Roberto Basso

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@robertobasso

Public affairs, media relations & sustainable development. Autore di “Pensare blu”

Roma Katılım Nisan 2007
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
Armatevi pure di odio, se volete inseguire il passato. Per costruire il futuro, seminate speranza.
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C.A. Carnevale-Maffè
C.A. Carnevale-Maffè@carloalberto·
Un anno fa. Scrissi su @ilfoglio_it che Leone XIV avrebbe promulgato un’enciclica sull’intelligenza artificiale, per il nome che aveva scelto e per la sua formazione intellettuale agostiniana e matematica. Stamattina. Sempre su @ilfoglio scrivevo che la “Rerum Artificialium” sarebbe la risposta alle derive tecno-distopiche americane (ma anche a quelle iper-regolatorie europee). Oggi pomeriggio. La Santa Sede annuncia l’uscita della “Magnifica Humanitas”, in occasione del 135° anniversario della promulgazione della enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII. Il direttore @claudiocerasa mi ha praticamente trasformato in vaticanista di rincalzo. Ma rimango umile. 😎😈 vaticannews.va/it/papa/news/2…
Il Foglio@ilfoglio_it

Leone XIV e la sfida dell'intelligenza artificiale. Verso una “Rerum Artificialium”? Una nuova enciclica rappresenterebbe la risposta pastorale e dottrinale alla nuova rivoluzione che promette di scuotere le fondamenta della società. Di @carloalberto ilfoglio.it/chiesa/2025/05…

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Marco Simoni
Marco Simoni@marcosimoni_·
Da oggi, orgoglioso di guidare un istituto pieno di talenti, soprattutto giovani. Lo studio e la discussione su temi europei e internazionali non potrebbe essere più urgente e rilevante.
Istituto Affari Internazionali - IAI@IAIonline

Marco Simoni (@marcosimoni_) assume oggi la guida dell’Istituto Affari Internazionali (IAI), think tank indipendente fondato nel 1965 da Altiero Spinelli per promuovere la conoscenza della politica estera, l’integrazione europea e la cooperazione internazionale. Economista politico e professore alla Luiss Guido Carli, Simoni porta allo IAI una lunga esperienza maturata nel mondo accademico, nelle istituzioni pubbliche e alla guida di realtà di ricerca, economiche e finanziarie. Nel messaggio rivolto ai collaboratori nel suo primo giorno da direttore, Simoni ha sottolineato che “mai come oggi è attuale l’intuizione di Spinelli, che fondò questo Istituto per sostenere un europeismo consapevole, una crescita economica sostenibile fondata sulla cooperazione internazionale, la rule of law e il rispetto dei diritti umani. Proseguiremo con impegno lungo una traccia così attuale da sembrare disegnata oggi”.

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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
Ho notato recentemente che i chatbot GAI terminano le proprie riposte con una domanda. Ora, domanda genuina: secondo voi perché? Per arricchire le proprie competenze o per tenermi agganciato alla conversazione in vista della monetizzazione del tempo speso nell’app? #IA #AI
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
@carloalberto La tua analisi si basa sugli stessi argomenti, sebbene sia ben più ampia e articolata, della disamina giornalistica fatta da Corbellini e Mingardi sul Foglio di sabato, che ho commentato qui: linkedin.com/posts/robertob…
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C.A. Carnevale-Maffè
C.A. Carnevale-Maffè@carloalberto·
È un’ipotesi possibile, ma va testata e sostenuta con analisi empiriche molto robuste. Per il resto, infatti, tutte le serie storiche aggregate disponibili sono allineate, per tutte le coorti. Giudicare una sola specifica piattaforma digitale (YT o IG, nella fattispecie) sulla base di un singolo caso, come è successo in California, è ovviamente discrezionale in ottica giuridica, ma costituisce un approccio del tutto estraneo, per non dire palesemente antitetico, alla metodologia della ricerca scientifica.
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C.A. Carnevale-Maffè
C.A. Carnevale-Maffè@carloalberto·
State attenti all'attenzione. La mia critica empirica al paternalismo di chi non capisce la differenze - e soprattutto le similitudini - tra TV e social media e inneggia a punizioni esemplari per gli algoritmi cattivi. Su #Substack. open.substack.com/pub/carloalber…
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
@carloalberto L’assenza di certezza è una buona ragione per sospendere il giudizio scientifico ma è una pessima ragione per sospendere la responsabilità pubblica - che tuttavia non può essere esercitata basandosi su impressioni o sull’euristica della disponibilità
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
@carloalberto Se fosse confermata, questa ipotesi concilierebbe i dati aggregati con le evidenze registrate dagli operatori socio-sanitari. Se il problema riguarda una minoranza va affrontato in modo adeguato ma non ignorato
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C.A. Carnevale-Maffè
C.A. Carnevale-Maffè@carloalberto·
Ecco i dati, back of the envelope. 1990 (Televisione): le rilevazioni storiche indicano che il tempo libero dedicato dai ragazzi italiani alla TV si attestava su valori elevati: 3,5 - 4 ore al giorno nei periodi di massimo ascolto stagionale. La TV era l'attività predominante, occupando gran parte delle 4 ore e 36 minuti di tempo libero medio degli adolescenti. 2025 (Social Media): Un quattordicenne italiano trascorre oggi in media 2,8 - 3 ore al giorno sui divers social media. Isolando YT o IG, per coerenza con il tema in discussione, non si arriva a più di 45-50 minuti per ciascuna piattaforma. La quota specifica di tutti i social aggregati è quindi vicina ma tuttora inferiore a quella che era la quota della TV negli anni '90. Il volume di attenzione che un quattordicenne può dedicare ai media è limitato biologicamente dal sonno e dalle attività scolastiche. La "dieta mediatica" si è spostata dalla TV ai social, ma la quantità di tempo sottratta ad altre attività non è cambiata di molto: è stata riallocata e resa più frammentata. Le critiche odierne agli algoritmi ricalcano quasi testualmente quelle rivolte alla TV negli anni '90. Nel 1990 si citava la correlazione tra ore di TV e bassi punteggi nei test scolastici; oggi si discute l'impatto dei social sul benessere psicologico. In entrambi i casi, la tecnologia viene usata come "capro espiatorio" per dinamiche educative e sociali più ampie. Il mercato pubblicitario ha seguito questa transizione con razionalità. Se un tempo la TV era l'unico modo per raggiungere la massa dei quattordicenni, oggi i social offrono una frequenza maggiore, ma la TV (specialmente tramite lo streaming su grande schermo) mantiene un valore superiore nel generare memoria del brand e impatto emotivo. Questo conferma la tesi che l'economia dell'attenzione è una battaglia per la riallocazione di una risorsa scarsa (il tempo), e non la creazione di una nuova forma di dipendenza tecnicamente senza precedenti.
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
@carloalberto Analisi molto articolata e convincente. Mi chiedo se non ci siano angolazioni capaci di cogliere qualcosa che aiuti a spiegare le evidenze (aneddotiche? qualitative?) che non concordano con una rappresentazione fatta di dati aggregati
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
@carloalberto Un altro modo di sollevare il problema (in termini ultra-semplificati, mi rendo conto) potrebbe essere questo: quante ore al giorno dedicava alla tv un quattordicenne nel 1990 e quante ore al giorno dedica ai social un quattordicenne nel 2025?
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
@carloalberto Che cosa succede se nel modello assumi un cluster specifico della popolazione (diciamo 12-18 anni) e se al posto del tempo aggregato prendi la percentuale media del tempo dedicato ai social media dagli individui del cluster? Earnest question
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Daily Life Hacks
Daily Life Hacks@ThePinchh·
Firefighter shows technique that could save a life.
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
@a_libutti Vabbè ma di che parlate, leggete bene: The UN human rights chief has called for an independent and transparent investigation into reports of deaths and widespread arrests during ongoing nationwide protests in Iran, amid mounting concerns over the use of force by security forces.
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Roberto Basso@robertobasso·
… e @RangoneAndrea lo dice con i numeri: la politica della concorrenza in assenza di politica industriale ha azzerato i margini e a queste condizioni il rallentamento degli investimenti è scontato. A farne le spese sarà purtroppo il sistema Paese, se non c’è un cambiamento
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
Al #forumtelecomunicazioni @asstel_it l’apertura di @EnzoPeruffo molto chiara: la regolamentazione ha insistito su concorrenza e prezzi bassi, con risultati per molti versi positivi, ma ha rallentato gli investimenti e questo è un problema per il Paese
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Roberto Basso
Roberto Basso@robertobasso·
La presentazione del 4’ #rapportoallacittà del sindaco di Roma si apre con il ricordo di Octav Stroici, il lavoratore morto nel crollo della Torre dei Conti, con una standing ovation spontanea e un minuto di silenzio chiamato da @gualtierieurope .
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I-Com
I-Com@ICompetitivita·
Il convegno prosegue con il tavolo dedicato a “𝐋𝐨 𝐬𝐯𝐢𝐥𝐮𝐩𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐢𝐧𝐟𝐫𝐚𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐠𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢 𝐢𝐧 𝐔𝐄 𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚” con gli interventi di @robertobasso, @GianlucaDiAsce1, Livia Ferraro (@AmazonIT), @Francesco_Nonno, @fabri_sala, @supermik14 e Alessandro Verrazzani (@eolo_it). 🗣️ Modera @Silviacompagnu5.
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The Nobel Prize
The Nobel Prize@NobelPrize·
This year’s chemistry laureate Omar Yaghi was born in Amman, Jordan, in 1965 to parents who were refugees from Palestine. When we spoke to him he shared his story: “I grew up in a very humble home, we were a dozen of us in one room, sharing it with the cattle that we used to raise. I was born in a family of refugees, and my parents could barely read or write. My father finished sixth grade and my mother couldn’t read or write. It’s quite a journey. Science allows you to do it. Science is the greatest equalising force in the world. Smart people, talented people, skilled people exist everywhere. That’s why we really should focus on unleashing their potential through providing them with opportunity.” Today Yaghi shared the 2025 Nobel Prize in Chemistry with Susumu Kitagawa and Richard Robson for their work developing metal–organic frameworks. Learn more about the prize: nobelprize.org/prizes/chemist…
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