Roberto De Vogli

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@roberto_devogli

Professor @ UNIPD, author of "Selective Empathy: The West Through the Gaze of Gaza" (Brill) and "Break the Selective Silence on the Genocide in Gaza" (Lancet)

Venice and London 가입일 Ağustos 2011
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Roberto De Vogli
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Oggi, finalmente, esce "Empatia selettiva: perché l'Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza." Il ricavato delle mie royalties e parte dei proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti a EMERGENCY - assistenza sanitaria. shorturl.at/TnTQA Alcune recensioni: «Con grande coraggio e rigorosa ricerca, questo libro rappresenta una denuncia potente del fallimento morale dell’Occidente di fronte al genocidio. Necessario, urgente e di importanza profonda, è un capolavoro di straordinario rigore intellettuale e di profondo coraggio morale.» — Richard Wilkinson, professore emerito di epidemiologia sociale, Università di Nottingham, e autore di La misura dell’anima «Un libro brillante, potente ed essenziale. Presenta una sfida morale che siamo obbligati ad affrontare.» — George Monbiot, editorialista del The Guardian e autore di La dottrina invisibile: la storia segreta del neoliberismo «Le democrazie mature sono scivolate in una distopia: più piccola è l’ingiustizia, più estrema la reazione; più grande è l’ingiustizia, più profonda l’indifferenza burocratica. De Vogli rivela qualcosa che rende il problema ancora più grave: è facile privare le persone dell’empatia, manipolandone la coscienza fino a convincerle che le vittime appartengano a un’altra specie.» — Nassim Nicholas Taleb, professore dell’Università di New York e autore di Il cigno nero «Questo libro spinge a una profonda riflessione su come il genocidio sia stato sostenuto per oltre due anni, attraverso i meccanismi della luttabilità selettiva e della cecità bianca.» — Ghassan Abu-Sittah, rettore dell’Università di Glasgow, direttore del Programma di Medicina dei Conflitti dell’Università Americana di Beirut «Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.» — Martin Shaw, professore emerito di relazioni internazionali, Istituto di Studi Internazionali di Barcellona e autore di La nuova era del genocidio «In questo volume estremamente documentato ed equilibrato, Roberto De Vogli offre una conoscenza aggiornata e sistematica dell’orrore del genocidio israeliano a Gaza — l’uccisione, la fame, la disumanizzazione, lo scolasticidio, l’ecocidio. L’empatia selettiva e la conseguente negazione di solidarietà verso i palestinesi da parte delle élite occidentali sono legate alla potente propaganda di Israele e dei suoi alleati occidentali. Allo stesso tempo, tuttavia, gli atti di coraggio di attivisti, medici e giornalisti testimoniano l’emergere di un’empatia universale e di un’identificazione umanitaria globale.» — Donatella della Porta, professoressa di scienze politiche e sociali presso la Scuola Normale Superiore di Firenze e autrice di Movimenti sociali: un’introduzione «“L’empatia selettiva non è il nostro destino”: è questo il grido etico-politico che emana dal libro potente e intransigente di Roberto De Vogli. Mentre le potenze politiche occidentali predicano un’etica (neo)coloniale della somiglianza ideologica — prendersi cura solo delle vite ebraiche israeliane, delle vite che assomigliano alle nostre — per offuscare gli orrori del genocidio di Gaza, De Vogli presta un’attenzione rigorosa ai modi in cui questo messaggio viene contrastato da incredibili atti di abnegazione: dai medici che si offrono volontari a Gaza, ai soldati israeliani che rifiutano di partecipare a una guerra di annientamento, agli studenti universitari che protestano nei campus e ai docenti che mettono a rischio la propria carriera per la causa della liberazione palestinese. In Empatia Selettiva, Gaza appare come luogo di distruzione assoluta e, allo stesso tempo, di resilienza globale. I leader occidentali vogliono disperatamente che dimentichiamo la prima e soffochiamo la seconda. De Vogli, con coraggio, ci indica la direzione opposta.» — Zahi Zalloua, professore di letteratura e filosofia, Whitman College, e autore di Solidarietà e la causa palestinese: indigeneità, negritudine e la promessa dell’universalità «Questo libro avvincente e imprescindibile offre un’analisi insieme straziante e rigorosa della disumanizzazione sistematica del popolo palestinese, a Gaza e oltre; della complicità della comunità internazionale e delle principali potenze occidentali; e un’illuminante riflessione sui processi — sistemici, istituzionali e, in ultima istanza, civili — che ci hanno condotti a un punto in cui il genocidio è divenuto pienamente normalizzato. Lo consiglio vivamente.» — Nafeez Ahmed, giornalista investigativo, blogger del The Guardian e autore di Alt Reich e Stati falliti, sistemi al collasso @martinshawx @GeorgeMonbiot @NafeezAhmed @dirkmoses @GhassanAbuSitt1 @ProfRGWilkinson @ProfKEPickett @nntaleb @JMontomoli @FranceskoNew @katiaamore @emergency_ong @ilfattoblog @fattoquotidiano @repubblica @Corriere @Gazzettino @ilmanifesto @_MicroMega_ @valigiablu @Feltrinelli_ @Mondadori @feltrinellied @GiuntiEditore @adelphiedizioni @editorilaterza @edizpiemme @NewtonCompton @MarsilioEditori @FaziEditore #gaza #GENOCIDIO #empatia #empatiaselettiva #occidente
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⏳ 85 Seconds to Midnight: The World On the Brink ⚠️ Closer than ever. According to The Bulletin of the Atomic Scientists, humanity has never been in more danger of catastrophe. The Doomsday Clock, as it is called, stands at just 85 seconds to midnight (Bulletin of the Atomic Scientists, 2026). 📢 I will be speaking about this topic at the next book presentation of "Selective empathy: the West through the gaze of Gaza" 🙏 📅 Monday 23 March | 🕔 5–7pm (UTC+1) 📍 Campus Fryslan Groningen 💻 Online streaming: lnkd.in/dMT4m6GC 🎤 Speaker: Roberto De Vogli (University of Padova) 🎓 Coordination: Prof. Arianna Rotulo (University of Groningen) 🗣️ Introduction: Prof. Elias Kondilis (University of Thessaloniki) 💡 Commentators: Prof. Pelin Gul (University of Groningen), Maeve McKeown (University of Groningen), Robert Dasovic (PHM Netherlands) 🔗 Please, take a look at the IAHPE's call for Peace and Health: iahponline.org @EliasKondilis @BulletinAtomic
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Roberto De Vogli
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📘 Launch of the book 'Selective Empathy: The West through the Gaze of Gaza’ 🗓️ Time: Tuesday, February 10th, 5-6 pm, University of Sussex Business School (room tbd) 🎤 Presenter: Dr Roberto De Vogli, Associate Professor at the University of Padova 💬 Discussant: Dr Zahira Jaser, Assistant Professor in Organisational Behaviour, University of Sussex Business School (Department of Management) 📝 Event Description Dr De Vogli will present his latest book: Selective Empathy. He will analyse the greatest moral crisis of our time: the genocide in Gaza. His analysis will reveal a civilisation that reserves compassion for some while ignoring others, blending sharp political critique with psychological insight, and filled with haunting testimonies, suppressed facts, and fearless indictments of Western leaders, journalists, and intellectuals. His thesis is that Gaza has become the West’s mirror - and our moral litmus test. De Vogli challenges prevailing assumptions and calls for a new global solidarity grounded in universal empathy, justice, and emotional decolonisation. 👤 Speaker Biography Dr Roberto De Vogli is an Associate Professor in Global Health and Psychology of Power at the University of Padova and Visiting Professor at the School of Advanced Studies, University of London. He has published numerous articles in peer-reviewed journals including Nature, The Lancet and British Medical Journal, and two books. His two new books are “Selective Empathy: The West Through the Gaze of Gaza” (Brill, Critical Social Studies & Haymarket, Books for Changing the World) and “Wellbeing and UN Sustainable Development Goals" (Edward Elgar). 👤 Discussant Biography Dr Zahira Jaser is an Italian-Palestinian academic. Her research focuses on leadership, power dynamics and the role of technology in manager-worker relationships in particular with regards to voice and silence. She is committed to fostering ethical, sustainable, and just business practices. Her work has been featured in prestigious outlets such as Science, the Financial Times as well as several academic journals (JMS, AMLE, OS, OT, Leadership and others) . Lately, she has focused on informing and shaping the dialogue around anti-Palestinian racism within academic and broader societal contexts. 🎟️ Reserve a spot: eventbrite.co.uk/e/book-launch-… 🎥 If you can’t attend in person, you can join us on Zoom #selectiveempathyy #booklaunch #universityofsussex #businessschool #GlobalHealthh #psychology #ethics #Justice #genocide #GazaGenocide #AcademicEvents #criticalsocialstudies @ZahiraJaser @SussexUni @UniPadova @_dirittiumani @degruyter_brill
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Arturo Dielle
Arturo Dielle@artdielle·
Eccoci all’appuntamento con #CosaLeggoNelWeekend. Stasera finalmente apro “Il cappotto di Proust” di Lorenza Foschini, un libro che ho inseguito per anni nelle bancarelle e che è appena tornato in libreria grazie a @lanavediteseoed. E voi? Cosa state leggendo questo weekend? Ditemi tutto, voglio idee (e rosicare un po’). Una storia vera, ossessiva e bellissima su un cappotto, un collezionista e l’ombra di Marcel, del quale cerco da sempre di leggere tutto ciò che gli riguarda.
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Martin Shaw
Martin Shaw@martinshawx·
According to @kajakallas EU, it is ‘clear that Russia owes reparations’ for the damage it has caused to Ukraine. So will the EU insist on Israeli reparations to Palestine?
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Roberto De Vogli@roberto_devogli·
💚🌍 Diseguaglianze di salute e ambiente a Marghera: verso un’empatia "oltre i confini" Grato di poter contribuire a questo incontro promosso da Epidemiologia & Prevenzione e dalla Venice Bangla School, insieme a Felice Casson, Annibale Biggeri e tante altre voci fondamentali. 📌 "Salute, ambiente e infanzia a Marghera: Epidemiologia partecipata e comunità bengalese nell'area a rischio ambientale di Porto Marghera" 🗓 30 Novembre 2025 | 🕓 16:30 - 19:00 📍 M9 - Museo del '900, Venezia Mestre @reportrai3 @SigfridoRanucci @Gazzettino @corriereveneto @TgrRaiVeneto @ilmanifesto @fattoquotidiano @comunevenezia @Andrea_Zanoni @UniPadova @RaiNews#Marghera #SaluteAmbiente #GiustiziaSociale #Epidemiologia #Comunità #Empatia #Infanzia #PortoMarghera #Partecipazione
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Roberto De Vogli@roberto_devogli·
🔥 EMPATIA SELETTIVA & CENSURA DELLA PAROLA “GENOCIDIO” 🔥 👇 Inizia così “Empatia selettiva" - il Fatto Quotidiano ieri ne ha pubblicato alcuni estratti: ilfattoquotidiano.it/2025/11/26/lin… 📚 "3 giugno 2024. Immaginate di ricevere questo messaggio dall’editore con il quale avete già firmato un contratto per scrivere un libro su Gaza: «Caro Roberto, siamo lieti che tu abbia accettato la nostra proposta contrattuale per il tuo libro Empatia selettiva. Tuttavia, prevediamo dei problemi con la parola “genocidio”. Trattandosi di un termine giuridico, con una definizione legale rigorosa, il suo utilizzo comporterebbe oneri e conseguenze legali sia per te che per noi editori. Per evitare questo terreno scivoloso, ti chiediamo di sostituire la parola “genocidio” con un termine privo di definizione giuridica, sia nel sottotitolo che nel corpo del testo. Un possibile esempio potrebbe essere “atrocità di massa”. Va bene? Un saluto, (firma)». 💬 Martin Shaw, autore di "What is Genocide?" and "The New Age of Genocide", uno tra i massimi esperti di genocidio al mondo, che ha dato l'allarme sul genocidio di Gaza già il 13 Ottobre, 2023, scrive questo: «Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.» 📣 Presentazione di "Empatia selettiva": 📍 Verona, 3 dicembre 🕕 Ore 18 📚 Libreria Feltrinelli – Verona shorturl.at/6hv5d @ilfattoblog @fattoquotidiano @martinshawx @FranceskoNew @katiaamore #empatiaselettiva #censura #Genocidio #Gazaa #dirittiumaniani #informazionee #Occidentete #doppiostandardd #libridaleggere #verona #feltrinelli #GENOCIDEGAZA
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Roberto De Vogli
Roberto De Vogli@roberto_devogli·
@LilianaCherubi1 Sono felice abbia controllato il vocabolario. E ora l'ABC: A) Gaza ha il più alto numero di bambini uccisi in teatri di guerra al mondo, B) il peggiore crollo di longevità in un anno al mondo, e C) il più alto numero di medici, giornalisti e personale dell'ONU ucciso al mondo.
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Liliana Cherubini
Liliana Cherubini@LilianaCherubi1·
@roberto_devogli Una parola che mettete sempre in mezzo quando non sapete come eccepire Sono in corso 56 conflitti armati nel mondo che coinvolgono almeno 92 paesi e hanno causato centinaia di migliaia di morti solo nel 2024 La Palestina rende
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Oggi, finalmente, esce "Empatia selettiva: perché l'Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza." Il ricavato delle mie royalties e parte dei proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti a EMERGENCY - assistenza sanitaria. shorturl.at/TnTQA Alcune recensioni: «Con grande coraggio e rigorosa ricerca, questo libro rappresenta una denuncia potente del fallimento morale dell’Occidente di fronte al genocidio. Necessario, urgente e di importanza profonda, è un capolavoro di straordinario rigore intellettuale e di profondo coraggio morale.» — Richard Wilkinson, professore emerito di epidemiologia sociale, Università di Nottingham, e autore di La misura dell’anima «Un libro brillante, potente ed essenziale. Presenta una sfida morale che siamo obbligati ad affrontare.» — George Monbiot, editorialista del The Guardian e autore di La dottrina invisibile: la storia segreta del neoliberismo «Le democrazie mature sono scivolate in una distopia: più piccola è l’ingiustizia, più estrema la reazione; più grande è l’ingiustizia, più profonda l’indifferenza burocratica. De Vogli rivela qualcosa che rende il problema ancora più grave: è facile privare le persone dell’empatia, manipolandone la coscienza fino a convincerle che le vittime appartengano a un’altra specie.» — Nassim Nicholas Taleb, professore dell’Università di New York e autore di Il cigno nero «Questo libro spinge a una profonda riflessione su come il genocidio sia stato sostenuto per oltre due anni, attraverso i meccanismi della luttabilità selettiva e della cecità bianca.» — Ghassan Abu-Sittah, rettore dell’Università di Glasgow, direttore del Programma di Medicina dei Conflitti dell’Università Americana di Beirut «Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.» — Martin Shaw, professore emerito di relazioni internazionali, Istituto di Studi Internazionali di Barcellona e autore di La nuova era del genocidio «In questo volume estremamente documentato ed equilibrato, Roberto De Vogli offre una conoscenza aggiornata e sistematica dell’orrore del genocidio israeliano a Gaza — l’uccisione, la fame, la disumanizzazione, lo scolasticidio, l’ecocidio. L’empatia selettiva e la conseguente negazione di solidarietà verso i palestinesi da parte delle élite occidentali sono legate alla potente propaganda di Israele e dei suoi alleati occidentali. Allo stesso tempo, tuttavia, gli atti di coraggio di attivisti, medici e giornalisti testimoniano l’emergere di un’empatia universale e di un’identificazione umanitaria globale.» — Donatella della Porta, professoressa di scienze politiche e sociali presso la Scuola Normale Superiore di Firenze e autrice di Movimenti sociali: un’introduzione «“L’empatia selettiva non è il nostro destino”: è questo il grido etico-politico che emana dal libro potente e intransigente di Roberto De Vogli. Mentre le potenze politiche occidentali predicano un’etica (neo)coloniale della somiglianza ideologica — prendersi cura solo delle vite ebraiche israeliane, delle vite che assomigliano alle nostre — per offuscare gli orrori del genocidio di Gaza, De Vogli presta un’attenzione rigorosa ai modi in cui questo messaggio viene contrastato da incredibili atti di abnegazione: dai medici che si offrono volontari a Gaza, ai soldati israeliani che rifiutano di partecipare a una guerra di annientamento, agli studenti universitari che protestano nei campus e ai docenti che mettono a rischio la propria carriera per la causa della liberazione palestinese. In Empatia Selettiva, Gaza appare come luogo di distruzione assoluta e, allo stesso tempo, di resilienza globale. I leader occidentali vogliono disperatamente che dimentichiamo la prima e soffochiamo la seconda. De Vogli, con coraggio, ci indica la direzione opposta.» — Zahi Zalloua, professore di letteratura e filosofia, Whitman College, e autore di Solidarietà e la causa palestinese: indigeneità, negritudine e la promessa dell’universalità «Questo libro avvincente e imprescindibile offre un’analisi insieme straziante e rigorosa della disumanizzazione sistematica del popolo palestinese, a Gaza e oltre; della complicità della comunità internazionale e delle principali potenze occidentali; e un’illuminante riflessione sui processi — sistemici, istituzionali e, in ultima istanza, civili — che ci hanno condotti a un punto in cui il genocidio è divenuto pienamente normalizzato. Lo consiglio vivamente.» — Nafeez Ahmed, giornalista investigativo, blogger del The Guardian e autore di Alt Reich e Stati falliti, sistemi al collasso @martinshawx @GeorgeMonbiot @NafeezAhmed @dirkmoses @GhassanAbuSitt1 @ProfRGWilkinson @ProfKEPickett @nntaleb @JMontomoli @FranceskoNew @katiaamore @emergency_ong @ilfattoblog @fattoquotidiano @repubblica @Corriere @Gazzettino @ilmanifesto @_MicroMega_ @valigiablu @Feltrinelli_ @Mondadori @feltrinellied @GiuntiEditore @adelphiedizioni @editorilaterza @edizpiemme @NewtonCompton @MarsilioEditori @FaziEditore #gaza #GENOCIDIO #empatia #empatiaselettiva #occidente
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Oggi, finalmente, esce "Empatia selettiva: perché l'Occidente è rimasto a lungo indifferente al genocidio di Gaza." Il ricavato delle mie royalties e parte dei proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti a EMERGENCY - assistenza sanitaria. shorturl.at/TnTQA Alcune recensioni: «Con grande coraggio e rigorosa ricerca, questo libro rappresenta una denuncia potente del fallimento morale dell’Occidente di fronte al genocidio. Necessario, urgente e di importanza profonda, è un capolavoro di straordinario rigore intellettuale e di profondo coraggio morale.» — Richard Wilkinson, professore emerito di epidemiologia sociale, Università di Nottingham, e autore di La misura dell’anima «Un libro brillante, potente ed essenziale. Presenta una sfida morale che siamo obbligati ad affrontare.» — George Monbiot, editorialista del The Guardian e autore di La dottrina invisibile: la storia segreta del neoliberismo «Le democrazie mature sono scivolate in una distopia: più piccola è l’ingiustizia, più estrema la reazione; più grande è l’ingiustizia, più profonda l’indifferenza burocratica. De Vogli rivela qualcosa che rende il problema ancora più grave: è facile privare le persone dell’empatia, manipolandone la coscienza fino a convincerle che le vittime appartengano a un’altra specie.» — Nassim Nicholas Taleb, professore dell’Università di New York e autore di Il cigno nero «Questo libro spinge a una profonda riflessione su come il genocidio sia stato sostenuto per oltre due anni, attraverso i meccanismi della luttabilità selettiva e della cecità bianca.» — Ghassan Abu-Sittah, rettore dell’Università di Glasgow, direttore del Programma di Medicina dei Conflitti dell’Università Americana di Beirut «Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.» — Martin Shaw, professore emerito di relazioni internazionali, Istituto di Studi Internazionali di Barcellona e autore di La nuova era del genocidio «In questo volume estremamente documentato ed equilibrato, Roberto De Vogli offre una conoscenza aggiornata e sistematica dell’orrore del genocidio israeliano a Gaza — l’uccisione, la fame, la disumanizzazione, lo scolasticidio, l’ecocidio. L’empatia selettiva e la conseguente negazione di solidarietà verso i palestinesi da parte delle élite occidentali sono legate alla potente propaganda di Israele e dei suoi alleati occidentali. Allo stesso tempo, tuttavia, gli atti di coraggio di attivisti, medici e giornalisti testimoniano l’emergere di un’empatia universale e di un’identificazione umanitaria globale.» — Donatella della Porta, professoressa di scienze politiche e sociali presso la Scuola Normale Superiore di Firenze e autrice di Movimenti sociali: un’introduzione «“L’empatia selettiva non è il nostro destino”: è questo il grido etico-politico che emana dal libro potente e intransigente di Roberto De Vogli. Mentre le potenze politiche occidentali predicano un’etica (neo)coloniale della somiglianza ideologica — prendersi cura solo delle vite ebraiche israeliane, delle vite che assomigliano alle nostre — per offuscare gli orrori del genocidio di Gaza, De Vogli presta un’attenzione rigorosa ai modi in cui questo messaggio viene contrastato da incredibili atti di abnegazione: dai medici che si offrono volontari a Gaza, ai soldati israeliani che rifiutano di partecipare a una guerra di annientamento, agli studenti universitari che protestano nei campus e ai docenti che mettono a rischio la propria carriera per la causa della liberazione palestinese. In Empatia Selettiva, Gaza appare come luogo di distruzione assoluta e, allo stesso tempo, di resilienza globale. I leader occidentali vogliono disperatamente che dimentichiamo la prima e soffochiamo la seconda. De Vogli, con coraggio, ci indica la direzione opposta.» — Zahi Zalloua, professore di letteratura e filosofia, Whitman College, e autore di Solidarietà e la causa palestinese: indigeneità, negritudine e la promessa dell’universalità «Questo libro avvincente e imprescindibile offre un’analisi insieme straziante e rigorosa della disumanizzazione sistematica del popolo palestinese, a Gaza e oltre; della complicità della comunità internazionale e delle principali potenze occidentali; e un’illuminante riflessione sui processi — sistemici, istituzionali e, in ultima istanza, civili — che ci hanno condotti a un punto in cui il genocidio è divenuto pienamente normalizzato. Lo consiglio vivamente.» — Nafeez Ahmed, giornalista investigativo, blogger del The Guardian e autore di Alt Reich e Stati falliti, sistemi al collasso @martinshawx @GeorgeMonbiot @NafeezAhmed @dirkmoses @GhassanAbuSitt1 @ProfRGWilkinson @ProfKEPickett @nntaleb @JMontomoli @FranceskoNew @katiaamore @emergency_ong @ilfattoblog @fattoquotidiano @repubblica @Corriere @Gazzettino @ilmanifesto @_MicroMega_ @valigiablu @Feltrinelli_ @Mondadori @feltrinellied @GiuntiEditore @adelphiedizioni @editorilaterza @edizpiemme @NewtonCompton @MarsilioEditori @FaziEditore #gaza #GENOCIDIO #empatia #empatiaselettiva #occidente

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Martin Shaw
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Sono orgoglioso di aver raccomandato questa potente accusa agli atteggiamenti occidentali nei confronti del genocidio israeliano a Gaza.
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Presenta una sfida morale che siamo obbligati ad affrontare.» — George Monbiot, editorialista del The Guardian e autore di La dottrina invisibile: la storia segreta del neoliberismo «Le democrazie mature sono scivolate in una distopia: più piccola è l’ingiustizia, più estrema la reazione; più grande è l’ingiustizia, più profonda l’indifferenza burocratica. De Vogli rivela qualcosa che rende il problema ancora più grave: è facile privare le persone dell’empatia, manipolandone la coscienza fino a convincerle che le vittime appartengano a un’altra specie.» — Nassim Nicholas Taleb, professore dell’Università di New York e autore di Il cigno nero «Questo libro spinge a una profonda riflessione su come il genocidio sia stato sostenuto per oltre due anni, attraverso i meccanismi della luttabilità selettiva e della cecità bianca.» — Ghassan Abu-Sittah, rettore dell’Università di Glasgow, direttore del Programma di Medicina dei Conflitti dell’Università Americana di Beirut «Rifiutandosi di permettere a Roberto De Vogli di usare la parola “genocidio”, gli editori che inizialmente avrebbero dovuto pubblicare questo libro hanno offerto una dimostrazione concreta della sua stessa tesi. Poiché questo è l’unico termine che descrive in modo adeguato ciò che Israele ha fatto ai palestinesi, dobbiamo essergli grati di aver rifiutato e per aver scelto un editore guidato da principi più solidi. Empatia Selettiva offre un’analisi appassionata, penetrante e scrupolosamente documentata della complicità dell’Occidente e merita di essere ampiamente letto.» — Martin Shaw, professore emerito di relazioni internazionali, Istituto di Studi Internazionali di Barcellona e autore di La nuova era del genocidio «In questo volume estremamente documentato ed equilibrato, Roberto De Vogli offre una conoscenza aggiornata e sistematica dell’orrore del genocidio israeliano a Gaza — l’uccisione, la fame, la disumanizzazione, lo scolasticidio, l’ecocidio. L’empatia selettiva e la conseguente negazione di solidarietà verso i palestinesi da parte delle élite occidentali sono legate alla potente propaganda di Israele e dei suoi alleati occidentali. Allo stesso tempo, tuttavia, gli atti di coraggio di attivisti, medici e giornalisti testimoniano l’emergere di un’empatia universale e di un’identificazione umanitaria globale.» — Donatella della Porta, professoressa di scienze politiche e sociali presso la Scuola Normale Superiore di Firenze e autrice di Movimenti sociali: un’introduzione «“L’empatia selettiva non è il nostro destino”: è questo il grido etico-politico che emana dal libro potente e intransigente di Roberto De Vogli. Mentre le potenze politiche occidentali predicano un’etica (neo)coloniale della somiglianza ideologica — prendersi cura solo delle vite ebraiche israeliane, delle vite che assomigliano alle nostre — per offuscare gli orrori del genocidio di Gaza, De Vogli presta un’attenzione rigorosa ai modi in cui questo messaggio viene contrastato da incredibili atti di abnegazione: dai medici che si offrono volontari a Gaza, ai soldati israeliani che rifiutano di partecipare a una guerra di annientamento, agli studenti universitari che protestano nei campus e ai docenti che mettono a rischio la propria carriera per la causa della liberazione palestinese. In Empatia Selettiva, Gaza appare come luogo di distruzione assoluta e, allo stesso tempo, di resilienza globale. I leader occidentali vogliono disperatamente che dimentichiamo la prima e soffochiamo la seconda. De Vogli, con coraggio, ci indica la direzione opposta.» — Zahi Zalloua, professore di letteratura e filosofia, Whitman College, e autore di Solidarietà e la causa palestinese: indigeneità, negritudine e la promessa dell’universalità «Questo libro avvincente e imprescindibile offre un’analisi insieme straziante e rigorosa della disumanizzazione sistematica del popolo palestinese, a Gaza e oltre; della complicità della comunità internazionale e delle principali potenze occidentali; e un’illuminante riflessione sui processi — sistemici, istituzionali e, in ultima istanza, civili — che ci hanno condotti a un punto in cui il genocidio è divenuto pienamente normalizzato. Lo consiglio vivamente.» — Nafeez Ahmed, giornalista investigativo, blogger del The Guardian e autore di Alt Reich e Stati falliti, sistemi al collasso @martinshawx @GeorgeMonbiot @NafeezAhmed @dirkmoses @GhassanAbuSitt1 @ProfRGWilkinson @ProfKEPickett @nntaleb @JMontomoli @FranceskoNew @katiaamore @emergency_ong @ilfattoblog @fattoquotidiano @repubblica @Corriere @Gazzettino @ilmanifesto @_MicroMega_ @valigiablu @Feltrinelli_ @Mondadori @feltrinellied @GiuntiEditore @adelphiedizioni @editorilaterza @edizpiemme @NewtonCompton @MarsilioEditori @FaziEditore #gaza #GENOCIDIO #empatia #empatiaselettiva #occidente

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Roberto De Vogli
Roberto De Vogli@roberto_devogli·
@martinshawx Thank you very much, Professor Shaw. Your research, books and dedication have been a beacon of reason in a time of darkness. With gratitude, Roberto
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katia amore
katia amore@katiaamore·
Ci indigniamo da giorni per ‘la famiglia nel bosco’ 
Non per scuole fatiscenti, mancanza pediatri, aule affollate... Forse perché certi casi singoli sono punchball perfetti: ci si sfoga a costo zero ‘senza impegno’! Le mie riflessione su Il Principio 👇 open.substack.com/pub/ilprincipi…
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Bassam Bounenni بسام بونني
Trump got an apology. Gaza got silence: Why I quit as a BBC correspondent (My latest piece) thenational.scot/politics/25623… By Bassam Bounenni The BBC swiftly conceded its clash with Donald Trump, predictably, by apologizing for a grave professional lapse that could have been easily avoided. Yet this misstep, among others, pales beside the far greater wrong the corporation inflicted upon an entire nation. Back on October 12, 2023, the editorial meeting was routine, despite Hamas’s attacks the previous Saturday. Tunisia was set to host the world’s first anti-Israel demonstration, and I was assigned to cover it live for the Arabic service. But just before my scheduled broadcast, London went silent. I waited thirty minutes. Then came a terse reply: “All requests have been dropped.” Over the weekend, the BBC issued an apology for labeling London demonstrators as Hamas supporters. These weren’t the first incidents. Forty-eight hours after October 7 attacks, I was asked to travel to Djerba to interview members of Tunisia’s Jewish community. I refused. Such a request risked stigmatizing citizens simply for being Jewish and could have exposed them to danger. Editorial meetings grew tense. The coverage was far from balanced. A Palestinian “dies,” but an Israeli “is killed.” “Clashes” replaced “bombardments.” “Conflict” replaced “siege.” Context vanished. Warnings about war crimes were softened or buried. Pro-Israel voices spoke freely, rarely challenged. International law was treated as optional. Then came chilling news: six Arabic service journalists were being targeted by a forthcoming Telegraph article accusing them of supporting Hamas, based on social media activity scrutinized by the Committee for Accuracy in Middle East Reporting and Analysis, a pro-Israel group. Management offered no defense. Meanwhile, it shielded the identity of Huw Edwards, a prominent presenter accused of misconduct. Nada Abdel Samad, a veteran correspondent in Beirut, saw her 25-year career reduced to a single “like” on a tweet. On October 16, International Chief Correspondent Lyse Doucet speculated about Hamas using civilian infrastructure—a claim Israel has never substantiated. Less than 24 hours later, an Israeli airstrike obliterated Gaza’s Baptist Hospital, killing and injuring hundreds. The next morning, an email from the Board landed with chilling finality: “No one who has watched or listened to the harrowing reports over the last ten days could be left in any doubt about the horror brought about by Hamas’s attack on defenseless civilians in Israel.” Then came the sentence that shattered any illusion of integrity: “As this war continues, with so many deaths of innocent civilians in both Israel and Gaza.” A line that dared to equate the oppressed with the oppressor, the besieged with the besieger. By October 18, Israel had already killed over 4,200 PalestiniansAnd yet, the language remained symmetrical, sanitized, evasive. That was the breaking point. I resigned, effective immediately. My conscience no longer allowed compromise. What I witnessed in those eleven days was only a glimpse of what the BBC would go on to do. Every day since has confirmed my decision was right. The BBC, longconsidered a beacon of journalistic integrity, has fallen far. During the war in Ukraine, journalists spoke with moral clarity. But when it came to Gaza, the compass vanished. Even the basics were missing. When a UN investigation found no credible evidence that 12 UNRWA employees were involved in the October 7 attacks, the BBC sidestepped the exoneration, spotlighting instead a boilerplate call for “improved neutrality.” The organization refused to air a documentary narrated by the son of a Hamas official—then published the child’s photo online, violating the duty to protect minors. The G-word—genocide—became taboo. South Africa’s address before the International Court of Justice wasn’t broadcast. Israel’s rebuttal was. When Israel killed Al Jazeera’s Anas Al Sharif and four colleagues in August, a BBC piece read: “there is the question of proportionality. In targeting Sharif, the IDF killed four other Al Jazeera journalists with no suggestion of any links to Hamas.” A medieval logic, fit for rituals of vengeance. Before her resignation, BBC News CEO Deborah Turness wrote that it had been “almost two years since October 7 when the world witnessed Hamas’s atrocities,” as if the thousands of Palestinian deaths since then did not count. In a final act, the BBC allowed a team to embed with the Israeli military in Gaza—on the condition that all footage be vetted by Israeli censors. The BBC is not alone. The BBC is not alone. Australia’s ABC fired Antoinette Latouf for sharing a Human Rights Watch video accusing Israel of using starvation as a weapon of war. France’s David Pujadas once asked whether a civilian in Gaza should be treated the same as an Israeli. That is not journalism. That is moral collapse. This is not about personal grievance. It is about conscience. And that is why I believe the BBC—and many Western media outlets—owe the people of Gaza an apology. Not just for their silence, but for the consent they helped manufacture to justify the unjustifiable: a genocide.
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Roberto De Vogli
Roberto De Vogli@roberto_devogli·
📷 RESISTERE AL GENOCIDIO 📷 14 novembre | ore 14:00 - 18:00 📷 Webinar gratuito 📷 digiunogaza.it lnkd.in/d3TH-Pu3 #Digiunogaza 15.50 Empatia selettiva ed etnocentrismo – Roberto De Vogli, associato di Salute Globale Università di Padova Per registrarsi al webinar: shorturl.at/Dpf51 #Gaza #DigiunoGaza #Webinar #DirittiUmani #Solidarietà #Attivismo #SaluteGlobale #Educazione #Pace #JusticeForGaza 📷📷 @JMontomoli @micaelafrulli
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