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🇮🇹 Katılım Nisan 2011
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Repubblica
Repubblica@repubblica·
Era sul campo con una collega fotografa, per raccontare quanto sta avvenendo nel Sud del Libano dove Israele sta tentando di crearsi una zona cuscinetto, quando l’Idf ha preso di mira prima l’automobile che le precedeva uccidendo le persone a bordo. Poi, un’ora e mezzo dopo, pure la casa abbandonata dove Amal Khalil e Zeinab Faraj, giornaliste del quotidiano al-Akhbar, si erano rifugiate. Pur ferite, le due hanno segnalato la loro presenza alle autorità che hanno subito messo in moto i soccorsi. Ci sono stati diversi tentativi: ma l’esercito ha sparato sui soccorritori e pure sull’ambulanza. Solo Faraj è stata portata in salvo, mentre il corpo di Khalil è stato recuperato nella notte, dopo un lungo tira e molla con le autorità israeliane. L’articolo completo di Anna Lombardi su Repubblica #rep
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L'Espresso
L'Espresso@espressonline·
Non siamo noi a promuovere «stereotipi e odio». Contro neonazisti e neofascisti, contro gli antisemiti, siamo dove siamo sempre stati. L’articolo del vicedirettore Enrico Bellavia sarà pubblicato sul prossimo numero de L'Espresso, in edicola da venerdì 17 aprile
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La Stampa
La Stampa@LaStampa·
In Cisgiordania i soldati israeliani hanno lanciato gas lacrimogeni contro bambini palestinesi nel primo giorno di ritorno alle lezioni in presenza, impedendo a decine di studenti del villaggio di Umm al-Khair, vicino a Hebron, di raggiungere la loro scuola. #palestine
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L'Espresso
L'Espresso@espressonline·
L'annessione della Cisgiordania, con i soldati complici dei coloni. Gaza annientata. L'avanzata in Libano. Il confine violato in Siria. La guerra all'Iran. Pulizia etnica e massacri. Così la destra sionista dà forma al Grande Israele Il numero de L’Espresso, in edicola e su app
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Federica D'Alessio
Federica D'Alessio@federdale·
L’ambasciata israeliana in Italia non ha apprezzato questa copertina de L’Espresso. Scrivono: “Condanniamo fermamente l’uso manipolatorio della recente copertina de L’Espresso. L'immagine distorce la complessa realtà con cui Israele deve convivere, promuovendo stereotipi e odio. Un giornalismo responsabile deve essere equilibrato e corretto.” Ma questa foto è vera. L’autore si chiama Piero Masturzo e lo scatto è parte di un reportage dalla Cisgiordania, scritto da Alae al Said, che documenta tutte le angherie che i palestinesi subiscono da parte dei coloni. Il viso mostruoso di questo giovane non è deformato dal fotografo, ma dalla sua stessa cattiveria e inumanità. Il fotografo ha soltanto avuto la grande capacità di catturarlo in una espressione che parla più delle parole. Questo fa il fotogiornalismo. Grazie a @espressonline dunque, e agli autori del reportage, per il lavoro svolto. La reazione provocata ne certifica il valore.
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AA ⚡️
AA ⚡️@AAStack·
Me realizing that the Epstein files were so bad, they started WW3 and faked another moon mission.
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Il Grande Flagello
Il Grande Flagello@grande_flagello·
Mentana: "Gli USA sono nostri alleati perché ci liberarono 80 anni fa" Gabanelli: "Li ringraziamo da 80 anni, ma Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi"
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Paolo Becchi
Paolo Becchi@pbecchi·
Aldo Moro rifiiutò agli USA l'uso delle basi in Italia per i rifornimenti militari a Israele nella guerra del 1974. Craxi, come tutti ricordano, a Sigonella per il famoso aereo dirottato sfidò gli USA. Moro è stato l'unico premier ammazzato Crazi l'unico premier incriminato TOGLI LE FETTE DI SALAME dagli occhi. Smetti di leggere i giornali. Smetti di guardare la TV. @GIO
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Wikileaks Italian 🇮🇹@Wikileaks_Ita

Aldo #Moro fu l'unico Pres Cons 🇮🇹 che rifiutò di supportare #USA🇺🇸 e #Israele 🇮🇱 durante il conflitto arabo-israeliano, pressato da war-criminal Henry #Kissinger che voleva a tutti i costi punti di appoggio

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vittorio
vittorio@IterIntellectus·
Huawei spent $1.5B recreating 12 european villages for their R&D campus because studies show historic architecture improves creativity and wellbeing. meanwhile western tech companies build glass boxes and wonder why everyone’s depressed. the civilization that invented beauty forgot why it matters
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Timostene
Timostene@SandroRossi_x·
L’Italia si sta spegnendo L’Italia si sta spegnendo. Non serve un economista per accorgersene. Basta entrare in un supermercato. I dati 2022-2023 ci dicono che il volume delle vendite nella grande distribuzione è crollato tra il 4 e il 6 per cento. I discount, che dovrebbero essere l’ultimo rifugio delle famiglie in difficoltà, segnano un meno 7 per cento. La carne fresca scende del 10 per cento, il pesce del 12, la frutta e la verdura oscillano tra il meno 8 e il meno 14 per cento. L’ortofrutta registra il calo più violento degli ultimi vent’anni. Anche i prodotti considerati intoccabili cedono: pasta meno 3 per cento, latte meno 5, beni per l’infanzia meno 8. Questi numeri hanno nomi e volti. Sono la madre che sceglie la carne più economica e la pesa due volte prima di metterla nel carrello. Sono il padre che rinuncia al pesce fresco perché costa troppo. Sono i bambini che non vedono più frutta a tavola tutti i giorni. Non è austerità. È povertà che avanza, casa per casa, carrello per carrello. È un Paese che non compra più perché non può più comprare. Nel frattempo la vita si fa più cara. Gli affitti crescono fino al 25 per cento in due anni. Le bollette hanno accumulato aumenti del 40 per cento. La benzina resta su livelli improponibili per chi prende 1.400 o 1.600 euro netti al mese, che sono la condizione reale della metà dei lavoratori italiani. Sopra i 3.000 netti ci arriva meno del 10 per cento della popolazione. Sopra i 5.000 una micro minoranza che vive in un altro Paese, lontano dai supermercati dove il resto degli italiani conta le monete. Un insegnante con vent’anni di servizio guadagna meno di 1.800 euro netti. Un infermiere che lavora su turni, notti e festivi si ferma poco sopra. Un impiegato di banca, figura che un tempo garantiva sicurezza, oggi vive con 1.600 euro e il mutuo sulle spalle. Mentre i politici si aumentano i rimborsi e le società quotate distribuiscono dividendi record. Mentre il governo annuncia il successo e la ripresa. La sanità è un muro invalicabile. Una donna di cinquant’anni che scopre un nodulo al seno aspetta sette mesi per una mammografia. Sette mesi durante i quali ogni giorno è un pensiero che corrode. Sette mesi che possono fare la differenza tra guarigione e metastasi. Questo è il Sistema Sanitario Nazionale oggi. Un sistema che uccide per lista d’attesa. Reparti che lavorano con organici tagliati fino al 30 per cento. Oltre 2,5 milioni di persone che rinunciano alle cure per ragioni economiche. Una visita privata può costare 120 o 150 euro, una specialistica 250. Per milioni di italiani questo significa non curarsi. Significa scegliere tra mangiare e vivere. Sul lavoro, l’età pensionabile è ferma a 67 anni, destinata a salire. Un Paese che obbliga a lavorare fino a quasi settant’anni con stipendi fermi da quindici anni non ha nulla di sostenibile. La mobilità sociale è tra le peggiori dell’OCSE. La povertà assoluta è ai massimi da quando esistono le rilevazioni. I giovani fuggono a centinaia di migliaia l’anno. L’evasione fiscale supera 90 miliardi annui. È un pozzo senza fondo che nessun governo ha mai voluto tappare davvero. Si premia chi evade con condoni e rottamazioni, si punisce chi paga tutto. E intanto il PNRR, che doveva essere il motore della ricostruzione, arranca in modo imbarazzante. Oltre 40 miliardi di euro fermi. Quaranta miliardi che dovevano ricostruire il Paese e invece dormono in cassetti ministeriali, bloccati da burocrazia, incompetenza, incapacità strutturale. Soldi europei che l’Italia non sa spendere mentre annuncia tagli alla sanità, alla scuola, alle pensioni. È l’immagine perfetta di un governo che non governa. Che amministra il declino. E senza il PNRR saremmo già in recessione tecnica, mentre tutta l’Europa cresce più di noi. A questo punto arriva l’obiezione di regime: “È colpa del Superbonus 110 per cento.” No. Il Superbonus è stato gestito da incompetenti e ha generato distorsioni gravi. Ma non ha causato il crollo dei consumi. I dati lo dimostrano: la crisi era già in atto nel 2022 e 2023, mentre il 110 era ancora attivo. La grande distribuzione segnava le prime contrazioni, le famiglie tagliavano già carne e pesce. E soprattutto: il vero problema strutturale dell’Italia è che siamo l’unico Paese OCSE dove i salari reali sono calati negli ultimi trent’anni. Mentre in Germania, Francia, Spagna salivano del 20, 30, 40 per cento, in Italia scendevano. Questo è il cancro. Non il Superbonus. La Spagna investe e cresce. La Francia investe e cresce. Il Portogallo investe e cresce. L’Italia taglia e affonda. Il governo usa il 110 come capro espiatorio per coprire il proprio fallimento. Poi c’è la parte più grottesca. La premier che racconta un’Italia che “raggiunge risultati storici”, che “è diventata un modello europeo”, che “ha migliorato tutti gli indicatori”. Ed è qui che entra in scena la vicenda più simbolica. La libertà di stampa. Reporter Senza Frontiere piazza l’Italia nel 2024 al 46° posto, cinque posizioni più in basso rispetto all’anno precedente. Un crollo. Un segnale grave. Un campanello d’allarme internazionale. E cosa fa la premier? Sostiene il contrario. Dice che l’Italia ha “guadagnato posizioni”. Che stiamo risalendo. Che la stampa è più libera. Tutto pronunciato con sicurezza assoluta. Poi arriva la verità. Era un errore. Stava leggendo la classifica al contrario. Il fondo scambiato per la cima. La discesa letta come salita. Una gaffe che se fosse rimasta in privato sarebbe ridicola. Detta da chi governa un Paese diventa una metafora perfetta del modo in cui si governa: prendere i numeri, rovesciarli, trasformarli in propaganda. Vale per la stampa. Vale per l’economia. Vale per la povertà. Vale per il PNRR. Vale per la sanità. Vale per l’occupazione. Vale per tutto ciò che il Paese vive e che il governo finge di non vedere. L’Italia si trova davanti una frattura reale, documentata, misurabile. Consumi che crollano. Grande distribuzione in contrazione pesantissima. Redditi stagnanti. Inflazione che divora i salari. Servizi pubblici degradati. Giovani che fuggono. Pensioni che slittano. Povertà che sale. E una politica che si racconta trionfatrice guardando grafici sottosopra. Un Paese così non può rialzarsi finché non riconosce la verità. E la verità, oggi, è scritta nei numeri. Non nelle conferenze stampa. Non nelle frasi preparate. Non nelle illusioni. Nei numeri. E i numeri dicono che l’Italia è in crisi. Profonda. Strutturale. Negata solo da chi continua a leggere il foglio nel verso sbagliato. E qui si apre la verità: tutto questo non è un errore. È un tradimento del patto sociale. Un governo che rovescia i numeri, rovescia anche la fiducia. Se continua così, tra due anni il crollo dei consumi sarà irreversibile. La sanità non rallenterà: collasserà. I giovani non emigreranno: scapperanno. Il PNRR non sarà un’occasione sprecata: sarà la condanna definitiva al declino. Mentre il Paese conta le monete alla cassa del supermercato, qualcuno a Palazzo Chigi legge i grafici sottosopra e annuncia il miracolo. Non è incompetenza. È menzogna di Stato. E un Paese che si regge sulla menzogna non si salva. Affonda.
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leyo5.eth@leyo_5·
@WhatsApp my personal whatsapp i use everyday for work and personal stuff has been banned for spam while I've never sent a spam message in my life. I've tried the review on the app and my ban was still confirmed. They don't reply to email, the website doesn't work. Please help!!
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Marco
Marco@P_M_1960·
Tutte le bombe che cadono su Gaza sono prodotte da Stati Uniti, eri Germania e Italia. I piloti israeliani vengono addestrati in Italia. Quello di Gaza è un genocidio che non sarebbe possibile senza il sostegno militare dell'Occidente. Lo ha affermato @rulajebreal che ringrazio.
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Francesca Albanese, UN Special Rapporteur oPt
Quali prove possiede la direttrice dell'ufficio stampa RAI per negare i crimini Israeliani a Gaza contraddicendo l'enormità di prove raccolte dall'ONU, Amnesty International, Forensic Architecture e dozzine di altri esperti? La propaganda progenocidio va indagata e punita.
Il Grande Flagello@grande_flagello

Incoronata Boccia, direttrice Ufficio Stampa Rai: "Non esiste una sola prova che l'esercito israeliano abbia mitragliato civili inermi. Vergogna per il suicidio del giornalismo che si è piegato alla propaganda dei set di Hamas" Non ci sono più parole per questo delirio.

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Alessandro Orsini
Alessandro Orsini@orsiniufficiale·
Meloni: "La pace a Gaza non si deve a Francesca Albanese o Landini, ma a Trump". E ci credo. Era Trump che bombardava i palestinesi, mica Albanese e Landini. Trump ha deciso di smettere di massacrare i palestinesi e il massacro si è fermato. Il meccanismo mi pare abbastanza semplice da capire. Faccio un esempio facile per Delmastro e Donzelli. Tizio prende a pugni in faccia una persona immobilizzata per 24 mesi e poi decide di smettere. E Tizio immediatamente dice: "Datemi il Nobel per la pace, ho fermato il massacro!". Trump non ha fermato il massacro dei palestinesi; ha smesso di massacrarli. Ti prego, Giorgia Meloni, smettila di renderti ridicola. Smettila di attaccare il movimento pacifista italiano. Questa sera sarò ad Accordi e Disaccordi alle 22:50.
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𝕮𝖔𝖓𝖘𝖙𝖆𝖓𝖙𝖎𝖓𝖊 𝕸𝖔𝖗𝖓𝖎𝖓𝖌𝖘𝖙𝖆𝖗 
Incolpevole fino a un certo punto. Il giornalista autore del video che Tajani ha usato per farsi propaganda adesso minaccia di segnalarlo per violazione del copyright. Tajani ha preso un video simbolico, un bambino palestinese che sventola la bandiera italiana tra le macerie, ci ha piazzato sopra il suo logo e l’ha spacciato come se fosse un omaggio al suo Governo. Ora l’autore lo accusa di avergli rubato il contenuto e di averne stravolto il significato. Propaganda misera, figuraccia mondiale. Non era semplice, ma Tajani è riuscito a toccare un nuovo record: superare perfino Salvini nella gara delle gaffe.
𝕮𝖔𝖓𝖘𝖙𝖆𝖓𝖙𝖎𝖓𝖊 𝕸𝖔𝖗𝖓𝖎𝖓𝖌𝖘𝖙𝖆𝖗  tweet media
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