Trovo sinceramente assurdi certi commenti su Olivia Wilde.
Leggo persone che la definiscono “brutta” o “invecchiata”, quando in realtà vedo semplicemente una donna bellissima che ha il volto di una persona reale, non filtrata o trasformata per inseguire un ideale irraggiungibile.
Forse il problema non è il suo aspetto, ma il fatto che ci siamo abituati a considerare “normale” il fatto di non poter invecchiare in pace. E Olivia Wilde, a mio parere, resta una donna stupenda.
@me_deae Mellus a timi che a provai, dice l’antica saggezza campidanese. A me è capitato “banalmente” che mio figlio di 2 anni cadesse a faccia in giù nel bagnasciuga con 15 cm di acqua. Non so cosa sarebbe successo se non avessi avuto gli occhi puntati 🥶
Avevo otto anni ed eravamo nella piscina del solito campeggio dove facevamo le vacanze ogni anno.
Io, mia madre e mio fratello di tre anni facevamo il bagno. Resto sola in acqua perché mia madre porta fuori dall'acqua mio fratello, lo fa sedere sul lettino, gli sfila i braccioli e mentre si gira e li ripone nella borsa, in quella piccola frazione di secondi, mio fratello corre e si butta in piscina proprio davanti a me.
Io non toccavo, sapevo nuotare e quindi l'ho recuperato, lui annaspava e di conseguenza pure io, in un momento ero sotto io e quello dopo lui.
Sono riuscita a spingerlo verso il bordo e a farlo tenere.
Il bagnino come se non ci fosse.
Mia madre ha perso 10 anni di vita e ancora oggi si sente in colpa.
Io da quel trauma non mi sono mai ripresa, e con mio figlio sono stata un generale e lo sono ancora.
Non perdiamoli di vista nemmeno davanti ad una bacinella con 10 centimetri di acqua.
Meglio avere paura che piangere dopo.
Forza Italia ha proposto il “reddito di merito”: fino a mille euro al mese agli studenti universitari in base ai voti degli esami, per un costo stimato di 300 milioni di euro l’anno.
pagellapolitica.it/articoli/forza…
La questione Roggero per Dummies.
La destra ha trovato un caso (è questo ma poteva essere un altro ma gli è capitato questo) per fare quello che fa sempre in campagna elettorale:
1. Criticare il sistema (nonostante stia al governo da 4 anni e lo rappresenti)
2. Blaterare contro le leggi esistenti (nonostante stia al governo da 4 anni e dipendano dalla loro maggioranza)
3. Fare caciara come se stessero all’opposizione (è una forma mentis, vanno capiti)
4. Riempire le pagine dei giornali di polemiche e sputi (perché il cittadino incattivito tende a votare a destra)
5. Attaccare le istituzioni (anche se, essendo al governo le rappresentano e le dovrebbero difendere)
6. Parlare di tutto tranne che del programma di governo.
7. Attaccare Mattarella
La questione in sé è irrilevante perché se non era Roggero, avrebbero trovato una qualche vittima dell’immigrato o qualche altra famigliola del bosco.
Stavo per sedermi al mio posto prenotato in sala per vedere Odissea quando la tipa accanto a me mi fa "ma con tutti i posti che ci sono per forza qui accanto?"
Mancavano 15 min all'inizio, la gente stava ancora entrando.
MA PURE SE FOSSE VI HANNO ALLEVATO LE CAPRE?! Che modi.
@pulseby_M I hate plastic, but this kind of pre-cut fruit is also useful when you are far from home and you (or you children) just need to eat something healthy.
I used to silently judge anyone who bought pre-cut fruit at the grocery store. It felt like throwing money away to me. "Why spend more when you can buy the whole fruit and cut it yourself?" I always thought. Every time I walked past those little plastic containers in the fridge section, I'd keep going, assuming they were just for people looking for a shortcut.
@paulolden1 Boh non mi è mai sembrato secco 😅 Comunque Atene rimane una delle città del cuore, ricca di vita, attuale e passata, un posto in cui non smetti mai di meravigliarti.
Sono ad Atene. Di giorno si arriva a 38 gradi, ma il clima è speciale: brezza, umidità bassa, basta mettersi sotto un portico o un albero e ti sembra primavera. La città è allegramente caotica, non c'è una Ztl , il traffico è regolato “a sentimento”: è come la Milano degli anni ‘70 ma gli Ateniesi sono assai meno incazzosi , quindi si genera questa strana sinfonia di flussi accazzodicane che armonizzano.
Il ritorno del delitto d’onore
Roggero ha sparato quando la rapina era ormai finita. I giudici lo hanno ripetuto in ogni grado, fino alla Cassazione, i tre banditi stavano scappando e non c’era più nessuna aggressione da fermare. Restava soltanto un uomo umiliato dentro il suo negozio e la voglia di fargliela pagare. Li ha inseguiti fuori, ha svuotato il tamburo contro la loro auto, ha preso a calci uno che era già a terra e ha provato a sparargli ancora con la pistola scarica. Chiamare difesa tutto questo è una bugia che ci raccontiamo per non usare la parola vera, vendetta.
Chi lo difende parla di emozioni, e ha ragione a parlarne. La paura di chi era già stato derubato, la rabbia covata negli anni, il terrore di ritrovarseli davanti armati. Sono cose umane, le capisco anch’io. Solo che l’emozione non ha mai dato a nessuno il diritto di ammazzare. Se bastasse il sentimento a giustificare il sangue, ogni assassino avrebbe la sua buona ragione, perché dietro ogni omicidio brucia sempre un movente.
Anche il marito che accoltella la moglie fedifraga uccide per emozione, per gelosia, per un onore che sente calpestato. Lo Stato italiano gli dava ragione, gli scontava la pena, aveva persino un nome per quella pietà, delitto d’onore, articolo 587, roba di cui ci siamo liberati soltanto nel 1981. Chi oggi chiede clemenza per il gioielliere pistolero rimette in piedi quella stessa idea marcia, che se il dolore è forte abbastanza la vita di un altro vale meno.
Lo Stato di diritto è nato proprio per strapparci di mano questo potere. Serve a impedire che ognuno si faccia giudice e carnefice del torto subìto, perché quella strada la conosciamo bene, porta alla faida, al più forte che decide chi vive e chi muore. Nel momento in cui accettiamo che un lutto privato dia la licenza di uccidere, non stiamo discutendo un cavillo, stiamo buttando via l’idea stessa di legge.
Non stupisce che a sventolare la bandiera siano Salvini con la sua richiesta di grazia, Vannacci e i nazisti di Futuro Nazionale piantati davanti alla Cassazione con gli striscioni, la difesa è sempre legittima. Sono gli stessi che scambiano la forza per giustizia, che davanti a un uomo con la pistola in pugno provano ammirazione invece di sgomento. Ci vogliono convincere che ammazzare due persone in fuga sia un gesto da eroe, e intanto ci abituano poco alla volta a un Paese dove la legge conta meno del fucile tenuto in casa.
Attenzione a trascurare la sicurezza dei cittadini!
Non entro nel merito della vicenda Roggero. Ormai si è detto tutto e il contrario di tutto ma un giurista ha il dovere di evidenziare che i fatti imputati nulla avevano a che fare con la legittima difesa così come normata in ogni Paese a struttura democratica.
C’è però una realtà che non possiamo più tacere o minimizzare e che riguarda il diritto del cittadino alla sicurezza personale e il dovere dello Stato ad assicurargliela.
Non dico che si debba pretendere l’umanamente impossibile e imprevedibile ma lo sconcio a cielo aperto delle nostre città non deve e non può più costituire qualcosa che accettiamo a capo chino e inesorabilmente.
Non è questione di destra o di sinistra. Tutti quanti gli schieramenti politici dovrebbero convergere -e sarebbe ora che lo facessero senza dividersi!- sull’inaccettabilità di questo stato delle cose. Occorre controllo preventivo e sistematico sul territorio, più telecamere, poliziotti di quartiere, maggiore solidarietà sociale spiegata, coltivata, diffusa.
Attenzione a giocare con la sicurezza dei cittadini e con la loro incolumità. Se si sedimenta la paura lo sbocco può essere imprevedibile. Èi noi siamo sulla stessa barca, al centro, a destra o a sinistra…
Per anni hanno ripetuto una frase semplice, semplicissima. Talmente semplice da stare su un manifesto: la difesa è sempre legittima. Una meraviglia della comunicazione politica. Quattro parole che sembravano cancellare secoli di diritto penale.
Poi arriva la Cassazione. E scopriamo una cosa sorprendente: la Cassazione ha applicato proprio la legge del 2019, quella voluta da Matteo Salvini. Non il codice sovietico, non una norma scritta da qualche oscuro giurista nemico della proprietà privata. La loro legge.
Non una volta. Tre volte. Tre corti diverse, tre gradi di giudizio, tre condanne fondate sulla stessa norma voluta dalla destra. I giudici hanno stabilito che quando Mario Roggero sparò, il pericolo era già finito. I rapinatori erano fuori dalla gioielleria, stavano salendo in macchina. Fine dell’aggressione. Fine della legittima difesa. Lo dice la legge. Quella scritta da Salvini.
Naturalmente si può provare umana comprensione per Roggero. Anzi, è difficile non provarla. Quella famiglia aveva subito più rapine, aveva vissuto anni di paura, con moglie e figlia minacciate dentro il negozio. Lo Stato non era riuscito a proteggerla. Tutto vero. Ma il diritto serve proprio quando la comprensione rischia di trasformarsi nella giustificazione di qualsiasi cosa.
Ed è qui che Roggero diventa, paradossalmente, anche una vittima della propaganda della destra. Prima gli hanno raccontato che con la legge Salvini la difesa fosse sostanzialmente sempre legittima. Poi lo hanno convinto che chi reagisce a un delinquente sia, in qualche modo, al di sopra della legge. Infine, invece di spiegare che i tribunali hanno semplicemente applicato quella stessa legge, lo trasformano nel simbolo di una battaglia politica, alimentando l’illusione della grazia. È il modo peggiore per aiutare una persona: prima la si induce a credere che il diritto dica una cosa che non dice, poi la si espone a uno scontro istituzionale che rischia di renderle ancora più difficile qualsiasi esito favorevole.
La parte più curiosa, però, arriva dopo.
Invece di spiegare agli italiani che lo slogan era, appunto, uno slogan, il ministro della Giustizia decide di parlare di grazia. E qui si entra nel teatro dell’assurdo. Perché la grazia è una prerogativa del Presidente della Repubblica. Il ministro può istruire una pratica, non può trasformarla in un’iniziativa politica, costringendo il Quirinale a entrare in una polemica che non gli appartiene. Fa impressione dover ricordare al Guardasigilli l’abc delle istituzioni. E c’è anche un effetto paradossale: trasformando la grazia in una bandiera politica, si mette il Capo dello Stato nella condizione più scomoda possibile, finendo per allontanare, anziché avvicinare, proprio l’ipotesi che si dice di voler perseguire.
C’è poi un’altra questione, molto più seria e molto meno propagandistica. È giusto chiedersi se una famiglia già devastata da anni di rapine debba pagare risarcimenti milionari ai familiari dei rapinatori, mentre migliaia di vittime di reati non vedono un euro perché chi li ha derubati o aggrediti è nullatenente. Esiste un Fondo di rotazione per le vittime dei reati violenti e intenzionali. Peccato che il governo Meloni lo abbia lasciato largamente insufficiente rispetto ai bisogni reali. Se davvero si vuole stare dalla parte delle vittime, si comincia da lì, non dagli slogan.
E se davvero si vuole evitare che commercianti e cittadini si sentano abbandonati, la risposta non è promettere licenze di sparare. È garantire sicurezza. Oggi, secondo le stime delle rappresentanze del comparto, servirebbero circa dodicimila tra carabinieri e poliziotti in più per rafforzare gli organici e il controllo del territorio. Lo Stato dovrebbe arrivare prima delle rapine, non dopo.
La politica, invece, preferisce sempre gli slogan. Peccato che abbiano un difetto: prima o poi incontrano la realtà. E la realtà, ostinatamente, continua ad applicare le leggi. Perfino quelle scritte da Salvini.
Homer didn’t write the Odyssey, he didn’t write the Iliad. In fact, there was no person ever called “Homer”.
This is not a conspiracy theory but the considered conclusion of Harvard’s Gregory Nagy after a lifetime of research. Professor Nagy is the most respected Homerist alive and his defining contribution is to uncover the 3000 year old mystery of who (or what) actually produced the epics.
This interview will examine two of Professor Nagy’s radical claims:
1. The Homeric epics were not written, carefully edited, and memorized for performance. They were created on the fly while being sung! That is to say the Greeks somehow developed a method to create amazingly intricate, 12-15 thousand line poems in the middle of a performance.
2. The Homeric Epics were not composed by an individual but cumulatively by countless poets over a millenia. There was never a person called “Homer”.
Oggi abbiamo ottenuto un risultato positivo.
Il programma di persecuzione dei diffamatori ha dato un frutto positivo.
Per evitare la querela il diffamatore ha ritrattato scusandosi.
I miei 2 figli, 11 e 17 anni, vorrebbero andare a Tokyo per l'anno prossimo. Cerco consigli per un viaggio economico per 3 persone oppure 10 buoni motivi per farli desistere 👀
@Sanjux69@di_reddito Magari un meseee!! Già 15 giorni sono qualcosa di fuori dall’ordinario… Ormai stiamo per tornare, sigh. Però chiudiamo in bellezza col Ghibli Museum!