mmarco
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mmarco
@m_mark_1
x è il regno dei coglioni fascisti di merda,dei novax imbecilli e i putiniani italiani di merda.
Mutina Katılım Aralık 2024
604 Takip Edilen91 Takipçiler

E oggi su Il Tempo domanda alla sinistra: ma i vostri indagati restano al loro posto?
Su Libero come calano gli sbarchi verso l’Italia.
La Storaciata e le prime pagine
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#immigrazione
#Storaciata ✍️



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COMUNICATO STAMPA
"I FIGLI NON SONO DELLO STATO":
DOMENICA 29 MARZO IL CORTEO NAZIONALE A ROMA CONTRO GLI ALLONTANAMENTI INGIUSTI ROMA
Il grido di migliaia di famiglie spezzate scende in piazza.
Il Comitato "I Figli non sono dello Stato" fondato da Arianna Fioravanti, Simona Boccuti e Nadia di Rocco e a cui continuano ad aderire numerose realtà a livello nazionale, indice per domenica 29 marzo 2026 un grande Corteo Nazionale a Roma.
Un evento nato dall'urgenza di denunciare un sistema che, troppo spesso, trasforma il supporto alle famiglie in una separazione traumatica e irreversibile, calpestando il diritto inalienabile di ogni bambino a crescere nel proprio nucleo d’origine.
Il raduno è fissato per le ore 15:00 in Piazza Vittorio Emanuele, da dove il corteo marcerà fino a Piazza di Porta San Giovanni. Sotto lo slogan "Basta allontanamenti ingiusti: i bambini hanno diritto alla loro famiglia. Giù le mani dai bambini", la manifestazione darà voce a padri, madri, nonni e figli che chiedono una riforma profonda del sistema di tutela minorile.
Non si tratta solo di una protesta, ma di una rivendicazione della dignità e della riconquista della famiglia naturale contro ogni forma di prevaricazione burocratica: "Ogni bambino sottratto ingiustamente è una ferita aperta nel cuore della società e le istituzioni devono tornare a essere garanti dei legami affettivi, non i loro carnefici."
Questa mobilitazione non si esaurirà nella giornata di domenica. La spinta civile del corteo troverà infatti il suo diretto compimento legislativo nella giornata di martedì 31 marzo ore 11:00, presso Piazza Capranica (Montecitorio), dove una delegazione ufficiale del Comitato provvederà alla consegna delle istanze direttamente nelle mani dei parlamentari.
Si tratta di un atto formale e sostanziale: la presentazione di punti programmatici che il Comitato esige vengano recepiti come base per una nuova proposta di legge, affinché il dramma delle sottrazioni forzate venga finalmente arginato da norme chiare e giuste.
In concomitanza con la consegna delle istanze, a partire dalle ore 12:00, si terrà un Flash Mob in Piazza Capranica guidato da una delegazione di genitori con figli sottratti. Sarà un momento di testimonianza visiva e silenziosa per ricordare a chi legifera che dietro ogni fredda pratica burocratica batte, soffre e spera il cuore di una famiglia spezzata.
Comitato I FIGLI NON SONO DELLO STATO
ifiglinonsonodellostato@gmail.com

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@Ignazio_LaRussa Poveretti.
Nessuna solidarietà invece alla ragazza violentata dal figliolo?
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Desidero esprimere ferma condanna per l’aggressione avvenuta ieri sera a Pisa ai danni di un gruppo di studenti di Azione Universitaria che - senza bandiere e insegne politiche - stava consumando un aperitivo all’esterno di un locale. Nelle strade e nelle facoltà, anche con il colpevole silenzio di molti, continuano le azioni di violenza e sopraffazione nei confronti dei ragazzi di destra. Nel ringraziare le Forze dell’Ordine per il pronto intervento, rivolgo ai ragazzi di Azione Universitaria la mia sincera vicinanza.
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@AntonelloAng Certo che uno di 30 anni vive con la paghetta voi di destra piace il figlio che si fa delle seghe dalla mattina alla sera
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@SERGIOBERLATO Si.
Avanti con le cretinate.
Ascolta
Perché non rompi il cazzo sul perché salvini è nominato 96 volte?
Ti tira il culo qui?
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@errico_erika Hai ragione.
Visto le stronzate che scrivi vuol dire che fanno effetto.🤣🤣🤣🤣🤣
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Il programma del @pdnetwork alle ultime elezioni prevedeva la riforma costituzionale della giustizia, la separazione delle carriere e l’Alta corte disciplinare.
Abbiamo visto il testo, nero su bianco.
Il Pd di Elly Schlein, nell’ottobre 2022.
Ora provate a rileggerlo.
Se Schlein vota davvero No, contro il programma del suo partito, dovrebbe dimettersi. Essere costretta a lasciare.
Vota Sì, con coerenza, chi ha votato Pd.

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🔴 I colleghi di Carmelo Cinturrino, il poliziotto fermato per omicidio volontario di Abderrahim Mansouri, avevano paura dell'assistente capo del commissariato Mecenate e come loro anche alcuni frequentatori del boschetto di Rogoredo. E' uno dei dettagli che emerge nella richiesta di fermo firmata dal procuratore capo di Milano Marcello Viola e del pubblico ministero Giovanni Tarzia. Per la Procura, oltre al pericolo di fuga, risulta "concreto e attuale" sia il pericolo di inquinamento probatorio sia di reiterazione del reato, "alla luce della circostanza che il fermato ha dimostrato elevatissima capacità criminale". Tre dei poliziotti indagati per favoreggiamento e omissione di soccorso hanno sostenuto il "timore" che il collega, "già attivatosi più volte per raccomandare che la versione della 'legittima difesa' venisse sostenuta senza esitazioni, possa aggredirli e far loro del male". Il poliziotto più vicino alla scena del delitto ha riferito di aver avuto "timore di essere colpito alle spalle dal Cinturrino, mentre stava correndo verso l'uscita del bosco, in esecuzione dell'ordine, impartitogli proprio dall'indagato, di recarsi al Commissariato". E su Cinturrino aggiunge che "è una persona pericolosa, che incute timore, è rude".
📷: ANSA/fb

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Caro @marcotravaglio visto che, come era chiaro dall’inizio, la storiella dell’attacco alla casa di Putin era una menzogna di propaganda, che tu però hai dato in pasto ai tuoi lettori senza alcuna verifica, ti chiedo di pubblicare la rettifica al tuo editoriale di ieri come prevede l’articolo 16 del codice etico dei giornalisti in vigore dal 1 giugno del 2025, chiedendo anche scusa per non aver ottemperato a quanto previsto dall’art. 18 che rende obbligatorio un controllo sull’attendibilità delle fonti. In caso contrario invierò segnalazione all’Ordine dei Giornalisti cui sei iscritto, come mi propongo di fare quotidianamente da oggi in poi.
@fattoquotidiano
@petergomezblog




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I propagandisti russi sostengono che l'Ucraina abbia attaccato la residenza di Putin.
Quale delle tante?
- Quella di Valdai, dove c'è il salotto con il palo da spogliarellista e il bagno dorato?
- Oppure la casa da 1,4 miliardi di dollari sulla costa del Mar Nero, a Cap Idokopas, costruita da Transneft e altre compagnie petrolifere russe?
- O il suo appartamento da 22 milioni di dollari a Mosca?
- Magari era il suo palazzo da un miliardo di dollari nella periferia di Mosca, grande il doppio di Buckingham Palace?
- O forse la casa di San Pietroburgo, residenza 'ufficiale' dello zar moderno, con oltre mille stanze (compreso il bunker) ?
- E se avessero attaccato il cottage estivo vicino al confine finlandese, dove c'è una tenuta di caccia?
- Oppure la residenza nella foresta in Carelia, in riva al lago, dove si ritira quando gli va di pescare?
- Oppure quella di Kaliningrad?
- O il complesso in Siberia?
- Ah no, forse hanno attaccato il suo rifugio di caccia siberiano sui monti Altai?
- Oppure hanno attaccato la casa di sua figlia in Francia? Ah no, quella è stata sequestrata dalle autorità francesi. Peccato.
- Forse era la "ritirata spagnola" di Putin?
- Oppure intendeva lo yacht Olympia, così grande che potrebbe essere considerata una casa galleggiante? O sulla Graceful, sull'Olympia o sulla Victoria? Eh già, possiede più navi lui, che non la flotta del Mar Nero...
Tutto questo mentre il 60% dei russi non ha nemmeno l'acqua corrente in casa, e per fare i bisogni deve scendere in giardino.
"Signore il popolo ha sete..."
"Che bevano Vodka".
(semi cit.)

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I gretini della Lega
Li chiamano i bambini nel bosco, come personaggi di una favola. La destra italiana li ha trasformati in simbolo, ma non per proteggerli. Per colpire i giudici. Ancora una volta i giudici comunisti, la solita ossessione. Poco importa che quei minori rappresentino l'esatto contrario dei valori che la Lega dichiarava sacri fino a ieri. Conta solo la guerra contro la magistratura. Conta il referendum sulla giustizia.
I dettagli non sono folklore. La relazione degli assistenti sociali del 1° dicembre li descrive con precisione clinica. Igiene personale "scarsa e insufficiente". Terrore per la doccia e il soffione. Rifiuto del sapone. Vestiti cambiati una volta a settimana. Stupore di fronte a interruttori della luce e sciacquoni del water, oggetti che guardano con meraviglia come fossero alieni. Non sanno leggere né scrivere correttamente, la maggiore di otto anni sa tracciare solo il proprio nome. Non hanno mai socializzato con altri coetanei. Manifestano deprivazioni educative e relazionali che gli assistenti definiscono sistematiche. Questo non è stile di vita alternativo. È negazione della dignità, sottrazione deliberata degli strumenti minimi per crescere come persone autonome.
E la Lega? Salvini si indigna. Post su post, attacchi ai giudici, scandalo mediatico. La magistratura comunista che ruba i bambini alle famiglie. I giudici cattivi che non capiscono la vita green, la natura, l'autosufficienza.
Ma quando mai alla Lega è importato qualcosa della vita green? Proprio loro che per anni hanno insultato Greta Thunberg. "Gretina", la chiamavano. Personaggio da horror. I ragazzi che scioperavano per il clima erano "gretini". Sfottò sistematico sui social della Lega, insulti feroci, minacce di morte da sostenitori leghisti. E adesso questi stranieri extracomunitari che vivono senza elettricità né acqua corrente, seguendo una filosofia ambientalista radicale, diventano sacri. La famiglia green va difesa. Salvini parla di "famiglia a emissioni zero" perseguitata. Dove sono finiti i "gretini" che dovrebbero applaudire questa scelta sostenibile? Greta Thunberg andava insultata perché faceva sciopero per il clima. Questa famiglia va difesa perché vive green. La contraddizione è sfacciata, oscena. Puro opportunismo: valori ridicolizzati ieri diventano sacri oggi, non per coerenza ma per calcolo.
La verità è che questi bambini servono. Dal 21 al 24 novembre la Lega ha pubblicato 15 contenuti sul tema. Quindici. Tutti con lo stesso copione: bambini strappati, giudici arroganti, famiglia perseguitata. E poi l'invito martellante: votate sì al referendum sulla giustizia. È tutto lì, cristallino. Questi bambini sono carne da macello per la propaganda, munizioni per la guerra contro la magistratura, combustibile per portare gli italiani a votare sì al referendum, smantellare l'autonomia dei giudici, conquistare un pezzo in più di potere.
Non è la prima volta. Salvini l'aveva già fatto con Bibbiano. Sul palco di Pontida, settembre 2019, aveva portato una bambina presentandola come "Greta, bimba di Bibbiano". Per ventiquattro ore giornali e siti avevano rilanciato. Solo che era tutto falso. Greta non era di Bibbiano, viveva in Lombardia. La mamma era stata avvicinata da esponenti della Lega e convinta a salire sul palco. Salvini aveva sventolato una bambina davanti alle telecamere come fosse una felpa o un rosario. Volto esposto a migliaia di persone, storia distorta. Sul palco tuonava: "Mai più bambini rubati alle famiglie. Mai più bimbi come merce". E intanto faceva esattamente quello: trasformava i bambini in merce politica.
Adesso siamo qui. Di nuovo. Altri bambini, altra propaganda, stessa meccanica. Dietro ogni tweet indignato, un solo obiettivo. Il referendum. Il potere. La vendetta contro la magistratura.
I bambini non sono soggetti di diritto. Sono oggetti narrativi. La loro vulnerabilità non viene protetta, viene esposta. Resa visibile, semplificata, piegata ai bisogni della propaganda. Trasformata in risorsa politica, in strumento per produrre consenso, per mobilitare l'elettorato, per sospendere il giudizio critico. Verranno usati finché servono, poi gettati via. Come Greta di Pontida, come tutti i minori trascinati sui palchi per fare spettacolo.
Questa è la Lega. Non è difesa della famiglia. È uso sistematico dell'emozione politica come strumento di potere. È mercificazione dell'infanzia, disponibilità esplicita a sacrificare i diritti fondamentali dei minori pur di alimentare guerra culturale permanente contro le istituzioni. È trasformazione di tre bambini vulnerabili in propaganda elettorale.
Salvini è aberrante. Indegno di essere un politico. Non per le sue idee, ma per come sfrutta i bambini. Per come li usa, li piega, li rompe in nome del consenso. Per come trasforma la sofferenza dei minori in strumento di potere. Per come riduce l'infanzia a merce, a oggetto, a cosa da esibire quando serve e scartare quando non serve più.
Questo non è fare politica. Questo è fare violenza. E dovrebbe farci orrore.
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10000 euro
Un governo allo sbando, senza più nulla da esibire se non fallimenti, ha scelto di impacchettare il proprio regalo di Natale ai fedelissimi del nero. Su proposta del Ministero dell’Economia della Lega, applaudita senza un sussulto da tutta la maggioranza, ristoratori, balneari, tassisti, commercianti, professionisti, medici e gioiellieri potranno ripulire i contanti accumulati per anni. Un cinque per cento e il denaro sporco torna vergine, senza domande, senza controlli, senza la minima ombra di responsabilità.
Dal 1° gennaio il limite ai contanti schizza a 10.000 euro. La tempistica è chirurgica, incastrata alla vigilia del referendum per blindare un elettorato che sull’evasione ha costruito un’identità. Il messaggio è disarmante nella sua sincerità: sottrarre risorse al fisco non è un reato, è un vizio che si sistema con una mancetta.
E tu, contribuente inchiodato alla busta paga che vede metà dello stipendio sparire alla fonte, devi continuare a pagare tutto, fino all’ultimo centesimo, mentre altri comprano l’impunità a prezzo di saldo. Devi credere nello Stato mentre lo Stato premia chi lo ha sempre fregato e tratta te come una mucca da mungere.
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@ultimora_pol Sarebbe meglio fare un test a chi vuole fare politica.!!!!
Avremmo meno cretini a fare proposte del cazzo.
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La proposta della Lega introduce un esame di integrazione per gli stranieri nati in Italia che richiedono la cittadinanza a 18 anni, insieme all’assenza di condanne o procedimenti per delitti non colposi. Aumentano i requisiti di residenza: per i minori con ascendenza italiana da 2 a 4 anni; per gli adulti, fino a 10 anni per stranieri nati in Italia o apolidi, e a 8 per cittadini Ue. Vengono ampliate le cause di revoca in caso di condanne definitive per reati gravi, comprese violenza di genere e pratiche “culturalmente motivate”. Si riducono i tempi delle procedure amministrative e si introducono nuove limitazioni ai ricongiungimenti familiari, tra cui l’obbligo di assicurazione sanitaria per ogni familiare. @ultimora_pol
Ultimora.net - POLITICS@ultimora_pol
La Lega propone una stretta sulla cittadinanza: esame di integrazione obbligatorio, innalzamento dei requisiti di residenza, nuove cause di revoca e restrizioni sui ricongiungimenti familiari. @ultimora_pol
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Pokrovsk, la cittadina che smaschera la propaganda
Ci hanno convinto che Putin sta vincendo. Ogni sera nei talk show, ogni mattina sui giornali. L'avanzata russa è inesorabile, ci dicono. La resistenza ucraina è al collasso. Meglio arrendersi, cedere territori, accettare la realtà. E noi annuiamo, perché ci fidiamo, perché non verifichiamo mai nulla, perché è più comodo credere che pensare.
Poi guardi i fatti. Pokrovsk è più piccola di Viterbo. Sedici mesi per non riuscire a prenderla tutta. Sedici mesi di assalti, morti, macerie, evacuazioni. Gli ucraini nel frattempo hanno costruito linee difensive arretrate che costeranno altre migliaia di vite russe. Se mai Putin arriverà oltre quelle macerie, troverà fortificazioni che due anni fa non esistevano nemmeno. Ma questo non lo raccontano, nei talk show. Preferiscono il racconto della vittoria inevitabile, della resa necessaria.
Viterbo. Una cittadina più piccola di Viterbo. In sedici mesi.
La Russia non ha conquistato Kyiv, non ha conquistato Kharkiv, non ha conquistato nemmeno le repubbliche di Donec'k e Luhans'k che aveva già annesso sulla carta prima di invadere. Quattro anni di guerra per non riuscire a prendere quello che aveva dichiarato russo nel 2022. Eppure qui da noi la narrazione è un'altra: Putin ha vinto, diamogli tutto il Donec'k, anche le parti non conquistate. Così evitiamo che debba affrontare quelle linee fortificate, così risparmiamo altre vite russe, così lui può pure usarle per difendersi. Comodo, no?
Trump lo aiuta. In cambio di cosa, non si sa. Affari personali, forse. Ricatti, si vocifera da anni. Ma sono dettagli. Quello che conta è che l'opinione pubblica occidentale, qui da noi soprattutto, è terrorizzata. La flatulenza nucleare di Putin può distruggere il mondo, ci ripetono. Non la sua stanza, il mondo. Allora meglio cedere, meglio arrendersi, meglio dargli quello che vuole.
Nessuno si ferma a ragionare. Se l'esercito russo è così potente, come mai ci mette sedici mesi per Pokrovsk? Se le armi miracolose esistono davvero, perché non le usa? Se la vittoria è così vicina, perché Putin spinge tanto per ottenerla a tavolino invece che sul campo? Forse, chissà, potrebbe essere che la Russia si sia infilata in un mattatoio dal quale non sa come uscire. Che abbia bisogno disperato di una vittoria diplomatica perché quella militare non arriva. Che le perdite siano insostenibili, le conquiste misere, il futuro incerto.
Ma questo non lo dicono. Nei giornali italiani si scrive dell'avanzata inesorabile. Qualche politico propone di cedere territori per salvare vite. Qualcun altro annuisce compiaciuto. Nessuno fa nulla per nulla, si sa. Verrebbe da chiedersi cosa ci guadagnano, questi. Quali contratti energetici, quali promesse, quali pressioni da Mosca. Ma non si chiede, non si indaga, non si vuole sapere.
La Russia ha vinto la guerra della propaganda. Qui da noi in particolare. Ha perso sul campo ma vince nelle redazioni, nei salotti televisivi, nelle dichiarazioni politiche. Senza sparare un colpo. Solo ripetendo che ha già vinto, che l'Ucraina deve arrendersi, che resistere è inutile. E noi ci crediamo, perché è più facile, perché verificare richiede fatica, perché qualcuno ci guadagna e a noi basta non pensarci troppo.
Sedici mesi per Pokrovsk. Più piccola di Viterbo. Ma va bene così, Putin ha vinto.
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L’Italia si sta spegnendo
L’Italia si sta spegnendo. Non serve un economista per accorgersene. Basta entrare in un supermercato.
I dati 2022-2023 ci dicono che il volume delle vendite nella grande distribuzione è crollato tra il 4 e il 6 per cento. I discount, che dovrebbero essere l’ultimo rifugio delle famiglie in difficoltà, segnano un meno 7 per cento. La carne fresca scende del 10 per cento, il pesce del 12, la frutta e la verdura oscillano tra il meno 8 e il meno 14 per cento. L’ortofrutta registra il calo più violento degli ultimi vent’anni. Anche i prodotti considerati intoccabili cedono: pasta meno 3 per cento, latte meno 5, beni per l’infanzia meno 8.
Questi numeri hanno nomi e volti. Sono la madre che sceglie la carne più economica e la pesa due volte prima di metterla nel carrello. Sono il padre che rinuncia al pesce fresco perché costa troppo. Sono i bambini che non vedono più frutta a tavola tutti i giorni. Non è austerità. È povertà che avanza, casa per casa, carrello per carrello. È un Paese che non compra più perché non può più comprare.
Nel frattempo la vita si fa più cara. Gli affitti crescono fino al 25 per cento in due anni. Le bollette hanno accumulato aumenti del 40 per cento. La benzina resta su livelli improponibili per chi prende 1.400 o 1.600 euro netti al mese, che sono la condizione reale della metà dei lavoratori italiani. Sopra i 3.000 netti ci arriva meno del 10 per cento della popolazione. Sopra i 5.000 una micro minoranza che vive in un altro Paese, lontano dai supermercati dove il resto degli italiani conta le monete.
Un insegnante con vent’anni di servizio guadagna meno di 1.800 euro netti. Un infermiere che lavora su turni, notti e festivi si ferma poco sopra. Un impiegato di banca, figura che un tempo garantiva sicurezza, oggi vive con 1.600 euro e il mutuo sulle spalle. Mentre i politici si aumentano i rimborsi e le società quotate distribuiscono dividendi record. Mentre il governo annuncia il successo e la ripresa.
La sanità è un muro invalicabile. Una donna di cinquant’anni che scopre un nodulo al seno aspetta sette mesi per una mammografia. Sette mesi durante i quali ogni giorno è un pensiero che corrode. Sette mesi che possono fare la differenza tra guarigione e metastasi. Questo è il Sistema Sanitario Nazionale oggi. Un sistema che uccide per lista d’attesa. Reparti che lavorano con organici tagliati fino al 30 per cento. Oltre 2,5 milioni di persone che rinunciano alle cure per ragioni economiche. Una visita privata può costare 120 o 150 euro, una specialistica 250. Per milioni di italiani questo significa non curarsi. Significa scegliere tra mangiare e vivere.
Sul lavoro, l’età pensionabile è ferma a 67 anni, destinata a salire. Un Paese che obbliga a lavorare fino a quasi settant’anni con stipendi fermi da quindici anni non ha nulla di sostenibile. La mobilità sociale è tra le peggiori dell’OCSE. La povertà assoluta è ai massimi da quando esistono le rilevazioni. I giovani fuggono a centinaia di migliaia l’anno.
L’evasione fiscale supera 90 miliardi annui. È un pozzo senza fondo che nessun governo ha mai voluto tappare davvero. Si premia chi evade con condoni e rottamazioni, si punisce chi paga tutto. E intanto il PNRR, che doveva essere il motore della ricostruzione, arranca in modo imbarazzante. Oltre 40 miliardi di euro fermi. Quaranta miliardi che dovevano ricostruire il Paese e invece dormono in cassetti ministeriali, bloccati da burocrazia, incompetenza, incapacità strutturale. Soldi europei che l’Italia non sa spendere mentre annuncia tagli alla sanità, alla scuola, alle pensioni. È l’immagine perfetta di un governo che non governa. Che amministra il declino. E senza il PNRR saremmo già in recessione tecnica, mentre tutta l’Europa cresce più di noi.
A questo punto arriva l’obiezione di regime: “È colpa del Superbonus 110 per cento.”
No. Il Superbonus è stato gestito da incompetenti e ha generato distorsioni gravi. Ma non ha causato il crollo dei consumi. I dati lo dimostrano: la crisi era già in atto nel 2022 e 2023, mentre il 110 era ancora attivo. La grande distribuzione segnava le prime contrazioni, le famiglie tagliavano già carne e pesce. E soprattutto: il vero problema strutturale dell’Italia è che siamo l’unico Paese OCSE dove i salari reali sono calati negli ultimi trent’anni. Mentre in Germania, Francia, Spagna salivano del 20, 30, 40 per cento, in Italia scendevano. Questo è il cancro. Non il Superbonus.
La Spagna investe e cresce. La Francia investe e cresce. Il Portogallo investe e cresce. L’Italia taglia e affonda. Il governo usa il 110 come capro espiatorio per coprire il proprio fallimento.
Poi c’è la parte più grottesca. La premier che racconta un’Italia che “raggiunge risultati storici”, che “è diventata un modello europeo”, che “ha migliorato tutti gli indicatori”. Ed è qui che entra in scena la vicenda più simbolica. La libertà di stampa. Reporter Senza Frontiere piazza l’Italia nel 2024 al 46° posto, cinque posizioni più in basso rispetto all’anno precedente. Un crollo. Un segnale grave. Un campanello d’allarme internazionale.
E cosa fa la premier? Sostiene il contrario. Dice che l’Italia ha “guadagnato posizioni”. Che stiamo risalendo. Che la stampa è più libera. Tutto pronunciato con sicurezza assoluta. Poi arriva la verità. Era un errore. Stava leggendo la classifica al contrario. Il fondo scambiato per la cima. La discesa letta come salita. Una gaffe che se fosse rimasta in privato sarebbe ridicola. Detta da chi governa un Paese diventa una metafora perfetta del modo in cui si governa: prendere i numeri, rovesciarli, trasformarli in propaganda.
Vale per la stampa. Vale per l’economia. Vale per la povertà. Vale per il PNRR. Vale per la sanità. Vale per l’occupazione. Vale per tutto ciò che il Paese vive e che il governo finge di non vedere.
L’Italia si trova davanti una frattura reale, documentata, misurabile. Consumi che crollano. Grande distribuzione in contrazione pesantissima. Redditi stagnanti. Inflazione che divora i salari. Servizi pubblici degradati. Giovani che fuggono. Pensioni che slittano. Povertà che sale. E una politica che si racconta trionfatrice guardando grafici sottosopra.
Un Paese così non può rialzarsi finché non riconosce la verità. E la verità, oggi, è scritta nei numeri. Non nelle conferenze stampa. Non nelle frasi preparate. Non nelle illusioni. Nei numeri.
E i numeri dicono che l’Italia è in crisi. Profonda. Strutturale. Negata solo da chi continua a leggere il foglio nel verso sbagliato.
E qui si apre la verità: tutto questo non è un errore. È un tradimento del patto sociale. Un governo che rovescia i numeri, rovescia anche la fiducia. Se continua così, tra due anni il crollo dei consumi sarà irreversibile. La sanità non rallenterà: collasserà. I giovani non emigreranno: scapperanno. Il PNRR non sarà un’occasione sprecata: sarà la condanna definitiva al declino.
Mentre il Paese conta le monete alla cassa del supermercato, qualcuno a Palazzo Chigi legge i grafici sottosopra e annuncia il miracolo.
Non è incompetenza.
È menzogna di Stato.
E un Paese che si regge sulla menzogna non si salva.
Affonda.
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200.000 euro sul conto della moglie, 500.000 euro versati sul proprio conto: #Fuellmich (ad Aprile) è stato condannato ad oltre tre anni di reclusione.
Era l'avvocato dei #novax che prometteva un nuovo #Norimberga2, ma che in realtà si metteva in tasca del denaro sonante
Salvo Di Grazia@MedBunker
L’avvocato Reiner Fuellmich è stato condannato a più di tre anni di reclusione per aver truffato centinaia di novax. Promettendo ricorsi e arresti di chi aveva promosso le vaccinazioni, si è fregato 700.000€ di donazioni per pagare il mutuo di casa sua. ndr.de/nachrichten/ni…
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⚠️ La verità definitiva sui no vax che nessuno ha il coraggio di gridare (leggila prima che la facciano sparire). ⚠️
Vi siete mai chiesti perché i no vax sono diventati così arroganti, così sfacciati, così convinti di essere i nuovi profeti della verità?
Dopo anni di pandemia, con ospedali al collasso e bare che si ammucchiavano, come hanno fatto a trasformarsi in questa armata grottesca di fanatici da bar, in questa parata surreale di analfabeti che sventolano la loro ignoranza come una medaglia? Ve lo dico io: perché una certa politica schifosa, senza scrupoli, ha deciso di prendere le vostre paure infantili, le vostre paranoie da quattro soldi, e trasformarle in un mucchio di voti facili.
Se non avessimo permesso a questi piccoli geni improvvisati di TikTok, con le loro “ricerche” fatte di video sgranati e post su Telegram, di urlare che le loro opinioni raffazzonate valgono più della scienza, della ricerca, delle vite salvate ogni giorno da medici e infermieri, quelli veri, quelli che vi guardano con un misto di pena e disgusto dietro le loro mascherine. Se non avessimo lasciato che la scelta di vaccinarsi, in piena pandemia, diventasse un capriccio personale, come decidere se mettere il parmigiano sulla pasta al pomodoro. Se non avessimo dato dignità ai vostri deliri, trattando il vostro analfabetismo funzionale come se fosse un punto di vista da rispettare, anziché una vergogna da correggere.
Ma no, la storia è andata diversamente. Una certa parte politica, quella che vi parla con la finta dolcezza riservata ai bambini ingenui, quella che si nutre della vostra rabbia e del vostro rancore, ha visto in voi la gallina dalle uova d’oro. Vi hanno dato una pacca sulla testa, vi hanno sussurrato “bravo, hai ragione tu, sei speciale, il mondo non capisce la tua grandezza”. E intanto ridevano alle vostre spalle, contando i voti che gli regalavate. Vi hanno convinto che il vostro dubbio paranoico, la vostra paura egoistica, valesse più di mille certezze scientifiche. Che un post virale su Facebook fosse più vero di un laboratorio. Che tutto fosse un complotto oscuro per controllare proprio voi, voi, che non contate nulla, che non sapete nulla, che vi lasciate fregare da chiunque vi faccia sentire importanti.
E voi ci siete cascati, come bambini disperati, felici di essere finalmente al centro della scena.
E quando quella destra che vi aveva illusi vi è sembrata troppo cauta, troppo morbida, cosa avete fatto? Non vi bastava più dubitare, non vi bastava più protestare: volevate distruggere tutto. Cancellare la scienza, processare i medici, abolire i vaccini come se fossero un insulto alla vostra esistenza.
Avete spinto la politica a mettere in piedi commissioni parlamentari che sembrano spettacoli di serie B, roba da talk show notturni, con terrapiattisti, negazionisti, sedicenti esperti da tastiera che non saprebbero nemmeno leggere le istruzioni su una scatola di aspirina. Un circo triste, un’armata di fanatici che sognano di essere illuminati, ma che in realtà sono solo patetici, persi, manipolati.
E quella politica che avrebbe dovuto proteggere l’Italia, che avrebbe dovuto alzare un muro contro questa follia, cos’ha fatto? Ha preso i vostri voti pieni di rabbia e ignoranza, li ha messi in tasca e ha tirato dritto. Ha trasformato la vostra stupidità in una miniera d’oro, la vostra paura in un mercato, il vostro rancore in un capitale politico. Hanno fatto di ogni scemo del villaggio un influencer, non perché credessero in voi, ma perché eravate facili da usare, facili da spremere, facili da buttare via quando non servivate più.
Voi, no vax, siete la prova vivente di come si possa prendere una folla confusa, paranoica, ignorante, e trasformarla in un’arma. Non per salvarla, non per educarla, ma per sfruttarla. Per mandarla al macello mentre qualcuno conta i voti e si strofina le mani. E sì, ridendo proprio di voi.
Guardatevi allo specchio, guardatevi davvero: non siete ribelli, non siete liberi pensatori, non siete i salvatori dell’umanità. Siete solo un branco di utili idioti, burattini nelle mani di una cultura fascista che non ha più bisogno di manganelli, perché ha i vostri post imbarazzanti, le vostre dirette su TikTok, la vostra rabbia malata. E mentre voi gridate contro i vaccini, contro i medici, contro il buonsenso, c’è chi vi guarda, vi applaude, e conta i vostri voti. E ride. Ride di voi.
Questa è la verità, no vax, e fa male, lo so. Vi brucia? Vi fa arrabbiare? Bene. Condividete questo post, commentatelo, insultatemi pure, fate vedere al mondo che non avete paura di affrontarla, questa verità. O forse, come sempre, avete solo paura di guardarvi davvero allo specchio e vedere cosa siete diventati.
#NoVax #Verità #ManipolazionePolitica
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Credo sia ora che i pacifinti compiano alcuni significativi gesti di umiltà. Intanto ammettendo di non aver capito nulla fin dall’inizio. Quando cioè noi tutti provavamo a spiegare che non c’era niente di ragionevole nelle pretese della Russia. Ma anche che le “cause profonde” di questa guerra criminale erano solo pretesti per nascondere la volontà di Putin di rivendicare il suo impero, e che non ha mai avuto alcun senso impegnarsi nella ricerca di una trattativa ad ogni costo con chi, da un quarto di secolo, governa applicando la sola legge del più forte ed ha violato ogni accordo, appena ha avuto l’opportunità politica e militare per farlo, senza pagarne le conseguenze.
Non più rinviabili sono anche le scuse da parte dei tanti che, ammaliati dalla propaganda pacifista (col culo degli altri), si sono autoproclamati depositari della più ovvia delle soluzioni. E intendo scuse non tanto verso di noi, ma piuttosto nei confronti degli ucraini, offesi, derisi, vilipesi e non creduti, nonostante la storia dell’ultimo secolo sia un racconto continuo di angherie, sopraffazioni e stermini da parte di quella Russia che proprio di Kyiv è la figlia ingrata e matricida.
Ogni menzogna, ogni manipolazione si è sciolta come neve al sole. C’è il mito della denazificazione, che Putin persegue da 11 anni, assoldando però lui stesso gruppi neonazi. Con la differenza che i nazionalisti ucraini hanno solo difeso la loro patria pagando spesso con la vita, mentre quelli russi da nazisti si sono anche comportati, commettendo crimini immondi già nel 2014, per poi ripeterli dal 2022. C’è poi la straordinaria fandonia delle stragi di russofoni del Donbass, che è in realtà Putin a perpetrare sistematicamente, bombardando, occupando, torturando e stuprando nelle regioni che diceva di voler proteggere. E ancora “l’espansionismo della NATO”, che altro non è se non l’ammissione nell’Alleanza atlantica di paesi che ne fanno democraticamente richiesta. Paesi che non sono e non saranno mai un pericolo per la Russia, ma che avvertono semmai la Russia come un pericolo.
Adesso che in pochi giorni il Cremlino ha rivelato candidamente di ritenere russa tutta l’Ucraina e di perseguire obiettivi “che non si possono ottenere per vie diplomatiche” è forse giunto il momento che i cantori della pace a prescindere, alzino quella bandiera bianca che da tre anni e mezzo vorrebbero veder sventolare a Kyiv ed ammettano che la pace della quale parlano da 40 mesi è in realtà sempre stata una resa, che avrebbe aperto una voragine in quel diritto internazionale che dalla fine della Grande Guerra regola i rapporti pacifici tra gli Stati.
Pacifisti e pacifinti - in modo inconsapevole i primi e irresponsabile i secondi - si sono dunque resi complici di un tentativo di rovesciamento delle democrazie liberali, del quale anche tanti politici, giornalisti ed intellettuali al soldo delle dittature o anche solo in cerca di notorietà dovranno rendere conto presto o tardi a chi li ha seguiti, ripetendo le loro menzogne.
Per chiunque voglia distinguersi da questi utili idioti, una soluzione c’è già, ed è tanto semplice quanto - di questi tempi - rivoluzionaria. Basta aggiungere alla parola “pace”, ogni volta che la si usa, l’aggettivo “giusta”, senza il quale si rischia di esprimere un concetto generico (dunque pericoloso) e persino antitetico al suo stesso significato. Perché una pace giusta è di norma anche duratura. Una che non lo è - lo dice la storia - rischia di essere l’inizio di una guerra, anziché la sua fine.

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