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Alessandro Romano
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@dottorpax Effetto Peltzman dal nome dell’economista Sam Peltzman, che lo formulò nel 1975 studiando l’impatto delle normative sulla sicurezza stradale negli Stati Uniti.
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Si parla con molto interesse, e a ragione, di agentic AI: modelli capaci non solo di generare risposte, ma di prendere decisioni, pianificare azioni, coordinare processi ed eseguire compiti complessi con crescente autonomia.
Per sicurezza (e per rassicurarci), costruiamo attorno a questi sistemi protezioni di vario tipo: guardrail, controlli automatici, auditing continuo, ambienti isolati, supervisione umana nei passaggi più delicati. In altre parole, costruiamo recinti.
La domanda è semplice: cosa accade quando questi recinti sembrano funzionare bene?
Immaginiamo un canyon dalla vista mozzafiato: senza protezioni pochi si avvicinano al bordo, perché il rischio è evidente e la prudenza spontanea. Poi, magari dopo un incidente, viene costruito un solido recinto: le persone si sentono protette, si avvicinano per ammirare, il loro numero cresce. L’esperienza appare sicura, finché, sotto pressione, il recinto cede e muoiono in molti.
È l’intuizione di quello che chiamo il fence paradox: una protezione che riduce il rischio individuale può aumentare quello collettivo, perché modifica l’esposizione complessiva. Il rischio non scompare: viene redistribuito e concentrato.
A questa dinamica si aggiunge la teoria del termostato di Wilde e Adams. Gli individui hanno un livello di rischio ritenuto accettabile: se l’ambiente appare più sicuro diventano più audaci; se appare più pericoloso, più prudenti. È un adattamento quasi automatico. I sistemi di guida assistita rendono l’auto più sicura, ma talvolta riducono l’attenzione; la protezione funziona, ma il comportamento muta.
Nei nuovi sistemi di intelligenza artificiale, introduciamo controlli sofisticati, monitoriamo gli output, limitiamo azioni, manteniamo un umano nel ciclo decisionale. Ogni sistema diventa o sembra diventare più affidabile e prevedibile, di conseguenza deleghiamo decisioni sempre più importanti, riduciamo la supervisione (all'umano di cui sopra affidiamo più sistemi, generando automation bias), automatizziamo processi critici ed eliminiamo ridondanze. Il rischio percepito scende, l’autonomia concessa aumenta: il termostato entra in funzione.
Si consideri l’uso di agenti AI nei mercati finanziari: monitorano posizioni in tempo reale, ottimizzano portafogli, limitano perdite. Le oscillazioni sembrano più contenute e cresce il capitale affidato agli algoritmi; le strategie convergono, la leva aumenta, l’intervento umano si dirada. Il sistema appare stabile, ma quando si verifica uno shock inatteso, le reazioni diventano simili, le posizioni vengono liquidate simultaneamente e la correlazione (o meglio la comonotonia) esplode. La protezione riduce il rischio ordinario, ma aumenta l’esposizione sistemica.
Un fenomeno analogo può emergere nelle infrastrutture critiche. Un’AI che gestisce reti energetiche o logistica ottimizza processi e riduce inefficienze. Il sistema diventa più efficiente e meno ridondante. Certo, la ridondanza è costosa, ma assorbe gli shock! Quando la delega è quasi totale, un errore può propagarsi con la stessa velocità dell’efficienza celebrata. Anche qui, il rischio locale diminuisce, ma la fragilità complessiva aumenta.
L’agentic AI non elimina il rischio; può ridurre errori frequenti, ma anche accrescere l’impatto di errori rari e sistemici. Inoltre, anche questi sistemi possono essere soggetti a una forma di (auto)omeostasi del rischio: modelli ottimizzati per stabilizzare l’ambiente potrebbero assumere esposizioni maggiori quando la volatilità appare bassa, aggiungendo un ulteriore livello di complessità.
Non è un argomento contro regole o guardrail. Servono, insieme alla consapevolezza che nessun recinto è definitivo. Con l’agentic AI la vera sfida non è costruire sistemi perfettamente sicuri, ma evitare che la loro apparente sicurezza ci renda collettivamente più fragili.
Il pericolo più grande non è l’errore dell’algoritmo, ma il momento in cui smettiamo di considerarlo possibile (come tanti claim roboanti qui sopra spesso suggeriscono).
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Tehran tonight: Over 100,000 people have filled just a few kilometers of Andarzgoo Street. A protester on video says, “They opened fire, and people are going right back at them.”
In Shiraz, protesters control several streets near Darvazeh Saadi and have blocked the path of regime forces. In Rahmat Boulevard, crowds are still out.
In Parand, near Independence Square, regime forces, including IRGC, are using live fire. But protestors are not backing down.
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#3settembre 1982: la mafia uccide il Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, con la moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo. Rimane vivo e indelebile l’esempio di assoluta fedeltà e dedizione allo Stato e alla collettività

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Bruciati vivi, finiti a colpi di machete, incarcerati. Sono storie che non toccano la comfort zone occidentale, dove ci si dimentica sempre dei 365 milioni di cristiani oppressi. L'articolo di Matteo Matzuzzi è nel Foglio del weekend
edicoladigitale.ilfoglio.it

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⚠️Bonus Psicologo 2025: non era previsto nessun click day per il 25 luglio.
Le date per fare domanda verranno comunicate dopo la pubblicazione del Decreto.
👉 inps.it/it/it/inps-com…
Inps Comunica

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Il mitico GP di Pescara
Slicer@Slicer_F1
🧵El circuito más largo de la historia de la Fórmula 1 (No, no es Nürburgring) Esto es Pescara, Italia. (1957)
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Due parole.
“Tu dois”.
Tu devi. Che cosa c’è di più quintessenzialmente laico e cartesiano, e quindi francese, del tema assegnato all’esame di filosofia per l’ammissione all’ENA di Parigi?
Non so bene perché, ma stamattina avrei ricominciato tutto da capo nella vita, accettando di scommettere su quelle 6 ore di compito solitario, durante le quali “l’usage de la calculatrice n’est pas autorisé”...
HT @RnaudBertrand

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This is the philosophy subject for the 2025 entrance exam of France's École Normale Supérieure: just two words in quotation marks, "Tu dois" ("You must").
The candidates had 6 hours to write their essay around this 😅
For those who aren't familiar with it, École Normale Supérieure is France's most prestigious "grande école" and by some measures the top intellectual institution in the world. For instance it has produced more Nobel laureates and Fields Medalists per student than any other institution globally.
The entrance exams, like this philosophy prompt, are famous for their difficulty.

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@santangelo_s In un hangar polveroso nelle steppe del Kazakistan, uno degli ultimi resti della corsa allo spazio della Guerra Fredda, Buran lo shuttle spaziale sovietico giace dimenticato.
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Interesting news about Gravy Analytics being breached, a US 🇺🇸 company that sells analytics based on location data from mobile devices 📱🌍📍
It was disclosed in a post on the predominantly Russian-speaking cybercrime forum XSS[.]is
More details: neteye-blog.com/2025/01/gravy-…

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