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Marco Bonfiglio
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Marco Bonfiglio
@marcobonf
Io sono responsabile di quello che dico, non di quello che gli altri capiscono.
Italia Katılım Şubat 2011
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I festeggiamenti in tribunale dopo la vittoria del No con “Bella ciao” e cori contro Meloni? “E VABBÈ, È SUCCESSO, ADESSO METTIAMO IN DISCUSSIONE IL REFERENDUM PER 2-3 RAGAZZI CHE SALTAVANO?”, dice Gratteri. Peccato che a festeggiare e intonare cori contro la premier e i magistrati per il Si ci fossero 50 (cinquanta) tra pm e giudici, tra cui il procuratore generale di Napoli Policastro, il pm alla Direzione nazionale antimafia Ardituro, la giudice Rossetti (presidente Anm Napoli), il presidente del tribunale di Napoli da poco in pensione. Due ragazzetti, insomma… “E VABBÈ…”
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Dal tenore di alcune risposte capisco che forse sono necessari alcuni chiarimenti: 1. Non tutta la produzione di oil&gas dei paesi del Golfo passa per lo stretto di Ormuz. Tramite un oleodotto saudita e uno emiratino una parte giunge direttamente al Mar Rosso o al Golfo di Oman. 2. Arabia Saudita, Qatar e EAU restano partner importanti, anche indipendentemente da queste risorse fossili, nell’ottica della diversificazione delle relazioni commerciali europee (e anche della cooperazione nello sviluppo dell’industria della difesa vedi partecipazione saudita al progetto del nuovo caccia UK, Italia, Giappone). 3. Per la riapertura dello Stretto, sia che passi da un accordo con l’Iran sia che avvenga con un’operazione militare, difficilmente si potrebbe prescindere dal supporto politico e logistico degli Stati del Golfo, tanto più che da essi comunque proviene una parte non piccola della produzione petrolifera del Golfo. Al di là dei risultati immediati, per ciò era comunque utile rafforzare le relazioni con gli Stati del Golfo
Franco Bassanini@FrancoBassanini
Che senso hanno le critiche dell’opposizione alla missione nel Golfo di @GiorgiaMeloni? tanto più che è stata accompagnata da una chiara affermazione di dissenso rispetto all’azione di Trump… Criticare sempre e tutto quel che fa il Governo non giova alla credibilità dell’opposizione: me lo spiego’ Giorgio Napolitano nel 1980 quando ero da poco stato eletto deputato. Nei momenti di crisi sarebbe più che mai necessaria la coesione nazionale sulle scelte condivise: rinforzare i rapporti con i paesi del Golfo non dovrebbe essere una scelta condivisibile?
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.@OfficialASRoma, vista la difficoltà per Sancho si valuta l’idea Elmas @SkySport
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Il segretario generale dell'Anm:
«La custodia cautelare non incide sul sovraffollamento».
Per valutare la credibilità di questa affermazione si tenga conto che al 31 luglio 2025, la capienza regolamentare delle carceri italiane era di 51.300 posti.
Le persone detenute alla stessa data erano 62569.
I detenuti in custodia cautelare alla stessa data erano 14898, il 23,8% del totale (di cui oltre 9mila in attesa di primo giudizio).

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L’angelo sardo
Il 13 Giugno 1981 si consumava la tragedia di Vermicino. Solo chi ha una discreta età ricorda la diretta no stop della Rai per Alfredino Rampi, il bimbo che cadde in un pozzo artesiano e che lì dentro i finì la sua breve vita.
I tentativi di salvarlo si susseguirono frenetici e tennero incollati allo schermo l’intera nazione, perfino il Presidente della Repubbica Sandro Pertini si recò sui luoghi per confortare ed incoraggiare tutti a perseguire l’obiettivo di salvare Alfredino.
Vorrei focalizzare l’attenzione su un uomo semplice che, in quel momento, diventò un eroe per tutti, Angelo #Licheri.
Era un sardo, originario della provincia di Nuoro, di corporatura minuscola. Abitava a Nettuno, non distante da quel maledetto pozzo ed in quei giorni anche lui era davanti alla tv; quando vide che i tentativi di salvare il bambino non andavano a buon fine, decise di recarsi a Vermicino.
Disse alla moglie che scendeva per andare a comprare le sigarette.
Si presentò al comandante dei vigili e disse: «Non soffro di nulla, mi lasci scendere».
Angelo Licheri fu l’unico a raggiungere Alfredino e questo, a distanza di anni, fu il suo racconto: «Con le mani l’ho toccato, con un dito gli pulii prima gli occhi, poi la bocca. Gli promisi una bici come saremmo usciti dal pozzo; nel frattempo cercavo di liberargli le mani per infilargli l’imbracatura. Gliela misi ed intimai di tirare su, ma lo strattone fece sganciare il moschettone. Allora lo presi sotto le ascelle, ma scivolava sempre più giù. Decisi di prenderlo con i polsi e quando hanno tirato, credo si sia spezzato il suo polso sinistro. E mi sono sentito in colpa. Il bambino non si è neanche lamentato, ma è scivolato sempre più giù. Allora, non avendo più la forza di raggiungerlo, gli ho lanciato un bacio e sono tornato su».
Angelo Licheri è stato 45 minuti a testa in giù, quando i medici presenti sul posto davano un limite di resistenza di 20-25 minuti.
Licheri, per il suo tentativo, non ha ricevuto né riconoscenze, né medaglie.
Se n’è andato nel 2021, in uno stato di indigenza, dopo essere stato ospite in una casa di riposo, dimenticato da tutti.
Ecco, mi piace ricordarlo a distanza di 44 anni da quel 13 Giugno, in cui per tutti diventò “l’angelo di Vermicino”.
Stasera @RaiDue dedicherà a questo avvenimento uno speciale.

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I #dazi non sono un'invenzione di #Trump, l'Europa pratica il #protezionismo da molto più tempo. Così #Draghi smonta la buona coscienza degli europei sulle cause della guerra commerciale. #economia #America #madeinitaly
corriere.it/oriente-occide…
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La “scandalosa” sentenza della #CortediAssisediModena, che ha osato condannare “solo a 30 anni” e non all’ergastolo un omicida settantenne, è composta di 213 pagine. Non le ha lette nessuno, naturalmente. Io lo sto facendo ora. Un formidabile sforzo di ricostruzione di una vicenda umana terrificante e maledettamente complessa. Vi interessa sapere qualcosa della testimonianza del figlio? Per esempio <> (pag.182). Non lo hanno assolto, gli hanno dato 30 anni all’età di 70, finirà comunque la sua vita in carcere. Ma è mai possibile che si debbano mitragliare giudizi feroci, richieste di ispezioni, linciaggi morali di due giudici togati e sei giudici popolari, senza sapere nulla di nulla di nulla? Ma che mondo sta diventando, il nostro?
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Prosciolto nel merito dopo 7 anni l’ex senatore @esposito18669. “Ho dovuto combattere a mani nude contro una procura della Repubblica e un tribunale. Questa è una cosa che si possono permettere in pochissimi, sia dal punto di vista della forza emotiva che da quello economico. E poi qualcuno si chiede perché Toti ha patteggiato?”, dice oggi al Foglio.
Il gip di Roma, a cui gli atti dell’indagine del pm torinese Gianfranco Colace erano stati trasmessi per competenza territoriale, ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata dai pm della Capitale. Le accuse: corruzione, turbativa d’asta e traffico di influenze. Esposito venne intercettato per tre anni 500 volte dalla procura torinese mentre era in carica, senza autorizzazione del Parlamento, come richiesto dalla Costituzione. Questa condotta è stata severamente censurata dalla Corte costituzionale, che ha dichiarato le intercettazioni nei confronti di Esposito inutilizzabili in quanto realizzate in violazione di legge.
Anziché chiedere l’archiviazione delle accuse in virtù dell’inutilizzabilità delle intercettazioni, i pm romani Rosalia Affinito e Gennaro Varone hanno demolito nel merito le accuse rivolte dalla procura di Torino contro Esposito, parlando di assenza di prove e sottolineando l’esistenza di mere “congetture”, di tesi “irragionevoli” e persino di errori dei colleghi torinesi nella configurazione delle fattispecie penali. “Le prove, considerate nella loro individualità e, quindi in sintesi logica, non rivelano mai, in alcun caso, la loro concreta, ragionevole idoneità a dimostrare l’esistenza di un patto illecito per l’esercizio di funzioni pubbliche, né per una spendita di carisma, derivante dal ruolo apicale, per ottenere entrature illecite verso pubblici ufficiali”, concludono i pm di Roma nella richiesta di archiviazione, poi accolta dal giudice Angelo Giannetti.
L’archiviazione è avvenuta lo scorso 24 giugno, ma è stata scoperta da Esposito soltanto nei giorni scorsi in seguito alla risposta del Guardasigilli Carlo Nordio a un’interrogazione parlamentare del senatore @ivanscalfarotto, nata da un articolo pubblicato sul Foglio sulla vicenda. A quanto risulta, infatti, i pm torinesi hanno depositato le trascrizioni delle intercettazioni illegittime all’interno di un altro fascicolo di indagine riguardante terzi.
“Sono passato dall’essere un senatore che stava conducendo tante battaglie e che aveva attorno a sé centinaia di persone a ritrovarmi a combattere contro queste accuse in quasi totale solitudine – dice Esposito – I primi a scomparire sono stati quelli del mio partito, del Pd. A parte rare eccezioni, sono scomparsi tutti”.
“Ma è normale che un’indagine venga condotta in questo modo, tra illegalità e costruzioni accusatorie fantasiose?”, domanda ancora Esposito. “Ora a chi chiedo i danni se dopo sette anni mi ritrovo in queste condizioni? A nessuno. Dunque lasciamo da parte i discorsi sulle grandi riforme, sulla separazione delle carriere e tutto il resto. C’è una sola riforma che va fatta: chi sbaglia deve pagare”.
Tutti i dettagli sul Foglio ⬇️
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