

Matteo Ientile
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@mttntl02
MSc student Mathematical Engineering ("Mathematics for Decisions Under Uncertainty Conditions") | @PoliTOnews| Interested in whatever involves Data|








Anthropic CEO Dario Amodei: “50% of all tech jobs, entry-level lawyers, consultants, and finance professionals will be completely wiped out within 1–5 years.”










Sostenere che lo studio del latino sia inutile nel tempo dell’intelligenza artificiale non solo è sbagliato: è esattamente l’opposto. 1) Lo studio del latino sviluppa la capacità di analisi sintattica, la capacità di distinguere funzione e forma, l’attenzione alla gerarchia delle informazioni. Sono le stesse competenze richieste per comprendere e costruire sistemi complessi, inclusi quelli algoritmici. 2) Richiede disciplina mentale e insegna a dubitare: nella traduzione si scompone la frase, la si ricostruisce, si verifica la coerenza e il significato. Tradurre è un esercizio di pensiero critico, fondamentale quando si usa una AI. 3) Molti termini scientifici, giuridici e tecnologici derivano dal latino. Capire l’etimologia significa cogliere sfumature concettuali, migliorare la qualità del linguaggio. Le materie umanistiche saranno sempre di più un bene preziosissimo. Ciò che sarà prodotto dalla mente umana sarà sempre più raro e per questo avrà un valore sempre più alto. Mettere in contrapposizione il latino e l’AI è profondamente miope. Questa è la dimostrazione che i grandi esperti di economia (o presunti tali) faticano a capire la politica. E il futuro. Perchè il latino ci educa all’intelligenza artificiale molto più di qualche professore in cerca d’autore

