
simenhegstadkrueger
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@ProItalia_org Una terza via: divieto di lavorare all'estero ai laureati in una università pubblica per almeno 10 anni, pena il versamento del costo che lo Stato ha versato per l'istruzione (circa 180.000 euro a studente). Troppo comodo studiare a scrocco qui e poi andarsene!







Non pensavo di doverlo spiegare, ma: se fai inferenza causale tra due variabili sulla base di una regressione fatta in una riga di R, non hai identificato la direzione della causalità. Da qui il commento sarcastico.







30 anni che si gioca al gioco delle tre carte con quelli che ti dicono "abbiamo i CCNL non serve altro" e dall'altro "finché non aumenta la produttività non possiamo aumentare i <<salari>>".



@promaachos Potevi scegliere una qualsiasi area ma purtroppo per te hai scelto quella sbagliata, è la mia. Un ingegnere informatico non si trova neanche a pagarlo oro. Da me sono arrivati ad assumere gente con tutte le lauree scientifiche disponibili paga base 1.4/1.5k € al primo impiego.


Leggo di gente felice di prendere 1800 euro dopo aver studiato una vita e mi viene la depressione


Tema: Perché in Italia i salari sono tra i più bassi d’Europa? Svolgimento:



Questo grafico - fatto dall’Osservatorio Conti Pubblici - ci fa capire come funziona la nostra imposta principale, l’Irpef. Fino a 12 mila euro annui (circa 900 euro al mese), si paga zero IRPEF. Nel primo scaglione (0-28 mila euro, cioè fino a circa 1.600 euro netti al mese) si paga in media circa 100 euro al mese. Vuol dire che qualsiasi cosa fai, dai un beneficio ridottissimo. Ma per il motivo più semplice di tutti: già si pagano pochissime imposte. Ecco perché il mantra “riduciamo le imposte ai redditi bassi” non ha alcun senso. Il problema di questi redditi non sono le tasse: il problema è che è basso il lordo (e allora le politiche per risolvere il problema sono altre). Come vedete chiaramente dal grafico, il problema del sistema fiscale italiano è che massacra il ceto medio: quando guadagni 2.500/3.000 euro al mese, un terzo del tuo reddito se ne va in IRPEF. E se ti viene la malaugurata idea di lavorare un po’ di più, su ogni 100 euro lordi, circa la metà se ne va in Irpef : un gentile trattamento che negli altri paesi europei riservano solo a chi guadagna 9/10 mila euro netti al mese. Questa è la battaglia principale del @Partito_Libdem : riduciamo la spesa pubblica per dare respiro ai “muli da soma” di questo paese.




















