muove. Senza di essa, dovrebbero confrontarsi con ciò che hanno effettivamente sostenuto. Non riescono ad affrontare ciò che hanno fatto le loro “vittime oppresse”. Quindi accusano le vittime di essere nazisti. Non è ignoranza. È sopravvivenza.
M.A. Rothman@MichaelARothman

𝐌𝐄𝐋𝐀𝐍𝐈𝐄 𝐏𝐇𝐈𝐋𝐋𝐈𝐏𝐒 𝐄𝐗𝐏𝐋𝐀𝐈𝐍𝐒 𝐓𝐇𝐄 𝐏𝐒𝐘𝐂𝐇𝐎𝐋𝐎𝐆𝐘 𝐓𝐇𝐀𝐓 𝐌𝐀𝐊𝐄𝐒 𝐓𝐇𝐄 𝐖𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐍 𝐋𝐄𝐅𝐓 𝐒𝐈𝐃𝐄 𝐖𝐈𝐓𝐇 𝐒𝐀𝐕𝐀𝐆𝐄𝐒 This is one of the most precise dissections of the liberal progressive mind you will ever hear. Phillips starts with the core self-deception: “𝘛𝘩𝘦 𝘞𝘦𝘴𝘵𝘦𝘳𝘯 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘭𝘭𝘴 𝘩𝘪𝘮 𝘰𝘳 𝘩𝘦𝘳𝘴𝘦𝘭𝘧, 𝘐’𝘮 𝘢 𝘨𝘰𝘰𝘥 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯 𝘣𝘦𝘤𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘐’𝘮 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭, 𝘢𝘯𝘥 𝘐’𝘮 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭 𝘣𝘦𝘤𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘐’𝘮 𝘢 𝘨𝘰𝘰𝘥 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯.” From that circular logic flows everything else — the compulsive need to champion the “oppressed,” the reflexive assignment of blame to the powerful, the inability to process evidence that contradicts the narrative. And then October 7th happened. The people they had championed as 𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞𝐝 𝐯𝐢𝐜𝐭𝐢𝐦𝐬 turned out to be, in Phillips’ words, “𝘵𝘩𝘦 𝘮𝘰𝘴𝘵 𝘣𝘭𝘰𝘰𝘥𝘵𝘩𝘪𝘳𝘴𝘵𝘺 𝘴𝘢𝘷𝘢𝘨𝘦𝘴 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘤𝘰𝘶𝘭𝘥 𝘦𝘷𝘦𝘳 𝘣𝘦 𝘪𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦𝘥. 𝘕𝘰𝘵 𝘫𝘶𝘴𝘵 𝘱𝘦𝘰𝘱𝘭𝘦 𝘸𝘩𝘰 𝘬∗𝘭𝘭, 𝘣𝘶𝘵 𝘸𝘩𝘰 𝘴𝘭𝘢𝘶𝘨𝘩𝘵𝘦𝘳 𝘪𝘯 𝘢 𝘴𝘢𝘥𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤, 𝘣𝘢𝘳𝘣𝘢𝘳𝘪𝘤, 𝘥𝘦𝘣𝘢𝘶𝘤𝘩𝘦𝘥 𝘢𝘯𝘥 𝘥𝘦𝘱𝘳𝘢𝘷𝘦𝘥 𝘧𝘢𝘴𝘩𝘪𝘰𝘯. 𝘛𝘩𝘦𝘺 𝘩𝘢𝘷𝘦 𝘴𝘭𝘢𝘶𝘨𝘩𝘵𝘦𝘳𝘦𝘥, 𝘳∗𝘱𝘦𝘥, 𝘣𝘦𝘩𝘦𝘢𝘥𝘦𝘥, 𝘵𝘰𝘳𝘵𝘶𝘳𝘦𝘥, 𝘣𝘶𝘳𝘯𝘦𝘥 𝘢𝘭𝘪𝘷𝘦 𝘣𝘢𝘣𝘪𝘦𝘴, 𝘤𝘩𝘪𝘭𝘥𝘳𝘦𝘯, 𝘸𝘰𝘮𝘦𝘯, 𝘦𝘭𝘥𝘦𝘳𝘭𝘺 𝘮𝘦𝘯.” The liberal progressive cannot absorb this. Because if they admit the people they championed are 𝐞𝐯𝐢𝐥, then their entire worldview shatters — and with it, their self-image as a good person. Phillips puts it bluntly: “𝘐𝘧 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘢𝘥𝘮𝘪𝘵 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘪𝘴 𝘵𝘩𝘦 𝘤𝘢𝘴𝘦, 𝘵𝘩𝘦 𝘤𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘩𝘢𝘷𝘦 𝘴𝘶𝘱𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦𝘥 𝘢𝘴 𝘳𝘦𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘨 𝘨𝘰𝘰𝘥𝘯𝘦𝘴𝘴 𝘪𝘴 𝘴𝘩𝘰𝘸𝘯 𝘵𝘰 𝘣𝘦 𝘦𝘷𝘪𝘭. 𝘈𝘯𝘥 𝘸𝘩𝘢𝘵 𝘥𝘰𝘦𝘴 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘮𝘢𝘬𝘦 𝘵𝘩𝘦𝘮? 𝘐𝘵 𝘮𝘢𝘬𝘦𝘴 𝘵𝘩𝘦𝘮 𝘦𝘷𝘪𝘭.” That’s the real terror — not what H∗mas did, but what their support for H∗mas 𝐬𝐚𝐲𝐬 𝐚𝐛𝐨𝐮𝐭 𝐭𝐡𝐞𝐦. “𝘚𝘰 𝘸𝘩𝘢𝘵 𝘥𝘰 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘥𝘰? 𝘛𝘩𝘦𝘺 𝘨𝘰 𝘵𝘰 𝘦𝘹𝘵𝘳𝘢𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘺 𝘭𝘦𝘯𝘨𝘵𝘩𝘴 𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘵𝘦𝘯𝘥 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘣𝘭𝘢𝘤𝘬 𝘪𝘴 𝘸𝘩𝘪𝘵𝘦, 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘫𝘶𝘴𝘵𝘪𝘤𝘦 𝘪𝘴 𝘪𝘯𝘫𝘶𝘴𝘵𝘪𝘤𝘦, 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘰𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯 𝘪𝘴 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘢𝘯𝘤𝘦, 𝘢𝘯𝘥 𝘷𝘪𝘤𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢.” Then Phillips identifies the mechanism: 𝐩𝐫𝐨𝐣𝐞𝐜𝐭𝐢𝐨𝐧. “𝘛𝘩𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘴 𝘯𝘰 𝘣𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳 𝘸𝘢𝘺 𝘰𝘧 𝘣𝘭𝘢𝘮𝘪𝘯𝘨 𝘱𝘦𝘰𝘱𝘭𝘦 𝘵𝘩𝘢𝘯 𝘢𝘤𝘤𝘶𝘴𝘪𝘯𝘨 𝘵𝘩𝘦𝘮 𝘰𝘧 𝘵𝘩𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘺 𝘵𝘩𝘪𝘯𝘨 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘢𝘳𝘦 𝘵𝘩𝘦 𝘷𝘪𝘤𝘵𝘪𝘮 𝘰𝘧.” Call Israelis “genocidal.” Call them “Nazis.” Because “𝘪𝘧 𝘵𝘩𝘦 𝘐𝘴𝘳𝘢𝘦𝘭𝘪𝘴 𝘢𝘳𝘦 𝘕𝘢𝘻𝘪𝘴, 𝘵𝘩𝘦𝘯 𝘸𝘦 𝘢𝘳𝘦 𝘧𝘳𝘦𝘦. 𝘞𝘦, 𝘵𝘩𝘦 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭 𝘞𝘦𝘴𝘵, 𝘢𝘳𝘦 𝘧𝘳𝘦𝘦 𝘰𝘧 𝘢𝘯𝘺 𝘬𝘪𝘯𝘥 𝘰𝘧 𝘨𝘶𝘪𝘭𝘵 𝘰𝘳 𝘢𝘯𝘺 𝘬𝘪𝘯𝘥 𝘰𝘧 𝘢𝘴𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘸𝘪𝘵𝘩 𝘣𝘢𝘥 𝘵𝘩𝘪𝘯𝘨𝘴.” This is why the accusation of “genocide” against Israel is not merely offensive — it is 𝐩𝐬𝐲𝐜𝐡𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚𝐥𝐥𝐲 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐲 for the people making it. Without it, they’d have to confront what they actually supported. 𝐓𝐡𝐞𝐲 𝐜𝐚𝐧’𝐭 𝐟𝐚𝐜𝐞 𝐰𝐡𝐚𝐭 𝐭𝐡𝐞𝐢𝐫 “𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞𝐝 𝐯𝐢𝐜𝐭𝐢𝐦𝐬” 𝐝𝐢𝐝. 𝐒𝐨 𝐭𝐡𝐞𝐲 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐞 𝐭𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐜𝐭𝐢𝐦𝐬 𝐨𝐟 𝐛𝐞𝐢𝐧𝐠 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐬. 𝐈𝐭’𝐬 𝐧𝐨𝐭 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞. 𝐈𝐭’𝐬 𝐬𝐮𝐫𝐯𝐢𝐯𝐚𝐥.

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Han Skelsen
Han Skelsen@HSkelsen·
Molto interessante. Orban in questi 16 anni non ha lasciato niente al caso: ha costruito un labirinto di trappole istituzionali pensate apposta per paralizzare il successore, anche se Peter Magyar e Tisza dovessero vincere le elezioni del 12 aprile. Il cuore di tutto sono le leggi cardinali del 2011, quelle che toccano giustizia, media, sistema elettorale, finanze pubbliche, politica familiare e chiesa: si cambiano solo con i due terzi del Parlamento. Tisza, realisticamente, avrà al massimo la maggioranza semplice e resterà con le mani legate su quasi tutto. Poi ci sono le nomine chiave: la Corte Costituzionale ha tutti e 15 i giudici piazzati da Fidesz (uno è pure un ex ministro della Difesa di Orban), la Curia è guidata da Andras Varga, il Consiglio di Bilancio ha tre fedelissimi nominati per 6-12 anni che possono bocciare qualsiasi bilancio. Il presidente Tamás Sulyok resta in carica fino al 2029 e, dopo le modifiche di dicembre, può rimandare indietro le leggi, mandarle alla Corte o addirittura sciogliere il Parlamento se non passa il budget. Aggiungici i 18 miliardi di fondi UE ancora congelati (per sbloccarli servono riforme entro agosto, ma di nuovo con quella supermaggioranza impossibile) e KESMA, la fondazione del 2018 in cui sono finite centinaia di testate locali e nazionali: cambiare il panorama mediatico è praticamente vietato senza i due terzi.Per finire, le casse sono già state svuotate con i sussidi pre-elettorali (hanno bruciato metà del deficit previsto per il 2026 solo a febbraio). Magyar rischierebbe di trovarsi con una macchina statale ostile, conti in rosso e un’opposizione che può ostruire tutto dal Parlamento o dalla strada, come facevano loro dal 2006 al 2010 .In pratica Orban può perdere le elezioni e continuare a comandare dall’ombra. Roba da manuale di ingegneria del potere. Leggetelo, secondo me vale la pena
POLITICOEurope@POLITICOEurope

How Viktor Orbán laid traps to stop his successor from running Hungary dlvr.it/TRrXqC

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Mariano Giustino
Mariano Giustino@MarianoGiustino·
Qui, la mia corrispondenza di questa mattina 2 aprile 2026, in onda su Radio Radicale: - La macchina esecutiva del regime ha intensificato la repressione e sta giustiziando a ritmo serrato prigionieri innocenti. - Ogni giorno in più che il regime iraniano rimane al potere, aumentano le persone giustiziate e torturate, in gran parte giovani oppositori. - Negli ultimi giorni, sono state decine i manifestanti impiccati. - Cinque manifestanti iraniani sono stati condannati a morte per l'incendio della base #Basij a #Teheran, sarebbero stati trasferiti dal carcere di Qezel #Hesar in un luogo sconosciuto per essere giustiziati: Mohammad Amin Biglari, Shahin Vahedparast Kalur, Abolfazl Salehi Siavashani, Amirhossein Hatami e Ali Fahim. - Il giovane manifestante Peyvand #Naimi si trova in imminente pericolo di vita dopo aver subito due finte impiccagioni, pratica di tortura molto diffusa nelle prigioni iraniane, torture prolungate e interrogatori, mentre le autorità iraniane tentano di costringerlo a confessare crimini che non ha mai commesso. - Per la repubblica islamica iraniana la priorità è la sopravvivenza del regime non della sua popolazione. - La pratica dei bambini-soldato è radicata nella dottrina militare del regime iraniano, così come la pratica degli "scudi umani". Numerose scuole e ospedali in #Iran sono state trasformate in postazioni militari dei guardiani della rivoluzione e dei basij. - Intanto si acuisce la frattura tra il presidente iraniano e il capo delle guardie rivoluzionarie a causa della guerra e dell'economia. - Frattura insanabile tra il presidente iraniano, #MasoudPezeshkian e il corpo dei guardiani della rivoluzione sulla gestione della guerra e sul suo impatto devastante sulla vita della popolazione e sull'economia. - Come stiamo documentando le guardie rivoluzionarie hanno assunto di fatto il totale controllo del regime iraniano in un contesto di crescente lotta per il potere. - Il gruppo dell'élite politica e dei decisori della repubblica islamica ora proviene tutta dall'esercito, addestrati sotto la supervisione dei comandanti più alti dei pasdaran, non solo del clero. Attenzione però, questo non significa che i guardiani della rivoluzione stiano togliendo il potere ai chierici, ma vogliono subordinarlo all’apparato militare. Dunque, ciò che Vahidi rappresenta non è la fine della teocrazia, ma la sua completa militarizzazione: un passaggio dalla tutela clericale a un sistema in cui il governo clericale viene sempre più applicato, gestito e mantenuto dai militari e in particolari dai custodi della rivoluzione islamica. - Il conflitto si snoda in due guerre parallele. Una è la campagna senza sosta costituita da attacchi aerei americani e israeliani contro il regime iraniano e l'altra è la guerra dell'Iran all'economia globale. - L’Iran conduce la sua guerra energetica per indurre l'America a fermare la sua guerra aerea e a scoraggiarla dal lanciarne un'altra, quando un giorno sarà terminato il conflitto. - Intanto l’Iran ha spinto i Paesi Arabi ad allinearsi. - L'Iran vuole esercitare un'efficace deterrenza strategica, e ora sembra aver trovato una nuova possibile via per la deterrenza strategica. Teheran ha dimostrato che, con una tecnologia primitiva, possono ostruire le vie di comunicazione cruciali per il commercio marittimo e per il commercio globale. Buon ascolto! radioradicale.it/scheda/785960/…
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M. Letizia Del Zompo
M. Letizia Del Zompo@labelmondo·
L'orrore!
Mariano Giustino@MarianoGiustino

Nel video, l'ospedale Ansar, a Narmak. Ai manifestanti feriti è stato negato il trattamento; alcuni sono stati giustiziati con colpi di pistola alla testa o trasportati vivi all'obitorio. In #Iran, Internet è stato quasi completamente bloccato, la connettività è scesa quasi a zero; 90 milioni di persone sono rimaste isolate dal resto del mondo. Spinte nell'oscurità. Nel bel mezzo della guerra, molti iraniani non sanno nemmeno se i propri cari siano vivi. È come se fossero stati presi in ostaggio. Il regime sta giustiziando manifestanti innocenti nell'oscurità più totale della comunità internazionale.

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Марко Монтаньяна
Ieri, anniversario della liberazione di #Bucha e della scoperta della strage russa, mi sono fatto aiutare da #Claude nella ricerca di fonti e prove fotografiche del massacro. Oggi gli ho chiesto la prova contraria, cioè quella della messinscena, e la risposta è bellissima:
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
Il Teorema di Gratteri alla prova dei dati. Nei 273 comuni sciolti per mafia dal 1991, il No ha vinto in 199 casi: 3 su 4 (72,9%). In termini di voti complessivi, in questi 273 comuni il No ha raccolto il 60,2% contro il 39,8% del Sì. Con @DavideMattone. ilfoglio.it/giustizia/2026…
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