Luca Scagliarini

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Luca Scagliarini

Luca Scagliarini

@scagliarini

I know something about #AI, #NLP, and I try to promote a different view of #Italy. Tweets are my own opinion.

Italy Katılım Ocak 2009
2K Takip Edilen928 Takipçiler
Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@marattin @VeltroniWalter @Corriere Tweet scentrato. Io ho criticato pesantemente ma con tristezza non odio o rabbia. Sono nel settore. Il corriere dovrebbe informare sull’argomento. Magari pubblicando qualcosa anche di leggero ma scritto da qualcuno ne sa. Comunque se lei vuole imparare sono a disposizione😉
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Luigi Marattin
Luigi Marattin@marattin·
Sono rimasto molto colpito dalla reazione di (parte del) web all’intervista di @VeltroniWalter a Claude sul @Corriere di ieri. Con la consueta carica di odio e rabbia che il web regolarmente vomita verso chi non la pensa come quella che si ritiene essere la maggioranza (o chi, semplicemente, non ha le informazioni giuste) si è proceduto all’usuale show di dileggio, insulti e lapidazione di Veltroni. A nessuno è venuto in mente che l’intelligenza artificiale è una vera e propria rivoluzione tecnologica (paragonabile, probabilmente, solo a quello che fu la Rivoluzione Industriale nel 18esimo secolo). Veltroni non sa come usarla? Bene, neanch’io probabilmente; forse non avrei fatto domande molto diverse dalle sue. Forse siamo troppo vecchi, o forse - spero più probabilmente - non abbiamo avuto modo e tempo di capire al meglio che cosa sia l’intelligenza artificiale e come possa aiutarci a vivere meglio. Ho una brutta notizia per voi, comunque: nella nostra situazione, sospetto c’è la stragrande maggioranza della popolazione italiana. E allora invece di porci il problema di come insegnare al maggior numero di persone possibile la più grande innovazione tecnologica degli ultimi due secoli, consideriamo più utile insultare chi non la sa usare o non ha avuto modo di capire come funziona davvero. Strano paese che siamo diventati.
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@pmarca I work in AI. while we are overestimating the effect of the current wave, you are missing what “we” are worried about. It’s the concentration of power that was visible during the last US election when your “class” influenced the outcome in a few months and now is cashing in.
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@RobertoBurioni @GiuseMarongiu @VeltroniWalter Il che rende l’articolo ancora più idiota e un esempio di disinformazione. La glorificazione dell’articolo da parte di gente che dovrebbe sapere cosa sono gli LLM è deprimente sullo stato della classe “dirigente” italiana. Un cambio sostanziale è l’unica arma contro il declino.
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Roberto Burioni
Roberto Burioni@RobertoBurioni·
Leggendo sui social i commenti all'intervista fatta a Claude da @VeltroniWalter ho la fortissima convinzione che pochi qui dentro abbiano una idea concreta del numero di persone, là fuori, che non ha la minima idea di cosa siano i LLM.
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Luca Scagliarini retweetledi
alberto bisin
alberto bisin@albertobisin·
La discussione sul futuro dell’IA e sull’impatto dell’IA su varie importanti dimensioni economici e sociale è attivissima sui social media e altrove .. il provincialismo che questa intervista dimostra è immenso … triste osservare il declino intellettuale - oltre che economico - delle élite del paese.
Michele Boldrin@micheleboldrin

Dovremmo dedicare qualche pubblica e seria riflessione a questa pagliacciata. Rivela, in un colpo solo, la povertà intellettuale del giornalismo "alto" italiano, l'ignoranza dei politici di sinistra che vivono in un mondo vecchio di almeno 50 anni e l'arroganza dei salotti woke milanesi e romani, seconda solo alla volgarità delle terrazze fascio-sovraniste oggi al potere. Che cocktail di provinciale miseria.

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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@RiccardoTrezzi @DeShindig Lo so. Anche io non l’ho mai fatta attivamente ma oggi lo ritengo un dovere civico (per i motivi che, credo, saranno nel tuo libro) e aumenterò l’impegno. Meditate gente meditate… 😀 P.s. @KalistatData è una ottima iniziativa che sto promuovendo visto il campo in cui lavoro.👍
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Riccardo Trezzi
Riccardo Trezzi@RiccardoTrezzi·
@scagliarini @DeShindig Ringrazio per le belle parole, non sum dignus. Riguardo la politica però non credo faccia per me 🤷‍♂️🙏. Ma grazie ancora!
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Riccardo Trezzi
Riccardo Trezzi@RiccardoTrezzi·
#FestaDeiLavoratori Volete sapere perchè le buste paga dei lavoratori italiani sono basse? Perchè il lavoro è in declino da 30 anni almeno in Italia? Allora lasciate la mail su ildeclinoitaliano.it. Il libro dovrebbe essere disponibile la settimana prossima.
Riccardo Trezzi tweet media
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@micheleboldrin Non c’è battaglia più giusta Michele. È durissima perché c’è stata una propaganda di 50 anni che ha imbesuito tantissima gente. Pensa che fatico anche a farlo capire a figlie e amici.
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@FPanunzi Really 😂😂😂 incredibile. Ma come si fa? Una corazzata Potemkin
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@albiz94 @candidoporzus Non lo conosco. Io critico il concetto. Il contratto da dirigente Non ha senso di esistere. Se uno è bravo pagalo di più e fagli scegliere a lui/ lei come vuole spendere i soldi. Per non parlare dei vari sindacati dirigenti. I fondi pensione etc.
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Cino Ducci
Cino Ducci@candidoporzus·
Quanti sono i Dirigenti in Italia Settore Privato: ~ 130–135 mila Settore Pubblico: ~ 140–150 mila Ma vi pare sensato?
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@candidoporzus Ma poi i vari benefits classisti compresi, la cerimonia del passaggio da quadro (altra idiozia) a dirigente, i rimborsi spese più ricchi. Una vergogna.
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Cino Ducci
Cino Ducci@candidoporzus·
@scagliarini Hanno un CCNL che li protegge oltre ogni ragionevole buon senso. Cose da matti.
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Luca Scagliarini retweetledi
Michele Boldrin
Michele Boldrin@micheleboldrin·
ORA! Per riportare al potere chi lavora! Buon #primo_maggio a chi produce e vuole un'Italia che ritorni a crescere! @ora_italia
Michele Boldrin tweet media
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Riccardo Trezzi
Riccardo Trezzi@RiccardoTrezzi·
🇮🇹 Da quanto leggo e sento stamane, la logica sarebbe la seguente: peccato che il #deficit sia stato del 3,1% e non del 2,9% perchè se fosse stato sotto il 3% avremmo potuto finalmente spendere molto di più e aumentarlo. Mentalità pazzesca, un intero Paese malato di #deficit.
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@pwk C’è solo uno (il più giovane) dei gruppi cosiddetti di centro che non teme il dovere lavorare duro propone questo. Gli altri fanno finta che non esista o si offendono. Certo il punto complicato rimane la politica estera.
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Peter W. Kruger
Vedo centristi (sic) dichiarare che, nel contesto politico attuale e dato il sistema elettorale, uno schieramento politico di centro non abbia alcun senso. Ma, dato proprio l’attuale equilibrio nei sondaggi tra formazioni di destra e di sinistra, tanto più forte sarebbe la posizione negoziale di uno schieramento con il potenziale di far pendere la bilancia da una o altra parte al momento delle elezioni. Certo, occorrerebbe una leadership chiara, una negoziazione trasparente di fronte all’elettorato, un grosso lavoro di tessitura del nuovo schieramento e la capacità di guardare oltre la navigazione di piccolo cabotaggio (affarucci). Ma, la sensazione è proprio questa: che i cosiddetti centristi siano perfino più una manica di fancazzisti degli altri…
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Hooman Majd
Hooman Majd@hmajd·
Remarkable that after some 6000+ years of civilization and in the 21st Century there are humans handsomely paid to regularly promote the killing of other humans. washingtonpost.com/opinions/2026/…
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Leonardo Facco
Leonardo Facco@LeofaccoTweet·
FARE IMPRESA ---------------- Antonio ha 26 anni. Vuole aprire una pizzeria a Napoli. Ha trovato il locale, ha imparato il mestiere, ha messo da parte i soldi. È pronto. Quello che non sa è che prima di infornare la prima pizza dovrà: aprire una partita IVA scegliere il codice ATECO giusto tra migliaia iscriversi alla Camera di Commercio inviare la pratica ComUnica presentare la SCIA al comune comprare PEC e firma digitale iscriversi all’INPS ottenere l’autorizzazione sanitaria della ASL frequentare il corso HACCP redigere il piano di autocontrollo preparare il DVR — il Documento di Valutazione dei Rischi nominare un responsabile della sicurezza richiedere il certificato antincendio ai Vigili del Fuoco registrarsi al RENTRI per i rifiuti stipulare un contratto per lo smaltimento degli oli esausti fare il corso di sicurezza obbligatorio trovare un commercialista pagare il diritto camerale annuale. Ma questo è il meno. Il colpo vero arriva dall’INPS. Antonio deve versare circa 4.500 euro l’anno di contributi fissi. Anche se non ha ancora venduto una pizza. Anche se il primo anno chiude in perdita. Anche se il forno resta spento. Quattromila e cinquecento euro che lo Stato vuole comunque — in quattro rate, a prescindere da quanto guadagni. Soldi che un ragazzo che ha appena investito tutto nel locale non ha. Il risultato lo confermano i dati: l’Italia è tra i paesi europei con il tasso più basso di nuove imprese. Non perché manchi l’iniziativa — ma perché il costo per iniziare è troppo alto per chi parte da zero. I contributi hanno una funzione — finanziano la pensione. Ma un contributo fisso su chi non ha ancora guadagnato un euro non è previdenza. È una barriera d’ingresso. Dice ad Antonio: prima paghi, poi hai il diritto di provare. In Estonia apri un’impresa online in 15 minuti e paghi i contributi in proporzione a quello che guadagni. A Napoli servono settimane, migliaia di euro, e un commercialista — e paghi anche se guadagni zero. Lo Stato non prende solo soldi. Prende tempo. Settimane di burocrazia che Antonio potrebbe usare per preparare l’impasto, cercare fornitori, parlare con i clienti. E prende coraggio — perché ogni barriera in più è un ragazzo in meno che ci prova. Chi vuole più imprenditori non aggiunge incentivi. Toglie ostacoli. (Giovanni Affinito)
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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@carloalberto È verissimo per me, ma conoscendo bene il mondo MAGA, io credo che questo tipo di discorsi aumenti il supporto al movimento. Nel mondo della democrazia realizzata abilitato dai social l’effetto boomerang di una comunicazione elitaria (per tono e contenuti) è assicurato.
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C.A. Carnevale-Maffè
C.A. Carnevale-Maffè@carloalberto·
The King's Speech. Prendetevi qualche minuto per seguire il più bel discorso pronunciato da un capo di stato straniero al Congresso USA. Una sintesi rara e preziosa di arte retorica e diplomazia, di ironia e senso della storia, di eleganza e franchezza. Charles III ha onorato il Regno Unito, il Commonwealth, e con loro tutta l'Europa, ricordando all'America i principi che ci uniscono e gli impegni che ci legano, indispensabilmente. E lo ha fatto in un inglese articolato e sontuoso, facendo delle sue parole un atto politico tanto rilevante quanto necessario. La citazione più bella? "We have really everything in common with America nowadays, except, of course, language" (O. Wilde) Qui il discorso integrale al Congresso: youtu.be/WpsgN5iO7qs?si… Qui il calligrafico e pungente intervento alla cena di gala della White House:
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CSPAN@cspan

King Charles III toasts President Trump and the First Lady at state dinner: "Thank you, Mr. President and Mrs. Trump, for your splendid dinner this evening — which, may I say, is a very considerable improvement on the Boston Tea Party."

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Luca Scagliarini
Luca Scagliarini@scagliarini·
@brivael As usual these analyses have some truth. By living in Italy I understand well the inefficiencies of govt influence but considering the level of wealth concentration of the Musks of the world as an optimal, after looking at its effect on the us political system is total bullshit.
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Brivael Le Pogam
Brivael Le Pogam@brivael·
Americans in the replies, yes I'm French, yes I escaped the 57% GDP socialist gulag with only my keyboard and a baguette. If this thread saved you from one Bernie podcast, the tip jar is open. Every dollar = one French bureaucrat short-circuiting. buymeacoffee.com/brivael
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Brivael Le Pogam
Brivael Le Pogam@brivael·
Elon Musk avait dit un truc qui m'avait marqué sur l'allocation de ressources. En substance : passé un certain niveau de richesse, l'argent n'est plus de la consommation, c'est de l'allocation de capital. Cette phrase change tout. L'économie, dans le fond, c'est juste un problème d'allocation. Tu as des ressources finies et des usages infinis. Qui décide où va quoi ? Imagine une cour de récré. 100 enfants, des paquets de cartes Pokémon distribués au hasard. Tu laisses faire. Très vite, un ordre émerge. Les bons joueurs accumulent les cartes rares, les collectionneurs trient, les négociateurs trouvent des deals. Personne n'a planifié. Et pourtant chaque carte finit dans les mains de celui qui en tire le plus de valeur. Le système maximise le bonheur total de la cour. C'est ça, la main invisible. Maintenant fais entrer la maîtresse. Elle trouve ça injuste. Léo a 50 cartes, Tom en a 3. Elle confisque, redistribue, impose l'égalité. Trois effets immédiats. Les bons joueurs arrêtent de jouer, à quoi bon. Les mauvais n'ont plus de raison de progresser, ils auront leur part. Les échanges s'effondrent. La cour est égale, et morte. Elle a maximisé l'égalité, elle a détruit le bonheur. Le problème de la maîtresse, c'est qu'elle ne peut pas avoir l'information que la cour avait collectivement. C'est le problème du calcul économique de Mises, formulé en 1920. L'URSS a essayé de le résoudre pendant 70 ans avec le Gosplan. Résultat : pénuries, queues, effondrement. Pas parce que les Soviétiques étaient bêtes, parce que le problème est mathématiquement insoluble en mode centralisé. Quand Musk a 200 milliards, il ne les consomme pas, il les alloue. SpaceX, Starlink, Neuralink, xAI. Chaque dollar est un pari sur le futur. Et lui a un track record. PayPal, Tesla, SpaceX. Il a démontré qu'il sait identifier des problèmes immenses et y allouer des ressources avec un rendement spectaculaire. L'État aussi a un track record. Hôpitaux qui s'effondrent, éducation qui décline, dette qui explose, services publics qui se dégradent malgré des budgets en hausse constante. Le marché identifie les bons allocateurs, la politique identifie les bons communicants. Le profit n'est pas une finalité, c'est un signal. Il dit : tu as alloué des ressources rares vers un usage que les gens valorisent suffisamment pour payer. Plus le profit est gros, plus la création de valeur est grande. Quand Starlink est rentable, ça veut dire que des millions de gens dans des zones rurales ont enfin internet. Quand un ministère est en déficit, ça veut dire qu'il consomme plus qu'il ne produit. L'un crée, l'autre détruit, et on appelle ça redistribution. Dans nos sociétés il y a deux catégories d'acteurs. Les entrepreneurs et les bureaucrates. L'entrepreneur prend un risque personnel pour identifier un problème, mobiliser des ressources, créer une solution. S'il se trompe il perd. S'il a raison, ses clients gagnent, ses employés gagnent, ses fournisseurs gagnent, l'État collecte des impôts. Il est la cellule de base du progrès humain. Le bureaucrate ne prend aucun risque personnel. Son salaire est garanti. Au mieux il maintient une rente existante. Au pire il la détruit par excès de réglementation, mauvaise allocation forcée, incitations perverses qui découragent ceux qui produisent. Mais dans aucun cas il ne crée. Regarde les 50 dernières années. iPhone, internet civil, SpaceX, Tesla, Google, Amazon, Stripe, mRNA, ChatGPT. Toutes des inventions privées, portées par des entrepreneurs, financées par du capital risque. Pas un seul ministère n'a inventé quoi que ce soit qui ait changé ta vie au quotidien. La France est devenue le laboratoire mondial de la dérive bureaucratique. 57% du PIB en dépenses publiques, record absolu. Une administration tentaculaire, une fiscalité qui pénalise la création de richesse. Résultat : décrochage face aux États-Unis, à l'Allemagne, à la Suisse. Fuite des cerveaux. Désindustrialisation. Dette qui explose. Et le pire c'est que la mauvaise allocation s'auto-renforce. Plus l'État prélève, moins les entrepreneurs créent. Moins ils créent, moins il y a de base fiscale. Plus l'État s'endette et taxe. Boucle de rétroaction négative parfaite. La maîtresse pense qu'elle aide, et chaque année la cour produit moins. Dans nos sociétés, ce sont les entrepreneurs, toujours, qui font avancer la civilisation. Les bureaucrates au mieux maintiennent une rente, au pire la détruisent. Aucune société n'a jamais progressé en taxant ses créateurs pour subventionner ses gestionnaires. La question n'est jamais qui a combien. C'est qui alloue le mieux la prochaine unité de ressource pour maximiser le futur de l'humanité. La réponse depuis 200 ans n'a jamais changé. Ce ne sont pas les fonctionnaires.
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