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@licia_la
“Tutto ciò che ami probabilmente andrà perduto, ma alla fine l'amore tornerà in un altro modo" (Kafka)










Totale assenza di dibattito pubblico sulla sostituzione di Cingolani. Un paese fallito, ma questo già lo sapevamo. Bravo @federicofubini che almeno solleva il tema e il punto Leonardo, finisce la sintonia tra Cingolani e Palazzo Chigi La «freddezza» di Fazzolari corriere.it/native/26_apri…


Nei tre anni di gestione #Cingolani, #Leonardo ha aumentato dell’85% l’utile netto, ridotto il debito e visto il titolo salire del 410% (rispetto ad una crescita dell’indice di settore europeo del 155%); ha assunto 7.000 persone, costruito importanti alleanze internazionali (Rheinmetall, Baykar, IndraGroup, Gcap e Bae), promosso la nascita del più importante player europeo dello Spazio (Bromo, con Airbus e Thales), sviluppato competenze tecnologiche d’avanguardia (cybersicurezza, AI, ecc) e definito un piano che prevede ordini per 142 miliardi entro il 2030. Ora – in un momento quanto mai critico per la sicurezza internazionale - pare che Giorgia #Meloni voglia dare il benservito a Cingolani. E’bastata questa indiscrezione perché il titolo perdesse l’8% in borsa. Sarebbe interessante sapere quale criterio stia guidando questa scelta, e se sia compatibile con l’interesse nazionale. Perché a prima vista parrebbe il contrario.



La vicenda Leonardo-Cingolani sembra essere finita come piace agli americani. Con Cingolani Leonardo, oltre a potenziare R&D e ad aumentare ordini e utili, si è sempre più integrata nell'industria militare europea, cosa che francesi e tedeschi chiedevano da anni. Questo avvicinamento è uno dei prerequisiti fondamentali per creare una difesa comune europea: se non parti dall'allineamento e dall'integrazione dei principali attori industriali del settore, non potrà mai funzionare. L'Amministrazione Trump, con lo svuotamento e il depotenziamento della Nato, ha agito da catalizzatore di un processo che per forza di cose deve partire da una base industriale. Questa è la posta in gioco sul futuro di Leonardo e della tecnologia militare europea, passo fondamentale per dare forma e sostanza al concetto di autonomia strategica. La domanda da girare alla presidente del Consiglio, in merito alla vicenda, è semplice e brutale: Which side are you on?















