Robert O'Kersevan

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Robert O'Kersevan

Robert O'Kersevan

@KersevanRoberto

Physicist; Accelerators, Vacuum Science & Technology, Thin-Films, Synchrotron Radiation and Vacuum Modeling, Nuclear Transmutation, Nuclear Energy, and more...

加入时间 Temmuz 2018
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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
#nucleare Gli antinucleari de noantri, impossibilitati (salvo casi limite) a difendere la indifendibile Energiemerde🇩🇪, sono passati al role model Spagna. Qui stellare prestazione delle rinnovabili intermittenti solare+eolico in 🇪🇸, 2025 Ricordiamo il blackout mortifero, 28/4/25!
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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
@LuMo71 90%!!! Non 89,37%… non 91,23%… proprio 90%! Garantisce giggino, una certezza quindi. Sei a livello delle panda turbo usato garantito che vende il tuo sodale @g_rizzo76. Coppia letale!
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Luigi Moccia
Luigi Moccia@LuMo71·
@KersevanRoberto Perché una logistica nella sua fase iniziale è un'esponenziale. Poi solare&eolico andranno a saturazione: al 90% della domanda, ma ci vuole ancora
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Monica Frassoni
Monica Frassoni@monicafrassoni·
Quindi oggi 400 milioni di euro buttati al vento per 20 giorni di sconticini minimi sulle accise su benzina e diesel; allo stesso tempo una bella dichiarazione soddisfatta dell’ad di @Eni che gongola per i dividendi extra che riceveranno gli azionisti. @simonespetia dice che “ha da passa’ a nuttata” secondo me invece bisogna spingere su rinnovabili e elettrificazione. Anche in mobilità… #Iran #gas #euco
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Quintus Poppaedius Silo
Quintus Poppaedius Silo@francescoproia·
Netanyahu, con Trump ricattabile dal Mossad per gli Epstein files, ormai si sente libero di fare ciò che vuole in Iran. Un recente attacco israeliano ha colpito un obiettivo a soli 350 metri da un reattore nucleare iraniano a Bushehr. Se un attacco simile dovesse colpire il reattore principale, le ricadute radioattive causerebbero un evento catastrofico di proporzioni simili a quello di Chernobyl, che distruggerebbe l'intera costa del Golfo a sud (la simulazione è qui sotto). A ciò si aggiungono gli attacchi all'impianto di produzione di gas in Iran di due giorni fa, ed ormai è chiaro chi muove i fili di questa operazione...
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Marco Comelli
Marco Comelli@MarcoComelli1·
@KersevanRoberto @monicafrassoni @eni @simonespetia Naturalmente non dicono che la Spagna sta andando dall'Algeria col cappello in mano per aumentare le forniture di gas... La Spagna è anche il secondo maggior importatore europeo di LNG russo, con volumi in crescita del 26% y-o-y.
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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
@LuMo71 Solita lettura demenziale&sbagliata, non c’è niente da fare, sei falso Le centrali nucleari spagnole erano ESENTATE da quell’operazione, e comunque quel giorno un paio erano ferme SU DOMANDA DEL GESTORE DI RETE 86% di eolico+fottoV, al picco solare: blackout colpa degli altri🤡
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Luigi Moccia
Luigi Moccia@LuMo71·
PER CHI SUONA LA CAMPANA DELL'APAGON?—Suona per le vecchie centrali nucleofossili! Finalmente è uscito il rapporto sulle cause del blackout iberico del 28 aprile dello scorso anno (link nei commenti) Che dire, se non che… gli anti-rinnovabili dovrebbero andare a nascondersi? Vi ricordate quando si atteggiavano ad esperti di sistemi elettrici e straparlavano di inerzia da massa rotante che il fotovoltaico non fornisce? Cosa conclude oggi ENTSOE? Cause multiple e complesse, ma per mancanza di regolazione della tensione, non della frequenza, e quindi più inerzia da massa rotante non avrebbe aiutato, semmai forse peggiorato. A pag. 21: "anche con significativamente maggiore inerzia la perdita di sincronismo del sistema non sarebbe stata evitata"—letterale, eh, c'è poco da interpretare. A pag. 245: anche un'inerzia doppia, la causa iniziale, l'oscillazione inter-area, un problema che ha la rete continentale europea ai suoi estremi geografici, non sarebbe stata dirimente. A pag. 276: semmai, con maggiore inerzia, si sarebbe potuto avere una perdita di sincronismo più rapida! E chi doveva tutelare la rete spagnola da queste oscillazioni inter-area che impattano sulla tensione? Il fotovoltaico o l'eolico? No, chi doveva svolgere questo ruolo erano le centrali convenzionali, incluse quelle nucleari. L'hanno fatto? Poco e male o per niente, da qui il blackout. Avrebbero potuto fare meglio? Sì, se avessero installato dei dispositivi chiamati PSS (Power System Stabilizer). Le centrali nucleari in servizio il 28 aprile 2025 disponevano dei PSS? No, e qui il rapporto ENTSOE comincia ad essere reticente, perché delega poi ad un approfondimento nazionale le responsabilità che non gli competono. Ma da un precedente rapporto del governo spagnolo sappiamo che gli operatori dei vecchi reattori nucleari spagnoli, tranne uno, avevano dichiarato come non tecnicamente fattibile l'installazione dei PSS! Cito dalla traduzione in inglese dallo spagnolo "....the feasibility of installing PSS equipment in these facilities was analyzed by the system operator and the companies owning the nuclear power plants, with the conclusion that it was not feasible to equip them with these systems, with the exception of XXX". Dal rapporto di oggi sappiamo che l'unica centrale nucleare spagnola dotata di PSS non era attiva il giorno del blackout perché tutte quelle attive erano senza PSS. Questa informazione non era disponibile dal rapporto precedente perché era segretato in questa parte (a questo si riferisce l'XXX della citazione precedente). Quindi la rete spagnola il 28/04/2025 andava avanti con questi vecchi reattori a cui mancava un dispositivo importantissimo, necessario, data la posizione geografica della Spagna. Insomma, i nucleofossili che gridavano contro le rinnovabili accusandole dei danni del blackout dovranno rimangiarsi tante cose che hanno scritto. Al contrario, il sottoscritto, che scrisse subito dopo quell'evento un articolo di debunking di quelle che già si potevano capire erano bufale si potrà divertire! Link nei commenti anche al mio articolo dell'anno scorso, così giudicate voi chi racconta balle e chi no.
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Mr Smith
Mr Smith@torcia86·
@francescoproia Situazione win win , se poi la nube tossica si estendesse anche verso Pakistan Bangladesh Afghanistan sarebbe un trionfo
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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
@LuMo71 Miiiiinchia! Pure esperto in… Economia Politica internazionale Trasporti Epidemiologia dei trasporti etc… Pico della mirandola una mezza sega al tuo confronto, giggino ! Quando ti passa la sbornia facci un segno, Napoleone ! 🍿🍿
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Luigi Moccia
Luigi Moccia@LuMo71·
Quello che va fatto quando c'è un'improvvisa strozzatura sull'offerta di combustibili L'esatto contrario della demagogia del governo Meloni, che, con il taglio indiscriminato delle accise, non fa abbassare la domanda, paga questo provvedimento con tagli alla sanità e, per giunta, mal distribuisce gli scarsi e velleitari benefici. No, se c'è una strozzatura sull'offerta, bisogna ridurre la domanda con misure che possono sembrare drastiche, ma sono molto meglio di questo fare peggio governativo, foriero di disastri. Bisogna fare: - Limiti di velocità più stringenti (che migliora anche la sicurezza stradale, due piccioni con una fava) - Più trasporti pubblici, ad esempio con blocchi alla circolazione delle auto, come le targhe alterne, e corsie dedicate agli autobus - Smart working - e ogni altra misura di immediato contenimento dei consumi di idrocarburi fossili Sono misure drastiche e di breve periodo? Sì, ma che si può fare oggi se questi qui sono anni che negano l'evidenza di un'eccessiva dipendenza energetica dell'Italia e diffondono la favoletta dell'hub del gas (destra e sinistra, eh, la dipendenza fossile è trasversale)? Andava fatto quello che non si è voluto fare: + pale e pannelli, ovunque, liberi e senza troppe storie: chi sostiene che siano un impatto ambientale va classificato come nemico dell'ambiente + auto e bus e tram e metro e treni elettrici + digitalizzazione per ridurre la domanda di trasporto In questo quadro fosco, l'unica luce in fondo al tunnel è il dato nella figura di destra: Dato di oggi, sul consuntivo dell'anno appena concluso. Pale e pannelli nel solo 2025 hanno aggiunto, a livello mondiale, una capacità di generazione elettrica quasi pari a quella del doppio dell'intera produzione di gas liquefatto del Qatar*. *(ipotizzando che quel GNL sia utilizzato per il termoelettrico; non tutto il GNL lo è? Sì, lo sappiamo, ma sul marginale l'argomento tiene). Adesso capite perché qui su X, come su ogni social media, e purtroppo anche sui media classici, TV e giornali, è tutta una cloaca di disinformazione anti-rinnovabili e di ciance su un nucleare inesistente? Avete unito i puntini? Ancora no? Purtroppo, la vostra incomprensione la pagheremo cara, la pagheremo tutta: sulle bollette e al distributore di carburanti.
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International Energy Agency@IEA

Global oil markets are facing a historic supply disruption amid the war in the Middle East, pushing up prices for consumers. Our new report sets out 10 immediate demand-side options to help governments, businesses & households ease the economic impacts → iea.li/4rBh7rD

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Robert O'Kersevan
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto·
#jackassonate RECORD!!! RECORD!!! RECORRRRDDD!!! ... per CINQUE MINUTI!???🤣😂 Poi sto troll immondo vorrebbe anche essere preso sul serio??? Ma trovategli un circo!🤡
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#DeportElonMusk &#NeverBuyATesla
@DocuVerite Rappel quotidien Nucléaire Comparaison des prix avec l'eolien Hinkley Point C (Nucleaire) £133/MWh Hornsea 3 (Eolien) £48.69/MWh Les phases plus récentes de Hornsea (projets 2, 3 et 4) sont environ 40 à 60 % moins chères que Hinkley Point C Ca met le nucleaire 3 fois plus cher
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Documentaire et Vérité
Le titre « 26,3 milliards d’euros en neuf ans : la facture colossale des aides aux EnR » donne l’apparence d’une addition définitive. Pourtant ce chiffre ne désigne pas le coût de ces énergies, mais seulement une fraction spécifique, comptable et budgétaire. Les 26,3 milliards correspondent exclusivement aux charges de service public de l’énergie (SPE), c’est-à-dire aux compensations versées par l’État pour garantir les tarifs aux producteurs. Ce chiffre ne capture qu’un seul mécanisme, le soutien direct. Or, comme le reconnaît la Cour, le rapport « ne couvre pas la totalité des coûts induits par le déploiement des énergies renouvelables » Dès lors, ce chiffre brandi ne saisit qu’une surface. Il laisse hors champ tout ce qui fait système : les investissements dans les réseaux nécessaires pour intégrer des productions dispersées et intermittentes, les coûts d’équilibrage qu’impose leur variabilité, les charges indirectes répercutées sur les consommateurs via les tarifs d’acheminement... À cela s’ajoutent les engagements futurs déjà contractés, ainsi que des coûts plus diffus encore (coûts d’opportunité, rigidités induites, choix énergétiques contraints... ) qui ne figurent dans aucune comptabilité immédiate. Si l’on cherche malgré tout à reconstituer un ordre de grandeur plus réaliste, l’addition change d’échelle. Aux 26,3 milliards de soutien direct passés, il faut ajouter, au minimum, plusieurs dizaines de milliards de coûts de réseau, d’intermittence et d’effets système. Sans prétendre à une exactitude impossible faute de comptabilité consolidée, on peut raisonnablement estimer que le coût élargi engagé sur la période récente se situe non plus autour de 26 milliards, mais plutôt dans une fourchette de 50 à 70 milliards d’euros. Et si l’on y ajoute les engagements futurs déjà inscrits hors bilan (87 milliards d’€ fin 2024), on comprend que la question n’est plus celle d’une dépense ponctuelle, mais d’une architecture financière de long terme. Car ici réside la limite méthodologique essentielle : seuls les flux monétaires directs de l’État sont comptabilisés. Tout ce qui transite par les consommateurs, les marchés ou les opérateurs disparaît de l’analyse centrale. Le chiffre de 26,3 milliards donne ainsi l’illusion qu’on peut circonscrire le coût, le mesurer, le maîtriser. Alors qu’en réalité, on est face à un système diffus, aux effets multiples, dont une grande partie échappe à la comptabilité publique... Le problème n’est donc pas que ce chiffre soit faux, il est qu’il soit présenté comme suffisant. Car l’enjeu n’est pas seulement celui du montant, mais celui de la lisibilité. Une politique dont le coût réel ne peut être appréhendé qu’indirectement tend, avec le temps, à se soustraire au débat qu’elle devrait pourtant éclairer... ccomptes.fr/fr/publication…
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Michele Boldrin
Michele Boldrin@micheleboldrin·
Almost as good as France, but not quite. By going nuclear France had already lowered that percentage to 7% of the total hours in 2021. If one takes into consideration the geography and climate of most European countries it should be quite clear which is the right path to energy independence in the EU: 2/3 nuclear, 1/3 🌞 and 🌬️. @ora_italia
Jan Rosenow@janrosenow

Spain's renewables build-out has structurally decoupled its electricity prices from gas markets. Gas now sets the price in only 15% of hours, compared to 90% in Italy. Countries that invested early in clean power are far less exposed to fossil fuel price shocks.

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Giuseppe Zollino
Giuseppe Zollino@GiZollino·
Grande @CarloCalenda. Per la cronaca, qui sotto trovate i dati che tutti potete leggere sui bilanci pubblici delle società citate: il risultato operativo (EBIT) di e-distribuzione (gruppo Enel) è stabilmente ben più alto (nel 2024 il quadruplo) di quello di enedis (gruppo EDF, francese). È urgente che @ARERA_it riveda profondamente e ugentemente il sistema regolatorio. Per quanto riguarda il prezzo di vendita dell'energia idroelettrica, è vero che "lo determina il mercato"; pertanto, quando il prezzo marginale in borsa lo fa il gas (il 52% delle ore nel 2025), l'energia idroelettrica è remunerata come fosse prodotta a gas 🤷‍♂️. Quindi -dicono i gestori- non è colpa nostra se è alto. Ma se credono d'esser furbi, cascano proprio male. Guardate nella tabella in basso a dx il prezzo offerto in borsa nel 2025 dai concessionari dei grandi impianti idroelettrici quando sono stati proprio loro a determinare il prezzo marginale (nel 17,5% delle ore, nel 2025): in Zona Nord (dove si trovano la maggior parte degli impianti), il prezzo offerto è stato o appena il 10% inferiore a quello delle centrali a gas o addirittura il 2,5% superiore! Chissà come mai... e se i concessionari insistono coriacemente a sistenere di non poter "sopravvivere" con prezzi più bassi (con buona pace di quelli che "le rinnovabili abbassano il prezzo dell'elettricità"), allora l'unica soluzione è mettere a gara le concessioni in scadenza, prevedendo la remunerazione con un contratto per differenze (esattamente come si fa per tutti i nuovi impianti eolici e fotovoltaici), con offerte al ribasso... e scommetto che si chiuderebbero a non più di 60-65 €/MWh (guardate in Svezia quanto costa l'energia idroelettrica)!
Giuseppe Zollino tweet mediaGiuseppe Zollino tweet media
Carlo Calenda@CarloCalenda

Cattaneo parla dei “distributori” senza ricordare che Enel ha l’85% della distribuzione. Concessione rinnovata senza gara con previsione di eventuale pagamento a carico dei cittadini in bolletta. Ovviamente sugli utili astronomici di Enel distribuzione (regime regolato) Cattaneo percepisce lauti bonus. Questo tipo prende per fessi cittadini e imprese. Spero davvero che @GiorgiaMeloni non lo rinnovi. Altrimenti continuare a parlare di “controllo degli speculatori” fa ridere i polli. PS e ha talmente strizza della verità che ogni volta che parlo di questo si un giornale si precipita a pretendere un’intervista e/o minacciare di togliere la pubblicità.

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Marcello
Marcello@MarcNico26·
@LuMo71 @KersevanRoberto La cosa bella dei social è che c'è gente molto preparata che si atteggia in maniera semplice e cerca di spiegare, senza per forza passare all'ironia da bar. Certo è difficile trovarli ma qualcuno c'è.
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Luigi Moccia
Luigi Moccia@LuMo71·
Volete il disaggregato per fonte e solo nell'UE? Eccovi accontetati Nell'ultimo quarto di secolo: Fonti con maggiore *decrescita*: Nucleare -200 TWh/a Carbone - 530 TWh/a Fonti con maggiore crescita: Eolico +450 TWh/a Solare +367 TWh/a Tu chiamalo se vuoi decadimento nucleofossile
Luigi Moccia tweet media
Robert O'Kersevan@KersevanRoberto

@LuMo71 @PaoloVivani 3. Continui con la ciliegia che è il grafico delle REN, tutte assieme, contro il nucleare? Ma tu, che vivi in Europa, lo sai qual'è la prima fonte da tanti anni, quella che ANCHE ADESSO ti manda in Italia un paio di GW puliti, a basso costo, no? Rosica pure, giggi'!🤡

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Redux
Redux@retrtretertr·
@_Cereme_ Lol le foutage de gueule de dire que le nucléaire n'est pas soutenu alors que l'état a sauvé Areva de la faillite et se retrouve même à devoir détourner le livret A pour éviter la faillite d'EDF.
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Cérémé
Cérémé@_Cereme_·
🎰Hier la Cour des Comptes, aujourd’hui la CRE : en 2025, 20% du productible solaire a été effacé car inutile, et les producteurs compensés par l’Etat ! ▶️En somme, les ENRi surproduisent, sans débouchés, au crochet de notre budget... Le nucléaire, quand il est modulé de force, n’est lui pas soutenu financièrement. Cette gabegie doit cesser. cre.fr/actualites/tou…
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Curiosity
Curiosity@CuriosityonX·
Inside a fusion reactor built by Tokamak Energy, a company based in the United Kingdom. The streaks of green come from ionized lithium injected into the plasma.
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