Soemiade

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Italian Lib Dem, proud Europeist. Humanistic soul. Passionate reader. English language lover. 🇮🇹 🇪🇺 🇺🇦

By the sea (or almost) Katılım Eylül 2016
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NASA
NASA@NASA·
Sky full of stars. Following a successful lunar flyby, the Artemis II astronauts captured this breathtaking photo of our galaxy, the Milky Way, on April 7, 2026.
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Yatharth Mann
Yatharth Mann@yatharthmann·
ABSOLUTE CINEMA
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Deutsch
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Steven Cercamondi
Steven Cercamondi@astrosteven_·
Arrivate le foto da Artemis II CHE SPETTACOLO! Devastanti. Il tramonto della Terra dietro la Luna e l'eclissi solare dall'orbita della Luna. Questa è storia.
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Massimo
Massimo@Rainmaker1973·
Artemis II is not just going "to the Moon," but rather traveling to meet it at an exact point in space. It’s all about orbital mechanics. x.com/_NafayFarooq/s…
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Surajit
Surajit@surajit_ghosh2·
This might be the most detailed Moon image ever captured 1000 frames stacked using a Nikon Z8 and Takahashi TSA-120 telescope, producing a stunning 40MP masterpiece
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All day Astronomy
All day Astronomy@forallcurious·
BREAKING🚨: The Artemis II crew are now the first humans to witness the Moon’s far side firsthand.
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Steven Cercamondi
Steven Cercamondi@astrosteven_·
L'ultimo sguardo alla Terra per l'equipaggio di Artemis II, ripresa oggi dall'interno della Orion. Cosi lontana, ma cosi vicina. Domani il giorno più atteso, la Luna. La diretta sarà trasmetta anche su Netflix.
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
Fondamentale! 👇🏻👇🏻👇🏻 MELANIE PHILLIPS SPIEGA LA PSICOLOGIA CHE PORTA LA SINISTRA OCCIDENTALE A SCHIERARSI CON I BARBARI Questa è una delle analisi più accurate della mentalità liberale progressista che potrete mai ascoltare. Phillips parte dall’autoinganno fondamentale: «Il liberale occidentale dice a se stesso: “Sono una brava persona perché sono liberale, e sono liberale perché sono una brava persona”». Da questa logica circolare scaturisce tutto il resto: il bisogno compulsivo di difendere gli “oppressi”, l’attribuzione riflessiva della colpa ai potenti, l’incapacità di elaborare prove che contraddicano la narrativa. E poi è successo il 7 ottobre. Le persone che avevano difeso come vittime oppresse si sono rivelate, nelle parole di Phillips, «i selvaggi più assetati di sangue che si possano immaginare. Non solo persone che uccidono, ma che massacrano in modo sadico, barbaro, dissoluto e depravato. Hanno massacrato, violentato, decapitato, torturato, bruciato vivi neonati, bambini, donne, anziani». I progressisti liberali non riescono ad accettarlo. Perché se ammettono che le persone che hanno difeso sono malvagie, allora tutta la loro visione del mondo va in frantumi — e con essa, l’immagine che hanno di sé stessi come persone buone. Phillips lo dice senza mezzi termini: «Se ammettono che è così, la causa che hanno sostenuto come rappresentativa del bene si rivela essere il male. E questo cosa li rende? Li rende malvagi». Questo è il vero terrore: non ciò che ha fatto Hamas, ma ciò che il loro sostegno a Hamas dice di loro. «Allora cosa fanno? Fanno di tutto per fingere che il nero sia bianco, che la giustizia sia ingiustizia, che l’oppressione sia resistenza, e viceversa». Phillips identifica poi il meccanismo: la proiezione. «Non c’è modo migliore per incolpare le persone che accusarle proprio di ciò di cui sono vittime.» Chiamare gli israeliani «genocidi». Chiamarli «nazisti». Perché «se gli israeliani sono nazisti, allora noi siamo liberi. Noi, l’Occidente liberale, siamo liberi da qualsiasi tipo di colpa o da qualsiasi tipo di associazione con cose cattive.» Ecco perché l’accusa di “genocidio” contro Israele non è semplicemente offensiva: è psicologicamente necessaria per chi la muove. Senza di essa, dovrebbero confrontarsi con ciò che hanno effettivamente sostenuto. Non riescono ad affrontare ciò che hanno fatto le loro “vittime oppresse”. Quindi accusano le vittime di essere nazisti. Non è ignoranza. È sopravvivenza.
M.A. Rothman@MichaelARothman

𝐌𝐄𝐋𝐀𝐍𝐈𝐄 𝐏𝐇𝐈𝐋𝐋𝐈𝐏𝐒 𝐄𝐗𝐏𝐋𝐀𝐈𝐍𝐒 𝐓𝐇𝐄 𝐏𝐒𝐘𝐂𝐇𝐎𝐋𝐎𝐆𝐘 𝐓𝐇𝐀𝐓 𝐌𝐀𝐊𝐄𝐒 𝐓𝐇𝐄 𝐖𝐄𝐒𝐓𝐄𝐑𝐍 𝐋𝐄𝐅𝐓 𝐒𝐈𝐃𝐄 𝐖𝐈𝐓𝐇 𝐒𝐀𝐕𝐀𝐆𝐄𝐒 This is one of the most precise dissections of the liberal progressive mind you will ever hear. Phillips starts with the core self-deception: “𝘛𝘩𝘦 𝘞𝘦𝘴𝘵𝘦𝘳𝘯 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘭𝘭𝘴 𝘩𝘪𝘮 𝘰𝘳 𝘩𝘦𝘳𝘴𝘦𝘭𝘧, 𝘐’𝘮 𝘢 𝘨𝘰𝘰𝘥 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯 𝘣𝘦𝘤𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘐’𝘮 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭, 𝘢𝘯𝘥 𝘐’𝘮 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭 𝘣𝘦𝘤𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘐’𝘮 𝘢 𝘨𝘰𝘰𝘥 𝘱𝘦𝘳𝘴𝘰𝘯.” From that circular logic flows everything else — the compulsive need to champion the “oppressed,” the reflexive assignment of blame to the powerful, the inability to process evidence that contradicts the narrative. And then October 7th happened. The people they had championed as 𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞𝐝 𝐯𝐢𝐜𝐭𝐢𝐦𝐬 turned out to be, in Phillips’ words, “𝘵𝘩𝘦 𝘮𝘰𝘴𝘵 𝘣𝘭𝘰𝘰𝘥𝘵𝘩𝘪𝘳𝘴𝘵𝘺 𝘴𝘢𝘷𝘢𝘨𝘦𝘴 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘤𝘰𝘶𝘭𝘥 𝘦𝘷𝘦𝘳 𝘣𝘦 𝘪𝘮𝘢𝘨𝘪𝘯𝘦𝘥. 𝘕𝘰𝘵 𝘫𝘶𝘴𝘵 𝘱𝘦𝘰𝘱𝘭𝘦 𝘸𝘩𝘰 𝘬∗𝘭𝘭, 𝘣𝘶𝘵 𝘸𝘩𝘰 𝘴𝘭𝘢𝘶𝘨𝘩𝘵𝘦𝘳 𝘪𝘯 𝘢 𝘴𝘢𝘥𝘪𝘴𝘵𝘪𝘤, 𝘣𝘢𝘳𝘣𝘢𝘳𝘪𝘤, 𝘥𝘦𝘣𝘢𝘶𝘤𝘩𝘦𝘥 𝘢𝘯𝘥 𝘥𝘦𝘱𝘳𝘢𝘷𝘦𝘥 𝘧𝘢𝘴𝘩𝘪𝘰𝘯. 𝘛𝘩𝘦𝘺 𝘩𝘢𝘷𝘦 𝘴𝘭𝘢𝘶𝘨𝘩𝘵𝘦𝘳𝘦𝘥, 𝘳∗𝘱𝘦𝘥, 𝘣𝘦𝘩𝘦𝘢𝘥𝘦𝘥, 𝘵𝘰𝘳𝘵𝘶𝘳𝘦𝘥, 𝘣𝘶𝘳𝘯𝘦𝘥 𝘢𝘭𝘪𝘷𝘦 𝘣𝘢𝘣𝘪𝘦𝘴, 𝘤𝘩𝘪𝘭𝘥𝘳𝘦𝘯, 𝘸𝘰𝘮𝘦𝘯, 𝘦𝘭𝘥𝘦𝘳𝘭𝘺 𝘮𝘦𝘯.” The liberal progressive cannot absorb this. Because if they admit the people they championed are 𝐞𝐯𝐢𝐥, then their entire worldview shatters — and with it, their self-image as a good person. Phillips puts it bluntly: “𝘐𝘧 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘢𝘥𝘮𝘪𝘵 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘪𝘴 𝘵𝘩𝘦 𝘤𝘢𝘴𝘦, 𝘵𝘩𝘦 𝘤𝘢𝘶𝘴𝘦 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘩𝘢𝘷𝘦 𝘴𝘶𝘱𝘱𝘰𝘳𝘵𝘦𝘥 𝘢𝘴 𝘳𝘦𝘱𝘳𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘪𝘯𝘨 𝘨𝘰𝘰𝘥𝘯𝘦𝘴𝘴 𝘪𝘴 𝘴𝘩𝘰𝘸𝘯 𝘵𝘰 𝘣𝘦 𝘦𝘷𝘪𝘭. 𝘈𝘯𝘥 𝘸𝘩𝘢𝘵 𝘥𝘰𝘦𝘴 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘮𝘢𝘬𝘦 𝘵𝘩𝘦𝘮? 𝘐𝘵 𝘮𝘢𝘬𝘦𝘴 𝘵𝘩𝘦𝘮 𝘦𝘷𝘪𝘭.” That’s the real terror — not what H∗mas did, but what their support for H∗mas 𝐬𝐚𝐲𝐬 𝐚𝐛𝐨𝐮𝐭 𝐭𝐡𝐞𝐦. “𝘚𝘰 𝘸𝘩𝘢𝘵 𝘥𝘰 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘥𝘰? 𝘛𝘩𝘦𝘺 𝘨𝘰 𝘵𝘰 𝘦𝘹𝘵𝘳𝘢𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘺 𝘭𝘦𝘯𝘨𝘵𝘩𝘴 𝘵𝘰 𝘱𝘳𝘦𝘵𝘦𝘯𝘥 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘣𝘭𝘢𝘤𝘬 𝘪𝘴 𝘸𝘩𝘪𝘵𝘦, 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘫𝘶𝘴𝘵𝘪𝘤𝘦 𝘪𝘴 𝘪𝘯𝘫𝘶𝘴𝘵𝘪𝘤𝘦, 𝘵𝘩𝘢𝘵 𝘰𝘱𝘱𝘳𝘦𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯 𝘪𝘴 𝘳𝘦𝘴𝘪𝘴𝘵𝘢𝘯𝘤𝘦, 𝘢𝘯𝘥 𝘷𝘪𝘤𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘴𝘢.” Then Phillips identifies the mechanism: 𝐩𝐫𝐨𝐣𝐞𝐜𝐭𝐢𝐨𝐧. “𝘛𝘩𝘦𝘳𝘦 𝘪𝘴 𝘯𝘰 𝘣𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳 𝘸𝘢𝘺 𝘰𝘧 𝘣𝘭𝘢𝘮𝘪𝘯𝘨 𝘱𝘦𝘰𝘱𝘭𝘦 𝘵𝘩𝘢𝘯 𝘢𝘤𝘤𝘶𝘴𝘪𝘯𝘨 𝘵𝘩𝘦𝘮 𝘰𝘧 𝘵𝘩𝘦 𝘷𝘦𝘳𝘺 𝘵𝘩𝘪𝘯𝘨 𝘵𝘩𝘦𝘺 𝘢𝘳𝘦 𝘵𝘩𝘦 𝘷𝘪𝘤𝘵𝘪𝘮 𝘰𝘧.” Call Israelis “genocidal.” Call them “Nazis.” Because “𝘪𝘧 𝘵𝘩𝘦 𝘐𝘴𝘳𝘢𝘦𝘭𝘪𝘴 𝘢𝘳𝘦 𝘕𝘢𝘻𝘪𝘴, 𝘵𝘩𝘦𝘯 𝘸𝘦 𝘢𝘳𝘦 𝘧𝘳𝘦𝘦. 𝘞𝘦, 𝘵𝘩𝘦 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘢𝘭 𝘞𝘦𝘴𝘵, 𝘢𝘳𝘦 𝘧𝘳𝘦𝘦 𝘰𝘧 𝘢𝘯𝘺 𝘬𝘪𝘯𝘥 𝘰𝘧 𝘨𝘶𝘪𝘭𝘵 𝘰𝘳 𝘢𝘯𝘺 𝘬𝘪𝘯𝘥 𝘰𝘧 𝘢𝘴𝘴𝘰𝘤𝘪𝘢𝘵𝘪𝘰𝘯 𝘸𝘪𝘵𝘩 𝘣𝘢𝘥 𝘵𝘩𝘪𝘯𝘨𝘴.” This is why the accusation of “genocide” against Israel is not merely offensive — it is 𝐩𝐬𝐲𝐜𝐡𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢𝐜𝐚𝐥𝐥𝐲 𝐧𝐞𝐜𝐞𝐬𝐬𝐚𝐫𝐲 for the people making it. Without it, they’d have to confront what they actually supported. 𝐓𝐡𝐞𝐲 𝐜𝐚𝐧’𝐭 𝐟𝐚𝐜𝐞 𝐰𝐡𝐚𝐭 𝐭𝐡𝐞𝐢𝐫 “𝐨𝐩𝐩𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞𝐝 𝐯𝐢𝐜𝐭𝐢𝐦𝐬” 𝐝𝐢𝐝. 𝐒𝐨 𝐭𝐡𝐞𝐲 𝐚𝐜𝐜𝐮𝐬𝐞 𝐭𝐡𝐞 𝐯𝐢𝐜𝐭𝐢𝐦𝐬 𝐨𝐟 𝐛𝐞𝐢𝐧𝐠 𝐍𝐚𝐳𝐢𝐬. 𝐈𝐭’𝐬 𝐧𝐨𝐭 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐜𝐞. 𝐈𝐭’𝐬 𝐬𝐮𝐫𝐯𝐢𝐯𝐚𝐥.

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Steven Cercamondi
Steven Cercamondi@astrosteven_·
Le prime foto rilasciate dall'equipaggio di Artemis II all'interno della Orion. Mammamia. Fermatevi un attimo. Emozionatevi. Guardate come la nostra casa brilla nel vuoto cosmico, fragile e preziosa. Da lassù, ogni confine scompare.
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Kambiz Shadmehr کامبیز شادمهر
🌄Il Tramonto della Ragione 🌄 Per Oriana #Fallaci, l'#Iran non era una nazione, ma un'eclissi. Era il buio del Medioevo che tornava a inghiottire la luce del secolo, incarnato negli occhi di pietra di #Khomeini e nel nero dei chador, che lei vedeva come sudari per donne vive. In quella teocrazia scorgeva la fine del dubbio, la morte dell'individuo sacrificato sull'altare di un Dio che non ammette repliche. La #Palestina, nelle sue visioni finali, era diventata una ferita infetta. Se un tempo ne aveva pianto i morti, col tempo iniziò a scorgervi un'arma brandita dal fanatismo. Non più un popolo in cerca di casa, ma un simbolo usato dai signori della guerra e dai regimi di #Teheran per abbattere l'ultimo argine: Per Oriana, Gerusalemme era la nostra trincea, il confine estremo di una civiltà la nostra che stava dimenticando l'orgoglio delle proprie radici. Ella vedeva l'#Iran come la mano che arma e la Palestina come il corpo che si scaglia, uniti in un abbraccio mortale contro un Occidente ormai sordo e sfiorito. Denunciava la nostra "Eurabia" come un deserto di anime che, per paura di combattere, accoglievano il proprio carnefice con un sorriso di tolleranza. In questo scontro, per lei non esistevano sfumature: o si era con la Libertà, fragile e imperfetta, o si era con il Nulla vestito di sacro. Il suo non era odio, ma un #amore disperato e furiosoper la vita, per la ragione e per quel pezzo di mondo che, nonostante tutto, aveva smesso di avere catene. "L'Occidente è un bosco che brucia, e noi siamo le foglie che invece di soffocare l'incendio, discutono sulla direzione del vento." #gaza #israele #IranWar#IranMassacre#DigitalBlackOutIran
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Kambiz Shadmehr کامبیز شادمهر
🤷🏻‍♂️🇮🇷Lo dico da iraniano, con il sangue di una terra martoriata nelle vene e il respiro di un’#Europa 🇪🇺che mi ha cresciuto, ma che oggi non riconosco più. ​Ho perso il conto dei sassi lanciati contro di me. Mi chiamano "sionista", "venduto", sputano epiteti antisemiti con la bava alla bocca solo perché ho commesso il peccato più grave di questo secolo: ho osato pensare. Ho osato rifiutare l’isteria collettiva, quel coro sguaiato e ignorante che oggi domina il palcoscenico del mondo. ​La cecità di chi urla per Gaza ha raggiunto vette di demenza pura. Per costoro non esistono più nazioni, non esiste storia, non esiste geografia. Esiste solo il dogma. È un’ideologia che cancella il discernimento e lo sostituisce con il fanatismo da stadio. ​Assisto a un paradosso che grida vendetta: mentre gli intellettuali #arabi più lucidi e coraggiosi cercano disperatamente di recidere il cordone ombelicale con l’oscurantismo religioso, perché hanno capito che il teocrate è il primo nemico della vita, l’Occidente "evoluto" regredisce. Si tuffa in un odio tribale che puzza di vecchio, di marcio, di fine. ​Diciamolo chiaramente, senza la paura del "politicamente corretto" che ci sta strozzando: se tornassimo al 1933, questi fanatici che oggi sfilano nelle nostre piazze non avrebbero nulla da imparare dai #nazisti. La radice è la stessa. Il veleno è lo stesso. È quell’odio viscerale per la libertà dell’altro, quel desiderio feroce di veder bruciare chi non si inchina al loro idolo di turno. ​Siamo di fronte a una nuova orda, e stavolta non cavalca dal deserto: è nata e cresciuta tra i banchi delle nostre università, coccolata dalla nostra stessa viltà. ​#Iran #Italia #NoPropaganda #Occidente #Verità
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Luigi Mascheroni
Luigi Mascheroni@LuigiMascheroni·
Scusate, abbiamo lo scoop. “Il Giornale” è riuscito a mettere le mani sulla bozza di programma di governo del Campo largo in vista delle prossime, imminenti, elezioni. Eccolo
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Diotima
Diotima@PAOLND·
@smelfnew @ebeoscar La “prospettiva più plausibile” ad oggi rimane Meloni. Purtroppo devo aggiungere: per fortuna.
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giannino
giannino@smelfnew·
Il fatto che Conte a Palazzo Chigi sia la prospettiva più plausibile, a una persona minimamente sana di mente dovrebbe dare la misura della gravità della situazione.
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Occam's Razor
Occam's Razor@imballoionico·
Leggo che l’ANM propone di collaborare per le riforme, in nome del bene comune. Ora, non so se lo sapete, ma il Parlamento non deve concordare le leggi con l’ANM, non serve l’approvazione dei magistrati. Il parlamento è sovrano. È scritto nella costituzione che avete salvato.
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Alberto Mario Mura
Alberto Mario Mura@albertomura·
Aveva ragione Gustave Le Bon nel 1895: gli argomenti razionali non servono a nulla, ciò che conta sono gli slogan basati sull'affermazione di menzogne, sulla loro ripetizione indefinita e sul contagio irrazionale. Questa è la psicologia delle folle.
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Piercamillo Falasca 🇮🇹🇪🇺
La maggioranza degli elettori italiani ha deciso che il sistema di malagiustizia che governa il nostro paese è accettabile e che i magistrati possono continuare a essere una casta chiusa, autoreferenziale e totalmente irriformabile. Peccato. Rispettiamo la decisione, ma non ci rassegniamo e continuiamo a impegnarci per un’Italia migliore, più libera, meritocratica e competitiva.
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Gianni Kuperlo - Parody
Gianni Kuperlo - Parody@GianniCuperIoPD·
Se vince il no, ha vinto Conte. Se vince il sì, ha perso Schlein. Che lavoro di merda essere il Pd.
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Leonardo Gallo
Leonardo Gallo@LeonhardHahn·
«Il dato delle ore 19 cambia il quadro in modo netto: l’affluenza si attesta intorno al 39%, un livello alto che conferma — e rafforza — le indicazioni già emerse nella mattinata. Guardate il sito mondiale di scommesse on line Polimarket.com. Ebbene appena saputo della percentuale di votanti alle ore 19 ha invertito le scommesse ribaltando la previsione del NO a quella del SI! Ed è noto che il sito Polymarket non sbaglia mai come dimostrano le previsioni presidenziali USA. Non è solo un aggiornamento statistico, è un passaggio politico. Perché a questo punto la traiettoria del referendum non è più incerta: si sta consolidando dentro uno scenario di partecipazione elevata, quello che storicamente favorisce il Sì. La soglia delle 19 è sempre il momento decisivo per leggere il voto. Ed è proprio qui che il dato diventa significativo: con il 39% già raggiunto prima della chiusura della prima giornata, resta ancora una fetta consistente di elettorato da mobilitare tra la sera e, soprattutto, nella giornata di lunedì. In altre parole, il referendum non è solo vivo: è in espansione. Se alle 12 il 14% indicava una buona partenza, il passaggio al 38% alle 19 certifica che il referendum è entrato nella fascia alta. A questo livello, il moltiplicatore storico porta l’affluenza finale ben oltre il 60%. Le proiezioni più prudenti collocano il risultato tra il 60% e il 63%, mentre gli scenari più dinamici — con una buona risposta serale e un lunedì sostenuto — spingono verso il 63-65%. Questo significa che siamo pienamente dentro il range 58-62%, con una tendenza ormai orientata verso la parte alta della forbice. Ed è esattamente qui che il comportamento elettorale cambia: l’affluenza elevata non distribuisce i voti in modo neutro, ma premia il Sì, che cresce con l’ingresso degli elettori tardivi e meno ideologici. Le proiezioni sul risultato: applicando il modello di crescita lineare, il quadro diventa sempre più definito. In una fascia tra il 60% e il 63%, il Sì si muove tra il 55,6% e oltre il 57%, mentre il No scende sotto il 45%. Il vantaggio non è più marginale: si trasforma in un margine strutturale, destinato ad allargarsi con l’aumento della partecipazione. Il meccanismo è chiaro: ogni punto percentuale in più di affluenza produce un incremento di circa 0,8-1 punto per il Sì. È l’effetto della mobilitazione del centrodestra e degli indecisi favorevoli alla riforma, che entrano in gioco nelle fasi finali del voto. Più il corpo elettorale si allarga, più il risultato si sposta. A questo punto, la partita non è più aperta come nelle ore iniziali. Il dato delle 19 ha segnato una soglia psicologica e politica: il referendum si è posizionato in un’area in cui il Sì non solo è competitivo, ma è favorito con un margine crescente. Se il ritmo verrà confermato tra la serata e la giornata di lunedì, la traiettoria è già tracciata. In sintesi: l’affluenza non è più una variabile da osservare, ma la chiave che sta determinando il risultato. E con questi numeri, il referendum sta andando in una direzione precisa.» (Gaetano Petrelli) 🔽 h. 22:22
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