Elena Rubino - Grazie Draghi

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@elerub11

Diritti umani senza ipocrisia.

Katılım Nisan 2013
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Neo
Neo@Realneo101·
BREAKING: Another day, another execution in Iran. Ebrahim Dolatabadi, a father of two young children, was hanged today by the Islamic Republic’s barbaric regime simply for participating in the January protests. When does this nightmare end? Where are the human rights activists? Where is the UN? Why is the world silent while they slaughter our people one by one?
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Katriina Reponen ✝️🇫🇮🇮🇱
Ei se, että BBC vahingossa julkaisi 1500 Hamasin valhetta Gaza sodan aikana, mitä meidän media on toistanut faktoja tarkastamatta, mutta että tahallaan?! 😳 "Raportin mukaan uutisointi oli systemaattisesti vinoutunutta Israelia vastaan. BBC Arabic jätti joitakin faktoja pois tai painotti valikoivasti tarinoita esitti Israelin usein aggressorina sekä antoi tilaa toimittajille tai vieraille, joilla oli äärimmäisiä antisemitistisiä näkemyksiä." Kyseessä ei ole tahaton yksittäinen virhe, vaan rakenteellinen ongelma BBC:ssä, joka Prescottin mukaan johti harhaanjohtavaan uutisointiin globaalisti." telegraph.co.uk/news/2025/11/0… foxnews.com/media/bbc-brea…
Katriina Reponen ✝️🇫🇮🇮🇱 tweet media
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Kambiz Shadmehr
Kambiz Shadmehr@oceanswon·
Il Culto del Carnefice: The Shadow Commander e l'impero del terrore Esiste un virus sottile che infetta il dibattito pubblico occidentale: la sindrome del "nemico affascinante". È quella patologia intellettuale che spinge accademici da salotto, estremisti di ogni colore e sedicenti realisti a tessere le lodi di Qasem Soleimani e delle sue Forze Quds, elevando un architetto del caos a icona di resistenza. Ma chiamiamo le cose con il loro nome. La Forza Quds non è un’agenzia di liberazione; è il braccio armato di una teocrazia che ha trasformato il Medio Oriente in un cimitero a cielo aperto per garantire la sopravvivenza del regime di Teheran. Mentre in Occidente ci si balocca con l’estetica del "soldato-monaco", le milizie dirette dall'IRGC hanno sistematicamente demolito la sovranità di Iraq, Siria e Libano, riducendo intere nazioni a stati-ombra, vassalli di un’agenda settaria che non conosce tolleranza. Il presunto "fallimento" americano in questi teatri, spesso celebrato con un ghigno compiaciuto dai detrattori di Washington, è in gran parte il risultato di una strategia del sangue orchestrata da Soleimani e i suoi predecessori: non una vittoria di ideali, ma l’efficacia brutale di chi ha introdotto mine anti-uomo capaci di sventrare corazzati e ha addestrato cecchini per reprimere le rivolte popolari a Baghdad e Damasco. Eppure, una certa "destra identitaria" lo ammira per la sua sfida al globalismo e una certa "sinistra antimperialista" lo esalta come baluardo contro gli USA. È un corto circuito morale senza precedenti. Come si può invocare la libertà in piazza a Parigi o Roma e contemporaneamente giustificare un uomo che ha tenuto in piedi il regime di Assad a colpi di barili bomba e torture sistematiche? La verità è che l’ammirazione per le Forze Quds è figlia di una profonda frustrazione verso la #democrazia liberale. Chi giustifica Soleimani in nome della lotta all'ISIS commette un errore storico o è in malafede. È vero, le Forze Quds hanno combattuto il Califfato, ma lo hanno fatto solo per sostituire un fanatismo con un altro, eliminando un concorrente per il dominio della regione. Ignorare le fosse comuni, la repressione del dissenso interno in #Iran e il finanziamento di gruppi che usano civili come scudi umani non è "analisi geopolitica", è complicità ideologica. Celebrare il "genio tattico" di un uomo che ha reso il mondo più instabile e violento è un insulto alle migliaia di vittime musulmani, cristiani e laici che hanno provato a sognare una primavera e si sono ritrovati sotto il tacco di una milizia teocratica. L'Occidente deve smetterla di innamorarsi dei propri carnefici solo perché portano una divisa diversa da quella di Washington: il fascino per il male resta fascino per il male, anche quando è ammantato da una mistica orientale. #trump #irgc #FreeIran
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Pink4IRAN🎗️
Pink4IRAN🎗️@pink4iran·
🚨 STILL HANGING. STILL COUNTING. 🚨 612 people hanged in 117 days. That’s 5 human beings every single day. ‼️Since this report at least 23 more. ⚠️Total: 635 souls and counting. And the world is having brunch. #DigitalBlackoutIran
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چشم‌های سارینا 🇮🇷👑
They killed so many that the ditches filled with blood, the streets were full of blood, the walls were soaked in blood, and that's why they've shut down the internet. Mainstream media remained silent by most savagely massacre of protesters in history.
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Vita
Vita@OneLight26·
همین چند تا جمله کافیست تا دنیا رو متحد کنه ریشه ی جمهوری اسلامی رو از بیخ بزنن . یک پزشک جان آدم ها رو نجات داد ، دستگیر شد و دیگر هفته هاست هیچ نشانی از او نیست . نام او #سروناز_امیری ست . از این دختر شریف وطن بگویید و نامش رو تکرار کنید .
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Hamidreza
Hamidreza@justchangingun·
Since the ceasefire, Iranians have woken up every morning to news of executions. Just like before the war ever began.
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Peyman Haghighi
Peyman Haghighi@Peyman223·
من پیمان فرح‌آور هستم و محکوم به اعدام. صدایم باشید!
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Bartolomeo Mitraglia
Bartolomeo Mitraglia@BMitraglia·
In questo giorno, 2 maggio 2004: alcuni terroristi palestinesi hanno teso un agguato a un’auto nei pressi di Kissufim, a Gaza, uccidendo Tali Hatuel — un’assistente sociale ebrea di 34 anni in stato di gravidanza — e le sue quattro figlie: Hila (11), Hadar (9), Roni (7) e Meirav (2). Tali era incinta di otto mesi del suo primo figlio. I terroristi hanno sparato alla sua auto, costringendola a uscire di strada. Dopo i primi colpi, si sono avvicinati di corsa e hanno giustiziato la madre e le sue quattro bambine a bruciapelo, svuotando i caricatori per assicurarsi che fossero morte. Questa non era “resistenza”. Era il massacro deliberato di una donna incinta e delle sue figlie — puro male progettato per massimizzare la sofferenza degli ebrei. Questo è ciò che stava accadendo a Gaza. L’anno successivo, nel 2005, Israele si ritirò completamente da Gaza — sradicando 21 comunità ebraiche, allontanando fino all’ultimo colono e soldato, smantellando le case e persino dissotterrando le tombe ebraiche per trasferirle. Fu una delle decisioni più dolorose e controverse nella storia di Israele. Israele concesse ai palestinesi il pieno controllo del territorio nella speranza che scegliessero finalmente la pace e costruissero uno Stato. Invece, i palestinesi hanno votato e mandato al potere Hamas. Poi Hamas ha inscenato un sanguinoso colpo di stato, ha espulso Fatah da Gaza e da allora governa la Striscia con pugno di ferro. Quasi immediatamente dopo il ritiro, i terroristi hanno iniziato a lanciare razzi contro i civili israeliani. Non si sono mai fermati — migliaia e migliaia di razzi nei successivi 18 anni, interrotti solo da “cessate il fuoco” temporanei che Hamas violava regolarmente — fino al 7 ottobre 2023. Quindi sì, di certo non è iniziato il 7 ottobre.
Captain Allen@CptAllenHistory

On This Day, May 2, 2004: Palestinian terrorists ambushed a car near Kissufim in Gaza & murdered Tali Hatuel — a 34-year-old Jewish pregnant social worker — and her four young daughters: Hila (11), Hadar (9), Roni (7), and Meirav (2). Tali was eight months pregnant with her first son. The terrorists shot at her car, forcing it off the road. After the initial gunfire, they ran up and executed the mother and her four little girls at point-blank range, emptying their magazines to make sure they were dead. This wasn’t “resistance.” It was the deliberate massacre of a pregnant woman and her children — pure evil designed to maximize Jewish suffering. This is what was happening in Gaza. The following year, in 2005, Israel completely withdrew from Gaza — uprooting 21 Jewish communities, removing every last settler and soldier, dismantling homes, and even digging up Jewish graves to move them. It was one of the most painful and controversial decisions in Israel’s history. Israel gave the Palestinians full control of the territory in the hope they would finally choose peace and build a state. Instead, the Palestinians elected Hamas. Then Hamas staged a bloody coup, expelled Fatah from Gaza, and ruled the Strip with an iron fist ever since. Almost immediately after the withdrawal, the terrorists began firing rockets at Israeli civilians. They never stopped — thousands upon thousands of rockets over the next 18 years, interrupted only by temporary “ceasefires” that Hamas routinely broke — right up until October 7, 2023. So yea, it certainly didn't start on October 7.

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Kambiz Shadmehr
Kambiz Shadmehr@oceanswon·
#Gaza: Il Banchetto dei Corvi. Dove sono finiti i miliardi? 💸 Mentre le ruspe dell’ONU scavano tra le 40 milioni di tonnellate di macerie che oggi sono l’unico orizzonte della Striscia di Gaza, un’altra voragine, ben più profonda e invisibile, si spalanca sotto i piedi della comunità internazionale: quella finanziaria. Se la distruzione fisica è figlia del conflitto, il fallimento economico di Gaza è il risultato di un decennio di bulimia corruttiva, dove il cinismo di Hamas e l'inefficienza cronica dell'Autorità Palestinese (ANP) hanno banchettato sulle spalle di una popolazione tenuta in ostaggio. Dall'ultima ricostruzione del 2014 al 7 ottobre 2023, la Striscia ha ricevuto circa 12,5 miliardi di dollari. Una cifra enorme. Invece, i dati della Banca Mondiale e le inchieste del @FinancialTimes e di @Reuters dipingono una realtà opposta: una "cripto-economia" parallela dove il cemento per le scuole diventava cemento per i tunnel, e il carburante per gli ospedali alimentava i generatori dei centri comando sotterranei. Il "Brand #Hamas ": Tunnel sotto, Hotel sopra La responsabilità di Hamas non è solo militare, è predatoria. Per anni, il movimento ha operato come un racket di Stato. Secondo i rapporti del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, Hamas gestiva un portafoglio di investimenti internazionali da oltre 500 milioni di dollari, con asset immobiliari di lusso in Turchia e Sudan, mentre il 60% dei gazawi viveva con meno di due dollari al giorno. Ma la beffa più atroce è stata la tassazione interna. Ogni sacco di farina, ogni litro di benzina che entrava dai valichi, subiva una "tassa di resistenza". Hamas non ha governato Gaza; l'ha affittata ai suoi scopi ideologici, utilizzando i fondi del Qatar circa 30 milioni al mese come scudo finanziario per liberare risorse interne destinate all'armamento. L’ANP: L’immobilità complice Dall'altro lato del muro di inefficienza troviamo l'Autorità Palestinese di Mahmoud Abbas. Mentre Ramallah puntava il dito contro l'assedio, i suoi ministeri continuavano a gestire una burocrazia elefantiaca e opaca. I rapporti di Transparency Internationalhanno ripetutamente segnalato il clientelismo dell'ANP, dove i fondi per i servizi pubblici venivano spesso dirottati per pagare stipendi a "impiegati fantasma" o per garantire la fedeltà dei quadri di Fatah. Il fallimento dell'ANP nel fornire un'alternativa di governance trasparente ha lasciato un vuoto che Hamas ha riempito con il suo welfare radicale, finanziato però con i soldi dei donatori occidentali che oggi, nel 2026, si chiedono dove siano finiti i loro investimenti. Rafah: Il valico della vergogna Non si può parlare di corruzione senza citare il "sistema Rafah". Le inchieste del quotidiano @lemondefr hanno svelato come, prima del collasso finale, uscire da Gaza fosse diventato un business da milioni di dollari. Le tangenti pagate a intermediari locali ed egiziani fino a 10.000 dollari per un visto rappresentavano la prova finale che Gaza non era solo una prigione a cielo aperto per Israele, ma anche un bancomat per chi deteneva le chiavi del confine. Il conto finale💰 Oggi che il conto della ricostruzione tocca i 71 miliardi di dollari, la domanda è: con quale coraggio chiederemo ancora sacrifici ai contribuenti mondiali se le strutture di potere rimangono le stesse? Il 7 ottobre è stato l'epilogo violento di un sistema che marciva dall'interno. Senza una "bonifica" radicale della classe dirigente palestinese, senza un controllo ferreo che scavalchi i ministeri di Ramallah e i tunnel di Gaza, i miliardi del 2026 faranno la fine di quelli del 2015: diventeranno ville a Istanbul o bunker sotto la sabbia. Sommario dei flussi citati (2015-2026): Aiuti totali pre-conflitto:$12,5 Miliardi. Asset esteri di Hamas:~$500 Milioni. Tassa invisibile (Corruzione/Dirottamento): Stimata tra il 15% e il 25% del totale degli aiuti. Costo della ricostruzione futura:$71,4 Miliardi (Fonte: RDNA ONU/Banca Mondiale 2026).
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נועה מגיד | Noa magid
Don’t let her die in the dark. Save Shakila Ghasemi.
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Mariano Giustino
Mariano Giustino@MarianoGiustino·
URGENTE! Nelle carceri iraniane ci sono centinaia di giovani condannati a morte. Ogni giorno il regime iraniano impicca i ragazzi che hanno manifestato la loro voglia di libertà. Mi chiedo, cosa vogliamo fare per salvarli? Cosa intendano fare l'#Italia, la #Germania, la #Francia, il #RegnoUnito, la #Spagna, il #Vaticano e tutti gli altri paesi europei per salvare queste giovani vite? #Iran
Mariano Giustino tweet mediaMariano Giustino tweet mediaMariano Giustino tweet mediaMariano Giustino tweet media
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Senso di giustizia💙
Senso di giustizia💙@sdigiustizia·
Mi consenta, ma la sua analisi è un castello di carte che crolla sotto il peso del diritto internazionale. Affermare che Israele abbia "attaccato il suolo italiano" perché la nave batte bandiera italiana è un errore giuridico che confonde la giurisdizione con la sovranità territoriale. Secondo la Convenzione UNCLOS, la bandiera non trasforma un vascello in un'estensione fisica della patria; se così fosse, ogni controllo doganale in alto mare sarebbe un atto di aggressione territoriale. Lei invoca la difesa dei confini nazionali, ma ignora che la nave non si trovava a ridosso delle nostre coste, bensì in un'area interessata da un blocco navale notificato in una zona di conflitto. Se l'orientamento della missione, come apparso fin dalla partenza, era quello di sfidare tali restrizioni piuttosto che utilizzare i canali diplomatici e logistici ufficiali, ci troviamo di fronte a una scelta che sposta il piano dall'intervento umanitario alla sfida legale. In base al Manuale di Sanremo, lo Stato che impone un blocco ha il diritto di intercettare e ispezionare le imbarcazioni che lo approcciano, indipendentemente dalla bandiera che espongono. Usare il tricolore per muoversi in scenari simili non è un atto di patriottismo, ma una decisione che espone i cittadini a conseguenze giuridiche internazionali chiare. Parlare di "rapimento" per un fermo eseguito secondo le norme di polizia marittima in zona di guerra è retorica politica. Le autorità italiane non restano "zitte" per mancanza di coraggio, ma perché operano nel quadro delle norme internazionali che regolano i rapporti tra Stati sovrani. La vera difesa della patria e del diritto consiste nel rispettare i trattati e la legalità marittima, non nel pretendere che la nostra bandiera diventi una zona franca per chiunque scelga di navigare verso una collisione fisica e diplomatica in scenari di crisi globale.
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IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦
IlGuffanti 🇮🇹 🇺🇦@guffanti_marco·
Ebreo spara pallino di gomma: totale condanna della comunità ebraica. Palestinese sgozza un bambino e stacca la testa di un anziano con la zappa: festa in piazza a GAZA.
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Association Femme Azadi
Association Femme Azadi@femmeazadi·
Les rues d’Iran après le massacre de dizaines de milliers d’Iraniens les 08 et 09 janvier « Aucune eau ne pourra laver tous vos crimes de janvier. Cet océan de sang qu’il y a entre nous est l’une des nombreuses raisons pour lesquelles nous nous battrons, jusqu’à vous détruire jusqu’au dernier. »
Association Femme Azadi tweet media
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Angelo Cennamo
Angelo Cennamo@angelo_cennamo·
Il 70% degli italiani del sud non ha letto neppure un libro negli ultimi 12 mesi. Ultimi in Europa (Cipro e Romania intorno al 67%).
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Elena Rubino - Grazie Draghi
Il 20 maggio sara' trasmesso su Sky il docu film , "Tutto il male del mondo" su Giulio Regeni.
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Matteo Bassetti
Matteo Bassetti@ProfMBassetti·
C’è una pandemia silenziosa, non genera breaking news quotidiane e non mobilita l’opinione pubblica. Ma uccide quanto, e più, del Covid e di ogni altra malattia infettiva. È quella dell’#antibioticoresistenza. I numeri sono impressionanti: oggi nel mondo muoiono circa 5 milioni di persone ogni anno per infezioni da batteri resistenti. È come se ogni anno vivessimo una nuova pandemia. Secondo le stime, nel 2050 moriranno quasi 40 milioni di persone per infezioni da batteri resistenti. Diventerà la prima causa di morte al mondo, più del cancro e delle malattie cardiache. Negli ultimi vent’anni l’uso globale di antibiotici è aumentato di quasi il 50% e sono stati usati troppo e male. Non parlo solo dei medici o dei veterinari. Parlo della gente comune che pensa di poter usare gli antibiotici come vuole. La mortalità per infezioni da batteri resistenti è raddoppiata. Siamo tornati a livelli simili all’era pre-antibiotica. Si rischia di tornare in epica pre-antibiotica quando si moriva per una semplice cistite o per una bronchite. Tutti dobbiamo fare la nostra parte per usare meglio e meno gli antibiotici. E’ un tema di cui si parla ancora troppo poco.
Matteo Bassetti tweet mediaMatteo Bassetti tweet media
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Mossad Commentary
Mossad Commentary@MOSSADil·
💡MOSSAD COMMENTARY: THE IDF'S MISSION MAY NOT BE TO ELIMINATE HEZBOLLAH I spoke to an IDF soldier operating in southern Lebanon. His mission was simple: Find Hezbollah. Target Hezbollah. Eliminate Hezbollah. But here’s the real question: What’s the political mission? Because wars aren’t won on the battlefield alone. Hezbollah is not just a terror group. It’s an Iranian proxy embedded inside Lebanon. Stronger than the Lebanese Army. Sitting inside the government. Operating freely for decades despite being supposed to disarm. So Israel changed the equation. The message to Lebanon became clear: If Hezbollah operates from your territory, you are responsible. Not just Hezbollah. Lebanon. That pressure is already showing results. Diplomatic meetings. Ceasefire talks. Movement behind the scenes. And here’s the part most people miss: Israel’s real goal is NOT to destroy Hezbollah completely. It’s to weaken Hezbollah enough… that the Lebanese government and army are forced to act. To confront them. To outlaw them. To remove them from power. Because only Lebanon can truly end Hezbollah from within. This is the shift: From fighting Hezbollah… to forcing Lebanon to choose. And if Lebanon chooses a future without Hezbollah? That’s where the real opportunity begins: Stability. Investment. Recovery. A country freed from decades of Iranian control. Most people are watching the rockets. Very few are watching the strategy. Boost the algorithm: Bookmark, Share, Reply, Repost, Like and Follow @Mossadil
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Alberto Mario Mura
Alberto Mario Mura@albertomura·
Forse non tutti sanno che "Bella ciao" non fu la canzone diffusa tra i partigiani e non deriva da una canzone delle mondine. La sua origine è invece ebraica yiddish e ne esiste una registrazione del 1919. Link nel primo commento.
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