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@scurpan

Riuscire ad analizzare i problemi con meno preconcetti ideologici possibili, mi sembra la crescita più intelligente che un essere umano possa fare.

Katılım Aralık 2011
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
#Venezia ritiro di hamas, questa era la richiesta da fare per aiutare la Palestina, come hanno fatto i paesi arabi, che conoscono i terroristi islamici meglio di noi, come noi conoscevamo meglio br o nar. Come in Ucraina, in tanti,troppi, stanno dalla parte sbagliata della storia
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@CarloCalenda Primo obiettivo è evitare il dream team, poi viene il resto. Se arrivasse il DT ci guarderebbero come si guardano i matti, in ogni consesso occidentale. Disarmo, gas russo, no armi Ucraina, intercettazioni per tutti, Albanese e Travaglio ispiratori del genio italiano. Teribile
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Carlo Calenda
Carlo Calenda@CarloCalenda·
To do list: 1) mandare a casa Bartolozzi, Delmastro, Urso, Santanche’ (minimo sindacale) 2) Fare un provvedimento veramente incisivo su energia mettendo a gara concessioni idroelettriche e levando rendite di posizione a Enel distribuzione e Terna. Varare finalmente decreto su Nucleare. 3) lasciare perdere leggi elettorali e riforme costituzionali 4) fare un piano automotive tosto 5) mandare dove devono andare Trump e Orban 6) assumere 12.000 carabinieri, chiudere centri in Albania e aprirli in tutte le regioni italiane 7) commissariare la Sicilia e sciogliere l’ars 8) investire seriamente sulla difesa a partire da difese antimissile 9) rilanciare NATO Europea 10) salario minimo e contrattazione decentrata. La stasi rancorosa non è un’opzione. Il dream team Schlein, Conte, Bonelli, Fratoianni, Landini, Gratteri, Renzi, Travaglio neppure. Liberal democratici di tutto il mondo…
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@SBidimedia Si sono informati perlopiù presso attori e cantanti e mo si tengono questa giustizia. E pensare che noi più anziani volevamo aiutarli, ma inutile, ci si deve sbattere i denti, è giusto.
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Sondaggi Bidimedia
Sondaggi Bidimedia@SBidimedia·
I giovani hanno fatto vincere il No. Vantaggio oltre i 20 punti tra i 18-34enni.
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annarita digiorgio
annarita digiorgio@ardigiorgio·
Magistrati che cantano chi non salta la Meloni é. Se per voi é normale, auguri!
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@marattin @Partito_Libdem Purtroppo c'è troppa gente che non vota quasi mai alle politiche e che si va a "divertire" solo quando c'è da abbattere il "vincente" del momento, (un meme), quindi all'Italia resta solo la maggioranza parlamentare per cambiare le cose, ma con i populisti improbabile. Messi male
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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
5 CONSIDERAZIONI 1) Quando il popolo parla, la politica obbedisce. Complimenti al fronte del NO per la vittoria netta. Il @Partito_Libdem si è schierato senza dubbio a favore del Sì, lo rivendica e ancora pensa - differentemente dalla maggioranza degli italiani - che era una riforma giusta. Noi non siamo abituati a non dire come abbiamo votato, persino a urne chiuse. 2) Dopo tre tentativi in 20 anni (Berlusconi 2006, Renzi 2016 e Meloni 2026) pare ormai chiaro che l’unico modo per cambiare la Costituzione per le cose “pesanti” è farlo in Parlamento con il consenso di tutte le forze politiche o quantomeno la stragrande maggioranza di esse. Perché ogni volta che si portano queste domande al popolo, accadono due cose: a) le contrapposizioni politiche che si registrano in Parlamento si riflettono inevitabilmente nel voto popolare, indipendentemente dal merito della riforma o persino dal fatto che in passato la stessa riforma era patrimonio della propria parte politica. b) una parte importante dell’elettorato - di qualsiasi orientamento politico - è sensibile quando qualcuno gli racconta che toccare la Costituzione, fosse anche solo per una virgola, equivale a mettere in discussione le libertà democratiche e far arrivare i carri armati. 3) Una parte importante dello schieramento politico - il centrosinistra - non sembra essere disposto in nessun caso a toccare la Costituzione, considerata più come una reliquia che come un testo scritto 80 anni fa e di cui gli stessi Padri Costituenti, in alcuni casi, chiedevano modifiche a breve. Ne’ per la giustizia, ne’ per i rapporti tra livelli di governo, ne’ per il bicameralismo, ne’ per l’architettura istituzionale. Ne deriva che, ragionevolmente, non vi è più alcuna speranza di toccare la Costituzione, in nessun aspetto rilevante, nei prossimi anni o forse persino oltre. E se c’è qualcuno che pensa che questa sia una buona notizia per la vita quotidiana degli italiani, beh, noi no. E sicuramente con noi non avrà nulla a che fare. 4) Sul piano politico, io da sempre sono convinto di una cosa di cui praticamente non è convinto quasi nessuno: non esiste NESSUN canale di trasmissione tra due elezioni differenti. Le amministrative di Pisa non influiscono sulle regionali in Piemonte, le regionali in Sicilia non influiscono sulle elezioni europee. Così come un referendum sulla giustizia non influisce sulle elezioni politiche che si svolgono più di un anno dopo. Gli italiani sono abituati (molto più della classe politica) a capire che schede elettorali diverse servono a cose diverse, soprattutto in momenti temporali diversi e in un paese non caratterizzato da una grande memoria collettiva. E lo diciamo noi che non abbiamo alcun interesse a difendere né l’attuale centrosinistra ne’ l’attuale centrodestra. 5) per noi del Partito Liberaldemocratico non cambia nulla: nei mesi che ci separano dalle elezioni continueremo a lavorare per costruire un’offerta politica - più grande della nostra - di stampo liberale e in grado di indirizzare il governo del Paese verso alcuni temi “””””scomodi”””””” ma che in realtà sono cruciali per evitare il declino.
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@claudiocerasa È tornato a votare il partito del "tanto peggio tanto meglio", di quelli che vanno a votare solo quando c'è da fare un dispetto a qualcuno. Loro dell'Italia se ne fregano, ma si divertono così.
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@BMitraglia La possibilità di dibattito nel Pci-Pds-Ds-Pd, da Berlinguer in poi (post PCUS) è sempre stato libero, in questa sx svizzera invece, ideologia populista da 4 soldi, slogan fuori tema, sulla scia dei fantastici alleati a 5 stelle.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Perché parli sempre male della sinistra? – di Roberto Damico Me lo chiedono in tanti, ultimamente.“Ma perché parli sempre e solo male della sinistra?” È una domanda legittima. E merita una risposta onesta. La risposta è semplice: perché io vengo da lì. Per anni sono stato un membro – anche abbastanza attivo – di un certo mondo della sinistra. Non uno che guardava da fuori. Non uno che commentava dalla finestra. Io ci ho creduto. Mi sono sbracciato. Mi sono fatto in quattro. Ho partecipato, organizzato, condiviso. Anche io, in parte, vittima del gregarismo. Di una psicosi collettiva che mi faceva passar sopra tante cose. Che mi faceva giustificare l’ingiustificabile, purché venisse dalla parte giusta. Poi, a un certo punto (il 7 Ottobre), ti rendi conto. Ti accorgi di essere stato in una relazione abusante. Una relazione che si basa su: · Manipolazione · Ricatto mentale · Terrore dell’isolamento · Identitarismo cieco · Un cinismo sconfinato che non lascia spazio all’empatia, se non selettiva Una relazione che ti usa. Che non ti consente di pensare con la tua testa. Che ti chiede obbedienza cieca e ti getta nella spazzatura se dissenti. Un ambiente che usa qualsiasi cosa per prevalere. E che è prontissimo a rinnegare i principi che dice di portare avanti. ” Dar voce agli oppressi” – bellissimo. Peccato che poi gli iraniani vengano dimenticati, perché non sono funzionali alla narrazione. ” Sorella, io ti credo” – slogan potente. Peccato che se sei ebrea, o iraniana che cerca un paese libero, allora non vali. Allora non ti crediamo. Quando vedi tutto questo – e tu a quegli ideali ci credevi davvero, sinceramente – allora succede qualcosa. Capisci che quel baraccone è uno dei maggiori responsabili dell’impossibilità di cambiarlo il mondo. Capisci che il cinismo di quel mondo è tra i principali responsabili di certo male. Di certo dolore. Di certe ingiustizie. Ti rendi conto di essere stato usato. Di aver contribuito, anche tu, a peggiorare il mondo. Non a migliorarlo. E allora, a quel punto, non puoi che odiare quel mondo. Non per partito preso. Non per appartenenza contraria. Ma perché hai visto. Perché hai capito. Perché hai toccato con mano. E allora ti spendi per contrastarlo. Per smontare le sue menzogne. Per mostrare la sua ipocrisia. Per dare voce a chi quel mondo ha silenziato. C’è un concetto, nella tradizione ebraica, che mi piace molto: Tiqqun Olam. Letteralmente, “riparare il mondo”. L’idea che ognuno di noi abbia il dovere di contribuire a rendere il mondo un posto migliore. Di riparare ciò che è rotto. Di curare ciò che è ferito. Ecco, forse è questo che cerco di fare. Riparare un pochino. Contribuire, nel mio piccolo, a restituire dignità a chi è stato tradito. A dare voce a chi è stato silenziato. Non so se ci riuscirò. So che devo provarci. Perché una volta che hai visto, non puoi più non vedere. E una volta che hai capito, non puoi più tacere.
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panfiloscurti@scurpan·
@Corriere Il giudice collega del Pm manda a processo, magari senza "leggere le carte" , il Pm è approssimativo nella ricerca delle prove, perché sa che nessuno lo punirà seriamente in caso di errore, il combinato disposto rovina come se nulla fosse, la vita delle persone.
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Corriere della Sera
Corriere della Sera@Corriere·
Simona Sparaco: «Papà era innocente, Woodcock lo rovinò. Farò tutto perché al referendum vinca il "Sì"» trib.al/DjP7bnN
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panfiloscurti@scurpan·
@ilriformista Si prendono una grossa responsabilità, la maggior parte non ci ha capito granché ma si esprime ideologicamente e contano sul numero elevato di follower. Ma si sono almeno consultati con qualcuno che ne capisce? Sono sicuri che stanno offrendo un bel servizio ai loro fan?
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panfiloscurti@scurpan·
@chiccotesta Non affidiamoci ad attori e cantanti, per scegliere cosa votare, almeno facciamo questo sforzo. Un avvocato, un magistrato attivo o in pensione, sicuramente meglio di un attore, per non parlare dei cantanti che non riescono a capire e nel dubbio votano no. Non siamo messi bene!
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chicco testa
chicco testa@chiccotesta·
Domenica si vota e si tratta di un referendum molto importante . Se vince il sì si ottengono 3 risultati importanti. Il giudice diviene veramente “terzo” rispetto all’ accusa e alla difesa e il cittadino ha diritto a un processo giusto. La magistratura conferma e rafforza la sua autonomia e indipendenza perché viene finalmente sottratta al potere delle correnti e delle parti politiche a cui fanno riferimento. Viene portato a compimento il dettato costituzionale e la riforma Vassalli . La sinistra ha deciso di trasformare una questione di civiltà giuridica in una battaglia politica contro il governo. Così tradisce la sua storia . La destra tradizionalmente giustizialista e manettara ha saputo almeno in parte convertirsi ad una politica garantista. La sinistra tradizionalmente più garantista è diventata subalterna alla corporazione dei magistrati rinunciando a sostenere i diritti dei cittadini. Se vince il no sarà la magistratura a dettare l’ agenda politica. Come avviene ormai da più di 3 decenni.
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@BMitraglia Sembriamo svegli, ma spesso siamo solo dei cazzoni. Siamo simpatici, empatici ed accoglienti con tanti che non ci amano ed anzi spesso odiano noi, le nostre regole "democratiche", la libertà delle donne. Cominciamo a selezionare: via i violenti, i fanatici religiosi, i misogeni.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
L'ISLAM SI OFFENDE, NOI NO - di Roberto Riccardi Ci spiegano ogni giorno cosa offende l'Islam. I disegni dei bambini. La Divina Commedia. La musica a scuola. Il crocifisso in classe. Il presepe a Natale. La stretta di mano di una donna. Un costume da bagno in piscina. La mortadella nel panino. Il cane al guinzaglio. Bene. Prendiamo nota. Ma qualcuno, prima o poi, avrà la cortesia di chiedersi cosa offende noi? Perché noi, a quanto pare, non abbiamo sensibilità. Ne abbiamo solo una: quella di rispettare la sensibilità altrui. Un esercizio a senso unico che dura da vent'anni e che non ha prodotto integrazione ma una lista infinita di rinunce. Nostre. Solo nostre. Sempre nostre. Facciamo il conto. A Lodi la carne di maiale è sparita dalle mense scolastiche. Via il prosciutto, via la lonza. Al loro posto carne halal, macellata con la benedizione in nome di Allah. A Peschiera Borromeo stessa musica: via il maiale, dentro cous cous e polpette di ceci. I bambini italiani mangiano quello che decide la comunità islamica. Nessuno ha chiesto ai genitori italiani se fossero d'accordo. Evidentemente la loro sensibilità non conta. Crocifissi rimossi dalle aule. Presepi cancellati o ridotti a "feste d'inverno". Canti di Natale soppressi. A Roma le statue dei Musei Capitolini coperte con pannelli bianchi per non turbare il presidente iraniano. Loro per una vignetta hanno massacrato la redazione di Charlie Hebdo. Dodici morti per dei disegni. E noi discutiamo se un bambino possa disegnare Gesù. A Treviso due famiglie musulmane ottengono che i figli non studino Dante: il ventottesimo canto dell'Inferno offende l'Islam. A Susegana i bambini di un asilo cattolico - intitolato a Santa Maria delle Vittorie - vengono portati a pregare in ginocchio in moschea, rivolti verso la Mecca, davanti a un imam. Le maestre si mettono il velo. In un asilo cristiano. A Cremona due ragazze musulmane prendono a schiaffi un'adolescente italiana perché mangia un panino in autobus durante il Ramadan. Poi picchiano l'autista. Cinque giorni di prognosi. Per un panino. Il cane - migliore amico dell'uomo in Occidente da qualche migliaio di anni - è un animale impuro per l'Islam. A Milano mamme islamiche protestano contro le gite nei canili e nelle fattorie. In Inghilterra tassisti e autisti musulmani rifiutano i non vedenti con il cane guida. La sensibilità islamica pretende che un cieco rinunci al suo cane per non turbare chi gli siede accanto. Qualcuno ha chiesto al cieco come si sente? A Palermo la chiesa di San Paolino dei giardinieri è diventata moschea: via l'altare cinquecentesco, dentro i tappeti verso la Mecca. A Roma una parrocchia di periferia si trasforma in moschea ogni venerdì. A Potenza un prete allestisce il presepe con la Madonna in burqa. In tutta Italia parroci prestano sale parrocchiali per ospitare preghiere islamiche. Le campane vengono zittite per le lamentele di un vicino. Il muezzin grida "Allah è grande" dagli altoparlanti di trentacinque moschee a Colonia. Provate a chiedere a un imam di ospitare una messa nella sua moschea. E poi ci sono i maranza. Seconde e terze generazioni, origini magrebine e subsahariane, periferie del Nord. Rapine, estorsioni, aggressioni in branco, molestie sessuali, coltelli. A Capodanno a Milano sono saliti sulla statua di Vittorio Emanuele II gridando "Allahu Akbar" e "fanculo Italia", sventolando bandiere marocchine, molestando ragazze. Nelle carceri minorili diciannove ragazzini sono detenuti per apologia del terrorismo jihadista. Quattordici sono nati in Italia. Età media: sedici anni. Dal maranza al jihadista il percorso è più breve di quanto si voglia ammettere. I numeri: stranieri, nove per cento della popolazione. Trentuno per cento dei detenuti. Quarantuno per cento dei carcerati per violenza sessuale. Settantuno per cento per sfruttamento della prostituzione. Cinquanta per cento nelle carceri minorili. Così ricambiano l'ospitalità. Chi ha permesso tutto questo? La sinistra che vende l'identità in cambio di voti. Il clero che scambia la resa per dialogo. Le amministrazioni comunali che tolgono il crocifisso per inclusività e servono halal per quieto vivere. La pedagogia multiculturale che insegna ai nostri figli a vergognarsi della propria civiltà e a inginocchiarsi davanti a quella altrui. Un sistema intero che ha deciso che la nostra cultura è un peso e quella degli altri un arricchimento. Sempre. Comunque. A prescindere. Noi togliamo il crocifisso. Loro alzano i minareti. Noi cancelliamo il presepe. Loro celebrano il Ramadan nelle piazze. Noi rinunciamo alla mortadella. Loro pretendono la macellazione halal per tutti. Noi prestiamo le chiese. Loro non ci prestano nemmeno un tappeto. Noi copriamo le statue. Loro ammazzano i vignettisti. Questo non è odio verso qualcuno. È l'accusa contro una civiltà che si vergogna di se stessa. Una civiltà che ha prodotto Dante, Michelangelo, Beethoven, la democrazia, i diritti delle donne, la separazione tra Chiesa e Stato, la libertà di espressione e che adesso si scusa per esistere. La nostra sensibilità esiste. Ci offende che i nostri figli non possano disegnare Gesù. Ci offende che Dante venga considerato islamofobo. Ci offende che un cieco debba rinunciare al suo cane. Ci offende che le nostre chiese diventino moschee mentre le campane vengono zittite. Ci offende sapere che le donne sono ritenute esseri inferiori e che possono essere picchiate dai mariti per precetto coranico. Ci offendono i matrimoni combinati a forza su ragazzine che non possono dire no. Ci offende sentirci accusati di patriarcato dalle femministe nostrane che non aprono bocca sul vero patriarcato, quello d'importazione, quello che vela, picchia, segrega e uccide. Ci offende che la nostra civiltà venga smantellata pezzo per pezzo con il sorriso del dialogo e la frusta del politicamente corretto. E se qualcuno ci chiamerà intolleranti per averlo detto, avremo la conferma definitiva: la sensibilità in Occidente ha un solo padrone. E non siamo noi.
Bartolomeo Mitraglia tweet media
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@ErmesAntonucci Una casta che giudica se stessa, altro che deriva autoritaria della politica. Sull'onda populistica di mani pulite, abbiamo creato un mostro che nessuno vota o può giudicare, una casta ermetica che fa il cazzo del comodo suo. Arresta, accusa, rovina vite, come se nulla fosse.
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Ermes Antonucci
Ermes Antonucci@ErmesAntonucci·
QUERELE, MINACCE E RICHIESTE DANNI: IL SENSO DI IRRESPONSABILITÀ DEI MAGISTRATI Vi racconto cosa ho subito negli ultimi due anni per aver semplicemente svolto il mio lavoro di giornalista di giudiziaria. Un modo per farvi comprendere il senso di insofferenza dei magistrati al libero esercizio del diritto di cronaca e di critica nei loro confronti, e quindi il senso di assoluta irresponsabilità per le cose dette e fatte nell’esercizio delle loro delicate funzioni. Specifico: ognuno ha il diritto sacrosanto di tutelare la propria onorabilità in sede giudiziaria, ad esempio se si sente diffamato, ma cosa diversa è avanzare querele e richieste danni palesemente infondate e con la finalità intimidatoria nei confronti di un giornalista, in violazione dell’articolo 21 della tanto amata Costituzione. Dunque, tanto per darvi un’idea, negli ultimi due anni ho ricevuto in ordine sparso: -4 (quattro) querele da parte di un pubblico ministero che si è sentito diffamato per alcuni miei articoli in cui si dà notizia dei suoi numerosi processi finiti con l’assoluzione degli imputati, di una censura del proprio operato ricevuta dalla Corte costituzionale e di una sanzione disciplinare ricevuta dal Csm. In una delle tante querele, il pm si spinge addirittura ad affermare di sentirsi “vittima di stalking” da parte mia (lascio a voi ogni commento) -diffida con richiesta di 200.000 euro da parte di una giudice sentitasi diffamata da un articolo in cui veniva riportata la notizia che il Csm aveva avviato un procedimento per decidere se rimuoverla dalla magistratura -richiesta di 100.000 euro da un giudice che si è sentito diffamato da un articolo in cui venivano riportate dichiarazioni rese al Csm da alcuni consiglieri che sottolineavano come il giudice in questione per quasi 20 anni avesse esercitato la funzione presso un tribunale pur essendo sposato con una collega che esercitava le funzioni di pm presso la procura dello stesso tribunale -richiesta di 50.000 euro da un pm che si è sentito diffamato da un articolo in cui si dava notizia che lui, mentre portava avanti un processo, ha messo sotto indagine la legale dell’imputata, decidendo anche di farla intercettare, il tutto all’insaputa della collega co-titolare del processo, generando reazioni di critica da parte dei penalisti e persino dell’Anm locale -richiesta di 40.000 euro da un giudice di un importante tribunale italiano, che si è sentito diffamato da un articolo in cui si segnalava la sua marcata tendenza ad accogliere le richieste di misure cautelari avanzate dai pm -richiesta di 25.000 euro da una giudice di un importante tribunale che si è sentita diffamata da un articolo in cui si dava notizia di un’iniziativa da lei intrapresa all’interno dell’ufficio giudiziario, iniziativa poi da lei stessa ammessa in un comunicato stampa. A tutto ciò si aggiungono: -comunicato stampa di una sezione locale dell’Associazione nazionale magistrati, in cui si afferma che io avrei portato avanti “un attacco” nei confronti di un magistrato “con toni ed espressioni che, di certo, superano il diritto di critica giudiziaria”. Praticamente una sentenza. -l’iniziativa di un capo di un’importantissima procura italiana che ha addirittura chiesto al Csm di aprire una pratica a tutela del proprio ufficio in seguito a un mio articolo, che sarebbe consistito in “un’inaccettabile e pericolosa delegittimazione dell’operato dei magistrati dell’ufficio”. -le recenti minacce del procuratore di Napoli Gratteri di “fare i conti” con noi giornalisti del Foglio dopo il referendum e “tirare su una rete”. Come sapete, da anni racconto le gesta di Gratteri: le tante indagini finite nel nulla, le ingiuste detenzioni, le spese sostenute dallo Stato per questi errori. Molte delle richieste di risarcimento danni si sono fermate non appena i magistrati in questione hanno ricevuto risposta puntuale in cui si sottolinea l’infondatezza delle richieste (a conferma della loro finalità intimidatoria). Altre vicende, soprattutto quelle penali, sono ancora in corso. Inutile dire che queste azioni intimidatorie dei magistrati sono destinate a cadere nel vuoto. Vi invito però a riflettere su questa insofferenza delle toghe a qualsiasi forma di critica (e persino cronaca) del loro operato. Si parla spesso del problema delle querele temerarie dei politici contro i giornalisti, ma nessuno fa mai notare che la magistratura tende a reagire alla libertà di stampa in modo ancora più aggressivo: come una vera casta intoccabile. Lo stesso atteggiamento che da mesi sta mostrando di fronte alla riforma costituzionale approvata dal Parlamento.
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@BMitraglia Purtroppo è vero. Sono stati determinanti per il nostro rammollimento, la cultura, la scienza, la politica che in oltre ottant'anni hanno parlato tutti al passato della guerra, come se non potesse mai più accadere e la pace fosse definitivamente acquisita.
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Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Il costo altrui per la nostra pace - di Athos Boncompagni Sono ottanta anni giusti che in Europa centrale viviamo senza una guerra interna ma neanche esterna. Perché siamo temibili? Perché siamo armati fino ai denti? O perché la nostra civiltà è talmente ammirata nel mondo che dittatori e dittature tutte quando pensano a noi dicono: “no no loro non possiamo! In Italia si mangia troppo bene, in Francia si respira aria di libertà, in inghilterra la cortesia, in germania è tutto talmente bene organizzato… ma perché andare a invaderli dai…?” Secondo voi ci siamo goduti ottanta anni di pace per questi motivi o perché avevamo gli Stati Uniti e la loro forza bellica a proteggerci? La pace ce la siamo goduta e ce la godiamo, certo poi è arrivato il dittatorello che giocava a fare il novello zar e si è detto: “E se io adesso gliene prendo un pezzo di questa Europa? E se io invado l’Ucraina? Scommettiamo che non fanno nulla e non intervengono? Scommettiamo che me lo lasciano fare?” Perché lo ha pensato? Forse perché mentre gli Stati Uniti ripulivano dittatori in giro per il mondo, (via Milosevic, via Gheddafi, Via Saddam, Via i Talebani, Via Al Qaeda, Via l’Isis, sempre da soli) e quando c’era da farsi aiutare da noi dovevano sempre fare una fatica infinita perché noi - sia chiaro - siamo per la pace. A noi i dittatori che se ne stanno in santa pace a perseguitare il loro popolo o i popoli vicini o gli israeliani ci vanno benissimo, basta non ci tocchino a noi. Ora però dopo il sette ottobre da una parte e l’invasione in Ucraina dall’altra abbiamo capito tutti, anche chi era distratto, anche chi non voleva, con chi abbiamo a che fare e che non possiamo più permetterci di pensare che con i dittatori possiamo convivere pacificamente, perché loro non hanno alcuna intenzione di vivere pacificamente con noi. Trump è quello che è e sicuramente la diplomazia non è una sua dote ma certe cose le ha capite. Ma penso che capire che occorre fare fronte comune contro il terrore non occorra una doppia laurea… Trump lo ha capito e ci chiede di fare la nostra parte. Noi come Europa come rispondiamo? No no a noi piace la pace! La pace, il prezzo della benzina alla pompa stabile, donne represse in medio oriente e ebrei massacrati. Quattro punti per noi irrinunciabili che sanno tanto di buon governo evidentemente. Che prezzo ha la nostra pace? Quanto la devono pagare gli altri? Quanto la devono pagare Israeliani e Americani e Ucraini? Quanto la devono pagare in Iran donne e oppositori? E in tutto il mondo arabo? Quanto la devono pagare la nostra pace chiunque paga oggi di persona per evitare che noi ci sporchiamo le manine? Dobbiamo essere così orgogliosi della nostra pace e civiltà ma se chi ce l’ha difesa e regalata fino ad oggi la nostra pace dicesse: “Ma chi ce lo fa fare a noi di difendervi sempre visto che voi a noi una mano non ce la date mai?” Se arriverà questo giorno (e forse è arrivato) a quante invasioni ancora di stati est europei dovremo assistere? A quanti sette di ottobre dovremo assistere? E quando toccherà a noi a chi chiederemo aiuto? E perché qualcuno dovrebbe aiutarci? Gli amici si vedono nel momento del bisogno si dice, amici di israele non sembra che abbiamo dimostrato di esserlo, amici degli Stati Uniti pure non sembra che ci stiamo stracciando le vesti pur di essere al loro fianco. Sono cose che finiremo per pagarle e nel modo peggiore. E meritatamente. E chissà quando ci saremo noi nei casini, in quanti si chiederanno come mai non ci aiuta nessuno…
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@CarloCalenda Ed aggiungo che sento pochi o nessun attore criticare apertamente Trump, perché Trump gli controlla i post sui social... e loro spesso ci vivono o ci passano lunghi periodi di vacanza negli Stati Uniti ed hanno bisogno dell'esta. Profondo conformismo, quasi moda.
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@ilriformista Una riforma che nel corso degli anni hanno voluto praticamente tutti i partiti. Vergogna per quei partiti che per tentare di anticipare di solo un anno le elezioni fanno perdere alle persone una riforma importante.
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@marattin @Partito_Libdem 1 - Imputato e Pm saranno finalmente uguali davanti al giudice. 2- Il Pm che rovina la vita ad una persona innocente non avanzerà di carriera come se nulla fosse. 3- Con il sorteggio, gli eletti non dovranno essere riconoscenti a nessuno. Motivi che bastano ed avanzano #IoVotoSì
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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Il @Partito_Libdem è stato il primo partito a scendere in campo per il SÌ al referendum costituzionale sulla separazione delle carriere. E senza imbarazzo o contraddizioni: questa grande riforma liberale era nel programma elettorale del Terzo Polo alle ultime elezioni politiche. Abbiamo costituito il comitato @giustizia_si e organizzato centinaia di iniziative, manifestazioni, banchetti, dibattiti. In questi giorni finali siamo in prima fila, pancia a terra, da Bolzano a Ragusa.
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panfiloscurti@scurpan·
@CarloCalenda È da quando abbiamo equiparato la costituzione alla bibbia che siamo messi così. Ci dovremo tenere regole scritte nel 1948 dopo una tragica dittatura che non sono state scritte, ne pensate, per l'immutabilità nei secoli. Nessuno di quelli che l'hanno scritta, aspirava a tanto.
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Carlo Calenda@CarloCalenda·
Ho l’impressione che l’Italia sia fondamentalmente per il #No. Ma non solo su questo referendum. Siamo per il No al cambiamento in qualsiasi settore. Da questo punto di vista siamo il paese più conservatore d’Europa. Troviamo sempre una ragione per non cambiare: la giustizia, la scuola, il regionalismo o per non fare investimenti infrastrutturali ed energetici. Questo conservatorismo è trasversale alla destra e alla sinistra che sono normalmente immobili in attesa che l’altra parte faccia “l’errore” di proporre qualcosa. Da questo stallo dobbiamo uscire se vogliamo sopravvivere e diventare qualcosa di più di una meta turistica.
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@Tommasocerno Il 2 di picche lo prenderà per tanti anni questo ex PD (ormai PCI) alle elezioni politiche, da tanti ex elettori. Berlinguer andava verso Moro, questi vorrebbero tornare a quando prendevano i soldi dalla Russia e pensano anche sia la strada giusta per rivincere. Pessima fine!
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Tommaso Cerno
Tommaso Cerno@Tommasocerno·
Un grazie ai miei fan storici che giustamente non vivono bene senza Cerno. Gran pezzo di Cappellini: il fanatismo di Rep era dai tempi di Berlusconi che non si vedeva. Ridatemi il mio impermeabile m.dagospia.com/media-tv/cappe…
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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@lucianocapone Abbiamo i magistrati sottoposti alle correnti politiche, quando dovrebbero essere imparziali, ma sono convinti che sia normale. Hanno un sistema di sanzionamento per i magistrati che sbagliano, inesistente, eppure ci vogliono far credere che la riforma peggiorerebbe la giustizia
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Luciano Capone
Luciano Capone@lucianocapone·
“La riforma mette in pericolo vita di tutti i cittadini”. Per l’ultima settimana di campagna referendaria, la propaganda dell’@ANMagistrati è entrata nella fase millenarista.
Agenzia ANSA@Agenzia_Ansa

Per il presidente del Comitato per il NO al Referendum, Enrico Grosso 'la riforma mette in pericolo vita di tutti i cittadini. E' in atto un attacco senza precedenti al principio di autonomia della magistratura' #ANSA ansa.it/sito/notizie/p…

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panfiloscurti
panfiloscurti@scurpan·
@claudiocerasa Come può essere credibile un'alternativa con i leader dei 2 principali partiti che non si capiscono quando parlano? Slogan, frasi generiche, richieste impossibili, sembrano avulsi dalla realtà. Vorrebbero fermare Trump, disarmare l'Ucraina, arrestare Netanyahu. Chiacchiere!
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Claudio Cerasa
Claudio Cerasa@claudiocerasa·
Una leader non vista arrivare. Una leadership che non arriva. I tre anni della segreteria Schlein, il miglior asset possibile per Meloni & Co. ilfoglio.it/politica/2026/…
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