Veronica Orrù

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Veronica Orrù

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@verocrok

Sarda, femminista, emigrata per curiosità e necessità. Amante del Medio Oriente, della palla a spicchi e della musica anni '70.

Katılım Şubat 2009
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Veronica Orrù
Veronica Orrù@verocrok·
@lageloni Tutto vero, ed è giusto oggi festeggiare col popolo ungherese per la fine del sistema Orbán. Occorre però anche essere vigili. Il nuovo Parlamento sarà composto esclusivamente da destra ed estrema destra. C'è ancora tanta strada da fare.
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chiara geloni
chiara geloni@lageloni·
Spiegato bene.
Timostene@SandroRossi_x

La sinistra ungherese non ha perso. Ha scelto.   Girano già le interpretazioni di comodo. La sinistra in Ungheria è stata sconfitta, dicono. Ha giocato e ha perso. Orbán è stato battuto dalla destra, quindi nulla cambia per la sinistra europea.   Falso. Falso in modo quasi imbarazzante per chi lo sostiene.   La sinistra ungherese non si è candidata. Non ha perso un solo seggio perché non ne ha conteso nemmeno uno. Il Partito Socialista, quello che ha governato l’Ungheria dal ’94 al ’98 e dal 2002 al 2010, si è ritirato il 20 febbraio. Prima di lui i Verdi, il Dialogo, LMP, il Movimento Soluzione. Tutti fuori. Volontariamente.   I socialisti lo hanno detto con una chiarezza che in Italia sembrerebbe un’allucinazione collettiva: il sistema elettorale di Orbán equivale a “imbrogli legalizzati” e l’unico modo per batterlo è unirsi dietro il candidato più forte. Anche se quel candidato non è dei tuoi. Anche se è un conservatore uscito dalle viscere di Fidesz.   Questo non è un atto di resa. È il contrario. È la scelta politica più matura che un’opposizione frammentata potesse fare davanti a un regime che aveva riscritto le regole del gioco per non perderlo mai. Orbán aveva tagliato due collegi a Budapest, ne aveva aggiunti due nelle campagne fedeli, controllava i media, usava le risorse dello Stato come arma elettorale. Freedom House classificava l’Ungheria solo “parzialmente libera”. Per vincere in quel sistema serviva almeno cinque punti di vantaggio. Non c’era spazio per il lusso delle candidature di bandiera.   La sinistra ungherese ha guardato in faccia la realtà e ha fatto una cosa che richiede più coraggio della candidatura: ha rinunciato a se stessa per uno scopo più grande. Ha detto ai propri elettori: votate Magyar. Votate Tisza. Non importa se è di centro-destra, se viene dal PPE, se è un ex uomo del sistema. L’unica cosa che importa è mandare a casa Orbán.   Il risultato? 79% di affluenza, record assoluto. Magyar al 53,6%. Supermaggioranza dei due terzi. Orbán al telefono che si congratula. Budapest in festa lungo il Danubio.   Chi racconta questa storia come una sconfitta della sinistra sta ribaltando i fatti. La sinistra non era assente perché irrilevante. Era assente perché ha deciso di esserlo. Ha sacrificato la visibilità, le candidature, i seggi, la presenza parlamentare a favore di un obiettivo che considerava più urgente di qualsiasi interesse di partito: abbattere un regime illiberale.   È un concetto che in certi ambienti politici risulta incomprensibile. L’idea che un partito possa scegliere di non esserci per permettere a qualcun altro di vincere. Che la generosità strategica non sia debolezza ma intelligenza politica. Che il risultato conti più della sigla sul manifesto.   Poi certo, si può discutere se la sinistra ungherese riuscirà a ricostruirsi, se questo sacrificio la rafforzerà o la marginalizzerà. Sono domande legittime, per un altro giorno. Quello che non si può fare oggi è raccontare una scelta deliberata come una sconfitta subita. Perché la differenza tra le due cose è la differenza tra chi fa politica e chi la subisce.

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Vera Bergengruen
Vera Bergengruen@VeraMBergen·
One month of the Iran War, in Economist covers
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BBC News (UK)
BBC News (UK)@BBCNews·
UN votes to recognise slavery as 'gravest crime against humanity' bbc.in/3PnDIe6
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Foreign Policy
Foreign Policy@ForeignPolicy·
Trump is chiefly responsible for the Iran war. But his inner circle includes many people who are staunch defenders of Israel and longtime beneficiaries of Israel-related campaign contributions, writes columnist @stephenwalt. foreignpolicy.com/2026/03/17/isr…
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New York Times Opinion
New York Times Opinion@nytopinion·
“President Trump went to war against Iran without explaining his strategy to the American people or the world. It now appears that he may not have had much of a strategy at all,” writes the editorial board. nyti.ms/3NFbE5i
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Nicholas Mulder
Nicholas Mulder@njtmulder·
My latest piece in @FT about how Iran's Hormuz blockade and Chinese rare earths controls show that the US has lost the dominance it once enjoyed in economic coercion, and what this means for sanctions as tools between war and peace: ft.com/content/ae4585…
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Il Grande Flagello
Il Grande Flagello@grande_flagello·
- È difficile far politica, ma anche condurre non è facile - Lo credo, poi lei che fa tutte e due insieme 💀
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Lorenzo Zamponi
Lorenzo Zamponi@masaccio_·
E adesso vi parleranno del talento comunicativo di Mamdani, dei video cool, del carisma. Tutte cose vere, intendiamo. Ma lo faranno per distrarvi dal fatto che ha vinto parlando di costo della vita, di blocco degli affitti, di bus veloci e gratuiti, di asili nido gratuiti.
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MM 
MM @adgirlMM·
Here's all I need to know about Zohran Mamdani. The GOP is villainizing him. Trump is villainizing him. Corrupt Mayor Adams and former fallen Democrat Andrew Cuomo have teamed up against him. When all the villains are against you, you're doing something right.🗽
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Marianna Aprile
Marianna Aprile@mariannaaprile·
Il governo italiano non si farà carico del costo del volo di rientro dei cittadini arrestati da Israele. Ci sta. Mica sono ergastolani o criminali inseguiti dalla giustizia internazionale.
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Veronica Orrù
Veronica Orrù@verocrok·
What a shitshow. What a disgrace to the world.
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laSexta
laSexta@laSextaTV·
🔴 Pedro Sánchez anuncia "nueve acciones para detener el genocidio en Gaza" ➡ Embargo de armas a Israel. ➡ Prohibición del tránsito por puertos españoles a los barcos que transporten combustibles destinados a las fuerzas armadas israelíes. ➡ Denegación de entrada al espacio aéreo español a todas las aeronaves que trasporten material de defensa para Israel. ➡ Prohibición de acceder al territorio español a todas las personas que participen de forma directa en el genocidio y los crímenes de guerra. ➡ Prohibición de la importación de productos provenientes de los asentamientos ilegales en Gaza y Cisjordania. ➡ Limitación de los servicios consulares prestados a los ciudadanos españoles residentes en los asentamientos ilegales israelíes. ➡ Refuerzo del apoyo de España a la Autoridad Palestina. ➡ Ampliación de la contribución española a UNRWA. ➡ Aumento de la partida de ayuda humanitaria y cooperación para Gaza.
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Pedro Sánchez
Pedro Sánchez@sanchezcastejon·
Una cosa es proteger tu país y otra muy distinta bombardear hospitales y matar de hambre a niños inocentes. Lo que está haciendo Israel es exterminar a un pueblo indefenso. Es quebrantar todas las leyes del derecho humanitario. No podemos quedarnos de brazos cruzados.
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Miguel A. Rodríguez
Miguel A. Rodríguez@Marodriguez1971·
Diez años. La memoria de un pez.
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DW News
DW News@dwnews·
Leading genocide scholars have declared that Israel is committing genocide in Gaza. Professor Timothy Williams of the International Association of Genocide Scholars explains the reasoning behind the decision.
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