Sandro Mayers
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Sandro Mayers
@sandromayerss
business caller & party planner
Katılım Eylül 2020
20 Takip Edilen14 Takipçiler

THIS IS IT.
I’m officially 95% out of the market.
S&P 500 price now: 6,983
I’ve been in this game for more than 20 years.
Here’s why I decided to get out:
First of all, didn’t sell my long term BTC stack I’ve been holding since 2013-2015, my metals and real estate.
Does that mean the market will crash tomorrow?
NO. ABSOLUTELY NOT.
I’m not a day trader.
But there’s a good chance we’re very close to a market top and could drop 15–20% from here.
The smartest founders in history are all rushing to the exit at the same time.
– SpaceX
– OpenAI
– Databricks
– Anthropic
They’re aggressively targeting 2026 IPOs with a combined $4T valuation.
They aren’t selling because they need cash.
They’re selling because they’ve identified the top.
We’ve seen this exact setup twice before.
The 2000 Dotcom crash and the 2021 SPAC mania.
Insiders use the window to distribute shares at unsupportable valuations (100x revenue).
The math ain’t mathing.
Big Tech are burning a shit ton of money trying to chase the AI narrative.
– $400B in AI Capex
– Only ~$20B in revenue return
To justify this spend, they need $2 Trillion in new revenue by 2030.
That isn't an investment. That’s a bubble.
And look who else is leaving.
Warren Buffett is sitting on a $300B+ pile of cash.
He’s been aggressively selling into this rally.
He doesn’t want to buy the dip.
He wants to survive the crash.
Then there’s the 2026 debt wall.
Zombie companies survived on 0% interest rates, but now the bill is due.
They have to refinance BILLIONS this year at significantly higher rates.
Most won't survive it.
Let’s see how this plays out.
Keep in mind: I called the last 3 major market top and bottom publicly.
When I start buying again, I’ll say it here for everyone to see.
Many people will regret not following me sooner.
English

@TPagliani @VideosVuvu pensavo fosse finanza o crypto, invece il pisello di un elefante
Italiano

Negli ultimi giorni circola una narrativa secondo cui Bitcoin sarebbe strutturalmente “bloccato” al rialzo a causa della crescente vendita di contratti di opzioni call, soprattutto sull’ETF IBIT.
La tesi, resa popolare da Jeff Park, parte da un’osservazione reale ma approda a una conclusione che non è supportata da dati.
Il punto di partenza è corretto.
Con l’istituzionalizzazione di Bitcoin è aumentato l’utilizzo di strategie per monetizzare la volatilità, come le covered call. Miners e fondi vendono call per generare yield su posizioni spot di lungo periodo.
Questo comportamento esiste da anni sul mercato BTC, ma è cresciuto con l’arrivo degli ETF.
Da qui nasce però il primo errore concettuale: confondere un effetto di volatility dampening con un meccanismo di soppressione del prezzo.
La vendita di call, soprattutto quando è coperta e concentrata su strike lontani dallo spot, tende a smorzare i movimenti, ma non crea automaticamente un “tetto” al prezzo.
A questo si aggiunge un problema di perimetro dei dati.
La narrativa “Bitcoin non può salire” guarda alla struttura complessiva della curva di volatilità, estendendo l’analisi a scadenze a 3 e 6 mesi, ma ignora dove si concentra il volume e la gamma rilevante.
Il vero centro di gravità del mercato delle opzioni su Bitcoin resta sulle scadenze short-dated, tra 10 e 60 giorni.
È lì che si formano le dinamiche che influenzano il prezzo nel breve e medio termine.
Per capire il contesto, è utile fare un passo indietro e osservare il posizionamento degli operatori.
I market maker sono prevalentemente long call, sia su IBIT sia sulle opzioni crypto native. E per mantenere una postura delta neutral, si coprono shortando Bitcoin tramite futures.
Questo meccanismo contribuisce a spiegare perché il mercato appaia “spento” in una fase laterale, con movimenti contenuti sia al rialzo che al ribasso.
Ed è qui che emerge una criticità nella tesi di Park.
L’eventuale mancanza di momentum rialzista non va imputata alle strategie di covered call, bensì a un contesto di gamma positiva in cui i market maker vendono sulla forza e comprano sulla debolezza.
Questo comportamento comprime la volatilità, ma non sopprime il trend.
Un’ulteriore forzatura riguarda il peso specifico attribuito alle opzioni IBIT.
Possono influenzare la volatilità dell’ETF, ma non determinano il trend di Bitcoin.
Il prezzo di BTC si forma sull’insieme di spot, futures e opzioni globali, con opzioni native come fulcro della microstruttura.
Guardare solo IBIT e dedurne un “tetto” strutturale significa osservare una parte del puzzle e costruirci sopra una narrativa totale.
Anche perché è IBIT a seguire Bitcoin, non il contrario.
Occhio alle inversioni logiche.
Un altro elemento chiarificatore è il posizionamento sui singoli strike.
Oggi la vendita di call è in larga parte concentrata su strike lontani, tra 110.000 e 150.000 dollari: livelli che non generano gamma rilevante nel range di prezzo attuale.
Per parlare seriamente di price suppression servirebbero call short-dated, strike vicini allo spot e volumi tali da forzare un hedging aggressivo e continuo.
Questo quadro, osservando il mercato nel suo complesso, non emerge.
C’è infine un ultimo aspetto spesso frainteso.
Se Bitcoin dovesse accelerare rapidamente verso prezzi più alti, portando ITM grandi masse di call, il regime cambierebbe davvero.
In quel caso l’attività di hedging diventerebbe instabile e la volatilità potrebbe esplodere, dando luogo al classico gamma squeeze.
Ma questo descrive uno scenario di accelerazione violenta, non una gabbia permanente che impedisce al prezzo di salire.
In sintesi, il mercato delle opzioni oggi spiega perché la volatilità sia compressa nel breve termine, non perché Bitcoin “non possa salire”.
Il trend primario è guidato principalmente dai flussi spot. Le opzioni si adattano al movimento e, semmai, lo amplificano.
Confondere questi piani porta a una narrativa elegante, ma sbagliata.
#bitcoin #Crypto

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Strategy has submitted its response to MSCI’s consultation on digital asset treasury companies. Index standards should be neutral, consistent, and reflective of global market evolution. Read our letter and share your support: strategy.com/msci
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